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(Adnkronos) - Un docente di un istituto superiore della provincia di Pistoia è finito agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, con l'accusa di violenza sessuale su minorenne (una studentessa della propria classe) aggravata dal contesto scolastico; la preside dello stesso istituto è a sua volta agli arresti domiciliari, accusata di favoreggiamento personale poiché lo avrebbe aiutato a eludere le investigazioni in corso. La notizia è riportata oggi da 'La Nazione'. Le misure cautelari nei confronti dei due sono scattate venerdì 28 marzo, su ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pistoia, Luca Gaspari, al termine del lavoro d’indagine portato avanti dai carabinieri e diretto dal sostituto procuratore Chiara Contesini. L'indagine è partita lo scorso novembre, a seguito della denuncia presentata dalla mamma di una studentessa minorenne, che avrebbe trovato sul cellulare della figlia delle chat dal contenuto esplicito con il docente. Interrogata dagli inquirenti, l'adolescente avrebbe raccontato - secondo quanto ricostruito - di essere stata costretta dal professore a subire dei palpeggiamenti del fondoschiena in orario scolastico. Lo stesso professore - prontamente sospeso dal Provveditorato agli studi - che in un paio di occasioni avrebbe anche provato a baciarla, sempre a scuola. Diverso il quadro del coinvolgimento della dirigente scolastica: l'accusa nei suoi confronti sarebbe sostanzialmente quella di aver ostacolato le indagini in corso, anche attraverso una segnalazione pregiudizievole della presunta vittima delle violenze. Non solo: la stessa preside, secondo altre fonti, avrebbe indebitamente avvertito il professore della denuncia che pendeva sulla sua testa, proprio durante lo svolgimento del lavoro degli inquirenti. Probabile che anche la dirigente venga sospesa. L’indagine portata avanti dai carabinieri si è conclusa soltanto nei giorni scorsi. L’ordinanza emessa dal giudice Gaspari, sulla base del lavoro portato avanti dalla pm Chiara Contesini, poggia su oltre milleduecento pagine di materiale raccolto: una mole documentale importante che adesso è al vaglio degli avvocati difensori, che presto potrebbero presentare ricorso contro le misure cautelari emesse nei confronti dei rispettivi assistiti. Intanto la vicenda è inevitabilmente trapelata tra le mura dell’istituto coinvolto, generando un misto di stupore e preoccupazione tra docenti e studenti.
(Adnkronos) - "Cirfood è un'impresa di persone per le persone. Quando progettiamo le mense aziendali lo facciamo sempre pensando sempre alla customer experience di persone che quei luoghi vivranno e che fruiranno dei nostri servizi. Il benessere delle persone è progettare offerte alimentari che valorizzino il rapporto tra cibo e salute". Lo ha detto Marcello Leonardi, regional sales director di Cirfood, intervenendo all'evento 'Nutrire il benessere. Il valore della ristorazione aziendale', in corso oggi al Cirfood District. Per Leonardi, nella ristorazione aziendale centrale è il valore "del concetto di inclusività e anche di convivialità". "Noi promuoviamo soluzioni di servizio che siano a basso impatto ambientale. E poi il continuo miglioramento dei nostri format, anche attraverso lo stimolo che arriva dall'esterno dai nostri clienti, che sono per noi fondamentali. E poi l'uso della tecnologia, che ci permette oggi di offrire sempre più servizi personalizzati", ha concluso.
(Adnkronos) - Non solo la Marmolada, il ghiacciaio simbolo delle Dolomiti. Nei prossimi decenni potrebbero ridursi, fino a sparire, anche gli altri ghiacciai di queste montagne. A sostenerlo uno studio realizzato dall'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) e dall'Università Ca' Foscari Venezia, appena pubblicato sulla rivista The Cryosphere. Hanno collaborato alla ricerca il Comitato Glaciologico Italiano, la Società Meteorologica Alpino-Adriatica, l'Arpa Veneto, il Servizio geologico di Danimarca e Groenlandia, l'Università tecnica della Danimarca, l'Università Roma Tre e l'Università del Quèbec a Montreal. "Le Dolomiti sono state oggetto di numerosi studi in ambito geologico, geomorfologico e sulla biodiversità. Tuttavia, i ghiacciai di questa regione sono spesso rimasti ai margini dell'esplorazione scientifica, ad eccezione del ghiacciaio della Marmolada, il più esteso della zona - spiega Renato R. Colucci, ricercatore del Cnr-Isp e coautore del paper - Nonostante le informazioni sui ghiacciai delle Dolomiti fornite dalle due edizioni dei catasti dei ghiacciai italiani del 1962 e del 2015, i dati disponibili in merito alla loro evoluzione nel corso del tempo sono stati finora estremamente frammentari, e spesso sono stati solo qualitativi, soprattutto per quanto riguarda le loro variazioni di volume. Il nostro è il primo lavoro a presentare una stima pluridecennale (dagli anni '80 al 2023) della variazione topografica e del bilancio di massa degli attuali ghiacciai montani presenti nelle Dolomiti". Un risultato raggiunto in due step: per il periodo dagli anni '80 al 2010 è stata impiegata la tecnica Structure from Motion (Sfm) applicata ad immagini aeree storiche; dal 2010 al 2023 invece si è fatto uso anche di immagini con droni (Uav) e acquisizioni Light Detection and Ranging (Lidar) da elicottero, che hanno permesso un'elevata risoluzione e accuratezza. Al 2023, ultimo anno preso in esame dallo studio, si contavano 9 ghiacciai, anche se la frammentazione del ghiacciaio della Marmolada in 4 corpi glaciali distinti, porta il numero totale a 12. "L'area totale di questi ultimi 12 ghiacciai è passata da poco più di 4 km quadrati negli anni '80 a poco meno di 2 km quadrati oggi, con una perdita del 56%, di cui il 33% dal 2010 - precisa Andrea Securo, dottorando dell'Università Ca' Foscari Venezia e coautore dello studio - Complessivamente abbiamo riscontrato una diminuzione della superficie topografica media dei ghiacciai di 28,7 metri dal 1980 al 2023, di cui il 33% tra il 2010 e il 2023. Il ghiacciaio che ha subito la riduzione maggiore è quello della Fradusta, che ha visto una diminuzione di spessore medio di 50 metri ed una riduzione areale del 90%". I dati sulle temperature sono stati elaborati per lo studio assieme ad Arpa Veneto che ha quantificato un aumento di +2.0°C, circa +0.5°C per decade negli ultimi 40 anni. Al contempo i dati mostrano anche un certo aumento delle precipitazioni nevose ma solo in alta quota, fenomeno che, avvertono i ricercatori, non è stato sufficiente a colmare la maggiore fusione dovuta a estati sempre più lunghe e più calde. In conclusione, lo studio mette in luce che in tutta l'area, il 66% dell'intera perdita di volume è attribuibile al solo ghiacciaio della Marmolada. "Oggi le aree di accumulo dei ghiacciai delle Dolomiti si trovano al di sotto della linea di equilibrio glaciale alpina, un indicatore del fatto che, nel giro di pochi decenni, questi ghiacciai scompariranno o si frammenteranno in piccoli corpi glaciali senza dinamica. Il loro destino appare purtroppo inevitabile anche assumendo una stabilizzazione del clima sui valori medi degli ultimi 30 anni (1991-2020)", concludono gli autori.