(Adnkronos) - Arrivato il parere dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, richiesto dalla famiglia del bambino trapiantato con il “cuore bruciato”. “Secondo l’ospedale Bambino Gesù” il bambino ricoverato al Monaldi di Napoli “non è più trapiantabile”. Lo ha dichiarato il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, in collegamento con la trasmissione televisiva 'Mi manda Raitre'. "Al Monaldi - ha continuato il legale - pare che si siano opposti con fermezza. L'opposizione proveniva dal medico che lo ha operato, il quale sostiene che sia ancora trapiantabile e quini per il momento rimane in lista trapianti, e che sarà lo stesso medico che l'ha operato, e che presumo sia indagato, a rioperarlo. Quindi io stamattina - ha aggiunto l'avvocato Petruzzi - mi devo recare dalla Polizia giudiziaria per una integrazione di querela. E' - ha commentato - una vicenda molto strana". ''Ci sono altre vicende che adesso si vanno a intrecciare, altre questioni - ha spiegato l'avvocato -. Loro hanno deciso, ce lo hanno comunicato formalmente: sarà lo stesso medico a operare eventualmente supportato da un'equipe del Bambino Gesù, ma il Bambino Gesù ha espresso parere negativo''. Sono sei gli indagati per il trapianto del cuore danneggiato al bimbo di 2 anni e 3 mesi. Gli indagati sono i componenti dell'equipe che ha effettuato l'espianto dell'organo a Bolzano e il trapianto a Napoli. Al momento per tutti il reato ipotizzato è di lesioni colpose. L'episodio, che si è verificato lo scorso 23 dicembre, è emerso solo nei giorni scorsi dopo la denuncia dei genitori del bambino e i primi approfondimenti. Le indagini sono state delegate ai carabinieri del Nas di Napoli. Su quanto accaduto al bambino, "certo che faremo chiarezza". Così il ministro della Salute Orazio Schillaci uscendo dalla Direzione nazionale di Fratelli d'Italia a Roma. "Sul bambino ricoverato all'Ospedale Monaldi per i suoi problemi cardiaci non entro nella questione medica, ma c'è la vicinanza di tutta la Giunta e della Regione Campania alla famiglia e al piccolo di questa vicenda dolorosissima e terribile", ha detto intanto il presidente della Regione Campania Roberto Fico, a margine dell'iniziativa del Pd a Napoli. "Come sapete, ho attivato il massimo livello dei poteri ispettivi e istruttori che competono alla Regione Campania, ho scritto ufficialmente alla Direzione Generale Salute che ha attivato immediatamente tutto quello che c'era nelle proprie possibilità e quindi aspetto le risultanze di tutto quello che recupereranno chiedendolo al Monaldi", ha chiuso Fico.
(Adnkronos) - “Sin dalla firma del Piano d’Azione nel 2023, come Ahk Italien abbiamo ribadito a più riprese la necessità di un coordinamento più stretto sul piano politico tra Italia e Germania, alla luce della profonda integrazione dei nostri due Paesi a livello economico e produttivo. La comunanza di posizioni da parte di Italia e Germania in vista del vertice europeo sulla competitività prende le mosse dal vertice intergovernativo, e dal relativo forum imprenditoriale, di gennaio. Già in quella occasione abbiamo sottolineato che il rafforzamento della partnership italo-tedesca, attraverso una maggiore integrazione politica ed economica tra i nostri due Paesi, è una necessità sempre più urgente, non solo per Roma e Berlino ma per l’Europa nel suo complesso. L’orizzonte di riferimento è appunto europeo, e non semplicemente nazionale o bilaterale. La prospettiva per le imprese italiane e tedesche, così come per l’intera Ue, è quella di un rilancio produttivo". Così, con Adnkronos/Labitalia, Jörg Buck, consigliere delegato della Camera di commercio Italo-Germanica (Ahk Italien), commenta la convergenza tra i due premier Meloni e Merz sui temi europei. "In questo processo, Italia e Germania -continua Buck- sono i principali player: insieme, siamo il nucleo manifatturiero del continente, con circa il 40% della produzione industriale complessiva. E se guardiamo ai dati trimestrali Istat disponibili, l’aumento della produzione industriale tedesca ha determinato una risalita degli scambi commerciali tra Italia e Germania nel terzo trimestre 2025 (pari a 118 miliardi a settembre 2025), in crescita del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente". Buck ricorda che "le imprese dei due Paesi, infatti, sono legate da rapporti di interscambio e co-produzione strutturali e fortemente radicati nelle relative catene del valore. Concludo evidenziando come, quando si parla di rilancio produttivo e industriale, competitività, sostenibilità e sicurezza economica debbano procedere insieme, per garantire una crescita stabile e duratura”, sottolinea. Secondo Buck la strada da percorrere è chiara: "alcuni comparti stanno attraversando trasformazioni profonde. Penso, ad esempio, all’automotive o ai settori ad alta intensità energetica come la siderurgia. Tuttavia, più che soffermarsi su singoli comparti, credo che sia fondamentale sviluppare una visione strategica condivisa: una politica industriale coordinata tra Italia e Germania è cruciale per rilanciare la produttività europea e rafforzare il nostro patrimonio manifatturiero", sottolinea il consigliere delegato di Ahk Italien. "A tal fine, vorrei evidenziare -spiega Buck- tre priorità. La prima riguarda la semplificazione delle procedure e la riduzione degli oneri amministrativi, in modo tale che i processi decisionali diventino più rapidi e le imprese dispongano della flessibilità necessaria per investire e innovare. La seconda riguarda l’eliminazione delle barriere che ancora limitano il pieno funzionamento del mercato unico: oggi, gli ostacoli commerciali interni all’Unione producono effetti paragonabili a dazi “di fatto” pari a circa il 44% sulle merci scambiate, un freno evidente alla competitività che occorre superare rapidamente", sottolinea. E per Buck "la terza priorità è l’impegno congiunto a favore di mercati aperti e nuove partnership strategiche. Italia e Germania, in quanto economie fortemente orientate all’export, devono sostenere con decisione accordi commerciali ambiziosi – dalla possibile attuazione condizionata dell’accordo con il Mercosur a un maggiore coinvolgimento economico con Paesi in rapido sviluppo quali l’India. Queste intese generano valore aggiunto in Europa, rafforzano il nostro tessuto industriale e ne aumentano la competitività globale. E in parallelo, creano le condizioni per sviluppare ulteriormente settori destinati a rivestire un ruolo strategico nei prossimi anni, come la difesa e l’aerospazio, comparti per i quali sarà determinante una cooperazione più stretta nell’ambito della ricerca e dei grandi progetti europei”, conclude.
(Adnkronos) - "Estrarre l’ultima goccia di olio dalle emulsioni oleose è la nostra missione quotidiana. La Bottari si occupa prevalentemente dalla nascita della raccolta e trasporto e lo smaltimento degli oli usati.” Così Davide Bottari, amministratore delegato di Bottari S.r.l, ha descritto a Roma l’attività della sua azienda, intervenendo alla presentazione della terza edizione del progetto di Legambiente “L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy”. L’incontro ha messo in luce le best practice italiane nella transizione ecologica e il ruolo delle imprese nazionali nell’implementazione di un’industria più sostenibile, innovativa e competitiva. “Ogni anno l’azienda raccoglie circa 60.000 tonnellate di emulsioni oleose, miscugli complessi di acqua e olio a bassa concentrazione, dai quali riesce a estrarre circa 7.000 tonnellate di olio, destinato alla rigenerazione industriale. Questo processo consente di evitare lo smaltimento per termodistruzione o altre soluzioni ad alto impatto ambientale.” “Il nostro contributo al Clean Industrial Deal Made in Italy non è solo tecnologico, ma anche culturale”, spiega Bottari. “Partecipiamo ai cantieri della transizione ecologica perché rappresentiamo un esempio concreto di come l’industria possa operare in maniera sostenibile, senza compromettere la competitività. Tutto il nostro processo è rigorosamente Made in Italy, dal macchinario alle procedure operative. L’azienda fa parte del Gruppo Italium, interamente italiano, che coordina diverse attività di raccolta e rigenerazione di materiali industriali complessi.”