INFORMAZIONICassa di Risparmio di Ferrara - Carife Assicurazioni, Banche e Finanza Ruolo: Responsabile Direzione Risorse Umane Area: Human Resource Management Gabriele Arioli |
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(Adnkronos) - Quello di questa mattina sul ponte Spizzichino a Roma, è stato “un intervento che, per modalità e tempestività, ha evitato un evento potenzialmente tragico, confermando ancora una volta il ruolo cruciale della prevenzione operativa sul territorio urbano”. É quanto si legge nella relazione, che l’Adnkronos ha potuto visionare, redatta dagli agenti della Polizia di Roma Capitale intervenuti per fermare un uomo, 38enne afghano, che questa mattina, alla loro vista, “si lanciava con un balzo sul parapetto metallico del ponte, arrampicandosi con movimenti rapidi e non coordinati”. Una scena che, "secondo quanto riferito dagli operanti - si legge - si svolgeva in pochi secondi ma con modalità tali da far temere immediatamente il peggio”. Mentre una giornalista raccontava in diretta, nel telegiornale regionale Rai, le operazioni di sgombero e riqualificazione degli ex mercati generali di via Ostiense, era stata data la notizia di un tentato suicidio da parte di un 38enne afghano che aveva scavalcato il parapetto del ponte Spizzichino, gridando frasi sconnesse, con l'intento di lanciarsi nel vuoto. Poco dopo il Comando generale della Polizia Locale di Roma Capitale aveva smentito, parlando di un gesto effettuato "presumibilmente per tentare la fuga". Ma dalla relazione di servizio emerge che il personale intervenuto temeva si trattasse di "un evento potenzialmente tragico", avendo l'uomo scavalcato il parapetto. Una volta sul parapetto, scrivono gli agenti della Polizia Locale, l’uomo, senza fissa dimora, “iniziava a pronunciare frasi sconnesse, tra cui ‘Lasciatemi andare, devo andare’, ‘Non toccatemi, ho da fare’, alternandole ad altre espressioni in lingua non comprensibile”. E ancora: “Contestualmente, lo stesso scavalcava la ringhiera metallica, ponendosi a cavalcioni in una posizione di evidente instabilità, con concreto e attuale pericolo di caduta nel vuoto sottostante, stimato in circa 30 metri di altezza sopra i binari ferroviari. La scena, avvenuta in pieno giorno e in un'area ad alta percorrenza - si legge ancora nella relazione - richiamava alla memoria episodi analoghi già verificatisi nella Capitale, dove, negli ultimi anni, diversi interventi delle forze dell'ordine hanno evitato tragedie annunciate su ponti e cavalcavia cittadini, spesso legate a condizioni di marginalità sociale e disagio psichico”. L’uomo è stato quindi bloccato. “Alla luce del comportamento fortemente agitato, delle frasi sconnesse pronunciate e della posizione di estremo rischio assunta dal 38enne - prosegue la relazione -, gli operanti ritenevano fondatamente che lo stesso potesse porre in essere un gesto anticonservativo. Pertanto, valutata l'urgenza e la gravità della situazione, intervenivano tempestivamente afferrando il soggetto e, non senza difficoltà, riuscivano a ricondurlo in condizioni di sicurezza sulla carreggiata del ponte”. Dagli accertamenti fatti in un secondo momento, é emersa una nota di rintraccio a carico dell’uomo, relativa alla notifica di precedenti atti a cura dei Carabinieri di Rieti. Ultimate tutte le attività, anche relative alla sua posizione sul territorio, il 38enne è stato portato negli uffici dello Spe (Sicurezza Pubblica ed Emergenziale) per la notifica degli atti, “ponendo così fine a un intervento che, per modalità e tempestività, ha evitato un evento potenzialmente tragico, confermando ancora una volta il ruolo cruciale della prevenzione operativa sul territorio urbano”.
(Adnkronos) - Quando si parla di lavoro “siamo di fronte al rischio di infiltrazioni criminali, anche di particolare rilievo, che dobbiamo contrastare con tutta la nostra forza. Formalizziamo un’intesa che porta verso l'applicazione e l'attuazione concreta di modelli virtuosi sulla base di un rapporto di collaborazione consolidato con l'Inps, già attivo da tempo, che ci ha consentito di perseguire con particolare efficacia fenomeni criminali esistenti sul territorio, in materia di lavoro nero e di caporalato. Abbiamo tutti il dovere di perseguire questo fine di legalità. Sono certo che otterremo risultati ancora più positivi, in applicazione di questo protocollo”. Così il il Procuratore della Repubblica di Milano, Marcello Viola, partecipando oggi nella sede della Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Milano, all’incontro organizzato per formalizzare la convenzione tra la Procura e l’istituto di previdenza sociale, che avvia un percorso di collaborazione stabile finalizzato alla ricerca e la repressione delle violazioni in ambito contributivo, previdenziale e assistenziale, il potenziamento delle azioni di prevenzione e lo sviluppo di sinergie informative e investigative su notizie di reato anche con il coinvolgimento di altre Istituzioni. Si tratta di un accordo unico nel suo genere in Italia.
(Adnkronos) - Da rifiuto a risorsa grazie allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero del fosforo da acque reflue e fanghi urbani. Questo l’obiettivo di Neofos, un programma di sperimentazione con un investimento complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, finanziato nell’ambito del bando promosso dal Mase - Materie Prime Critiche e guidato da Gruppo Cap, insieme a MM Spa, Politecnico di Milano (Polimi) e Università di Bologna (Unibo). Il progetto coinvolge tecnologie e strategie innovative per la gestione dei nutrienti e il recupero del fosforo come risorsa strategica, creando un modello di economia circolare unico in Italia per integrazione territoriale. Il fosforo è un elemento essenziale per la produzione di fertilizzanti e per alcune applicazioni industriali, di particolare interesse per il settore dell’automotive, come le batterie litio-ferro-fosfato. A causa del progressivo depauperamento delle riserve minerali globali e della sua designazione come Critical Raw Material, cresce l’interesse per le attività di Urban Mining, che permettono di produrre localmente fosforo e ridurre la dipendenza dai mercati extra Ue. In questo scenario Cap, da sempre impegnata nello sviluppo di progetti di economia circolare, ha ottenuto il ruolo di capofila nel progetto che partirà dall’impianto di Bareggio, dove sarà installato un primo impianto dimostrativo, capitalizzando l’esperienza e il know-how acquisito negli anni nella gestione della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni. Al contempo, con il coinvolgimento di MM, gestore del servizio idrico integrato della città di Milano, il progetto si radica strategicamente sul territorio, consentendo di testare soluzioni innovative direttamente nei grandi impianti di uno dei poli d’eccellenza europei nel trattamento acque. Nel dettaglio, il progetto Neofos mira a sviluppare approcci circolari innovativi per il recupero del fosforo e per la produzione di materie prime seconde di qualità, attraverso tre direttrici integrate. Innanzitutto, si concentrerà sulla rimozione biologica del fosforo dalle acque reflue tramite la tecnologia S2Ebpr (Side-Stream Enhanced Biological Phosphorus Removal). Questo processo sfrutta batteri specifici in grado di catturare e accumulare il fosforo presente nell’acqua, riducendo l’uso di reagenti chimici e il consumo energetico, nel pieno rispetto dei nuovi limiti europei sulle emissioni di nutrienti. La sperimentazione sarà condotta su due impianti pilota, per poi verificare l’efficacia della tecnologia su scala reale. In questa fase, MM mette a disposizione gli impianti di Milano San Rocco e Milano Nosedo come casi studio reali e imprescindibili per la modellazione dei processi di rimozione biologica e per la definizione degli scenari di implementazione tecnologica su scala metropolitana. In parallelo, Neofos prevede il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e dalle ceneri da monoincenerimento. Il materiale estratto sarà trasformato in sali di fosforo (struvite) o in altri composti puri, utilizzabili come fertilizzanti o in processi industriali. Con l’ottimizzazione dei processi sarà possibile ottenere prodotti di alta qualità, minimizzando l’uso di acidi e migliorando la sostenibilità complessiva. Infine, il focus di indagine si sposterà sull’integrazione delle tecnologie e sulla loro scalabilità. Verranno valutati costi, benefici ambientali e possibilità di applicazione su larga scala, definendo strategie per la gestione dei materiali secondo i criteri di End of Waste e massimizzando efficienza e sostenibilità. In questo modo, Neofos punta a creare un modello replicabile di gestione del fosforo che coniughi innovazione, economia e rispetto dell’ambiente.