ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - L'accordo con l'Iran resta lontano ma Donald Trump dimostra pazienza. Il presidente americano annuncia che, "su richiesta del governo di Teheran", gli Stati Uniti congeleranno fino a lunedì 6 aprile i piani d'attacco alle centrali energetiche, che sarebbero diventati un potenziale obiettivo nel giro di poche ore. Dieci giorni di tregua, dice il numero 1 della Casa Bianca, concessi per favorire i negoziati e arrivare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, paralizzato da settimane con conseguenze sul mercato del petrolio e sui prezzi dei carburanti. "Hanno chiesto altro tempo, hanno chiesto una settimana. Io gli ho dato 10 giorni", dice Trump a Fox News. "I colloqui procedono e vanno molto bene", scrive il presidente sul social Truth con un messaggio che fa calare il sipario sulla giornata. Il dialogo per porre fine alla guerra rimane vivo, ma l'accelerazione decisiva non c'è ancora stata, come ammette lo stesso presidente. "L'Iran ci sta implorando per avere un accordo ma non so se potremo averlo. Non so se siamo disposti ad averlo", dice Trump nella riunione del suo gabinetto alla Casa Bianca. Le posizioni dei due paesi al momento appaiono cristallizzate. Washington propone un piano di 15 punti che prevede la rinuncia dell'Iran al programma nucleare e l'apertura dello Stretto di Hormuz, la via del petrolio bloccata da settimane con effetti pesantissimi sui prezzi del greggio e dei carburanti. Teheran replica ponendo le proprie condizioni: il programma missilistico resta e lo Stretto rimane sotto la gestione della Repubblica islamica. Le distanze sono notevoli e l'ipotesi di un attacco americano via terra rimane sullo sfondo, come riferiscono Axios e il Times of Israel. La testata americana e quella israeliana evidenziano che la macchina bellica statunitense continua ad aggiungere pezzi: in arrivo 2200 Marines con 3 navi anfibie e 1000 paracadutisti, tutte risorse che potrebbero essere utilizzate in un'eventuale offensiva terrestre. Il Pentagono sta valutando diverse opzioni militari per infliggere il "colpo decisivo", afferma Axios, citando due funzionari statunitensi e due fonti ben informate. Secondo il sito d'informazione americano, lo scenario di una drammatica escalation diventerà sempre più probabile se non si registreranno progressi diplomatici in tempi brevi e, in particolare, se lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso. Trump, nelle ultime ore, ha fatto riferimento ad una apparente apertura iraniana: "Mi hanno fatto un regalo. Hanno mandato 8 petroliere con un carico notevole. Poi ne hanno aggiunte altre 2". Dieci petroliere come segnale distensivo, dice il presidente americano fornendo informazioni che non vengono confermate da Teheran. In ogni caso, l''omaggio' potrebbe non bastare per evitare l'ulteriore escalation. Alcuni funzionari Usa, nel quadro delineato da Axios e dal Times of Israel, ritengono che una dimostrazione schiacciante di forza per mettere fine ai combattimenti creerebbe un maggiore vantaggio nei negoziati di pace o semplicemente darebbe a Trump un motivo per dichiarare vittoria. Le fonti, in particolare, indicano quattro principali opzioni per il 'final blow' tra cui la Casa Bianca potrebbe scegliere. Numero 1: invadere o bloccare l'isola di Kharg, il principale hub di esportazione petrolifera dell'Iran. Numero 2: Invadere Larak, un'isola che aiuta l'Iran a consolidare il suo controllo sullo Stretto di Hormuz. Numero 3: conquistare l'isola strategica di Abu Musa e due isole minori, che si trovano vicino all'ingresso occidentale dello Stretto e sono controllate dall'Iran ma rivendicate anche dagli Emirati Arabi Uniti. Numero 4: bloccare o sequestrare le navi che esportano petrolio iraniano sul lato orientale dello Stretto di Hormuz.
(Adnkronos) - Fondirigenti, il fondo interprofessionale di Confindustria e Federmanager, leader in Italia per la formazione continua dei dirigenti, annuncia la pubblicazione della quarta edizione della raccolta Formazione manageriale di eccellenza. Una selezione di 40 piani formativi realizzati tra il 2024 e il 2025 e finanziati attraverso il Conto formazione e gli Avvisi 1/2024 e 2/2024, che testimonia l’impegno del Fondo nel sostenere le imprese nell’aggiornamento delle competenze manageriali con un focus particolare, in questa ultima edizione, sulla digitalizzazione. In un contesto segnato da forte instabilità geopolitica e da una rapidissima evoluzione digitale, l’introduzione dell’intelligenza artificiale e l’adozione di modelli di business basati sui dati sono diventate scelte indispensabili, per le imprese, per rimanere competitive. Questa trasformazione sta ridefinendo le catene del valore e richiedendo nuove competenze manageriali, capaci di guidare l’innovazione e gestire cambiamenti organizzativi sempre più complessi. Con questo lavoro, Fondirigenti riafferma la sua vocazione a elevare gli standard di qualità della formazione continua, valorizzando approcci innovativi che permettono alle aziende aderenti – in particolare PMI, che rappresentano il pilastro del tessuto produttivo del nostro Paese – di essere più competitive nel mercato globale. La nuova edizione si conferma un prezioso strumento di diffusione del saper fare manageriale, indispensabile per la crescita delle imprese, mettendo a fattor comune le esperienze di successo, che rappresentano a loro volta modelli virtuosi replicabili in tutto il sistema produttivo. “Il futuro del management non si improvvisa, si crea - dichiara Massimo Sabatini, direttore generale di Fondirigenti - e si costruisce sulle migliori eccellenze italiane che utilizzano la formazione per innovare, guidare il cambiamento e stare al passo con l’accelerazione tecnologica e digitale, trasformando le sfide in opportunità. Le iniziative che stiamo portando avanti, supportate da un aumento cospicuo di risorse messe a terra, vogliono essere un ulteriore stimolo alla valorizzazione delle competenze manageriali come moltiplicatore di competitività per le aziende aderenti”. Nell’ottica di valorizzare la qualità della formazione di eccellenza, il fondo ha inoltre avviato, per il secondo anno consecutivo, una collaborazione con il prestigioso Premio eccellenza formazione Pef promosso dall’Associazione italiana formatori, che prevede l’assegnazione di una Menzione Speciale Fondirigenti ai progetti più meritevoli. L’iniziativa dell’Aif, giunta alla sua undicesima edizione, mira a diffondere buone pratiche nell’ambito della formazione del capitale umano e dello sviluppo organizzativo ed è rivolta a tutte le realtà professionali operanti nel settore pubblico e privato, che intendono candidare i propri progetti formativi per contribuire a diffondere la cultura manageriale. Le aziende interessate potranno candidare i propri Piani formativi, finanziati da Fondirigenti nel corso del 2025, entro il 5 maggio 2026, consultando il bando disponibile. “La formazione continua - commenta il presidente di Fondirigenti Marco Bodini - è il vero motore dell’innovazione e della competitività delle nostre aziende. È un impegno che portiamo avanti da anni, in coerenza con la missione dei nostri soci, Confindustria e Federmanager: sostenere la crescita delle imprese attraverso la managerializzazione e lo sviluppo del capitale umano”. Per rafforzare questo impegno, il Fondo ha da poco pubblicato l’Avviso 1/2026 dal titolo Valore manageriale: il ruolo abilitante delle competenze come moltiplicatore di competitività, con una dotazione complessiva importante, di 18 milioni di euro, e un finanziamento massimo concedibile a ciascuna impresa pari a 15.000 euro, offrendo un’opportunità significativa per tutte le aziende aderenti al Fondo. Gli ambiti formativi riguardano la gestione ottimale delle risorse umane, l’organizzazione efficiente dei processi produttivi e l’utilizzo evoluto della tecnologia. Le aziende possono presentare i piani formativi direttamente nell’Area riservata del sito di Fondirigenti fino alle ore 12.00 del 23 aprile 2026.
(Adnkronos) - Si terrà giovedì 26 marzo 2026 alle 17.30 al Centro Studi Americani (via Michelangelo Caetani, 32 - Roma) l’evento 'Sostenibilità e competitività: due facce della stessa medaglia', in collaborazione con Asvis. La questione energetica è entrata ancora una volta prepotentemente nell’agenda politico-istituzionale e nel dibattito pubblico nazionale e internazionale - spiega una nota - Si tratta infatti di una questione centrale che impatta in modo significativo sulla vita istituzionale, economica e sociale, tanto a livello locale quanto globale. L’autonomia energetica è un elemento determinante per la sicurezza nazionale e dell’Unione, per il nostro rafforzamento nello scacchiere geopolitico mondiale, per la competitività delle nostre imprese, per la sostenibilità per le nostre famiglie. Il dibattito vuole approfondire la questione ed individuare le linee strategiche per l’Italia e l’Unione europea. Con il coraggio di guardare avanti, oltre al 'business as usual', per tenere insieme la sostenibilità economica, ambientale, sociale e istituzionale. Dopo i saluti del direttore del Centro Studi Americani, Roberto Sgalla, interverranno Giuseppe Argirò, amministratore delegato del Gruppo Cva e vicepresidente di Elettricità Futura, Enrico Giovannini, cofondatore e direttore scientifico Asvis, Agostino Inguscio, Coordinatore Undp Italy Office e Undp Rome Centre for Climate Action and Energy Transition, Aurelio Regina, presidente Fondimpresa, delegato per l’energia - Confindustria, Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Industrial Transformation Eni Spa. Modera Elisa Anzaldo, vicedirettrice Tg1.