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(Adnkronos) - Il sindacato dei medici ambulatoriali Sumai Assoprof "esprime stupore, amarezza e profonda preoccupazione per quanto accaduto nella seduta della Conferenza Stato-Regioni del 15 gennaio 2026, nella quale è stata rinviata, a seguito di una nota del Mef e del Ragioniere generale dello Stato, l'approvazione dell'Accordo collettivo nazionale della specialistica ambulatoriale, nonostante fosse già iscritto all'ordine del giorno della Conferenza insieme all'Acn della medicina generale, che invece è stato approvato pur in presenza delle medesime richieste di approfondimento formulate dal Mef". Così una nota firmata da Antonio Magi, segretario generale del Suami Assoprof. "Si tratta - spiega - di un grave segnale di scarsa considerazione istituzionale nei confronti di oltre 20mila medici e professionisti specialisti ambulatoriali convenzionati pubblici, che continuano quotidianamente a garantire, nonostante tutto, l'erogazione delle prestazioni specialistiche a carico del Ssn nei poliambulatori pubblici, negli ospedali pubblici, nei pronto soccorso, a domicilio dei pazienti, nei Dipartimenti di Salute mentale, nei Serd e all'interno degli istituti penitenziari, assicurando ai cittadini servizi essenziali del Ssn". "Tutto ciò - scrive Magi - è avvenuto nonostante liste d'attesa per i cittadini sempre più lunghe per accedere a visite e prestazioni specialistiche, e di fronte a retribuzioni oggettivamente inaccettabili e non più sostenibili per medici e professionisti specialisti, pari a circa 35 euro lordi all'ora per i medici specialisti ambulatoriali e circa 29 euro lordi all'ora per le altre professionalità sanitarie ferme a 5 anni fa. Valori vergognosamente distanti dalle responsabilità cliniche, assistenziali e organizzative quotidianamente assunte e dai carichi di lavoro insostenibili che contribuiscono in modo diretto alla progressiva disaffezione verso il lavoro pubblico convenzionato, a diretta gestione del Ssn, all'interno delle strutture pubbliche. La nota del Mef rappresenta, a nostro avviso, uno schiaffo istituzionale non solo alla categoria, ma anche alla Corte dei conti, che aveva chiaramente certificato la correttezza dell'Accordo apponendo il cosiddetto bollino blu, nonché alla stessa Conferenza Stato-Regioni e alla Sisac, che insieme alle organizzazioni sindacali avevano lavorato con senso di responsabilità per giungere in tempi rapidi alla definizione dell'Acn, propedeutico alla messa a terra del Pnrr e del Dm 77". "Appare infatti ancora più incomprensibile il rinvio - continua Magi - se si considera che l'Acn della specialistica ambulatoriale rappresenta uno strumento indispensabile per rendere operativi, nei prossimi 5 mesi, gli obiettivi del Pnrr e del Dm 77/2022, in particolare per l'attivazione delle Case della comunità, degli Ospedali di comunità e dell'assistenza domiciliare, attraverso il lavoro in équipe, sia monoprofessionale sia - soprattutto - multiprofessionale e multidisciplinare, come previsto dal modello delle Aft e delle Uccp. Un obiettivo che richiedeva proprio la contestuale approvazione dei due Acn, sia della medicina generale e sia di quello della specialistica ambulatoriale, infatti entrambi inizialmente iscritti all'ordine del giorno". "Il rinvio dell'Acn della specialistica ambulatoriale - avverte il segretario generale del sindacato dei medici ambulatoriali - rischia di compromettere di fatto il modello di integrazione professionale previsto dalle riforme, creando una frattura evidente tra programmazione normativa e reale capacità di attuazione nonché previsto dai rispettivi propedeutici atti di indirizzo". Il Suami Assoprof auspica "che quanto accaduto rappresenti solo esclusivamente un rinvio tecnico e non una scelta politica di marginalizzazione della specialistica ambulatoriale pubblica, che continua a garantire prestazioni fondamentali nonostante condizioni economiche e professionali sempre più penalizzanti". In attesa della nuova seduta della Conferenza Stato-Regioni prevista per i primi giorni del mese di febbraio, il sindacato dichiara quindi formalmente "lo stato di agitazione della categoria. In assenza dell'approvazione dell'Acn - conclude Magi - il Sumai Assoprof si riserva di mettere in campo tutte le iniziative sindacali previste dalla legge, insieme alle altre organizzazioni sindacali firmatarie, compresa l'astensione al lavoro sino ad approvazione dell'Acn, a tutela della dignità professionale degli specialisti ambulatoriali e del diritto dei cittadini a una sanità pubblica efficiente, integrata e realmente territoriale".
(Adnkronos) - Il dibattito sulla normativa Cbam (Carbon border adjustment mechanism) continua a essere acceso, con la Commissione Ue che annuncia la soppressione dei dazi sui fertilizzanti, categoria che include anche l’urea utilizzata per la produzione di colle impiegate nella fabbricazione dei pannelli a base legno. Questo si aggiunge al possibile inserimento della clausola che permette di sospendere l’applicazione del Cbam per l'urea e i fertilizzanti in caso di onerosità ridondanti. “Una proposta, quest’ultima, che va nella giusta direzione, anche se preoccupano le tempistiche e le modalità di applicazione: abbiamo bisogno di certezze” spiega Paolo Fantoni, presidente Assopannelli di FederlegnoArredo. “Di fatto - afferma - la quota di importazioni provenienti da Paesi effettivamente soggetti recentemente a dazi è marginale rispetto al totale delle forniture verso l’Ue: l’impatto della loro eliminazione sarebbe sostanzialmente residuale e non compenserebbe i costi aggiuntivi derivanti dall’entrata in vigore del meccanismo Cbam. Come Assopannelli di FederlegnoArredo, auspichiamo l’apertura di un confronto con le istituzioni, valutando la possibilità di eliminare urea e fertilizzanti dalla lista dei materiali soggetti a Cbam, oltre a eventualmente scaglionare nel tempo la piena operatività del meccanismo”.
(Adnkronos) - Il Consorzio Italiano Biogas esprime soddisfazione per l'approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio che contiene disposizioni normative che rafforzano l’integrazione del biometano nel sistema energetico nazionale. Grazie a questa misura si stabilisce l’obbligo, per le imprese di trasporto e distribuzione del gas naturale, di connettere alla rete sia i nuovi impianti di produzione di biometano sia quelli derivanti dalla riqualificazione di impianti di biogas esistenti. La misura approvata introduce inoltre la possibilità di interventi di potenziamento della rete, anche attraverso la collaborazione tra diversi operatori, così da superare gli attuali limiti infrastrutturali e favorire un utilizzo più ampio del biometano. Un passaggio fondamentale riguarda la ripartizione dei costi di connessione: il 70% degli investimenti e il 100% dei costi relativi ai sistemi di misura e compressione saranno a carico dei gestori di rete, mentre la quota restante del 30% sarà sostenuta dai produttori e il tutto sulla base di un criterio di allocazione dei costi su scala nazionale. Al fine dell’attuazione dei nuovi principi introdotti sarà necessaria una nuova delibera di Arera e le nuove regole saranno fondamentali per la prosecuzione dello sviluppo del biometano una volta terminati gli interventi finanziati dal Pnrr. "La misura accoglie un’esigenza più volte rappresentata dal Cib, contribuendo concretamente a rimuovere le barriere strutturali che frenano lo sviluppo della produzione di biometano, risorsa strategica per la transizione energetica del Paese. Non serve infatti solo lavorare sul supporto alla produzione ma serve anche lavorare sull’adeguamento dell’infrastruttura per accogliere la produzione decentralizzata. Il Consorzio ha fornito in questo senso un contributo attivo e costruttivo a questa misura, collaborando alla sua articolazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con Proxigas, mettendo a disposizione competenze tecniche e proposte concrete per garantire che la normativa potesse adeguarsi alle recenti direttive Comunitarie e che rispondesse alle esigenze dei produttori agricoli e dell’industria". Il Consorzio Italiano Biogas conferma la propria disponibilità a lavorare insieme alle Istituzioni e agli operatori del settore, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per accompagnare la crescita di un sistema energetico nazionale più integrato e sostenibile.