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(Adnkronos) - Un permesso annuale da mille euro per i veicoli elettrici che vogliono accedere alle zone a traffico limitato e il pagamento delle soste nelle strisce blu per tutte le auto mild hybrid. Questo il contenuto dei due provvedimenti di indirizzo firmati dall'assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè. I "due provvedimenti di indirizzo saranno poi sottoposti all'esame della Giunta entro febbraio e che rientrano nell’ambito delle misure volte a decongestionare l’area del centro storico capitolino, patrimonio Unesco, limitandone l’accesso ai veicoli privati". Mariacristina Masi, Consigliere FdI in Assemblea Capitolina, ha commentato la notizia in una nota: "Sulla Ztl la Giunta Gualtieri mostra il suo vero volto. Altro che transizione ecologica e sostegno ai cittadini: siamo di fronte all’ennesimo provvedimento punitivo che colpisce famiglie, lavoratori e imprese. La decisione di imporre il pagamento di mille euro alle auto elettriche e di ripristinare i parcheggi a pagamento per le ibride rappresenta un clamoroso dietrofront politico e morale. Per anni i romani sono stati incentivati – anche attraverso fondi pubblici e campagne istituzionali – a investire in veicoli meno inquinanti, affrontando costi spesso elevati in nome di una mobilità più sostenibile. Oggi, quegli stessi cittadini vengono penalizzati e traditi nelle loro legittime aspettative." "Non è soltanto una scelta sbagliata: è una misura profondamente iniqua. - prosegue Masi - Si delinea una città sempre più divisa, con un centro storico trasformato in un’area riservata a pochi e periferie lasciate nel caos del traffico, senza alternative di trasporto pubblico realmente efficienti. È una visione ideologica che rischia di acuire le disuguaglianze invece di ridurle. L’Assessorato competente, invece di introdurre, con idee bislacche, nuove restrizioni e nuovi costi, dovrebbe garantire parcheggi di scambio funzionanti, potenziare il trasporto pubblico e assicurare collegamenti adeguati tra centro e quadranti periferici. Colpire chi ha già sostenuto sacrifici economici per acquistare un’auto ecologica è un atto di miopia politica e di scarsa coerenza istituzionale." "Sul fronte dei parcheggi, ricordiamo al Sindaco e all’Assessore che in questi anni gli stalli sono stati progressivamente ridotti in tutta la città, centro storico compreso, senza che siano state offerte soluzioni alternative credibili. Ora non si può chiedere ai romani di pagare il prezzo di scelte amministrative sbagliate. Chiediamo alla Giunta Gualtieri un immediato ripensamento del provvedimento e l’apertura di un confronto serio e trasparente in Assemblea Capitolina. Roma non può essere governata con decisioni calate dall’alto, prive di condivisione e lontane dalle esigenze reali dei cittadini", conclude Masi. Democrazia Sovrana Popolare attacca il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il Partito Democratico, definendo la misura che prevede un contributo annuale da 1.000 euro per l’accesso delle auto elettriche alla Zona a traffico limitato "un atto di ostilità sociale radical chic". In una nota, Dsp parla di "tassa mascherata" e di "provvedimento che non ha nulla di ambientale e tutto di fiscale", sostenendo che dopo l’introduzione della fascia verde l’amministrazione compirebbe “un nuovo atto di arroganza ideologica”. Secondo il movimento, la decisione finirebbe per colpire anche chi ha investito somme rilevanti per acquistare un’auto elettrica, confidando nelle agevolazioni previste per i veicoli meno inquinanti. "Prima hanno spinto i cittadini a cambiare auto in nome dell’ecologia, ora cancellano l’accesso gratuito e lo trasformano in un privilegio a pagamento”, si legge nella nota, che parla di accanimento burocratico e vessazione economica. Dsp accusa inoltre il centrosinistra romano di non avere una visione strategica sulla mobilità urbana e di non aver rafforzato in modo adeguato il trasporto pubblico. "Solo divieti, sanzioni e balzelli – sostiene il movimento – colpendo chi lavora e chi deve attraversare la città per necessità". Il partito annuncia quindi un’opposizione ferma al provvedimento e chiede il ritiro immediato della misura, oltre all’apertura di un confronto con cittadini e categorie produttive. "Roma non può diventare una città per pochi privilegiati che possono permettersi permessi da 1.000 euro l’anno", conclude la nota "La prima direttiva - si legge - introduce un permesso annuale a titolo oneroso, pari a 1.000 euro, per i veicoli a trazione esclusivamente elettrica, in sostituzione dell’attuale regime di libero accesso gratuito (resta gratuita la sosta sulle strisce blu). È bene sottolineare che il pass rimane a costo zero per tutti i cittadini con veicolo elettrico che hanno diritto all’ingresso in Ztl per una condizione legata al proprio status (ad es.: residenti, disabili, rappresentanti di commercio, strutture alberghiere). Per le nuove immatricolazioni il permesso a titolo oneroso sarà operativo non appena implementato il nuovo sistema di rilascio. Per gli attuali titolari di autorizzazione gratuita, invece, Roma Servizi per la Mobilità invierà una comunicazione con le modalità e i termini per richiedere il nuovo permesso a pagamento, qualora si intenda mantenere l’accesso alla Ztl". Nella nota, l'assessore spiega come "l’esigenza del provvedimento nasce dall’incremento significativo dei veicoli elettrici in circolazione e dal conseguente aumento delle autorizzazioni di accesso alle Ztl. Pur trattandosi di mezzi a zero emissioni, questa crescita sta incidendo sulla congestione del traffico e sulla disponibilità di stalli di sosta, soprattutto nel centro storico. Il provvedimento costituisce quindi uno strumento di regolazione della mobilità urbana, coerente con le politiche di sostenibilità e di tutela della vivibilità urbana". "La seconda direttiva prevede la revisione della disciplina di gratuità della sosta nelle aree tariffate (strisce blu) per i veicoli ibridi, attualmente prevista dalla Deliberazione di Giunta Capitolina n. 257/2008, introducendo la sosta a pagamento per i non residenti nel loro ambito territoriale per i veicoli mild hybrid e mantenendo l’esenzione per i veicoli full hybrid e plug‑in hybrid. Questo provvedimento si è reso necessario per tutelare la funzione delle strisce blu, che non servono solo a limitare la mobilità privata ma soprattutto a garantire la rotazione della sosta e una maggiore possibilità di trovare parcheggio. Dal punto di vista emissivo, i veicoli mild hybrid presentano benefici limitati rispetto ai full hybrid e ai plug-in hybrid, perché - concludono - l’apporto elettrico è marginale e non consente la marcia in modalità elettrica pura nelle condizioni urbane tipiche".
(Adnkronos) - Giurarsi amore eterno davanti a un piatto stellato? Perché no. Per festeggiare San Valentino al top, e incantare la 'dolce metà', la scelta migliore è sicuramente quella di concedersi una cena in uno dei migliori ristoranti. Ma quanto si arriva a spendere e cosa aspettarsi dalle cucine più blasonate? Ecco qualche esempio, su e giù per lo Stivale, per farsi un'idea e, soprattutto, per capire se il cuore val bene una cena. Volendo puntare ai massimi livelli, ci sono gli chef tristellati, spesso considerati inarrivabili, anche perché eternamente pieni, soprattutto per le serate speciali come questa. L'Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler, a Brunico (Bz), offre un’esperienza pensata per celebrare l’amore in tutte le sue forme: un menu speciale accompagna gli ospiti in un percorso di gusto da vivere con lentezza, tra intimità e calore, dove ogni dettaglio è pensato per rendere questo giorno davvero unico. Nel menù, a 95 euro, Verza al forno ripiena, Risotto con blu di bufala e tartufo nero, e poi doppio secondo con Trota al caviale e zabaione salato e Vitello al pepe nero e barbabietole. Per assaporare la cucina dello chef Massimiliano Alajmo (3 stelle a Le Calandre di Rubano, Padova), si può optare per un altro dei suoi locali, Le Cementine di Roncade (Treviso), per un menù completo di San Valentino a 100 euro. Inutile, invece, lanciarsi nell'intero weekend da sogno proposto (con prezzo anch'esso da sogno) a Villa Crespi, con lo chef Antonino Cannavacciuolo, dove, oltre alla cena tristellata, è previsto anche un massaggio di coppia e un welcome bouquet in camera con Champagne e cioccolatini: è già sold-out. Intramontabile la proposta di Heinz Beck, sempre presente quando si tratta di occasioni speciali da trascorre nella sua Pergola al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel di Roma. Nel menù: fegato grasso d'anatra con carciofi e gel di amaretto, ricciola con sedano marinato ai profumi di rosa turca, melograno e cioccolato ossidato, astice su estratto di liquirizia, cuore di spinaci e fagioli borlotti, solo per citare i primi tre dei sette piatti in degustazione per 750 euro in due. Passando alle due stelle Michelin, l'offerta si allarga e spuntano idee interessanti al Sud. Nel suo ristorante La Madia di Licata (Ag), lo chef Pino Cuttaia non anticipa nulla, ma promette per la sera del 14 febbraio un menu esclusivo, creato appositamente "in occasione della celebrazione dell’amore" (la spesa per una menu degustazione mediamente va dai 150 ai 190 euro a persona). Il George Restaurant, primo due stelle Michelin 2026 di Napoli, presso il Grand Hotel Parker's, l'albergo più antico della città, ha in serbo un menù di quattro portate, più amuse bouche e dessert, firmato dallo chef Domenico Candela, a 167 euro a persona. Una serata speciale attende gli innamorati anche al Moma di Roma, una stella Michelin, che per San Valentino propone una serata all’insegna della seduzione giocosa. Lo chef Andrea Pasqualucci ha costruito un menu che si veste di rosso: tra giochi cromatici, note iodate, accenti floreali, carni opulente ammansite da bacche e frutti rossi e materie prime che si trasformano e travestono, il percorso si snoda in una rappresentazione allegorica di un amore che vive di equilibrio tra leggerezza e profondità, dall'Ostrica alla brace, margarita e aneto in apertura fino allo Yogurt di pecora e lamponi che chiude il percorso (costo 200 euro). Per la notte più romantica dell’anno, il Ristorante Serrae Villa Fiesole, 1 stella Michelin, invita gli innamorati a vivere un’esperienza sensoriale unica nella cornice dell'FH55 Hotel Villa Fiesole, sospesa tra alta cucina, panorama mozzafiato e intimità senza tempo. Lo chef Antonello Sardi firma un menù di San Valentino che celebra l’amore attraverso materie prime d’eccellenza, tecnica raffinata e un racconto gastronomico elegante e seducente (279 euro inclusi i vini). A Milano, ci si può regalare una cena da Cracco in Galleria (1 stella Michelin), dove il menu degustazione tradizionale parte dai 350 euro. Ma per San Valentino Carlo Cracco ha pensato di stupire con una serie di edizioni speciali di cioccolatini, fra baci, tavolette, combo, e persino un kit dolce e uno salato, con packaging nei colori dell'amore. E se l'amore si vuole festeggiarlo con dolcezza, in arrivo quattro creazioni firmate dal maestro pasticcere Vincenzo Faiella, di San Marzano sul Sarno (Sa) - semifreddo al rocher, cheesecake ai frutti di bosco, al cappuccino e mousse al tris di cioccolati - disponibili sia in monoporzione sia in formato torta, pensata per trasformare il regalo in un momento di condivisione.
(Adnkronos) - "L’Italia è tra i paesi leader in alcune filiere, può guidare la nuova industrializzazione europea e rivendicare le proprie eccellenze". Lo dice Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, durante la presentazione dei risultati della terza edizione del progetto 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy' a Roma. “Abbiamo un problema su alcune filiere industriali storicamente deindustrializzate, come chimica e siderurgia, la cui crisi parte dagli anni ’90 e non è colpa del Green Deal europeo”, ha aggiunto Ciafani, sottolineando l’urgenza di azioni concrete. “Vogliamo fare in modo che il Clean Industrial Deal europeo possa vedere l’Italia protagonista, contribuendo alla nuova reindustrializzazione del Vecchio Continente”. Legambiente ha così presentato il Libro bianco con 30 proposte, frutto di un percorso di confronto con le imprese più innovative iniziato nel luglio 2025, “per orientare le politiche industriali verso sostenibilità, innovazione e occupazione green. Speriamo che le politiche industriali possano partire anche dalle nostre 30 proposte”.