ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - La disponibilità di dati affidabili, integrati e accessibili rappresenta una condizione essenziale per rafforzare la qualità delle politiche pubbliche, la resilienza dei sistemi economici e la competitività del Paese. È da questa esigenza che nasce Amelia, la piattaforma digitale sviluppata dalla rete pubblico-privata della Fondazione Grins nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Amelia è un ecosistema di dati e ricerca progettato per trasformare informazioni complesse in conoscenza operativa, mettendo la ricerca scientifica al servizio dei processi decisionali pubblici e privati. Un’infrastruttura digitale di intersezione tra ricerca e decisione, che permette di coordinare l’intero ciclo della conoscenza, dalla produzione scientifica dei dati alla loro trasformazione in evidenze utilizzabili, superando la frammentazione delle fonti, favorendo l’interoperabilità e promuovendo un utilizzo responsabile e sicuro dei dati. Accanto alle funzioni native di gestione e visualizzazione dei dati, Amelia integra numerosi servizi sviluppati dalla rete di ricerca Grins: strumenti di analisi predittiva, arricchimento geospaziale, interrogazione dei dati in linguaggio naturale, modelli di intelligenza artificiale spiegabile e soluzioni per la tutela della privacy. Strumenti che permettono di lavorare su dati complessi senza semplificarli ma rendendoli comprensibili e operativi, utili ai tanti ambiti di attenzione di Amelia: le politiche pubbliche; la transizione energetica; l’economia circolare; la coesione territoriale e sociale; la sostenibilità finanziaria e ambientale di attori pubblici e privati, sistemi e territori. Amelia è una piattaforma digitale ma non si limita a produrre analisi, perché ambisce a diventare un luogo di cooperazione istituzionale, capace di trasformare i dati in politiche migliori, strategie più consapevoli e valore per la collettività. Si offre per svolgere un duplice ruolo di infrastruttura pubblica abilitante, al servizio della trasparenza e della conoscenza condivisa, e piattaforma istituzionale evolutiva, capace di offrire servizi a valore aggiunto e di attrarre utenti pubblici e privati. “In tutto il mondo gli ecosistemi digitali di dati come Amelia si stanno affermando come modelli innovativi perché superano una gestione verticale e proprietaria delle informazioni e prevengono un accesso disordinato ai dati”, afferma Vincenzo Atella, vicepresidente della Fondazione Grins, sottolineando come “il vero valore risieda nella capacità di integrare, rendere trasparenti e sicuri i dati, per arrivare a decisioni migliori in un contesto sempre più complesso”. Matteo Cervellati, Presidente della Fondazione Grins, evidenzia infine che “viviamo in un mondo mai così ricco di dati e informazioni, ma non sempre di conoscenza. Amelia nasce proprio per colmare questo divario, offrendo uno strumento che unisce trasparenza, sicurezza e capacità analitica. È il risultato di tre anni di lavoro che hanno coinvolto centinaia di ricercatori e decine di istituzioni, con l’obiettivo di mettere la conoscenza al servizio delle scelte strategiche del Paese”.
(Adnkronos) - Guadagna 3 posti e si posiziona al nono posto in Italia nella classifica QS Europe university rankings: Roma Tor Vergata continua a ottenere risultati positivi, dopo il 12mo posto del 2025 e il 13mo posto nel 2024. Davanti a lei i politecnici del Nord e alcuni degli atenei generalisti con una storia secolare: in confronto Roma Tor Vergata ha la freschezza e l’energia dei suoi 43 anni. Al tempo stesso a livello europeo, l’ateneo romano continua a guadagnare posizioni, nonostante stia aumentando il numero degli atenei censiti: Roma Tor Vergata entra nei primi 150 atenei su 958 università valutate nel ranking. Molto importante il risultato per International students diversity: si piazza al terzo posto nel panorama italiano sia per numero di studenti internazionali, sia per numero di paesi da cui gli studenti internazionali provengono, con un avanzamento di 129 posizioni rispetto all’anno scorso. E miglioramenti nel posizionamento in quasi tutti gli indicatori: pubblicazioni scientifiche (+ 12 posizioni), l’ingresso di studenti Erasmus+ (+6), la reputazione da parte del mondo del lavoro (+8). “Crescere nei ranking - dichiara Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università di Roma Tor Vergata - non è mai un fatto isolato, né automatico. E' il risultato di scelte coerenti nel tempo: investire sulla qualità della ricerca, aprire l’Ateneo a comunità studentesche sempre più diverse, costruire relazioni solide con il mondo del lavoro. Il posizionamento di Roma Tor Vergata nel QS Europe university rankings 2026 conferma i risultati importanti ottenuti dal nostro ateneo con il QS World 2026 lo scorso anno, dove ci siamo collocati per la prima volta nella top ten delle università italiane, e racconta un’università giovane che consolida una direzione, dimostrando che anche nel contesto europeo la competitività si costruisce sulla capacità di essere inclusivi, affidabili e riconoscibili”.
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.