(Adnkronos) - Il governo è al lavoro per prorogare il taglio delle accise sui carburanti, deliberato il 18 marzo e in scadenza il 7 aprile. Lo riferiscono fonti governative. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in stretto contatto con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, "per definire gli aspetti tecnici e reperire le risorse necessarie". Questa mattina, mercoledì 1 aprile 2026, i prezzi medi nazionali sono ancora aumentati rispetto a ieri. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP ha aumentato di 1,5 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio; per Q8 registriamo un rialzo di tre centesimi sul gasolio; per Tamoil +2 sulla benzina e +4 sul diesel. Il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi è pari a 1,754 euro/l per la benzina e 2,076 euro/l per il gasolio. Lo rende noto il ministero delle Imprese e del Made in Italy in un comunicato. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,821 euro/l per la benzina e 2,142 euro/l per il gasolio.
(Adnkronos) - Un primo passo per risolvere il problema degli alloggi per i lavoratori del settore turistico. Ma che deve essere accompagnato da trasparenza, tempi certi e interventi sui territori in cooperazione con gli enti locali. Questo il giudizio delle associazioni di categoria delle imprese turistico-ricettive alla misura di incentivo Staff House Titolo II, che prende il via il prossimo 2 aprile, e rivolto alle imprese del settore turistico-ricettivo, incluse quelle operanti nelle attività di somministrazione di alimenti e bevande, che intendono ammodernare gli alloggi da destinare ai propri lavoratori. La misura, promossa dal Ministero del Turismo e gestita da Invitalia, ha una dotazione di 54 milioni di euro. La domanda può essere presentata online attraverso il sito di Invitalia dalle 12 del 2 aprile 2026 alle 17 del 5 maggio 2026. E' già possibile precompilare la domanda e le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di invio. Per l'associazione Italiana Confindustria Alberghi, interpellata da Adnkronos/Labitalia, "il bando Staff House è una misura concreta per rispondere a una delle emergenze più critiche del settore alberghiero: la garanzia di alloggi dignitosi per i lavoratori fuori sede. Le nostre aziende soffrono una carenza di personale che troppo spesso è causata dall'impossibilità di trovare soluzioni abitative adeguate, anche per il proliferare degli affitti brevi. Intervenire con determinazione su questo fronte non significa solo aiutare le imprese ad attrarre e trattenere i talenti, ma restituire dignità e qualità della vita a chi opera nel turismo". "Apprezziamo dunque la reattività del Ministero del Turismo, che con questo strumento -sottolineano da Confindustria Alberghi- ha saputo intercettare un bisogno reale e atteso dal comparto. Tuttavia, la validità della misura si misurerà sulla sua esecuzione. È fondamentale che il Ministero e Invitalia assicurino procedure rapide, chiare e realmente efficaci. Il settore non può permettersi i rallentamenti, le incertezze procedurali o le revoche che hanno purtroppo caratterizzato altri strumenti di sostegno in passato: gli investimenti devono essere messi a terra senza ostacoli burocratici", sottolinea l'associazione. La misura sostiene programmi di investimento finalizzati a riqualificazione, ammodernamento o completamento di immobili da destinare ad alloggi per lavoratori del settore turistico-ricettivo. Particolare attenzione è riservata agli interventi di efficientamento energetico e di sostenibilità ambientale. L’investimento deve avere un valore compreso tra 500mila euro e 5 milioni, al netto dell’Iva, e deve garantire la disponibilità di almeno 10 posti letto riservati ai lavoratori. I progetti devono essere avviati esclusivamente dopo la presentazione della domanda e devono essere completati entro 24 mesi dalla concessione del contributo. "Questa iniziativa -concludono da Confindustria Alberghi- si inserisce in una visione di sistema più ampia, coerente con il Piano Casa promosso da Confindustria. L’obiettivo resta quello di rafforzare la competitività del sistema produttivo e favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, partendo proprio da un pilastro dell'economia nazionale come il comparto alberghiero". E per Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, l'incentivo, spiega ad Adnkronos/Labitalia, "è un primo aiuto, un primo intervento su questo tema" che dovrebbe però "essere unito a un'operazione fatta sul territorio, nel senso che Regioni e Comuni, che hanno dei locali dismessi, e tutti ce l'hanno, potrebbero metterli a disposizione per renderli agibili a ospitare i lavoratori del settore con queste risorse. L'azione combinata potrebbe effettivamente quindi risolvere questo problema che abbiamo visto come con l'aumentare dei prezzi delle case diventa quasi insormontabile per il comparto", sottolinea. Per Roscioli infatti "se parliamo di luoghi come Portofino o Capri la vedo difficile che un intervento del genere possa risolvere il problema perché lì gli immobili costano molto di più, sono prezzi che non si potrà permettere nessuno di sostenere neanche con il contributo del governo. In molte altre situazioni invece sì, laddove c'è un prezzo di un immobile che non costa tanto il contributo aiuta in maniera più consistente", sottolinea. Il tema dell'alloggio per i lavoratori è sempre più spinoso nel comparto turistico-ricettivo. "Laddove esiste una stagionalità -sottolinea Roscioli- pesa tantissimo. Perché chiaramente se una persona trova un lavoro stabile, anche in una grande città, magari va in periferia ma lavora tutto l'anno e mette in budget un po' tutto, lo stagionale invece ha una difficoltà doppia perché non si può neanche permettere un alloggio stabile, deve trovare un alloggio temporaneo. E con l'inserimento di molti extracomunitari in numero sempre più importante al lavoro nell'ambito delle strutture alberghiere, queste persone si trovano ancora più in difficoltà. E quindi è difficile poi andare a reperire il personale, specie stagionale, adatto alla struttura alberghiera", aggiunge. "Poi alcune strutture magari hanno pure la possibilità di poter ospitare all'interno qualche dipendente, però non sono tantissime", conclude.
(Adnkronos) - Dopo l’avvio a Udine il 6 marzo scorso, la 14esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, il principale appuntamento italiano dedicato alla sostenibilità, prosegue il suo percorso con la tappa territoriale di Bologna, in programma martedì 31 marzo 2026. Come tutte le tappe territoriali del Salone, sarà un momento di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, parte integrante di un viaggio attraverso l’Italia che si concluderà a Milano, dal 6 all’8 ottobre 2026, con l’edizione nazionale all’Università Bocconi. La tappa bolognese, in programma il 31 marzo dalle 10 alle 12.30, in presenza presso il Das - Dispositivo Arti Sperimentali (Via del Porto 11/2), è organizzata in collaborazione con Impronta Etica e Scs Consulting ed è dedicata al tema 'Oltre i confini: costruire catene di valore per superare le sfide', in linea con il filo conduttore dell’edizione 2026 del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, dal titolo Andare oltre. Al centro dei lavori saranno le catene del valore, dimensioni complesse e sfaccettate che coinvolgono una molteplicità di soggetti e stakeholder legati da relazioni commerciali e strategiche. Le organizzazioni diventano così dei soggetti dinamici che interagiscono costantemente con il contesto in cui operano. Imprese, istituzioni e associazioni del Terzo Settore, insieme, possono dare vita a filiere virtuose, basate su rapporti di collaborazione e fiducia reciproca, in cui la condivisione di criticità ed esperienze diventi la base per un percorso di crescita responsabile e condivisa. “Creare filiere sostenibili è un obiettivo considerato strategico da molte imprese - commenta Rossella Sobrero del Gruppo promotore del Salone - perché aumenta l'interesse del mercato nei confronti di organizzazioni e prodotti con basso impatto ambientale e alto impatto sociale. Un cambiamento che porta a una maggior collaborazione tra le imprese di un territorio per creare sistemi di produzione sempre più efficienti e responsabili”. Il programma della tappa di Bologna si aprirà con i saluti istituzionali di Rossella Sobrero che inquadrerà il senso della tappa bolognese nel contesto più ampio dell’edizione 2026 del Salone, di Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica, e di Simona Ceccarelli, Head of Area Sostenibilità di Scs Consulting. Di seguito, Matteo Mura, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e direttore del Centro per la Sostenibilità e i Cambiamenti Climatici di Bologna Business School, offrirà una lettura strategica del ruolo delle catene di valore come leva per affrontare le sfide della sostenibilità contemporanea. Seguiranno due tavole rotonde di confronto multistakeholder. La prima, dedicata al punto di vista delle imprese, sarà introdotta da Alice Molta, coordinatrice di Impronta Etica, e vedrà gli interventi di Elisa Dellarosa, Head of Corporate Governance and Sustainability di Crédit Agricole Italia, Matteo Zompa, Director di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, e Myriam Finocchiaro, Communication, External Relations and Sustainability Manager di Granarolo, che porteranno esperienze concrete su sfide, buone pratiche e opportunità legate alla gestione sostenibile delle filiere. La seconda tavola rotonda, con un focus sulla dimensione territoriale, sarà introdotta e coordinata da Daniela Longo, Senior Manager Area Sostenibilità di Scs Consulting, e vedrà il contributo di Sergio Lo Giudice, capo di Gabinetto del sindaco del Comune di Bologna, Simone Fabbri, responsabile Relazioni Esterne e Sostenibilità di Legacoop Bologna, e Giovanni Melli, presidente di Civibo - Cucine Popolari, per approfondire il ruolo delle connessioni di filiera come leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. A chiudere la mattinata, la presentazione del report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata', a cura di Giorgia Vernocchi, Project Manager di Impronta Etica, che illustrerà i principali risultati emersi dal laboratorio realizzato nel 2025 insieme a Scs Consulting con il coinvolgimento attivo delle imprese socie. Il laboratorio ha messo le imprese al centro di un percorso di lavoro condiviso, volto ad approfondire in modo concreto e operativo la gestione sostenibile delle filiere. Il report raccoglie i risultati di questo percorso, integrando contenuti teorici, strumenti metodologici ed evidenze emerse dai laboratori, e racconta un impegno comune per estendere la sostenibilità oltre il solo perimetro aziendale, nella consapevolezza che solo un’azione che coinvolga l’intera catena del valore può generare un impatto più ampio e duraturo. “Siamo immersi in tempi complessi, dove i rischi geopolitici connessi impongono nuovi equilibri e sfide sistemiche, la sostenibilità si afferma più che mai come una risposta solida e strategica alla costruzione di organizzazioni ed ecosistemi resilienti, responsabili e competitivi - commenta Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica - Raggiungere questi obiettivi osservando solo la propria individualità non è più possibile: serve costruire catene del valore e filiere fatte di collaborazioni lungimiranti e condivisione di risorse. Per questo motivo la tappa bolognese del Salone della Csr decide quest’anno di esplorare questo tema cruciale, raccontando anche il lavoro svolto da Impronta Etica nell’ultimo anno con le proprie imprese socie, racchiuso nel report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata'. Un percorso attivo che ha coinvolto aziende eterogenee, accomunate dalla volontà di guardare oltre le operazioni proprie ed ampliare l’impatto del proprio agire sostenibile”. Il lavoro realizzato da Impronta Etica, che quest’anno celebra i 25 anni di attività, ha permesso di far emergere numerosi aspetti cruciali per le organizzazioni di oggi: la necessità di superare una visione miope, guardando oltre le sole operazioni dirette e ampliando lo sguardo da monte a valle del processo produttivo, dall’approvvigionamento delle materie prime fino al fine vita del prodotto. Il report approfondisce inoltre il quadro normativo europeo, con particolare riferimento alla Csrd e alla Csddd, che introducono obblighi stringenti di rendicontazione e due diligence lungo l’intera catena del valore, ridefinendo il ruolo delle imprese nella prevenzione e mitigazione degli impatti negativi. “Dall'osservatorio di Scs Consulting è ormai chiaro che, in un contesto economico e sociale sempre più interconnesso, la capacità di operare in rete e di valorizzare il dialogo lungo l’intera value chain rappresenta oggi un fattore competitivo e strategico imprescindibile per imprese e istituzioni - afferma Simona Ceccarelli, responsabile Area Sostenibilità presso Scs Consulting - La collaborazione tra attori diversi come aziende, enti pubblici, organizzazioni del terzo settore e comunità locali consente di costruire filiere più resilienti, trasparenti e sostenibili, in grado di generare valore condiviso e di rispondere con efficacia alle nuove sfide ambientali e sociali. Promuovere un approccio fondato sul dialogo e sulla co-progettazione significa favorire innovazione, fiducia e responsabilità diffusa: elementi decisivi per accompagnare la transizione, rafforzare la competitività dei territori e creare impatti positivi duraturi nel tempo per le comunità”.