(Adnkronos) - Max Verstappen non è d'accordo con la decisione della Red Bull di abbandonare Liam Lawson dopo solo due gare e lo ha lasciato intendere. Il neozelandese è stato mandato via dopo le prime due uscite deludenti in Australia e in Cina e, poco dopo l'ufficializzazione di Tsunoda da parte della Red Bull, Verstappen ha messo 'mi piace' a un post dell'ex pilota di F1 Guido van der Garde, che descriveva la decisione di sostituire Lawson come una "mossa di paura". Interpellato in Giappone, l'olandese ha detto in proposito: "Beh, mi è piaciuto il commento, quindi parla da solo. Non è stato un errore. A volte non è necessario condividere tutto in pubblico. Penso che il nostro problema principale sia che la nostra macchina non è dove vogliamo che sia. Lo sanno tutti ed è quello su cui mi concentro". Verstappen ha poi aggiunto: "La Red Bull ha preso una decisione e ha dato a Liam due gare di tempo. Non bisogna dimenticare i sacrifici che sono stati fatti nell’arco di tutta una carriera. Ricordo bene le mie lacrime e il mio sangue per arrivare in F1, per non parlare di approdare in un top team. È vero, non ha offerto buone prestazioni per due gare, ma se c’è uno che lo sa quello può essere soltanto lui. Gli auguro tutta la forza e il coraggio necessari per schierarsi in griglia in Giappone. Creda in se stesso, tenga la testa alta e dimostri che si sbagliano”. Pur ammettendo di non aver ricevuto rassicurazioni dal team principal Christian Horner su quanto tempo gli verrà concesso per dimostrare il suo valore insieme a Verstappen, Tsunoda è apparso rilassato: "Non ho gare o tempi specifici entro cui devo dimostrare il mio valore. Horner mi sta supportando molto e ha appena menzionato le aspettative per me. La pressione arriverà sempre quando scenderò in pista". La decisione della Red Bull di sostituire Lawson dopo solo due gare ha sollevato dubbi sul processo decisionale, con il consulente per gli sport motoristici Helmut Marko che ha ammesso alcuni errori. Horner ha detto a Sky Sport in Giappone che il team aveva "chiesto troppo e troppo presto" a Lawson. Il pilota della Ferrari Lewis Hamilton ha invece detto: "Dargli solo due gare è stato piuttosto duro".
(Adnkronos) - "Dopo le recenti dichiarazioni del Presidente Trump e la firma dell’ordine esecutivo per l’introduzione di dazi 'reciproci' del 20% verso l’Unione europea, diventa fondamentale saper leggere tra le righe delle normative globali e trasformare le sfide in opportunità". Ad affermarlo Lucio Miranda, presidente di ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese italiane a entrare, con successo, nel mercato americano. Secondo l'osservatorio di ExportUsa, la First Sale Rule - una disposizione ben nota nel contesto doganale statunitense - si conferma, oggi più che mai, uno strumento strategico per chi esporta verso gli Usa: "Questa regola - chiarisce Miranda - consente di calcolare i dazi doganali sul primo prezzo di vendita nella catena commerciale, il più basso, e non sull’ultimo prezzo pagato dal cliente americano. Il risultato? Riduzione del valore imponibile e, di conseguenza, dei dazi: un vantaggio competitivo tutt’altro che marginale". Ma c’è di più. "Tutto ciò che rientra - precisa - nella sfera dei servizi in generale e dei servizi digitali, software e piattaforme, non è soggetto a dazi. Un elemento che rende ancora più strategico per molte imprese italiane puntare sulla valorizzazione del proprio know-how immateriale. E torna in primo piano anche l’ecommerce diretto dall’Italia verso gli Usa: gli ordini con valore inferiore a 800 dollari sono esenti da dazi. Un'opportunità che diventa ancora più interessante se si considera che questa agevolazione non si applica più alla Cina, che oggi vede colpito anche l’e-commerce di basso valore (anche solo 5 dollari, ad esempio)". "Per l’Italia si apre così una finestra di opportunità concreta: possiamo essere più competitivi non solo nei prezzi, ma anche sul fronte della struttura commerciale. Per tutte le altre categorie merceologiche materiali, una mossa strategica oggi potrebbe essere quella di costituire una società negli Stati Uniti, in forma consortile tra più aziende dello stesso settore. Questa società agirebbe da importatore-distributore diretto, evitando il tradizionale ricarico del 30-35% applicato dai distributori terzi. In pratica, diventi l’importatore e il distributore di te stesso. Con tutti i vantaggi in termini di margini, controllo e rapidità di accesso al mercato che questo comporta. È il momento di muoversi con visione, coraggio e competenze internazionali. Non dimentichiamo che la conferenza stampa del Presidente americano ha ufficialmente aperto i negoziati. Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per avviare trattative bilaterali con visione e apertura reciproca", conclude.
(Adnkronos) - Un gruppo di allievi della Return Academy è stato protagonista di una doppia visita programmata nel percorso formativo a Roma: prima nella sede di Almaviva, big player italiano nell'Information&Communication Technology, poi al Dipartimento della Protezione Civile. Quello della Return Academy, con base a Napoli è un percorso formativo sviluppato nell'ambito del Pnrr - Progetto Return, attraverso la Fondazione Return presieduta da Andrea Prota, un progetto di ricerca e partenariato esteso con la presenza di soggetti pubblici e privati. Il progetto Return, di cui l'Università di Napoli Federico II è soggetto proponente, aggrega altre università, partner privati ed enti di ricerca ed è dedicato allo studio dei rischi ambientali, naturali e antropici e, quindi, alle modalità di riduzione di tali rischi, nonché di adattamento sociale alla coesistenza con i rischi stessi. Obiettivo dell'Academy è formare professionalità altamente qualificate "con lo sviluppo di competenze interdisciplinari - spiega Prota - in materia di disaster risk management, in contesti di cambiamento climatico". "Da rilevare - aggiunge - che gli allievi, provenienti da vari contesti nazionali, appartengono a vari ambiti disciplinari, non solo tecnici, ma anche umanistici, a conferma del carattere trasversale di questo percorso”. Durante la visita ad Almaviva, partner del progetto Return, è stata illustrata la Piattaforma Return, struttura informatica in cui vengono condivise le attività di ricerca del progetto. Successivamente, l'esperienza sul campo nel quartier generale del Dipartimento della Protezione Civile, con la visita alle varie sale operative e l'illustrazione delle procedure di monitoraggio e di alert sul territorio, nei vari ambiti (sismico, vulcanico, idrogeologico, meteorologico). Ad accompagnare gli allievi nella visita, i responsabili didattici dell'Academy: Mario Losasso (Università di Napoli Federico II) e Daniela Di Bucci (Protezione civile). "Questa missione a Roma - spiega Losasso - si inquadra nel secondo modulo dell'Academy, che dopo la fase delle lezioni teoriche in aula, punta su esperienze pratiche, con l'auspicio che i nostri allievi possano poi utilizzare fruttuosamente i contenuti acquisiti nei vari campi della loro attività professionale".