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(Adnkronos) - Via libera del Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, al ddl per l'attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo. Il testo composto di 18 articoli conferisce al Governo una delega per recepire la nuova direttiva Accoglienza e adeguare l'ordinamento italiano ai regolamenti Ue su qualifiche, procedure di asilo, gestione della migrazione, rimpatri alla frontiera, crisi e forza maggiore, accertamenti alle frontiere esterne ed Eurodac. Il ddl immigrazione approvato in Cdm introduce la possibilità di interdizione temporanea dell'attraversamento del limite delle acque territoriali della frontiera marittima in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale. La misura può avere durata fino a 30 giorni, prorogabili di ulteriori 30, fino a un massimo di sei mesi. Tra le ipotesi previste: rischio concreto di atti di terrorismo o infiltrazioni terroristiche, pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini, emergenze sanitarie di rilevanza internazionale ed eventi internazionali di alto livello che richiedano misure straordinarie di sicurezza. I migranti a bordo di imbarcazioni sottoposte a interdizione potranno essere condotti anche in Paesi terzi con cui l'Italia abbia stipulato accordi o intese per assistenza, accoglienza o trattenimento in strutture dedicate, ove operano organizzazioni internazionali specializzate, anche ai fini del rimpatrio. Previste sanzioni in caso di violazione. Il ddl amplia i casi in cui il giudice, con sentenza di condanna per gravi reati, può disporre l'espulsione dello straniero o l'allontanamento del cittadino Ue. Tra i reati indicati: violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale, violenza o minaccia a Corpo politico, amministrativo o giudiziario, delitti contro l'ordine pubblico, contro la famiglia, contro la persona e contro il patrimonio. Prevista inoltre l'espulsione per partecipazione a rivolte durante il trattenimento in un Cpr o in punti di crisi, mediante atti di violenza, minaccia o resistenza commessi da tre o più persone riunite, nonché per delitti con violenza alle persone o alle cose in occasione o a causa del trattenimento nei centri per migranti. I migranti a bordo di imbarcazioni sottoposte a interdizione potranno essere condotti anche in Paesi terzi con cui l'Italia abbia stipulato accordi o intese per assistenza, accoglienza o trattenimento in strutture dedicate, ove operano organizzazioni internazionali specializzate, anche ai fini del rimpatrio. Il ddl sull'immigrazione, approvato oggi in Cdm, inserisce nel decreto legislativo n. 251 del 2007 un nuovo Capo IV-bis dedicato alla "protezione complementare", chiarendo i parametri di applicazione del principio del rispetto della vita privata e familiare di cui all'articolo 8 Cedu. Vengono precisati gli elementi da valutare ai fini del riconoscimento della protezione e del rilascio del permesso di soggiorno: natura ed effettività dei vincoli familiari, relazioni sociali e culturali in Italia, rispetto delle regole fondamentali dello Stato, durata del soggiorno e legami con il Paese di origine. I requisiti si intendono raggiunti in presenza di soggiorno regolare di almeno cinque anni, conoscenza certificata della lingua italiana non inferiore al livello B1, disponibilità di alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari e disponibilità finanziaria analoga a quella richiesta per i ricongiungimenti familiari. La domanda è comunque rigettata, secondo un canone di proporzionalità, se lo straniero rappresenta una minaccia per l'ordine o la sicurezza pubblica o per la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con cui l'Italia ha accordi per la libera circolazione.
(Adnkronos) - Omney, la startup che combina l’educazione e la consulenza finanziaria indipendente, ha raccolto 510.000 euro in un round pre-seed Safe. Guidata da Alessandro Pedone, consulente finanziario indipendente con oltre vent'anni di esperienza nel settore e Riccardo Zanetti, youtuber con 500mila iscritti e divulgatore finanziario, Omney conta una community di oltre 35mila persone. Oltre al round appena chiuso, la startup ha lanciato il suo primo corso che, in soli 7 giorni, ha generato 450mila euro di fatturato, mentre la guida gratuita sugli investimenti realizzata dall'azienda è stata scaricata da più di 30.000 utenti. Pensato come un vero e proprio ecosistema capace di guidare l’utente in un rapporto consapevole con il denaro, Omney lavora su tre livelli: l’educazione finanziaria, la piattaforma tecnologica e la consulenza finanziaria one to one. L’educazione finanziaria dà la possibilità all’utente di avere una formazione pratica e accessibile attraverso corsi certificati e realizzati da consulenti finanziari autonomi iscritti all'albo Ocf (l’organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti finanziari). La piattaforma tecnologica, che sarà lanciata ad aprile 2026, sarà uno strumento utile a tracciare la totalità del proprio patrimonio - dagli investimenti alle criptovalute, dagli immobili ai conti correnti, dalle assicurazioni alla previdenza complementare - identificando così costi nascosti e ottimizzandone l'allocazione. Con la consulenza finanziaria one to one, infine, attraverso una rete selezionata di consulenti finanziari indipendenti iscritti all'albo Ocf, sarà possibile avere sessioni individuali per analisi puntuali fino a pacchetti di 6-12 mesi con onboarding di 2-3 ore e follow-up trimestrali. Omney è pensato per un ampio target: chi parte da zero, certo, ma anche chi ha già investimenti e nessun piano o, ancora, chi ha un patrimonio importante ma disperso. Con la chiusura del round, la startup potenzierà le priorità strategiche dell'azienda. Il 70% del ricavato sarà investito nello sviluppo della piattaforma tecnologica anche attraverso l’inclusione di 2 nuove persone nel team per velocizzare lo sviluppo e ampliare e migliorare il nostro database di dati finanziari. Il 20% sarà dedicato alla comunicazione e al marketing non solo potenziando l’attività organica nei social media con contenuti gratuiti e divulgativi per avvicinare ed educare le persone al mondo della finanza e degli investimenti, ma anche attraverso un evento fisico che ha l’ambizione di diventare la più grande manifestazione di educazione finanziaria in Italia. Infine, il 10% sarà dedicato agli aspetti legali e di compliance: dopo l'ottenimento dell'iscrizione all'albo Ocf, stiamo continuando l'interazione con i regolatori per rendere le procedure organizzative e offrire consulenze finanziarie indipendente più facili e sicure. Omney rappresenta un’innovazione nel campo della consulenza e dell’educazione finanziaria in un Paese come l'Italia che, secondo i dati Ocse, è tra gli ultimi in Europa per alfabetizzazione finanziaria. “Il denaro deve - spiega Riccardo Zanetti - essere visto come uno strumento per comprare libertà d’azione e tempo. Un patrimonio ben gestito permette a una famiglia di avere il controllo sulla propria vita, di fare scelte in libertà anziché per bisogno. Per anni ho fatto divulgazione su YouTube, ma mancava un ecosistema completo che accompagnasse le persone dalla formazione alla gestione concreta del proprio patrimonio, senza conflitti di interesse e costi irrazionali". Un modello di business non tradizionale. Guardando agli operatori del settore, i numeri delineano uno scenario in cui dei circa 53.000 consulenti finanziari iscritti all'albo Ocf (di cui circa 36.000 attivi), solo 741 sono consulenti finanziari indipendenti che operano in modalità fee-only, senza provvigioni sui prodotti (dati Relazione Annuale Oc 2024). La stragrande maggioranza lavora per banche, sim o reti con mandato, guadagnando commissioni sui prodotti collocati. “Omney invece - dice Alessandro Pedone - opera senza vendere o collocare prodotti finanziari: questo elimina alla radice il conflitto d'interesse del modello tradizionale, dove chi consiglia guadagna commissioni su ciò che vende. Il nostro modello di business è diverso: la piattaforma è remunerata esclusivamente dai clienti attraverso abbonamenti alla piattaforma e parcelle di consulenza (modello fee-only). Mai da banche, SGR o case di investimento. Non vendiamo prodotti, non abbiamo accordi commerciali con nessun intermediario. I nostri consulenti sono remunerati solo dai clienti, esattamente come un avvocato o un commercialista. Invertiamo la logica tradizionale: il cliente ci paga direttamente per la consulenza, quindi il nostro unico interesse è tutelare i suoi interessi”.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.