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(Adnkronos) - "Lo può tenere anche nelle mutande il cartellino ma è rosso!". Daniele Adani esplode durante la telecronaca di Bosnia-Italia, match valido per il playoff di qualificazione ai Mondiali 2026 che sancisce l'eliminazione azzurra ai calci di rigore. Il commentatore di Raiuno, partner del telecronista Alberto Rimedio, si infiamma al 13' del primo tempo supplementare. Palestra, lanciato verso la porta avversaria, viene steso da Muharemovic. Per l'arbitro Turpin è ammonizione, come intuisce immediatamente Rimedio: "Sta mettendo mano al taschino, lì tiene il cartellino giallo". Adani invoca il cartellino rosso, perché considera l'azione una chiara occasione da gol: secondo l'arbitro Turpin, l'intervento è solo da ammonizione. Il direttore di gara si consulta con il Var e conferma la decisione per il disappunto di Adani. "E' fallo tutta la vita, è cartellino rosso. Perché è giallo? E' la decisione di chi non ha mai giocato a calcio, Palestra era lanciato e nessuno avrebbe potuto recuperare".
(Adnkronos) - Satispay punta sul welfare aziendale con una strategia che pone al centro un modello innovativo pensato per introdurre un maggior equilibrio e restituire valore all’intera catena del valore: esercenti, aziende e lavoratori, garantendo la massima convenienza sia nell’incasso che nella spendibilità. In una nota, la società spiega che i dati confermano l’impatto positivo sul business locale: per i piccoli esercenti questi servizi non solo aumentano il traffico in negozio, ma generano una spesa di valore molto più elevato. Basti pensare che lo scontrino medio delle transazioni effettuate con i buoni pasto Satispay è superiore del 60% rispetto alla media dei pagamenti digitali Satispay registrati nel medesimo punto vendita. Questo approccio riduce drasticamente gli attriti operativi e migliora le condizioni economiche per tutto l'ecosistema, trasformando i benefit in un valore concreto e quotidiano. Il 2025 ha segnato una forte accelerazione per SatisWelfare: a due anni dal lancio del servizio, si legge nella nota, la fintech ha raggiunto traguardi che mediamente richiedono tempi di maturazione molto più lunghi nel settore: a dicembre sono stati superati i 41 milioni di euro di volumi mensili di prodotti welfare emessi, portando il valore annualizzato a quota 360 milioni di euro. Sulla base di questo trend e della fiducia di oltre 40.000 aziende, Satispay punta a raggiungere i 700 milioni di euro di volumi annualizzati entro la fine del 2026 per tutti i prodotti welfare. "Crediamo fermamente in un modello che rimetta al centro gli esercenti, perché il welfare genera valore solo quando è sostenibile per tutti gli attori coinvolti: aziende, lavoratori e negozianti -commenta Alberto Dalmasso, ceo e co-fondatore del Gruppo Satispay-. I risultati ci confermano che siamo sulla strada giusta: vedere che i nostri servizi aumentano la capacità di spesa dei clienti e il traffico nei negozi di quartiere è la prova che la tecnologia può sostenere l'economia reale. Restituire valore al territorio significa per noi eliminare gli attriti burocratici e i costi eccessivi, offrendo soluzioni eque che avevamo adottato ben prima che diventassero un obbligo di legge. La nostra missione resta quella di sempre: semplificare il rapporto con il denaro per restituirne il pieno valore nelle mani delle persone e delle imprese".
(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.