Generali Investments Europe spaSocietà di gestione del risparmio facente parte del Gruppo Assicurazioni Generali. |
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(Adnkronos) - E' morto oggi a Genova all'età di 97 anni Gilberto Raffaele Salmoni, sopravvissuto all'orrore dei campi di concentramento nazisti, testimone instancabile della Shoah, scrittore, psicologo e ingegnere, presidente onorario di Aned Genova. La sua vita, segnata dalla persecuzione razziale e dalla perdita della famiglia durante la Seconda guerra mondiale, è stata dedicata a raccontare e preservare la memoria di quegli anni terribili, affinché le nuove generazioni non dimentichino. Pochi giorni prima della sua morte, il 26 gennaio scorso, in occasione del Giorno della Memoria 2026, gli era stato conferito il "Grifo", massima onorificenza della Città di Genova, per il contributo dato alla memoria storica e alla cultura, con una cerimonia da parte della sindaca Silvia Salis. Nato a Genova il 15 giugno 1928, Salmoni crebbe in una famiglia ebrea profondamente radicata nella città. Figlio di Gino Salmoni e Vittorina Belleli, visse con i genitori, il fratello Renato e la sorella Dora nella casa del nonno materno Vittorio Belleli. Le leggi razziali del 1938 sconvolsero la vita della famiglia: Gilberto fu espulso dalla scuola pubblica, il padre licenziato, e la famiglia cominciò a subire discriminazioni e persecuzioni. Nel 1944, durante un tentativo di fuga clandestina verso la Svizzera, la famiglia Salmoni fu arrestata a Bormio dalle autorità della Repubblica Sociale Italiana. Dopo mesi di detenzione nelle carceri di Bormio, Tirano, Como e Milano San Vittore, furono internati nel campo di smistamento di Fossoli. Il 1° agosto 1944, i fratelli Gilberto e Renato furono separati dai genitori e dalla sorella: i genitori e Dora furono deportati ad Auschwitz e uccisi, mentre Gilberto e Renato furono inviati a Buchenwald, dove Gilberto, allora sedicenne, sopravvisse grazie alla forza dell'unità tra i prigionieri politici e alla sua determinazione. Liberato l'11 aprile 1945 dall’esercito americano, Salmoni intraprese un lungo viaggio di ritorno a Genova. Dopo la guerra, si laureò in ingegneria e in psicologia, lavorò all'Italsider come ingegnere per vent'anni e in seguito si specializzò in psicologia sistemica, dedicandosi anche all'attività di presidente ligure dell'Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati Politici e Razziali nei Campi Nazisti). E' autore di numerosi libri, tra i quali "I Fratelli hanno ucciso i fratelli in Una gioventù offesa. Ebrei genovesi ricordano" (a cura di Chiara Bricarelli, Editrice La Giuntina, 1995); "Memoria: un telaio infinito. Dialogo su un mondo tutto da scoprire" (Sorbello Editore, 1999); "Sorvolando la Torah e la Bibbia" (De FerrarI, 2002); "Coerenza e coraggio. Italiani in guerra" (Frilli, 2005); "Una storia nella storia. Ricordi e riflessioni di un testimone di Fossoli e Buchenwald" (Frilli, 2012); "Buchenwald una storia da scoprire" (Frilli, 2016). Con le sue pubblicazioni, le conferenze, gli incontri nelle scuole, Salmoni ha testimoniato l'orrore dei lager e l'mportanza della memoria. Nel 2018 consegnò all'Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea la valigia della sorella Dora, conservata per oltre settant'anni, simbolo tangibile della tragedia della sua famiglia.
(Adnkronos) - “Tra il 2022 e il primo semestre 2025 Cassa Depositi e Prestiti ha destinato circa 4,6 mld a sostegno di imprese, infrastrutture ed enti pubblici del Piemonte, raggiungendo circa 7.500 imprese e finanziando complessivamente 320 Comuni. Il nostro piano industriale prevede finanziamenti e interventi complessivi per circa un'ottantina di miliardi, ma se ci sono buoni progetti Cassa è sempre disposta a sostenerli”. A sottolinearlo l’ad di Cdp, Dario Scannapieco, in occasione della tappa torinese del roadshow con Confindustria per illustrare le iniziative a sostegno dello sviluppo delle imprese del territorio. “Il Piemonte - ha aggiunto Scannapieco - è una regione solida e innovativa con un tessuto produttivo di eccellenza e l’incontro di oggi ha l’obiettivo di far conoscere al mondo delle imprese i prodotti che Cassa Depositi e Prestiti può offrire perché le imprese devono crescere e internazionalizzarsi. In un mondo che sta attraversando una fase di trasformazione tecnologica in cui le piccole imprese hanno più difficoltà ad innovare abbiamo bisogno di imprese più grandi, di filiere che lavorino meglio insieme". "Alla sfida dimensionale è collegata la sfida per l'innovazione, che poi significa maggiore produttività e maggiore competitività sui mercati”, ha osservato ancora l’ad di Cdp. “In un contesto in cui il credito bancario si è ristretto rispetto al Pil negli ultimi 10 anni in maniera consistente Cassa Depositi e prestiti vuole dare un segnale e cercare fare la sua parte assistendo anche imprese più piccole rispetto a quelle che ha tradizionalmente supportato”. “Le imprese devono crescere e internazionalizzarsi, oggi abbiamo prodotti che supportano l'acquisition finance per quando un'impresa vuole espandersi e comprare magari un'altra impresa all'estero, abbiamo prodotti per l'internazionalizzazione tramite Simest”, ha osservato l’ad di Cdp. Scannapieco ha ricordato che “gli strumenti finanziari che offre Cassa sono molto vari: noi sosteniamo le imprese da quando nascono tramite i fondi di technology transfer nell'ambito del venture capital a quando si sviluppano, fino a quando devono internazionalizzarsi. Insomma, abbiamo strumenti finanziari che si adattano a qualsiasi momento del ciclo di vita dell'azienda e a qualsiasi tipo di progetto, quindi siamo attivi nel project finance, nel Ppp ( Partenariato pubblico privato) ma anche con prestiti a lunga durata con maggiore presa di rischio rispetto a quelli che tradizionalmente hanno le banche”.
(Adnkronos) - Da rifiuto a risorsa grazie allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero del fosforo da acque reflue e fanghi urbani. Questo l’obiettivo di Neofos, un programma di sperimentazione con un investimento complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, finanziato nell’ambito del bando promosso dal Mase - Materie Prime Critiche e guidato da Gruppo Cap, insieme a MM Spa, Politecnico di Milano (Polimi) e Università di Bologna (Unibo). Il progetto coinvolge tecnologie e strategie innovative per la gestione dei nutrienti e il recupero del fosforo come risorsa strategica, creando un modello di economia circolare unico in Italia per integrazione territoriale. Il fosforo è un elemento essenziale per la produzione di fertilizzanti e per alcune applicazioni industriali, di particolare interesse per il settore dell’automotive, come le batterie litio-ferro-fosfato. A causa del progressivo depauperamento delle riserve minerali globali e della sua designazione come Critical Raw Material, cresce l’interesse per le attività di Urban Mining, che permettono di produrre localmente fosforo e ridurre la dipendenza dai mercati extra Ue. In questo scenario Cap, da sempre impegnata nello sviluppo di progetti di economia circolare, ha ottenuto il ruolo di capofila nel progetto che partirà dall’impianto di Bareggio, dove sarà installato un primo impianto dimostrativo, capitalizzando l’esperienza e il know-how acquisito negli anni nella gestione della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni. Al contempo, con il coinvolgimento di MM, gestore del servizio idrico integrato della città di Milano, il progetto si radica strategicamente sul territorio, consentendo di testare soluzioni innovative direttamente nei grandi impianti di uno dei poli d’eccellenza europei nel trattamento acque. Nel dettaglio, il progetto Neofos mira a sviluppare approcci circolari innovativi per il recupero del fosforo e per la produzione di materie prime seconde di qualità, attraverso tre direttrici integrate. Innanzitutto, si concentrerà sulla rimozione biologica del fosforo dalle acque reflue tramite la tecnologia S2Ebpr (Side-Stream Enhanced Biological Phosphorus Removal). Questo processo sfrutta batteri specifici in grado di catturare e accumulare il fosforo presente nell’acqua, riducendo l’uso di reagenti chimici e il consumo energetico, nel pieno rispetto dei nuovi limiti europei sulle emissioni di nutrienti. La sperimentazione sarà condotta su due impianti pilota, per poi verificare l’efficacia della tecnologia su scala reale. In questa fase, MM mette a disposizione gli impianti di Milano San Rocco e Milano Nosedo come casi studio reali e imprescindibili per la modellazione dei processi di rimozione biologica e per la definizione degli scenari di implementazione tecnologica su scala metropolitana. In parallelo, Neofos prevede il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e dalle ceneri da monoincenerimento. Il materiale estratto sarà trasformato in sali di fosforo (struvite) o in altri composti puri, utilizzabili come fertilizzanti o in processi industriali. Con l’ottimizzazione dei processi sarà possibile ottenere prodotti di alta qualità, minimizzando l’uso di acidi e migliorando la sostenibilità complessiva. Infine, il focus di indagine si sposterà sull’integrazione delle tecnologie e sulla loro scalabilità. Verranno valutati costi, benefici ambientali e possibilità di applicazione su larga scala, definendo strategie per la gestione dei materiali secondo i criteri di End of Waste e massimizzando efficienza e sostenibilità. In questo modo, Neofos punta a creare un modello replicabile di gestione del fosforo che coniughi innovazione, economia e rispetto dell’ambiente.