(Adnkronos) - "Il futuro dell'isola dipende da questa famiglia, è una monarchia". Così il giornalista cubano in esilio, Abraham Jimenez Enoa, sintetizza con il Wall Street Journal come l'offensiva di Donald Trump contro "il regime fallito" di Cuba che il presidente afferma di voler far cadere in realtà abbia invece rinsaldato la presa del potere da parte della famiglia Castro, con una nuova generazione che, nel nome del patriarca 94enne Raul, il fratello del lider maximo Fidel, sta gestendo i negoziati con l'amministrazione Trump. Già da tempo si parla del ruolo di Raul Rodriguez Castro, Raulito, il nipote preferito di nonno Raul, detto anche 'El cangrejo', il granchio, perchè nato con una piccola deformazione alla mano, ma ora emerge che anche il padre, Alejandro Castro Espin, sta portando avanti il dialogo con gli americani, a conferma dell'imprescindibile importanza che i Castro continuano ad avere per il futuro dell'isola. Tanto che, rivela il Wsj, come possibile successore di Miguel Diaz-Canel - l'attuale presidente cubano, il primo non appartenente alla famiglia Castro, che dovrebbe dimettersi in caso di un eventuale accordo con gli americani - viene indicato il nipote di Angela Castro, la sorella di Fidel e Raul, Oscar Perez-Oliva Fraga, vice premier e ministro del Commercio Estero che a dicembre è stato eletto all'Assemblea Nazionale cubana, prerequisito per la presidenza. Dietro la generazione più giovane rimane comunque la presenza di Raul, che ha guidato la rivoluzione insieme a Fidel che gli ha poi ceduto la presidenza nel 2008, per i gravi problemi di salute che portarono alla morte del lider maximo cubano nel 2016. Due anni dopo, Raul ha lasciato la presidenza a Diaz-Canel, manendo comunque fino al 2021 il ruolo di segretario del Partito Comunista. "Raul simbolizza e incarna l'intero arco della rivoluzione, sin dall'inizio", spiega Brian Latell, ex analista della Cina che ha scritto un libro sui fratelli Castro, sottolineando come ora appaia raramente in pubblico, e nelle rare occasioni sempre con il nipote Raulito al fianco. Come è successo a gennaio, in occasione dei funerali dei 32 militari cubani uccisi nel raid con cui le Forze Speciali Usa hanno catturato, il 4 gennaio, il leader venezualano Nicolas Maduro a Caracas. Qualche settimana dopo, Rodriguez Castro è stato mandato al vertice della nazioni caraibiche a St. Kitts dove, rivelano fonti del giornale americano, ha avuto il primo incontro con il segretario di Stato, Marco Rubio. Raulito ha la fiducia totale del nonno, con il quale è praticamente cresciuto, ricevendo un fucile come regalo di compleanno dei 15 anni, per poi passare all'accademia militare ed entrare nell'unità preposta alla protezione del nonno, nonostante la laurea in Finanza all'università dell'Avana. Un ex funzionario Usa racconta che 10 anni fa gli fu presentato Rodriguez Castro da un funzionario dell'intelligence cubana come il futuro della famiglia Castro. Anche se quando era più giovane, Raulito, che ora ha 41 anni, non ha mancato di mostrarsi in atteggiamenti poco in linea con i valori rivoluzionari, in video che lo mostravano a bordo di yatch, o in una discoteca in cui balla con indosso una maglietta dei New York Yankees, con scritto il suo soprannome 'Cangrejo". Ultimamente, ha assunto però uno stile di vita più discreto e piuttosto che a feste lo si può vedere a cena con diplomatici europei che lo considerano un importante 'player' a Cuba, racconta un uomo d'affari americano. Viene considerato, invece, un 'falco' allineato sui valori rivoluzionari, Alejandro, l'unico figlio di Raul e padre di Raulito, un generale soprannominato 'El Tuerto', il Guercio, da quando ha perso un occhio durante una missile in Angola. Autore del libro sugli Usa intitolato "L'impero del terrore", in realtà Alejandro non è al primo negoziato con Washington, dal momento che fu lui il capo negoziatore dei colloqui segreti che portarono l'amministrazione Obama a ristabilire a sorpresa piene relazioni diplomatiche con Cuba nel 2015. "Alejandro crede con forza nella rivoluzione, è veramente un ortodosso", racconta Ricardo Zuniga, ex funzionario dell'amministrazione Obama che, nel corso di 18 mesi, incontrò decine di volte Castro Espin in Canada per chiudere l'accordo che, soprattutto dopo la storica visita di Obama nel marzo del 2016, segnò una svolta tra Washington e l'Avana, una normalizzazione dei rapporti che però conobbe una totale battuta d'arresto dopo la vittoria elettorale di Trump quello stesso anno. Castro Espin cercò comunque di aprire un canale di dialogo con la nuova amministrazione, mostrandosi "non ideologico, molto pragmatico e desideroso di cooperare per l'interesse reciproco", racconta Craig Deare, che fu brevemente alla guida del desk America Latina della Casa Bianca di Trump che non fu però interessata a continuare sulla strada dell'apertura avviata da Obama. Castro Espin allora scomparve dalla scena politica, dove ora è ritornato, ancora una volta per negoziare con gli americani. Infine, c'è la recente, improvvisa ascesa politica di Perez-Oliva, 55enne ingegnere che prima della sua promozione a vice premier fino a due anni fa aveva una posizione manageriale di medio livello nel porto di Mariel. Il mese scorso Perez-Oliva è finito sotto i riflettori internazionali, concendendo un'intervista ad un'emittente americana durante la quale ha annunciato misure per favorire maggiori investimenti degli esuli cubani, anche quelli che vivono negli Usa, nell'isola, lanciando il messaggio che "Cuba è aperta per business". Il vice premier è figlio del generale Luis Rodriguez Lopez-Calleja che fino alla sua morte nel 2022 ha guidato il Gaesa, un poco trasparente conglomerato di società, gestite appunto dai militari, che controllano i settori più redditizi dell'economia cubana, secondo alcuni oltre il 40% dell'intera economia. "I Castro controllano Gaesa e Gaesa è il centro del potere a Cuba, è il frutto del patto che Castro fece con i militari", afferma Alejandro de la Fuente, a capo del programma di studi cubani di Harvard, riferendosi al fatto che fu Raul Castro, allora ministro della Difesa, negli anni '90 a creare la società dopo il crollo dell'Unione Sovietica.
(Adnkronos) - A poche ore dal ritorno di Artemis II sulla Terra e a pochi giorni dall’inizio della Milano Design Week, la manifestazione più importante per il mondo del progetto, anche il settore dell’arredo rinforza il legame simbolico con le missioni spaziali. La luna ha infatti da sempre esercitato un potente fascino sull’immaginario dell’uomo, designer inclusi. Il suo paesaggio silenzioso, la superficie craterizzata e il ritmo delle sue fasi hanno ispirato nel tempo forme, materiali e atmosfere nel progetto contemporaneo, diventando un riferimento capace di evocare mistero, scoperta e innovazione. Nel corso dei decenni, le missioni spaziali hanno ulteriormente contribuito ad alimentare l’immaginazione, favorendo allo stesso tempo importanti progressi tecnologici e lo sviluppo di nuovi materiali e soluzioni applicative poi trasferiti in diversi ambiti del design. Un interesse che si è rinnovato in queste settimane, riportando lo sguardo verso il cielo e riaccendendo l’attenzione attorno alla Luna e alla sua forza evocativa. Nel design Made in Italy questo richiamo si traduce in superfici materiche, cromie profonde e suggestioni luminose che rimandano al nostro satellite naturale, trasformando l’ispirazione cosmica in linguaggio progettuale. Proprio per rendere omaggio a questa nuova missione che ha segnato il ritorno dell’uomo intorno al suolo selenico dopo cinquant’anni, ecco una selezione di prodotti che hanno trasformato l’ispirazione cosmica in soluzioni concrete di design contemporaneo. Forgiato dal fuoco e temprato dal tempo, Basalto Italiano del marchio della pietra naturale Antolini racchiude l’essenza stessa della terra vulcanica. La sua superficie scura e uniforme, attraversata da impercettibili bagliori minerali, evoca la solidità della roccia lavica e al tempo stesso il mistero di paesaggi notturni e lunari, dove la materia appare sospesa tra origine e silenzio cosmico. Questo basalto puro e imponente, parte dell’Exclusive Collection di Antolini, incarna la potenza della natura e l’eleganza senza tempo delle pietre naturali di cui il marchio veronese detiene l’esclusiva mondiale. Se la pietra restituisce la dimensione più arcaica e materica del paesaggio lunare, altre superfici ne esplorano invece il rapporto con la luce. È il caso della collezione Moon di Ceramiche Refin, in cui il dialogo tra pieni e vuoti si traduce in una matericità che muta al variare del chiarore, proprio come accade sulla superficie craterizzata dell’astro. Le inclusioni minerali emergono su un fondo uniforme generando riflessi cangianti, capaci di restituire la stessa instabilità luminosa delle fasi del nostro satellite, in un equilibrio tra quiete e movimento. Dalla materia delle superfici architettoniche lo sguardo si sposta verso una dimensione più intima e domestica, dove il cosmo diventa esperienza quotidiana. La linea Planet di Gabel1957 trasforma infatti l’immaginario siderale in paesaggi visivi ad alta definizione, in cui la profondità dello spazio si traduce in pattern che avvolgono l’ambiente come un orizzonte lontano. Ne deriva una sensazione di immersione continua, come se il riposo si svolgesse all’interno di un ritmo più ampio, governato dalle stesse logiche cicliche delle fasi lunari. Questa percezione sospesa si ritrova anche in un altro complemento di design come il tappeto In-Canto di G.T.Design, dove la luce diventa materia sottile che scorre sulla superficie. La viscosa di bambù rifrange l’illuminazione con una brillantezza morbida, evocando il chiarore diffuso della Luna piena e trasformando lo spazio in un campo visivo silenzioso e avvolgente, quasi privo di gravità. La suggestione della Luna prende anche nella forma nella lampada Oh! di Linea Light Group, dove l’essenzialità della sfera richiama immediatamente l’immagine di un astro sospeso nello spazio. Il diffusore in polietilene lineare bianco, utilizzato sia nelle versioni a plafone che a sospensione, diffonde una luce morbida e uniforme, simile a quella naturale e avvolgente della luce lunare. La forma pura della sfera rende questa lampada una presenza discreta ma significativa all’interno di qualsiasi ambiente. Come la Luna nel cielo, illumina con delicatezza e contribuisce a creare un’atmosfera calma e accogliente, unendo funzione e semplicità in un unico gesto progettuale. Il tema dello spazio trova un’ulteriore declinazione nel parquet Supernova di Listone Giordano e Studio Oliosopatras, dove la geometria modulare si comporta come un sistema in espansione. Le forme si ripetono e si ruotano generando configurazioni sempre diverse, in cui la percezione dello spazio cambia con il movimento e con la luce, restituendo una dinamica che richiama i fenomeni naturali su scala cosmica. Infine, questa traiettoria ideale tra materia e spazio si completa nella collezione Moon Alu di Talenti Outdoor Living, dove il design degli arredi riprende le curve morbide e continue dei corpi celesti. Le superfici e le imbottiture definiscono un equilibrio visivo e funzionale che richiama la semplicità delle orbite, trasformando divani, poltrone e tavoli in elementi che non si limitano a occupare lo spazio, ma lo interpretano come parte di un sistema più ampio, in costante relazione con il cielo.
(Adnkronos) - Nel 2024 le emissioni nazionali di gas serra registrano una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 e in calo del 3,6% rispetto al 2023, attestandosi a poco più di 360 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Il risultato è legato alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla progressiva sostituzione dei combustibili più emissivi con alternative a minor contenuto di carbonio. Sono alcuni dei dati elaborati da Ispra nell’ambito dell’Inventario nazionale delle emissioni dei gas serra e dell’Inventario delle emissioni atmosferiche, trasmessi agli organismi europei e internazionali, in particolare la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc) e la Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite (Unece). Per il 2025 si prevede un lieve aumento delle emissioni (0,3%) dovuto soprattutto a un maggiore ricorso al gas naturale per la produzione di energia elettrica, anche in relazione a una riduzione della produzione idroelettrica. Prosegue invece il calo delle emissioni associate all’uso del carbone, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione. Non tutti i settori mostrano una riduzione nel 2024: le emissioni dei trasporti, responsabili del 31% del totale nazionale e per oltre il 90% legate al trasporto stradale, continuano a crescere e risultano superiori di oltre il 10% rispetto al 1990. Insieme ai trasporti, i settori della produzione di energia (18%), del residenziale (18%) e dell’industria manifatturiera (13%) contribuiscono complessivamente a circa l’80% delle emissioni nazionali. A partire dai primi anni 2000, poi, si osserva un progressivo disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di CO2: dopo una breve ripresa post-pandemica, le emissioni tornano a diminuire mentre il Pil continua a crescere, rafforzando questa tendenza. Anche sul fronte degli inquinanti atmosferici si registrano riduzioni significative tra il 1990 e il 2024, grazie a efficienza energetica, rinnovabili, innovazione tecnologica, limiti emissivi più severi e combustibili più puliti, tra questi: ossidi di zolfo -96%; ossidi di azoto -75%; monossido di carbonio -77%; black carbon -67%; cadmio -64%; mercurio -65%; piombo -96%. Il settore energetico - spiega Ispra - resta la principale fonte di emissioni per molti inquinanti (oltre l’80%), mentre i processi industriali incidono soprattutto su particolato, metalli pesanti e inquinanti organici persistenti. Le emissioni di ammoniaca (NH3), derivano quasi esclusivamente dall’agricoltura (oltre il 90%) mentre il settore dei rifiuti, in particolare l’incenerimento, contribuisce in modo rilevante a black carbon, cadmio, esaclorobenzene e diossine. "I dati sulle emissioni di gas serra e sugli inquinanti atmosferici ci consegnano un messaggio chiaro: il percorso intrapreso sta producendo risultati concreti - spiega Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa - È un segnale incoraggiante, che dimostra come politiche mirate, innovazione tecnologica e comportamenti responsabili possano davvero fare la differenza. Allo stesso tempo, questi numeri ci ricordano che la sfida non è ancora vinta. Ed è proprio per questo che i progressi vanno letti come uno stimolo ad accelerare, non a rallentare. Come Ispra e come Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente abbiamo il compito di garantire dati solidi, trasparenti e tempestivi, perché è sui dati che si costruiscono decisioni efficaci e politiche credibili. Abbiamo le competenze, gli strumenti e la consapevolezza per continuare a ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria nel nostro Paese. Il futuro che vogliamo costruire è già in movimento: sta a noi consolidarlo, trasformando i segnali positivi di oggi in risultati strutturali e duraturi per l’ambiente e per la salute di tutti”.