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(Adnkronos) - Carlos Alcaraz si ritira da Barcellona per infortunio e Sinner allunga nel ranking Atp. Oggi, mercoledì 15 aprile, il tennista spagnolo ha annunciato il suo forfait alla vigilia degli ottavi di finale dell'Atp 500 catalano a causa di un problema fisico accusato nel primo turno contro il finlandese Virtanen. "E' complicato sedermi qui oggi e annunciare che non potrò proseguire il torneo", ha detto Alcaraz in conferenza stampa, "Nel match di ieri ho sentito un dolore al polso, che è aumentato gradualmente. Non credevo sarebbe diventata una situazione grave, ma è un infortunio più serio del previsto". Come cambia quindi il ranking Atp dopo il forfait di Alcaraz? Il forfait di Alcaraz permette a Sinner di scongiurare il controsorpasso dello spagnolo e allungare al primo posto del ranking Atp. Alcaraz avrebbe infatti avuto l'occasione di tornare immediatamente numero 1 del mondo, dopo essere stato sorpassato in vetta con la vittoria dell'azzurro nella finale di Montecarlo, qualora avesse vinto a Barcellona, andando a soli 10 punti di vantaggio su Sinner. Ora che ha abbandonato il torneo agli ottavi invece, Alcaraz si ritrova a perdere punti. Lo spagnolo infatti aveva raggiunto la finale lo scorso anno, risultato che oggi gli fa perdere 280 punti, scivolando a quota 12.960 contro i 13.350 di Sinner, che è sicuro di rimanere numero 1 almeno fino ai prossimi Internazionali d'Italia.
(Adnkronos) - "Negli ultimi mesi abbiamo presentato al mercato risultati che confermano la solidità del nostro percorso industriale. Pur in presenza di una lieve contrazione dei ricavi, legata a una scelta strategica di uscita da attività a bassa marginalità, abbiamo registrato un miglioramento significativo della redditività. L’Ebitda è cresciuto sia in valore assoluto, raggiungendo i 16 milioni di euro, sia in termini di marginalità, mentre il gross margin ha mostrato un incremento ancora più marcato. È un segnale chiaro: stiamo privilegiando qualità e sostenibilità dei ricavi rispetto ai volumi". Così, con Adnkronos/Labitalia, Alberto Rizzi, amministratore delegato del Gruppo Dedem che oggi, a quasi 9 mesi dalla quotazione, ha fatto il punto con gli investitori. Secondo Rizzi "anche il mercato ha riconosciuto questa traiettoria: dopo la quotazione su Euronext Growth Milan, il titolo ha registrato una crescita significativa, accompagnata da un rafforzamento della nostra struttura finanziaria grazie a un’importante operazione di rifinanziamento. In sintesi, oggi Dedem è più solida, più efficiente e meglio posizionata per affrontare le sfide future". E Rizzi ha chiarito la strategia per l'anno in corso. "Per il 2026 il nostro obiettivo -ha sottolineato- è proseguire lungo una traiettoria di crescita qualitativa, consolidando i due pilastri del gruppo. Da un lato continueremo a investire nel core storico delle fototessere, accelerando ulteriormente il percorso di digitalizzazione e integrazione con i servizi della Pubblica amministrazione, rafforzando un’infrastruttura che rappresenta un asset strategico unico nel Paese. Dall’altro lato, puntiamo a sviluppare con decisione il segmento leisure, che sta dimostrando un forte potenziale di crescita e redditività. I Family Entertainment Center non sono solo luoghi di intrattenimento, ma veri e propri driver di valore per il retail, capaci di generare traffico, permanenza e fidelizzazione. Parallelamente, continueremo a investire in innovazione, servizi digitali e progetti a impatto sociale, come il progetto Blue Box, le cabine con punto di contatto contro il bullismo, che testimonia il nostro impegno verso le comunità", ha sottolineato. E in questo scenario, ha sottolineato Rizzi, "l'apertura del 22 aprile a Gravina di Catania rappresenta un passaggio molto significativo nel nostro percorso di sviluppo nel leisure. Negli ultimo sei mesi abbiamo inaugurati 4 nuovi Family entertainment center in tutta Italia. Questo di Catania è un progetto particolarmente importante, con attrazioni di ultima generazione, e incarna perfettamente il nostro modello: integrazione tra esperienza, tecnologia e gestione operativa. Non è solo un investimento infrastrutturale, ma anche un segnale concreto sul territorio: abbiamo già inserito 25 nuove risorse, contribuendo alla crescita occupazionale locale", ha continuato. "Questo tipo di iniziative rafforza il nostro posizionamento come partner strategico per i centri commerciali e come operatore capace di trasformare gli spazi retail in luoghi di destinazione. Oggi Dedem è l’unico operatore nell’entertainment che può offrire tutti i format oggi disponibili nel mercato europeo", ha continuato. Un'iniziativa che si inserisce in un percorso ben preciso. "l progetto di Gravina di Catania -ha spiegato Rizzi- non è un caso isolato, ma parte di un piano più ampio di sviluppo. Nel corso del 2026 prevediamo nuove aperture - la prossima, prima dell’estate, sarà ad Aprilia - e ulteriori potenziamenti della nostra rete di Family Entertainment Center, seguendo un modello scalabile e modulare che ci consente di adattarci a contesti diversi mantenendo elevati standard qualitativi. L’obiettivo è consolidare la nostra presenza nei principali centri commerciali e continuare a crescere in un segmento, quello dell’entertainment esperienziale, strategico per il futuro del retail e per il nostro gruppo", ha concluso.
(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.