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(Adnkronos) - L'allerta per l'Etna rimane gialla, la colata di lava non si ferma ma non desta preoccupazioni. E' l'aggiornamento della Protezione Civile nella giornata di oggi, 2 gennaio. "Alla luce delle valutazioni tecniche, la colata lavica risulta attualmente scarsamente alimentata e non determina alcun pericolo per i centri abitati", rende noto il dipartimento sottolineando che la situazione "resta tuttavia oggetto di monitoraggio costante" e che eventuali variazioni del flusso lavico saranno "prontamente valutate e comporteranno, se necessario, una rimodulazione delle misure e dei servizi di protezione civile". La colata lavica attiva nella Valle del Bove, sul versante orientale dell'Etna, resta, dunque, 'sorvegliata speciale'. Oggi nel corso della giornata si sono svolte due riunioni in videoconferenza. La prima, indetta dal dipartimento della Protezione civile nazionale, con la partecipazione della Protezione civile regionale, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), è stata finalizzata all'esame della situazione vulcanologica e alla definizione degli scenari evolutivi del fenomeno. Confermato il livello di allerta nazionale giallo. L'Ingv ha evidenziato che, "anche nel caso di mantenimento dell'attuale tasso di alimentazione della colata o di un suo raddoppio, non si configurano scenari di rischio per i centri abitati più prossimi". Nel pomeriggio il capo del dipartimento della Protezione civile della Regione siciliana ha convocato una riunione di coordinamento territoriale con i sindaci dei Comuni che hanno adottato ordinanze di regolamentazione degli accessi. Un vertice a cui hanno partecipato anche rappresentanti di prefettura, questura, Corpo forestale della Regione siciliana, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) e servizio 118. In chiusura dei lavori è intervenuto anche il presidente del Parco dell'Etna, a cui è stata richiesta "una comunicazione più efficace sui rischi vulcanici e un rafforzamento della segnaletica informativa". È stato, inoltre, confermato che risulta attivato il cancello sul sentiero di Pietracannone, presidiato dal Corpo forestale della Regione siciliana, e che è in atto una vigilanza dinamica da parte della Polizia di Stato. "Se il tasso effusivo alla bocca si mantiene costante, la colata lavica rimarrà confinata all’interno della desertica Valle del Bove", fa sapere l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma sulla base di simulazioni realizzate dall'Osservatorio etneo di Catania. L'eruzione dell'Etna, iniziata lo scorso 24 dicembre, a partire dal pomeriggio del primo gennaio è stata interessata da una nuova fenomenologia caratterizzata dall’apertura di una piccola fessura eruttiva a una quota di circa 2.100 metri sul livello del mare localizzata subito a monte del Monte Simone, alla base della parete nord della Valle del Bove. "Da questa fessura eruttiva - spiegano dall'Ingv -, interessata da una debole attività esplosiva e da un basso tasso effusivo medio (circa 5m 3/s) misurato da dati satellitari, viene emessa una colata lavica che si sta sviluppando all'interno della porzione centrale della desertica Valle del Bove". Ieri mattina i dati forniti dall’Osservatorio Etneo hanno evidenziato che la lunghezza massima del campo lavico era di circa 2.8 chilometri e il fronte lavico più avanzato si attestava a una quota di circa 1420 metri alle 12.30, subito a est del rilievo di Rocca Musarra. "Contestualmente prosegue una debole attività esplosiva Stromboliana al Cratere Voragine che produce blande emissioni di cenere", spiegano da Ingv.
(Adnkronos) - Entrerà in vigore tra tre giorni il testo che modifica e posticipa l’applicazione del Regolamento Eudr. E' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il Regolamento (UE) 2025/2650 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2025, che modifica il Regolamento (UE) 2023/1115-Eudr riguardo determinati obblighi a carico di operatori e commercianti. “Si chiude così un percorso complesso che ha visto l’impegno concreto e costante di Federlegnoarredo, insieme ad altri attori, portando a un risultato importante: misure finalmente più attuabili”, commenta il presidente di Federlegnoarredo Claudio Feltrin. “Un ringraziamento speciale va alle associazioni europee Cei Bois ed Efic, di cui siamo membri, per il contributo costante e costruttivo. Resta ora fondamentale proseguire il lavoro in stretta collaborazione con le istituzioni affinché il percorso verso la sostenibilità, prioritario per noi, sia sempre più condiviso, e la tutela dell’ambiente proceda di pari passo con la tenuta del tessuto industriale”.
(Adnkronos) - «Rendere il territorio più sano, più pulito e più biodiverso»: con questo obiettivo, cinque anni fa, è nato il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, che oggi celebra un traguardo storico con la messa a dimora del 100.000° albero. A sottolinearne il valore è Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma che definisce il risultato tutt’altro che scontato. «Ci siamo dati un obiettivo quantitativo perché è importante avere dei traguardi. Centomila alberi in cinque anni sembravano una sfida ambiziosa, e invece ce l’abbiamo fatta», afferma. Un successo reso possibile, spiega Chiesi, «grazie alla collaborazione delle istituzioni, dei privati, delle aziende, dei cittadini e delle associazioni», che rende questo risultato «il simbolo di una comunità che si prende cura di se stessa e del proprio territorio». La posa del Ginkgo biloba in viale Du Tillot segna anche l’avvio di un nuovo progetto: la nascita dell’arboreto urbano di Parma, concepito come museo a cielo aperto dedicato alla cura del territorio e alle generazioni future. È un Ginkgo biloba, pianta antichissima e straordinariamente resistente, a rappresentare il significato profondo del 100.000° albero piantato dal progetto KilometroVerdeParma. «La scelta non è casuale -spiega Maria Paola Chies-. Il ginkgo ci lega alla storia del pianeta: cresce lentamente, diventa imponente, ed è il simbolo di un amore per il territorio che richiede tempo ma si costruisce in modo solido». Chiesi ha aggiunto che l’albero messo a dimora in viale Du Tillot è anche il primo tassello dell’arboreto urbano, destinato a diventare «una grande biblioteca di alberi, con centinaia di specie diverse». Un progetto che guarda lontano e che nasce dalla partecipazione condivisa di cittadini, bambini, istituzioni e partner. «Prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno», conclude.