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(Adnkronos) - Camminare dopo un pasto produce benefici per l'organismo. E fin qui, non ci sono molti dubbi. Non tutte le camminate però sono uguali. Ci sono differenze legate alla velocità con cui si procede, alla distanza che si copre e anche all'orario che si sceglie. Un articolo pubblicato su Scientific Reports accende i riflettori sull'argomento e propone i risultati di una serie di studi, in particolare quello condotto dagli scienziati della Ritsumeikan University in Giappone. La ricerca ha preso in considerazione due soluzioni per verificare l'efficienza dell'attività fisica sul controllo degli zuccheri dopo un pasto: camminare per 10 minuti subito l'assunzione di glucosio o camminare per mezz'ora dopo altrettanti minuti d'attesa? L'obiettivo è il controllo glicemico postprandiale, essenziale per contrastare i rischi legati a diverse patologie, dalle malattie cardiovascolari alla demenza. E' noto che l'attività fisica contribuisca a ridurre i picchi glicemici. Lo studio ha coinvolto 12 giovani adulti sani, 6 donne e 6 uomini di circa 20 anni, non fumatori e senza malattie cardiovascolari e diabete. I soggetti hanno seguito tre strategie: sono rimasti a riposo, hanno eseguito una camminata di 10 minuti subito dopo l'assunzione di glucosio e una camminata di 30 minuti a partire da 30 minuti dopo l'assunzione. I partecipanti hanno camminato su un tapis roulant, mantenendo la velocità costante - circa 3,8 km orari - in entrambe le prove in movimento. Lo studio ha rilevato che sia la camminata di 10 minuti subito dopo l'assunzione di glucosio sia la camminata di 30 minuti iniziata 30 minuti dopo hanno ridotto significativamente i livelli di glicemia rispetto ai dati registrati in situazione di riposo post-pranzo. L'effetto sui picchi glicemici, però, è stato diverso. La camminata ridotta ma anticipata si è rivelata estremamente efficace, quella più lunga e ritardata non ha sostanzialmente inciso sui picchi. Altri parametri hanno contribuito a definire il quadro: la frequenza cardiaca è aumentata durante le due prove, senza differenze significative. Discorso analogo a livello gastrointestinale: nessun disagio, o comunque minimo, a prescindere dal protocollo seguito. I risultati, secondo i ricercatori, evidenziano l'importanza cruciale del momento giusto per iniziare l'attività fisica: in base allo studio, mettersi in movimento subito dopo aver mangiato previene il picco glicemico precoce - con benefici per l'organismo in generale e per il cuore in particolare - che in genere si verifica tra 30 e 60 minuti dopo il pasto. Lo studio ha coinvolto soggetti giovani, ma si ritiene - sulla base di altre ricerche - che benefici analoghi potrebbero estendersi anche agli anziani e a soggetti che presentano rischi metabolici.
(Adnkronos) - Il Consorzio di Tutela fa il suo esordio alla Bit di Milano, dove racconterà la mozzarella di bufala campana non solo nella sua attualità di eccellenza mondiale ma valorizzandone le radici storiche. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della direzione generale Archivi del ministero della Cultura, lo stand del Consorzio (Padiglione 11 - H45) farà immergere i visitatori nell’epoca borbonica. Lo spazio, infatti, è stato allestito con la riproduzione di documenti storici e pannelli espositivi provenienti dalla mostra 'La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone', in corso fino al 28 febbraio all’Archivio di Stato nella Reggia di Caserta e realizzata con il contributo del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop. Fu proprio nel Settecento che ebbe impulso la commercializzazione della mozzarella di bufala. E attraverso manoscritti e registri contabili emergono tante curiosità, dalla cura per le bufale alle tecniche di trasformazione del latte e perfino un disciplinare ante-litteram. Fulcro dell’allevamento era la Reggia di Carditello, in provincia di Caserta. La ricostruzione storica è abbinata a una gallery che mette in mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche dell’area di produzione della mozzarella Dop, che, oltre a gran parte della Campania, si estende fino al basso Lazio e parte della provincia di Foggia. L’obiettivo del Consorzio è incentivare il turismo Dop: “Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura”, sottolinea il presidente dell’ente, Domenico Raimondo. “L’enogastronomia è sempre più motivo prioritario per mettersi in viaggio e decidere le mete. I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro. La presenza alla Bit è il segnale dell’impegno del Consorzio in questa direzione”, commenta il direttore Pier Maria Saccani. “La collaborazione tra l’Archivio di Stato di Caserta, custode e promotore della memoria storica del territorio, e il Consorzio, ha dimostrato che la ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze”, auspica la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi.
(Adnkronos) - In una posizione strategica, direttamente all'uscita di Brunico Est, è stata inaugurata oggi, giovedì 29 gennaio, la prima stazione di rifornimento combinata di idrogeno ed energia elettrica in Italia. L'impianto, realizzato da Alperia, rifornisce sia veicoli a idrogeno che elettrici con energia da fonti rinnovabili. La stazione di rifornimento di idrogeno, progettata e costruita da Alperia e Iit Hydrogen, con quest’ultima che ne avrà in carico anche la gestione, è pensata per garantire un rifornimento giornaliero di 800 chilogrammi, quantitativo che all’occorrenza può essere ampliato. L’impianto dispone di due distributori da 350 bar per autobus e autocarri e di un altro distributore da 700 bar per auto, minibus e furgoni. L'idrogeno verde proviene dall'impianto di produzione di Bolzano e viene trasportato tramite rimorchio. Completano l’infrastruttura, due colonnine di ricarica elettrica con una potenza di 400 kilowatt ciascuna, che consentono di ricaricare in brevissimo tempo sia le auto che i mezzi pesanti. “La mobilità sostenibile è una priorità per l'Alto Adige e progetti come questo dimostrano concretamente come sia possibile renderla realtà", osserva l'assessore provinciale alla mobilità Daniel Alfreider. La località di Brunico è stata scelta appositamente poiché la zona era priva di infrastrutture adeguate per i trasporti alternativi e Brunico è anche un importante snodo economico con un'alta densità di traffico. “Con questo impianto creiamo un'infrastruttura che non è solo ecologica, ma sostiene anche il trasporto pubblico, l'economia locale e il traffico pesante nel loro percorso verso un futuro a basse emissioni”, affermato la presidente di Alperia, Flora Kröss. I costi per la realizzazione della stazione di rifornimento green ammontano a 12,6 milioni di euro, finanziati in parte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Pnrr. Questo investimento infrastrutturale fa parte di un piano più ampio per promuovere l'idrogeno come fonte di energia a basse emissioni, il che contribuisce a sviluppare soluzioni concrete per la decarbonizzazione dei trasporti e a ridurre l'impatto ambientale del settore della mobilità. “L'attenzione all'idrogeno non è casuale. In Alto Adige, una zona di transito fortemente turistica, i trasporti sono responsabili di una parte significativa delle emissioni di CO2 - spiega il direttore generale di Alperia, Luis Amor - Per questo motivo sosteniamo attivamente il Piano Clima Alto Adige e la creazione di una filiera completa per l'idrogeno verde. Alperia fornisce un contributo fondamentale in tal senso, sia per quanto riguarda l'approvvigionamento di idrogeno per il trasporto pesante, sia per l'elettrificazione del settore dei trasporti". La nuova stazione di rifornimento di Brunico andrà ad affiancarsi a quella già esistente a Bolzano Sud, entrambe gestite da Iit Hydrogen."Con Brunico consolidiamo un percorso decennale iniziato a Bolzano Sud, portando l’idrogeno nella mobilità reale, oggi potenziata dalla sinergia tra i due impianti. Per questa nuova stazione, realizzata chiavi in mano, abbiamo integrato diverse tecnologie in un’unica infrastruttura all’avanguardia, efficiente e sicura. Insieme agli altri quattro progetti Pnrr in corso, questa esperienza ci posiziona come riferimento nazionale nell'intera filiera dell'idrogeno verde, dalla progettazione alla gestione operativa", ha dichiarato Claudio Vitalini, Ceo di Iit Hydrogen.