INFORMAZIONIGiona Ruggeri |
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(Adnkronos) - “Con l'incontro di oggi vogliamo fare chiarezza rispetto all'operatività dell'Osservatorio, attivo 365 giorni all'anno. Questo evento ha un significato particolarmente importante per noi perché nei giorni scorsi, il 7 febbraio, si è tenuta la Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo. Essendo attivi tutti i giorni, non potevamo mancare nella settimana che ha segnato questa data e in quella successiva, per dare un segnale importante”. A dirlo Elisa Caponetti, presidente Comitato Scientifico Onbd - Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile, in occasione dell'evento ‘Bullismo e disagio giovanile: una responsabilità nazionale’, organizzato su iniziativa del senatore Andrea Paganella, presso il Senato della Repubblica a Roma. “L'Osservatorio sta andando in una direzione concreta e operativa. Operiamo, infatti, su più livelli: su un piano di sensibilizzazione, di prevenzione, ma anche di intervento e presa in carico del disagio giovanile e dei fenomeni legati al bullismo e al cyberbullismo. Abbiamo, pertanto, molti progetti attivi, che coinvolgono i più giovani, gli adolescenti e anche le loro famiglie - spiega - ma anche le scuole, perché sono un punto di riferimento importante”. “Ci sono, poi, anche interventi di presa in carico, perché la prevenzione impiegherà tempo prima di dare risultati concreti e noi vogliamo agire anche prendendo in carico chi vive queste criticità, come il disagio giovanile, situazioni di bullismo, cyberbullismo e violenza. L'Osservatorio c'è, con una risposta più completa possibile - sottolinea Caponetti - Inoltre, ci interfacciamo anche con il mondo della politica. Oggi, infatti, ci troviamo al Senato perché vogliamo arrivare ad un'ulteriore modifica di un disegno di legge, per dare una risposta più ampia possibile. Crediamo che indipendentemente dalla fascia d'età, sia fondamentale avere una corretta educazione ai social e al mondo digitale, perché è importante la regolamentazione, ma è importante ancor di più l'uso consapevole che viene fatto di questo mondo e la patente digitale va a rispondere proprio a questa esigenza”.
(Adnkronos) - In un contesto caratterizzato dalle preoccupazioni sui rincari dei costi energetici i sistemi di riscaldamento a biomassa diventano un’opzione a cui sempre più famiglie italiane guardano con favore. Legna e pellet sono realtà già diffuse, rappresentando un mercato strutturato, con una famiglia su 4 che le utilizza per riscaldarsi, soprattutto nelle aree rurali, e in piccoli comuni. La biomassa evoca calore, comfort, sostenibilità e qualità della vita, ed è percepita come più conveniente e più sostenibile del gas. Per questo oltre il 50% delle famiglie prenderebbe in considerazione l’installazione di un impianto a biomassa, puntando soprattutto sul pellet come combustibile più desiderato. Sono alcuni dei dati che emergono da una survey inedita realizzata da Nomisma, che fotografa la conoscenza e la percezione dei sistemi di riscaldamento a biomasse legnose tra le famiglie italiane. Dati che aprono prospettive di mercato positive per una filiera che si darà appuntamento a Progetto Fuoco, il più importante evento mondiale dedicato agli apparecchi per il riscaldamento e la produzione di energie attraverso la biomassa, organizzato da Veronafiere e in programma dal 25 al 28 febbraio nel quartiere fieristico veronese. Con un fatturato di oltre 4 miliardi di euro, superando i 72mila addetti le aziende italiane produttrici di tecnologie sono market leader europeo, rappresentando oltre il 70% del mercato. Dalle stufe ai caminetti passando per caldaie, barbecue e cucine a legna e pellet: a Progetto Fuoco saranno presenti 430 brand, di cui il 42% da 38 paesi esteri, che presenteranno tutte le novità del mercato su una superficie espositiva di 65mila metri quadri, distribuita su 7 padiglioni e un’area esterna. Attesi a Verona più di 40mila visitatori professionali, 10mila dei quali dall’estero, che potranno conoscere da vicino almeno 5.000 prodotti in esposizione, la maggior parte dei quali sarà funzionante, grazie ad un apposito sistema di aspirazione dei fumi. La manifestazione sarà occasione anche di confronto sulle più attuali novità normative in ambito di efficienza energetica e di gestione sostenibile delle foreste, oltre ad offrire un ricco programma di convegni, workshop, tavole rotonde e momenti di aggiornamento professionale. L’edizione 2026 di Progetto Fuoco è stata presentata nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta alla Dream Factory di Milano. All’appuntamento erano presenti Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, Monica Pontarin, event manager di Progetto Fuoco, Emanuele Di Faustino, responsabile Industria, Retail e Servizi di Nomisma, Annalisa Paniz, direttrice generale di Aie, Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere e Valeria Santolin, exhibition manager area B2B di Veronafiere. "I dati presentati da Nomisma - commenta Federico Bricolo, presidente di Veronafiere - confermano che il riscaldamento a biomassa è una risposta concreta, moderna e sostenibile alle sfide energetiche attuali. In questo contesto, Progetto Fuoco, dal 1999, è la casa naturale della filiera legno-energia: un appuntamento leader al mondo, costruito insieme alle imprese e riconosciuto dal mercato. Il format internazionale continuerà a crescere anche all’estero, con un nuovo progetto dedicato al Nord-Est Europa che debutterà a gennaio 2027". L’indagine curata da Nomisma per Progetto Fuoco, condotta a gennaio 2026 su un campione di 800 intervistati rappresentativi della popolazione italiana, si colloca in un contesto caratterizzato da forte incertezza economica e geopolitica, in cui il tema del caro energia rappresenta una preoccupazione centrale per circa 1 famiglia su 4, creando un terreno favorevole alla valutazione di soluzioni di riscaldamento alternative rispetto ai sistemi tradizionali. In questo scenario, le biomasse legnose mostrano un buon livello di maturità in termini di conoscenza e diffusione. Oltre la metà delle famiglie italiane dichiara di averne sentito parlare e più di 4 su 10 affermano di averne una conoscenza approfondita. Anche l’adozione è tutt’altro che marginale: circa 1 famiglia su 4 utilizza oggi sistemi di riscaldamento a biomassa - nella prima e/o nella seconda casa -, confermando che si tratta di una tecnologia già radicata nel panorama energetico domestico. L’analisi del profilo degli utilizzatori evidenzia una maggiore diffusione in piccoli comuni (37% del campione) e aree rurali (40%), soprattutto nel Sud Italia (30%), e in abitazioni indipendenti. Dal punto di vista percettivo, il riscaldamento a biomassa è associato principalmente a calore, relax e convivialità. Nel confronto diretto con i sistemi tradizionali a gas, esso viene percepito come più conveniente, più sostenibile e più performante, soprattutto da parte degli utenti che ne fanno già esperienza diretta. Tra chi già utilizza questo tipo di impianti prevalgono camini e termocamini (49%), seguiti da stufe e termostufe (45%), mentre le caldaie a biomassa risultano una soluzione più residuale (6%). Il quadro che emerge è quello di un patrimonio impiantistico nel complesso piuttosto vetusto: oltre la metà degli utenti ha infatti installato il proprio impianto da più di dieci anni, evidenziando un significativo potenziale di turn-over tecnologico. In questo contesto gli incentivi pubblici giocano un ruolo cruciale: strumenti come Ecobonus, Conto termico e Bonus casa vengono percepiti come una leva concreta per favorire l’adozione. Tuttavia, la loro conoscenza non è ancora pienamente consolidata, risultando limitata a poco più di un italiano su tre. Una volta adottata, la biomassa genera un’esperienza d’uso complessivamente positiva, con potenziali effetti di fidelizzazione e passaparola: gli utilizzatori di impianti a biomassa si dichiarano complessivamente più soddisfatti (49%) rispetto a chi dispone di altre soluzioni (45%), con comfort termico e controllo dei consumi che emergono come i principali driver di soddisfazione. In prospettiva futura, il potenziale di crescita appare rilevante. In uno scenario ipotetico di nuova abitazione, oltre 1 famiglia su 2 prenderebbe in considerazione l’installazione di un impianto a biomassa legnosa; tra gli utenti attuali, la maggioranza rifarebbe questa scelta, con la quota che arriva a superare il 70%. Tra le novità di Progetto Fuoco un’area tematica in cui saranno protagoniste startup selezionate che presenteranno soluzioni all'avanguardia basate sull'Intelligenza Artificiale a supporto delle energie rinnovabili. E' l’Hub AI, realizzato in collaborazione con Clover Venture, un format che offrirà alle startup un programma di workshop che nell’arco delle tre giornate si concentreranno su intelligenza artificiale, innovazione sostenibile e strategie di crescita, progettati per fornire strumenti concreti e immediatamente applicabili. L’edizione 2026 sarà arricchita da un appuntamento di rilievo assoluto, lo European pellet forum, che per la prima volta approda in Italia, consolidando il ruolo del nostro Paese come protagonista della transizione energetica e della filiera del legno a livello europeo. Il forum, organizzato da Aiel-Associazione italiana energie agroforestali, partner tecnico di Progetto Fuoco, in collaborazione con European pellet council e Bioenergy Europe, si terrà il 27 febbraio, dalle ore 9:00 alle 13:00, e offrirà un’occasione unica di confronto tra produttori, distributori, tecnici, istituzioni e stakeholder sulle dinamiche del mercato del pellet e sulle politiche energetiche e ambientali europee. Il settore forestale, asset strategico delle politiche industriali, energetiche e ambientali nazionali, è al centro di diversi convegni e tavole rotonde che si terranno nel corso dei quattro giorni di Progetto Fuoco. In qualità di partner tecnico della manifestazione, Aiel (Associazione italiana energie agroforestali) arricchirà il dibattito proponendo una serie di incontri di approfondimento. Tra questi giovedì 26 febbraio un confronto istituzionale sulle azioni del piano nazionale Aria in ambito energetico, dall’aggiornamento del DM 186/2017 al rafforzamento delle attività di controllo e informazione. Mentre venerdì 27 febbraio alle 9.30 si parlerà di foreste e valorizzazione del ruolo e delle competenze femminili nell’ambito di un incontro dal titolo “Foreste, femminile plurale”. Una serie di workshop e incontri di taglio tecnico saranno inoltre proposti in collaborazione con Anfus (Associazione nazionale fumisti e spazzacamini) e con Assocosma, Associazione nazionale che rappresenta gli artigiani costruttori di stufe e i professionisti del settore. Tra questi ci saranno dimostrazioni e buone pratiche per la manutenzione e pulizia dei caminetti, appuntamenti di formazione su normative e sicurezza, oltre alla presentazione della Scuola professionale nazionale per fumisti e spazzacamini, in programma mercoledì 28 febbraio alle 14.30. Nell’area esterna antistante i padiglioni di Progetto Fuoco torna una nuova edizione di Progetto Bosco, l’area tematica di 5.000 metri quadri dedicata al bosco, alla meccanizzazione forestale, ai lavori su fune e all’arboricoltura. La sezione espositiva sarà arricchita da seminari e workshop che metteranno al centro temi come i numeri del bosco e i suoi collegamenti con la filiera legno-energia, ma anche i benefici socio-economici e ambientali legati alla gestione sostenibile delle foreste.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.