(Adnkronos) - La collaborazione tra Lnd Impianti e la fiera leader del Verde, Myplant& Garden, si rinnova anche per l’edizione 2026 (18-20 febbraio, Fiera Milano Rho), consolidando un impegno condiviso verso un futuro più sostenibile nello sport. Lnd Impianti continuerà a giocare un ruolo centrale all’interno del progetto “Verde Sportivo-My Green Sports”, grazie alla sua consolidata esperienza nella gestione avanzata delle superfici sportive, con un focus particolare sui manti erbosi artificiali ad alte prestazioni. La partnership si configura come un laboratorio permanente di sostenibilità, un contesto d’eccellenza dove testare e promuovere pratiche e protocolli che superano i confini del calcio, estendendosi a molte altre discipline sportive. Nel 2026, il progetto “Verde Sportivo-My Green Sports” di Myplant- realizzato in collaborazione con Kulture Multimedia - troverà spazio in un’area dedicata all’interno della fiera, in cui si terranno workshop, incontri e momenti di confronto su modelli integrati che uniscono tecnologia, inclusività ed economia circolare, con l’obiettivo di proporre standard replicabili. Questa intesa rappresenta più di una semplice collaborazione: è una visione comune, un ponte tra innovazione e consapevolezza ambientale. Un progetto in cui competenze tecniche e best practices uniscono per generare valore concreto per comunità e territori. Il rinnovo del sodalizio testimonia l’impegno condiviso nel costruire un linguaggio comune della sostenibilità, capace di ispirare tutto il movimento sportivo italiano verso obiettivi di eccellenza green. “Anche quest’anno siamo lieti di confermare la nostra partnership con Myplant& Garden, un'opportunità che ci permette di consolidare il ruolo che Lnd Impianti vuole ricoprire nel settore dell’impiantistica sportiva - dichiara Christian Mossino, Vice Presidente Lnd e Amministratore Delegato Lnd Impianti- Questo percorso è iniziato lo scorso anno su iniziativa del Presidente Abete, con l’obiettivo di ampliare le nostre attività, che fino a quel momento erano focalizzate esclusivamente sull’omologazione dei campi in erba artificiale. Lnd Impianti, fin dalla sua nascita, si è occupata dell'omologazione dei campi in erba artificiale secondo il Regolamento Lnd Standard, approvato dalla Commissione Impianti Sportivi in Erba Artificiale della Lnd. Tuttavia, il nostro obiettivo è quello di evolverci in una Società di Servizi a 360 gradi nel campo dell’impiantistica sportiva, mettendo a disposizione delle nostre società, ma soprattutto degli enti locali (principali proprietari degli impianti), competenze e soluzioni complete. La nostra visione e missione si orienta verso il rafforzamento di collaborazioni con realtà come Myplant& Garden, che ci aiutano a sviluppare competenze per raggiungere i nostri obiettivi. Vogliamo diventare il punto di riferimento unico per le amministrazioni comunali e le società sportive, offrendo un servizio completo e certificato, che comprenda la progettazione, la costruzione e l’adattamento degli impianti sportivi. Un servizio che tiene conto della sostenibilità, delle innovazioni nei sistemi e nei materiali utilizzati, e che pone particolare attenzione all’efficienza energetica, non limitandosi più solo agli impianti in erba sintetica”. “Rinnovare la partnership con Lnd Impianti significa investire in un cambiamento culturale concreto -afferma Valeria Randazzo, responsabile di Myplant& Garden-. L’innovazione e le competenze generano benefici diffusi. In un momento in cui anche lo sport è chiamato ad affrontare sfide ambientali senza precedenti, questa sinergia rappresenta qualcosa di unico: una filiera compatta che unisce ricerca, progettazione e gestione consapevole.My Green Sports diMyplant è il luogo in cui operatori sportivi, tecnici e istituzioni scoprono non solo soluzioni, ma veri e propri modelli misurabili. Perché la vera sostenibilità è quella che ridisegna gli orizzonti dello sport, migliorando la qualità della vita a partire dai campi di periferia, rendendo l’eccellenza accessibile a tutti.”
(Adnkronos) - E' la 'Regina' della tavola romagnola e sempre di più si fa apprezzare per la sua versatilità. Non soltanto un cibo veloce e 'di strada', ma anche in versione gourmet, con tanto di preparazione studiata dagli chef. E' la Piadina romagnola Igp, una vera e propria protagonista della cucina italiana, quindi, adatta dall’antipasto al dolce, in ogni momento della giornata. A confermarlo il presidente del Consorzio di promozione e tutela della Piadina romagnola Igp, Alfio Biagini: "La piadina è un prodotto nato per i poveri, perché più economico del pane, e pian piano ha assunto sempre più rilevanza sulla tavola dei romagnoli, per poi diffondersi anche al di fuori del nostro territorio. E sulle tavole è diventata sempre più importante, tanto da diventare un piatto centrale dalle mille versioni. Oggi la piada viene proposta anche in versione gourmet. E' un prodotto che si può abbinare con tantissime delle 44 eccellenze della nostra regione". E la piadina gourmet piace molto, come dimostra il successo avuto in una delle tappe di Tramonto DiVino, manifestazione itinerante che ogni anno, dalla Riviera alle Colline, porta in degustazione oltre 300 etichette di vini regionali in abbinamento con le eccellenze gastronomiche, e che a Cesenatico l'8 agosto ha festeggiato il suo 20° anniversario. La piadina è stata proposta, in particolare, nella serata di Riccione, il 25 luglio, in due versioni realizzate dal Maestro dello Street Food Daniele Reponi in collaborazione con il Consorzio di promozione e tutela della Piada romagnola Igp. In versione salata, 'Batticuore', in omaggio all’amore comune per il territorio di due icone gastronomiche, la Piadina Romagnola Igp è stata farcita con la Mortadella Bologna Igp, accompagnata da scaglie di pecorino di Fossa Dop, miele d'acacia e salsa agrodolce di rapa rossa e zenzero. A seguire anche una proposta dolce, il Piadamisù: un tiramisù a base di mousse di mascarpone con crumble di Piadina Romagnola Igp e amaretto, amarene brusche di Modena Igp sciroppate e polvere di caffè. Un vero successo per questo dessert, l’ultimo di una serie di abbinamenti inaspettati, come il cannolo e la torta della nonna realizzati con Piadina romagnola Igp, che esaltano l’estrema versatilità del prodotto. "Abbiamo sempre cercato di abbinare la nostra piadina - spiega il presidente del Consorzio - ad altri prodotti romagnoli e non solo, dal cioccolato di Modica al pistacchio di Raffadali, all'arancia rossa di Sicilia. Ad esempio, abbiamo organizzato anche la colazione con la piadina: l'idea mi è venuta bagnando nel latte la mattina la piadina avanzata la sera e piaceva molto". Un modo nuovo, quindi, per apprezzare questo prodotto sempre più amato anche all'estero. "Stiamo facendo una campagna promozionale - sottolinea Biagini - con un bando europeo. Il paese in cui esportiamo di più è la Germania, anche per i tanti turisti tedeschi che sono venuti in vacanza nella Riviera Romagnola e hanno apprezzato la nostra piadina, che ovunque è un po' la bandiera dei romagnoli".
(Adnkronos) - Dopo due anni e mezzo di diminuzioni, tornano a crescere nel I semestre 2025 le emissioni di CO2 (+1,3%), nonostante i consumi energetici complessivi siano rimasti stazionari (gas +6%, petrolio -2%, generazione elettrica da rinnovabili -3%). Lo evidenzia l’Analisi Enea del sistema energetico nazionale che rileva, inoltre, prezzi di elettricità e gas tra i più elevati in Europa e un trend negativo per la transizione energetica (-25%) misurato dall’indice Ispred. In particolare, riguardo ai prezzi, quello dell’energia alla Borsa italiana (120 €/MWh media semestrale) è risultato doppio rispetto a quello di Spagna (62 €/MWh) e Francia (67 €/MWh). “Di fatto, ne risente la produzione industriale dei settori energy intensive, che resta inferiore di oltre il 10% rispetto a quella dell’intera industria manufatturiera, già sui minimi di lungo periodo”, spiega Francesco Gracceva, il ricercatore Enea che cura l’aggiornamento trimestrale. Dall’analisi emerge che nel primo trimestre le fonti rinnovabili hanno registrato un forte calo della produzione idroelettrica (-20%) ed eolica (-12%), non compensato dall’aumento del fotovoltaico (+23%), che è cresciuto in linea con il progressivo incremento della capacità installata (+3,3 GW). I consumi di gas naturale sono stati invece sostenuti dal clima rigido del primo trimestre 2025, che ha spinto i consumi per il riscaldamento. Una situazione che rispecchia sostanzialmente il quadro europeo dove l’inverno rigido ha fatto salire il consumo di gas (+5%), mentre sono diminuite le rinnovabili (-3%), con il solo fotovoltaico in crescita (+20%). Segno positivo anche per la produzione di energia nucleare (+2%), legata all'aumento della produzione francese. “Nel complesso i consumi energetici dell’area euro sono stimati stazionari e così le emissioni di CO2, un dato in chiaro contrasto con la traiettoria necessaria per il target 2030, che richiede un calo medio annuo di circa il 7%”, sottolinea Gracceva. A livello di settori, in Italia si rileva una contrazione dei consumi nei trasporti (-1%), concentrata nel primo trimestre, e un incremento nel civile (+3%), attribuibile principalmente all’aumento della domanda di gas per riscaldamento e alla maggiore domanda elettrica del settore terziario. Nel complesso, nel semestre la domanda elettrica nazionale risulta in lieve aumento (+0,4%), confermando la sostanziale stazionarietà del grado di elettrificazione dei consumi energetici in Italia. Il peggioramento dell’indice della transizione Enea Ispred è da attribuirsi soprattutto alla componente decarbonizzazione: “Nei prossimi cinque anni le emissioni di CO2 dovranno scendere del 6%, quasi il doppio di quanto fatto negli ultimi 3 anni. Se la traiettoria delle emissioni seguisse il trend degli ultimi 3 anni, il target 2030 sarebbe raggiunto non prima del 2035”, prosegue Gracceva. Sul fronte sicurezza energetica, e con particolare riferimento al gas, il sistema è risultato solido anche per la bassa domanda invernale. Un contributo è arrivato anche dall’entrata in funzione del rigassificatore di Ravenna, che a maggio e giugno ha portato il gas liquefatto ad essere la prima fonte di approvvigionamento di gas italiana (35% del totale), superando l’import dall’Algeria. Nel sistema elettrico europeo sono divenute sempre più frequenti le ore con prezzi zero o negativi, fino a un massimo raggiunto in Spagna con una media di oltre 6 ore al giorno. “Si tratta di segnali di un eccesso di produzione di elettricità da fonti intermittenti, in primis il fotovoltaico, e di flessibilità non adeguata a gestire la variabilità delle rinnovabili. Ma è notevole come sul mercato italiano questi effetti risultino al momento radicalmente più contenuti, con prezzi zero solo nello 0,5% delle ore nella zona Sud, a conferma del persistente ruolo del gas nella fissazione dei prezzi sul mercato all’ingrosso”, conclude Gracceva.