ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Anche in Italia è disponibile il primo trattamento dell'esofagite eosinofila (Eoe) in età pediatrica. Si tratta di dupilumab che - come da determina dell’Aifa-Agenzia italiana del farmaco pubblicata in Gazzetta ufficiale - verrà rimborsato per la patologia, quando prescritto in bambini di età compresa tra 1 e 11 anni di almeno 15 kg di peso e che non sono adeguatamente controllati, non sono candidati o sono intolleranti alla terapia medica convenzionale. Lo annuncia Sanofi, in una nota, sottolineando che "si tratta di un traguardo fondamentale per questa popolazione di pazienti che sino ad ora non aveva opzioni per gestire una patologia cronica e progressiva che impatta notevolmente sulla qualità di vita e le relazioni sociali del bambino e di tutta la famiglia", in una fase particolarmente critica della vita, in cui una corretta nutrizione è essenziale per la crescita e lo sviluppo. "Vivere con l’esofagite eosinofila significa affrontare ogni giorno difficoltà che vanno ben oltre i sintomi fisici - afferma Roberta Giodice, presidente di Eseo Italia, associazione di famiglie contro l'esofagite eosinofila e le patologie gastrointestinali eosinofile - La necessità di svariati controlli ed esami invasivi per monitorare e mantenere stabile la remissione, le limitazioni alimentari, a volte anche autoinflitte, la paura del pasto, le ripercussioni sulla socialità e sulla vita scolastica possono pesare enormemente su bambini e adolescenti, così come sulle loro famiglie. Poter ampliare le opportunità di cura e disporre in commercio di una terapia mirata per questa patologia rappresenta una risposta concreta fondamentale ai bisogni dei pazienti e apre la strada a un miglioramento sostanziale della loro qualità di vita". La rimborsabilità si basa sui risultati dello studio registrativo di fase 3 Eoe Kids, che ha dimostrato come la risposta a dupilumab nei bambini affetti da Eoe sia simile a quella ottenuta nelle popolazioni di adulti e adolescenti per i quali il farmaco era già approvato e rimborsato. In particolare, ha consentito la remissione istologica della malattia nella maggior parte dei pazienti, una riduzione della conta degli eosinofili intraepiteliali esofagei, una riduzione dei risultati endoscopici anomali e della gravità ed estensione della malattia (misurata a livello microscopico) e un miglioramento complessivo dei sintomi e della loro gravità, nonché la diminuzione del numero di giorni con almeno un sintomo. I risultati dello studio sono stati pubblicati nel ‘New England Journal of Medicine’. L’esofagite eosinofila è una malattia infiammatoria cronica e progressiva, legata a un’infiammazione di tipo 2, che compromette la struttura e la funzione dell’esofago. Spesso difficile da riconoscere, viene frequentemente confusa con disturbi digestivi più comuni, con conseguenti ritardi nella diagnosi e nell’avvio di un trattamento adeguato. L’incidenza della patologia - riporta la nota - è in costante aumento. Nei paesi occidentali, è stimata in circa 20 casi per 100.000 abitanti e di 2,6 casi ogni 100.000 bimbi, in età pediatrica. La malattia presenta un andamento bimodale, con un primo picco intorno ai 12 anni e un secondo tra i 30 e i 44. Negli ultimi vent’anni si è osservato un incremento costante di incidenza e prevalenza, con un rischio di sviluppare la patologia 2-3 volte maggiore nei maschi rispetto alle femmine. I bambini con Eoe presentano inoltre un rischio più elevato di patologie atopiche associate come asma, rinite allergica e dermatite atopica. La sintomatologia varia in base all'età e può avere un impatto significativo sulla nutrizione, sulla crescita e sulla qualità della vita dei pazienti pediatrici. Nei neonati e lattanti i sintomi più frequenti includono rigurgito, vomito, rifiuto dell'alimentazione e difficoltà di crescita. Nei bambini in età prescolare prevalgono dolore addominale, nausea e disturbi simili al reflusso gastroesofageo. Nei piccoli in età scolare e negli adolescenti, si manifesta più spesso con difficoltà nella deglutizione, episodi di blocco del bolo alimentare e dolore toracico non correlato alla deglutizione. Oltre alle manifestazioni fisiche, la malattia può incidere in modo rilevante anche sul benessere psicologico e sociale, influenzando la vita quotidiana e le relazioni familiari e scolastiche. "L'esofagite eosinofila è una patologia cronica complessa, che richiede un approccio basato sull'evidenza scientifica e multidisciplinare - illustra Claudio Romano, Past president della Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp) e presidente della fondazione Sigenp Ets - Come Sigenp siamo impegnati da anni nel promuovere la conoscenza della malattia e nel supportare i clinici attraverso la definizione di raccomandazioni condivise. La disponibilità di una terapia biologica mirata e rimborsata per i bambini rappresenta un importante avanzamento, in linea con le nostre più recenti raccomandazioni di gestione, e consente una presa in carico più appropriata e personalizzata dei pazienti pediatrici con esofagite eosinofila". La diagnosi di Eoe in età pediatrica richiede un approccio integrato. Secondo le Linee guida Sigenp 2025, è fondamentale combinare la valutazione dei sintomi clinici con l'esame endoscopico e l'analisi istologica. Gli score Erefs (endoscopico) ed Eoehss (istologico) rappresentano strumenti essenziali non solo per confermare la diagnosi e definire il fenotipo della malattia, ma anche per monitorare la risposta alla terapia e il controllo della patologia nel tempo. È inoltre indispensabile eseguire biopsie multiple dell'esofago, anche in presenza di un'endoscopia macroscopicamente normale, per ridurre il rischio di diagnosi mancate. "Nei bambini l'esofagite eosinofila non è solo una malattia dell'esofago, ma una condizione che può influenzare profondamente il comportamento alimentare, in una fase cruciale, la crescita e il benessere generale", evidenzia Salvatore Oliva, responsabile del servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva pediatrica presso il dipartimento materno infantile e scienze urologiche della Sapienza Università di Roma, Aou policlinico Umberto I. "Fino a oggi le opzioni terapeutiche erano limitate e spesso non specificamente approvate per l'età pediatrica. L'arrivo di dupilumab introduce una novità rilevante: una terapia mirata che ha dimostrato efficacia clinica e istologica e che può modificare il percorso di malattia, migliorando il controllo dei sintomi e riducendo il carico per pazienti e famiglie".
(Adnkronos) - Direzione Lavoro spa-agenzia per il lavoro annuncia la nomina di Lucio Oliveri a direttore generale. La nuova nomina si inserisce in una fase di forte crescita e consolidamento strutturale dell’azienda che, ha chiuso il 2025 con un fatturato di 90 milioni, una presenza di oltre 25 filiali e circa 100 dipendenti diretti. Il 2026 rappresenterà un anno chiave, con un importante piano di espansione territoriale che prevede l’apertura di un considerevole numero di nuove filiali; la strutturazione di nuovi servizi in ambito hr, a supporto di aziende e lavoratori, la valorizzazione delle linee di business esistenti e l’attivazione di nuove aree ad alto potenziale. Direzione Lavoro intende mantenere la propria identità di azienda a capitale esclusivamente italiano, con una solida struttura finanziaria. Alla base della sua crescita ci sono valori condivisi e profondamente radicati: la centralità della persona, la meritocrazia, la partecipazione attiva delle persone alla vita aziendale e la costruzione di un ambiente di lavoro sereno. Lucio Oliveri, laureato in Giurisprudenza, vanta un’esperienza di 26 anni nel settore delle agenzie per il lavoro, maturata attraverso incarichi di crescente responsabilità e una consolidata attività manageriale nell’ambito dello sviluppo aziendale di settore. Il suo profilo professionale unisce competenze strategiche, organizzative e una profonda conoscenza del mercato del lavoro. "Ho scelto Direzione Lavoro - dichiara il neodirettore generale Lucio Oliveri - perché ho riconosciuto un progetto industriale serio, ambizioso e coerente, fondato su valori autentici che mettono le persone al centro. Accolgo questa sfida con grande senso di responsabilità e con l’obiettivo di contribuire a una crescita strutturata, sostenibile e condivisa". "Siamo certi - sottolinea Massimiliano Aloi, presidente del consiglio di amministrazione - che la lunga esperienza e la visione manageriale di Lucio Olivieri rappresenteranno un elemento chiave nella prossima cruciale fase di sviluppo dell’azienda".
(Adnkronos) - “L’economia circolare non è solo gestire i rifiuti per farli far diventare una risorsa, cosa pure importante. È un modo di pensare e di operare, una cultura che riguarda l’intero ciclo di vita dei prodotti. È qualche cosa di rivoluzionario”. A dirlo è Livio De Santoli, prorettore per la Sostenibilità all’Università Sapienza di Roma, che all’Adnkronos sottolinea la necessità di fare un cambio di mentalità, da parte sia delle persone che dei decisori. Per De Santoli, occorre infatti passare da un approccio consumistico e lineare (rifiuti come scarti) a una visione circolare (rifiuti come risorse) che integri ambiente, società ed economia, superando il greenwashing e assumendosi la responsabilità personale e collettiva per la crisi climatica. E occorre farlo applicando questo nuova “tipologia di vita”, a “tutto”. Intanto, lungo lo Stivale si stanno avendo “dei buoni risultati nel campo della gestione dei rifiuti — vedo che ormai le percentuali nelle città stiano veramente arrivando a dei valori elevati”, evidenzia il prorettore. L’economia circolare è in effetti un settore dove “l’Italia è sempre stata all’avanguardia” e dove “avrà sicuramente un grande ruolo”, sottolinea il prorettore. Per dare qualche cifra, secondo i dati Conai l’Italia nel 2024 ha riciclato il 76,7% di imballaggi immessi sul mercato, pari a 10,7 milioni di tonnellate. Nel dettaglio, sono state riciclate oltre 435.500 tonnellate di acciaio, 62.400 tonnellate di alluminio, 4.605 milioni di tonnellate di carta e cartone, 2.314 milioni di tonnellate di legno, 1.131 milioni di tonnellate di plastica convenzionale e 47.500 tonnellate di bioplastica compostabile – per un totale di 1.179 milioni di tonnellate – e quasi 2.103 milioni di tonnellate di vetro. Da segnalare il risultato del settore della plastica, che ha superato nel 2024 l’obiettivo del 50% di riciclo fissato dall’Unione Europea per il 2025. Sommando i dati relativi al recupero energetico a quelli relativi al riciclo, la quantità totale di imballaggi a fine vita recuperati supera i 12 milioni di tonnellate : l’86,4% degli imballaggi immessi sul mercato. Questi risultati non arrivano per caso. “L’Italia ha già una tradizione industriale e artigianale che favorisce l’efficienza, e questo può diventare un vantaggio competitivo”, osserva De Santoli. Il Paese è stato “pioniere anche sul fronte dell’efficienza energetica”: già dagli anni Settanta esistevano politiche avanzate, e oggi, sottolinea il prorettore, registriamo “una delle intensità energetiche più basse d’Europa, dimostrando che è possibile crescere consumando meno energia”. E a proposito di Europa: nell’ultimo anno, in nome della competitività, Bruxelles ha avviato un’opera di semplificazione che, partendo da una necessità su cui tutti concordano – recuperare terreno rispetto ai competitor, in primis Stati Uniti e Cina – rischia secondo alcuni di distruggere lo sforzo verso un mondo più verde, oltre al ruolo di leader globale della transizione energetica ed ecologica che l’Unione si è costruita negli ultimi anni. De Santoli è tra chi la pensa così: “Mi auguro che si trovi un equilibrio, perché non si può cancellare un lavoro di cinque anni”. “Siamo vicini al traguardo 2030 e dobbiamo continuare fino al 2050. Alcuni Paesi sono sulla buona strada, l’Italia un po’ meno, ma non ha alternative: seguire la transizione energetica e digitale è l’unico modo per garantire sviluppo industriale, riduzione dei costi e nuova occupazione”.