INFORMAZIONIGiulio XhaetNewton spa Consulenza Ruolo: Partner and Senior Consultant Digital Strategist, Eventi e Formazione Aziendale Area: Top Management Giulio Xhaet |
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(Adnkronos) - "Abbiamo confermato l’assoluta volontà che Israele partecipi all’Eurovision". L’ha detto l’ad Rai Giampaolo Rossi ai giornalisti a margine di un convegno sul servizio pubblico organizzato a Roma dalla Fondazione Spes. “A Sanremo d’altronde lo scorso anno sono salite sul palco una cantante palestinese e una israeliana che cantavano insieme in maniera straordinaria”, ha scandito Rossi, che in merito alle dichiarazioni di alcuni artisti tra cui Levante, che hanno affermato che non andrebbero all’Eurovision se dovessero vincere il festival, sottolinea: “Questa è la posizione della Rai che è assolutamente favorevole che Israele ci sia. Le polemiche che possono fare eventuali artisti riguardano gli artisti”. Alla luce dell’attuale scenario politico, la Rai punta ad accelerare i tempi e ad avere un quadro chiaro delle disponibilità degli artisti in gara a Sanremo già durante la settimana del Festival. A delineare il nuovo iter è il vicedirettore del Prime Time, Claudio Fasulo, che – in occasione dell’ascolto dei brani di Sanremo 2026 riservato ai giornalisti e critici musicali - parla di un riscontro da chiedere agli artisti e alle case discografiche "almeno dopo la prima serata". L'obiettivo è rendere la decisione "vincolante per non perdere tempo", ha spiegato Fasulo. "Nel momento in cui viene espresso un orientamento, non c'è motivo che ci sia un cambio. Quest'anno vogliamo anticipare l'iter in modo da avere un quadro completo" delle intenzioni degli artisti. La nuova procedura, di fatto, anticipa la raccolta formale delle adesioni. "Stiamo pensando di chiedere un feedback, un riscontro, durante la settimana del festival," ha proseguito il vicedirettore, "per un interesse nostro e dei discografici. E da lì procederemo con la richiesta di adesione". Per ora, ha precisato, si tratta solo di "voli di ricognizione", una fase esplorativa per sondare il terreno. La classifica finale di Sanremo resterà il criterio principale, con il diritto di rappresentare l'Italia che spetta al vincitore, a patto che abbia dato il suo consenso. In caso di rinuncia, si procederà come di consueto a scorrere la classifica tra gli artisti che si sono detti disponibili. Fasulo ha confermato che, anche quest'anno, "sembra ci siano molti intenzionati a partecipare". Infine, alla domanda sulla richiesta di far partecipare la Palestina, la Rai ha ribadito la posizione della televisione pubblica: "La Rai non chiude gli occhi". Lo scorso dicembre, durante una votazione sulla proposta di modifica del regolamento dell'Eurovision Song Contest, l'Unione europea di Radiodiffusione (Ebu) ha deciso che Israele potrà partecipare all'edizione 2026 in programma a maggio a Vienna. A favore della partecipazione di Israele alla 70esima edizione di Eurovision avevano votato in 738, mentre 265 si sono espressi contro e 120 si sono astenuti.
(Adnkronos) - Negli ultimi anni prima della pensione, per molti lavoratori il percorso professionale si traduce in un demansionamento o in un passaggio al part-time, con una conseguente riduzione dello stipendio che, ai fini previdenziali, equivale a una penalizzazione sull’importo finale dell’assegno pensionistico. Grazie alla neutralizzazione, è possibile 'cancellare' l’effetto negativo di quei contributi che, anziché aumentare la pensione, finiscono per ridurne l’importo. Ne parla all’Adnkronos/Labitalia, Andrea Martelli, fondatore e amministratore di MiaPensione, realtà specializzata nella consulenza previdenziale obbligatoria. “La neutralizzazione - spiega - serve a evitare che il prolungamento dell’attività lavorativa, dopo il raggiungimento della pensione, produca un risultato controproducente e paradossale: si versano più contributi, ma si percepisce una pensione più bassa, perché la retribuzione di fine carriera può risultare inferiore rispetto al passato. Lo strumento può essere richiesto anche da chi ha usufruito del pensionamento anticipato. Una volta raggiunta l’età prevista per la pensione di vecchiaia (67 anni), sarà possibile richiedere la cancellazione di quei contributi che erano stati necessari per accedere al pensionamento anticipato, qualora dovessero essere penalizzanti ai fini del calcolo dell’assegno”. “La neutralizzazione - sottolinea - riguarda unicamente le pensioni calcolate, in tutto o in parte, con il metodo retributivo o misto. Sono, invece, esclusi gli appartenenti al sistema interamente contributivo, per i quali l’importo dell’assegno dipende dal montante complessivo dei versamenti effettuati e dall’età di accesso alla pensione, non dalla media delle retribuzioni”. Un caso concreto seguito da MiaPensione aiuta a comprendere meglio il funzionamento dello strumento: “il nostro cliente è andato in pensione con Quota 100, ma con un’anzianità contributiva superiore rispetto a quanto richiesto dal trattamento stesso. Tra gli altri requisiti, l’assicurato ha registrato una serie di periodi di disoccupazione proprio negli ultimi 5 anni della sua carriera lavorativa. E' stato quindi possibile neutralizzare i periodi più penalizzanti, andando così ad aumentare l’assegno pensionistico ottenuto con Quota 100. Neutralizzare alcuni periodi ha, quindi, permesso all’assicurato di ottenere un aumento lordo mensile pari a 137,29 euro". “La neutralizzazione - avverte Martelli - non avviene in modo automatico, ma va richiesta espressamente, mediante domanda di ricostituzione della pensione da presentare all’Inps, indicando con precisione i periodi che si vuole escludere dal conteggio. Alla domanda andrà allegata anche la documentazione che attesti che la retribuzione sia effettivamente diminuita”. Un altro dettaglio poco noto, riguarda la disoccupazione: i periodi coperti da Naspi, infatti, vengono neutralizzati automaticamente dall’Inps ai fini della determinazione della retribuzione pensionabile. In questo caso non è necessario fare una richiesta specifica. Nel caso in cui la domanda venga accolta, i suoi benefici sono retroattivi, limitatamente al periodo stabilito dallo strumento stesso. “Risulta quindi importante conoscere perfettamente la propria situazione contributiva, ancor prima di uscire dal mondo del lavoro, per compiere scelte consapevoli a tutela dei propri interessi”, sottolinea Andrea Martelli.
(Adnkronos) - “L’economia circolare non è solo gestire i rifiuti per farli far diventare una risorsa, cosa pure importante. È un modo di pensare e di operare, una cultura che riguarda l’intero ciclo di vita dei prodotti. È qualche cosa di rivoluzionario”. A dirlo è Livio De Santoli, prorettore per la Sostenibilità all’Università Sapienza di Roma, che all’Adnkronos sottolinea la necessità di fare un cambio di mentalità, da parte sia delle persone che dei decisori. Per De Santoli, occorre infatti passare da un approccio consumistico e lineare (rifiuti come scarti) a una visione circolare (rifiuti come risorse) che integri ambiente, società ed economia, superando il greenwashing e assumendosi la responsabilità personale e collettiva per la crisi climatica. E occorre farlo applicando questo nuova “tipologia di vita”, a “tutto”. Intanto, lungo lo Stivale si stanno avendo “dei buoni risultati nel campo della gestione dei rifiuti — vedo che ormai le percentuali nelle città stiano veramente arrivando a dei valori elevati”, evidenzia il prorettore. L’economia circolare è in effetti un settore dove “l’Italia è sempre stata all’avanguardia” e dove “avrà sicuramente un grande ruolo”, sottolinea il prorettore. Per dare qualche cifra, secondo i dati Conai l’Italia nel 2024 ha riciclato il 76,7% di imballaggi immessi sul mercato, pari a 10,7 milioni di tonnellate. Nel dettaglio, sono state riciclate oltre 435.500 tonnellate di acciaio, 62.400 tonnellate di alluminio, 4.605 milioni di tonnellate di carta e cartone, 2.314 milioni di tonnellate di legno, 1.131 milioni di tonnellate di plastica convenzionale e 47.500 tonnellate di bioplastica compostabile – per un totale di 1.179 milioni di tonnellate – e quasi 2.103 milioni di tonnellate di vetro. Da segnalare il risultato del settore della plastica, che ha superato nel 2024 l’obiettivo del 50% di riciclo fissato dall’Unione Europea per il 2025. Sommando i dati relativi al recupero energetico a quelli relativi al riciclo, la quantità totale di imballaggi a fine vita recuperati supera i 12 milioni di tonnellate : l’86,4% degli imballaggi immessi sul mercato. Questi risultati non arrivano per caso. “L’Italia ha già una tradizione industriale e artigianale che favorisce l’efficienza, e questo può diventare un vantaggio competitivo”, osserva De Santoli. Il Paese è stato “pioniere anche sul fronte dell’efficienza energetica”: già dagli anni Settanta esistevano politiche avanzate, e oggi, sottolinea il prorettore, registriamo “una delle intensità energetiche più basse d’Europa, dimostrando che è possibile crescere consumando meno energia”. E a proposito di Europa: nell’ultimo anno, in nome della competitività, Bruxelles ha avviato un’opera di semplificazione che, partendo da una necessità su cui tutti concordano – recuperare terreno rispetto ai competitor, in primis Stati Uniti e Cina – rischia secondo alcuni di distruggere lo sforzo verso un mondo più verde, oltre al ruolo di leader globale della transizione energetica ed ecologica che l’Unione si è costruita negli ultimi anni. De Santoli è tra chi la pensa così: “Mi auguro che si trovi un equilibrio, perché non si può cancellare un lavoro di cinque anni”. “Siamo vicini al traguardo 2030 e dobbiamo continuare fino al 2050. Alcuni Paesi sono sulla buona strada, l’Italia un po’ meno, ma non ha alternative: seguire la transizione energetica e digitale è l’unico modo per garantire sviluppo industriale, riduzione dei costi e nuova occupazione”.