INFORMAZIONIFranco CocchiUniversità degli Studi di Perugia Università Ruolo: Docente di "Psicologia del Lavoro" - Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche e dei Processi Mentali Area: Altro Franco Cocchi |
INFORMAZIONIFranco CocchiUniversità degli Studi di Perugia Università Ruolo: Docente di "Psicologia del Lavoro" - Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche e dei Processi Mentali Area: Altro Franco Cocchi |
(Adnkronos) - "Non ho commesso nessun errore". Donald Trump prende posizione sul controverso video pubblicato giovedì notte sul suo account Truth Social, in cui Barack Obama e sua moglie Michelle diventano scimmie, condannando la componente razzista ma senza offrire scuse personali. "Of course I do", ha risposto ai giornalisti quando gli è stato chiesto se condannasse le immagini offensive dell'ex presidenti Usa e l'ex first lady, sostenendo però di non averle viste prima della pubblicazione e attribuendo l'errore a una mancanza di controllo finale. Il video è rimasto online per alcune ore prima di essere rimosso. Secondo la Casa Bianca, il contenuto sarebbe stato condiviso "per errore" da un membro dello staff. In un primo momento l'amministrazione aveva liquidato l'episodio come un semplice "meme di internet", salvo poi fare marcia indietro di fronte all'ondata di critiche bipartisan. Parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, Trump ha dichiarato di aver visto solo l'inizio del video: "Quello che ho visto all'inizio era molto forte. Era sulle elezioni fraudolente, sulla frode da qualche parte in Georgia, una cosa disgustosa. Probabilmente nessuno ha controllato la fine. Lo abbiamo rimosso appena ce ne siamo accorto". Il filmato, della durata di 1 minuto e 2 secondi, faceva parte di una serie di post notturni provenienti dall'account di Trump. A circa 59 secondi dall'inizio compariva l'immagine più contestata: una rappresentazione manipolata e considerata razzista degli Obama, inserita in un contesto visivo da giungla, con in sottofondo la canzone 'The Lion Sleeps Tonight' del 1961. Il video, marchiato con il watermark di Patriot News Outlet, mescolava stile documentaristico, immagini alterate e accuse infondate di brogli nelle elezioni presidenziali del 2020, un tema ricorrente nella comunicazione politica di Trump. Le critiche non hanno risparmiato il Partito Repubblicano. Il senatore Tim Scott, unico senatore afroamericano repubblicano, ha definito il video “la cosa più razzista che abbia visto da questa Casa Bianca”. Altri esponenti repubblicani, come Mike Lawler e Pete Ricketts, hanno richiesto la rimozione e un chiarimento pubblico, sottolineando che anche un meme non elimina il contesto razzista percepito. I Democratici hanno invece inquadrato l'episodio all'interno di una storia più ampia di rappresentazioni razziste nella politica americana. Il leader democratico alla Camera, Hakeem Jeffries, ha elogiato Barack e Michelle Obama come “brillanti, compassionevoli e patriottici” e ha condannato il post. Il deputato Raja Krishnamoorthi ha richiamato le immagini a stereotipi razziali storici, definendo il contenuto “una vergogna per la carica presidenziale”.
(Adnkronos) - "Nel 2025 registriamo una crescita di volumi del 9% e transazioni a +7,7%: un risultato sostenuto dall’ingresso di nuovi clienti (+27%) e da un tasso di fidelizzazione del 98%, che conferma la solidità del nostro modello e il valore riconosciuto dal mercato. Il nostro portafoglio clienti è sempre più diversificato, le aziende continuano a viaggiare, ma con un controllo più stringente della spesa. Utilities, trasporti e logistica e pubblica amministrazione guidano il mix, a dimostrazione della nostra capacità di gestire esigenze settoriali complesse e fortemente regolamentate. Guardando al 2026, la priorità è l’espansione internazionale, siamo l’unica travel management company italiana con un progetto così ampio". Così, con Adnkronos/Labitalia, Giorgio Garcea, Chief commercial and operations officer di Cisalpina Tours International (Cti), sull'andamento dell'azienda in un mercato, quello del business travel, che come emerso dall'Osservatorio business travel 2026 (mercato Italia), attraversa una fase di rallentamento in Italia nel 2025, a causa di dazi, tensioni geopolitiche, differenziazione di strategie aziendali e politiche commerciali protezionistiche da parte dei governi. Fenomeni che hanno spinto le aziende a privilegiare trasferte locali o in Paesi con minori criticità. In questo contesto, secondo gli analisti emerge un picco di viaggi verso gli Stati Uniti nel primo semestre 2025, probabilmente legato alla chiusura di contratti prima dell’introduzione di nuove tariffe doganali. Ma le strategie di Cisalpina per il futuro sono chiare: "affiancheremo lo sviluppo di servizi premium e vip concierge, visto che la domanda evolve verso soluzioni sempre più tailor made: trasferte mirate per top management e funzioni tecniche e una maggiore razionalizzazione degli spostamenti del middle management". In un mercato complesso, Cti registra quindi risultati in controtendenza. Dal travel value (volume d’affari lordo) di 300 milioni di euro del 2015, la società ha raggiunto 640 milioni nel 2025 e opera già in 9 Paesi. La composizione delle aziende clienti evidenzia una maggiore attenzione alla spesa pur mantenendo frequenza di trasferte: al vertice utilities (29%), trasporti e logistica (25%), servizi (16%), a conferma della capacità di Cti di gestire esigenze verticali e complesse. Secondo Garcea "le aziende oggi viaggiano in maniera più consapevole: i top manager e i responsabili tecnici si spostano con maggiore frequenza, ma il middle management pianifica le trasferte con attenzione, ottimizzando i costi". Altro tema in evidenza, l’Osservatorio evidenzia criticità sul Duty of Care, con il 45% delle aziende che ne ha conoscenza parziale o nulla e solo il 45% delle aziende consapevoli che dispone di una travel policy conforme agli obblighi di legge. Garcea sottolinea: "Proteggere i dipendenti in viaggio non è solo un dovere morale o legale, ma un investimento nella continuità operativa e nella reputazione aziendale. Il nostro approccio proattivo intende preparare le imprese al rischio, offrendo soluzioni orientate alla mitigazione, andando oltre la gestione dell’emergenza. Dal periodo post-Covid, le trasferte verso destinazioni con fattori di rischio sono aumentate del 36%: consapevolezza e prevenzione diventano prioritarie per tutti", conclude.
(Adnkronos) - Meno plastica, più buone pratiche e attenzione all’ambiente per ridurre ulteriormente l’inquinamento da plastica, stimolare la partecipazione, la raccolta differenziata e il riciclo, intensificando le attività di educazione e sensibilizzazione sui comportamenti virtuosi. Ruota intorno a questi cardini l’accordo siglato tra Università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm) e Plastic Free Onlus, uno dei maggiori soggetti del volontariato nazionale e internazionale attivo nella lotta all’inquinamento da plastica. Alla firma hanno partecipato l’ad e dg di Ucbm Andrea Rossi e Margherita Maiani, segretaria generale di Plastic Free Onlus, e il referente regionale Plastic Free Onlus del Lazio, Lorenzo Paris. Grazie a questo accordo, coordinato dal direttore Operations Antonio Bottini, Ucbm entra nella 'Rete delle Università per l'Ambiente Plastic Free', network nazionale dedicato allo scambio di buone pratiche per la riduzione dell'uso della plastica, promuoverà nuove iniziative e potrà aderire a quelle promosse da Plastic Free Onlus accrescendo così in tutta la comunità universitaria la consapevolezza su questi temi. La collaborazione tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e Plastic Free Onlus si inserisce in un percorso avviato da diversi anni dall’Ateneo sul fronte della sostenibilità ambientale. In questo contesto, Ucbm ha istituito il Dipartimento di Scienze e Bio-Tecnologie, valorizzando linee di ricerca collegate alle grandi sfide globali delineate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) delle Nazioni Unite. A conferma di questo impegno, nell’ambito della campagna 'That’s Life', l’Università ha donato a tutti gli studenti borracce riutilizzabili, promuovendo uno stile di vita attento alla sostenibilità ambientale a partire dalle piccole scelte quotidiane. Parallelamente, sono stati installati all’interno dell’Ateneo distributori di acqua microfiltrata, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo della plastica monouso. Più di recente Ucbm ha adottato al suo interno il Sistema di Gestione Ambientale con Certificazione ISO 14001 ed è inoltre membro della 'Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile”' (Rus), promossa dalla Crui. "Grazie a questo accordo con Plastic Free Onlus avviamo un’azione concreta per ridurre l’uso della plastica monouso nei nostri spazi - ha sottolineato l’ad e dg di Ucbm Andrea Rossi - Il nostro campus vive a contatto con un’area naturale protetta come la Riserva di Decima Malafede, qui la sostenibilità non è un tema astratto, è responsabilità quotidiana. Coerentemente con l’approccio One Health, vogliamo tradurre il legame tra ambiente e salute in scelte reali, capaci di incidere sul modo in cui viviamo l’Università ogni giorno. Questo percorso ha anche un valore educativo, perché il cambiamento passa da comportamenti semplici, ripetuti e condivisi. È un impegno che chiediamo a tutta la comunità accademica, con un obiettivo chiaro: ridurre l’impatto e aumentare la consapevolezza". “Con l’ingresso dell’Università Campus Bio-Medico di Roma nella nostra Rete delle Università per l’Ambiente - ha ricordato Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus - si consolida un’alleanza preziosa tra impegno ambientale e formazione scientifica centrata sulla persona. L’inquinamento da plastica non è più solo un’emergenza ecologica: è una minaccia concreta per la salute pubblica, che richiede competenze trasversali, ricerca rigorosa e una visione integrata dell’essere umano e dell’ambiente che lo circonda. Le micro e nanoplastiche sono ormai state rinvenute nei polmoni, nel sangue, nella placenta e in altri tessuti del corpo umano, con possibili effetti sul sistema endocrino, sul neurosviluppo e sul metabolismo. Per questo è così importante poter contare su un Ateneo come il Campus Bio-Medico, che unisce scienza, cura e responsabilità sociale: insieme possiamo costruire un cambiamento culturale profondo, che metta al centro la salute delle persone e del pianeta”.