(Adnkronos) - Il tema della piena attuazione delle norme sulle cure palliative nelle malattie neurologiche gravi, questione cruciale per la sanità pubblica e per i diritti dei pazienti, è stato al centro di un incontro l'11 febbraio al Senato, che ha visto la partecipazione della Società delle scienze neurologiche ospedaliere (Sno) insieme alla Società italiana di neurologia (Sin), alla Società italiana di cure palliative (Sicp) e all'Associazione italiana neurologi ambulatoriali territoriali (Ainat). Il punto di partenza è un'evidenza clinica condivisa da neurologi e palliativisti: malati neurologici in condizioni avanzate - come gravi patologie neurodegenerative, stati di minima responsività o declino cognitivo severo - affrontano percorsi di malattia e fine vita complessi, spesso segnati da sofferenza evitabile e da disomogeneità assistenziale sul territorio. La normativa esiste, ma troppo spesso non viene applicata in modo uniforme e concreto, spiegano le società scientifiche in una nota. L'accesso alle cure palliative è sancito dalla legge 38/2010 che dopo 15 anni risulta ancora applicata nel nostro Paese in modo disomogeneo territorialmente e parziale, soprattutto, ma non solo, nelle patologie neurologiche. Le società scientifiche ritengono che le cure palliative, come sottolineato dal position paper dell'American Academy of Neurology (2022), non accelerano la morte, ma migliorano la qualità della vita, il controllo dei sintomi e il supporto ai familiari per pazienti in gravi condizioni, e dovrebbero essere integrate precocemente nel percorso di cura. Obiettivi dell'incontro sono stati: garantire in ogni contesto terapeutico-assistenziale cure palliative, sia in termini di competenze professionali sia di risorse, in attuazione della legge n 38/2010 che sancisce il diritto all'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, promuovendo il miglior benessere possibile dei malati neurologici e delle loro famiglie nell'evoluzione della loro malattia; promuovere e finanziare progetti di ricerca sanitaria e farmacologica, finalizzati a migliorare la qualità assistenziale e terapeutica delle cure palliative, con particolare attenzione alle patologie neurologiche ad impatto sulla qualità della vita; potenziare nel contesto organizzativo del Servizio sanitario nazionale i percorsi e i presidi dedicati ai malati neurologici in maggiori difficoltà croniche di salute e/o con particolari problemi assistenziali nel fine vita. "E' necessario riconoscere l'importanza delle cure palliative nelle malattie neurologiche - afferma Mario Zappia, presidente Sin - Oggi oltre l'80% delle risorse è destinato ai pazienti oncologici, mentre quelli neurologici presentano bisogni diversi e spesso percorsi di vita più lunghi e complessi. Serve definire con precisione quanti pazienti necessitano di un supporto palliativo e quando avviare questo approccio, che non riguarda il fine vita, ma la qualità della vita. Solo così possiamo allocare correttamente le risorse e formare professionisti con competenze specifiche in neuro-palliativismo". "La neurologia italiana è impegnata accanto ai professionisti delle cure palliative - sottolinea Paolo Zolo, coordinatore gruppo di studio Sno cure palliative - in un progetto multiprofessionale con infermieri, operatori del sociale, volontari, che ponga al centro dell'operatività del Ssn la qualità dell'assistenza e il benessere dei propri malati, affetti da importanti patologie postacute e croniche, quando i trattamenti ordinari non sono più in grado di 'guarire'. Il nostro principale focus clinico è la medicina palliativa e il sostegno delle nostre équipe ai pazienti e alle loro famiglie per la loro migliore vita possibile, lunga quanto possibile". Per Daniela Valenti, vicepresidente Sicp, "lo stato dell'arte delle cure palliative oggi è in divenire. La criticità più importante è che abbiamo solo una media del 33% delle persone che ha bisogno di cure palliative che accede a questi servizi. Solo 9 Regioni hanno i requisiti per un'adeguata assistenza domiciliare, solo 5 hanno sviluppato il nodo ospedale con le consulenze ospedaliere. Le cure palliative sono in quattro nodi: domiciliare, hospice, ambulatorio e ospedale. Se non ci sono questi quattro nodi, non possiamo parlare di vera presa in carico di cure palliative. L'obiettivo è anche di modificare gli indicatori ministeriali che in questo momento riferiscono solo al paziente con tumore. Noi dobbiamo dimostrare che prendiamo in carico anche pazienti non oncologici, fra cui pazienti neurologici, e dobbiamo anche dimostrare l'efficacia di quello che facciamo. Solo con un'integrazione con le diverse società scientifiche, le diverse discipline che lavorano insieme sin dall'inizio della diagnosi e intervengono in maniera integrata potremmo parlare di vera presa in carico di cure palliative precoci, e solo in questo modo potremmo garantire una buona qualità di vita ai pazienti che abbiamo in carico". All'incontro hanno partecipato, dando il patrocinio: Aima - Associazione italiana malattia di Alzheimer; Aism - Associazione italiana sclerosi multipla e Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica.
(Adnkronos) - Giurarsi amore eterno davanti a un piatto stellato? Perché no. Per festeggiare San Valentino al top, e incantare la 'dolce metà', la scelta migliore è sicuramente quella di concedersi una cena in uno dei migliori ristoranti. Ma quanto si arriva a spendere e cosa aspettarsi dalle cucine più blasonate? Ecco qualche esempio, su e giù per lo Stivale, per farsi un'idea e, soprattutto, per capire se il cuore val bene una cena. Volendo puntare ai massimi livelli, ci sono gli chef tristellati, spesso considerati inarrivabili, anche perché eternamente pieni, soprattutto per le serate speciali come questa. L'Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler, a Brunico (Bz), offre un’esperienza pensata per celebrare l’amore in tutte le sue forme: un menu speciale accompagna gli ospiti in un percorso di gusto da vivere con lentezza, tra intimità e calore, dove ogni dettaglio è pensato per rendere questo giorno davvero unico. Nel menù, a 95 euro, Verza al forno ripiena, Risotto con blu di bufala e tartufo nero, e poi doppio secondo con Trota al caviale e zabaione salato e Vitello al pepe nero e barbabietole. Per assaporare la cucina dello chef Massimiliano Alajmo (3 stelle a Le Calandre di Rubano, Padova), si può optare per un altro dei suoi locali, Le Cementine di Roncade (Treviso), per un menù completo di San Valentino a 100 euro. Inutile, invece, lanciarsi nell'intero weekend da sogno proposto (con prezzo anch'esso da sogno) a Villa Crespi, con lo chef Antonino Cannavacciuolo, dove, oltre alla cena tristellata, è previsto anche un massaggio di coppia e un welcome bouquet in camera con Champagne e cioccolatini: è già sold-out. Intramontabile la proposta di Heinz Beck, sempre presente quando si tratta di occasioni speciali da trascorre nella sua Pergola al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel di Roma. Nel menù: fegato grasso d'anatra con carciofi e gel di amaretto, ricciola con sedano marinato ai profumi di rosa turca, melograno e cioccolato ossidato, astice su estratto di liquirizia, cuore di spinaci e fagioli borlotti, solo per citare i primi tre dei sette piatti in degustazione per 750 euro in due. Passando alle due stelle Michelin, l'offerta si allarga e spuntano idee interessanti al Sud. Nel suo ristorante La Madia di Licata (Ag), lo chef Pino Cuttaia non anticipa nulla, ma promette per la sera del 14 febbraio un menu esclusivo, creato appositamente "in occasione della celebrazione dell’amore" (la spesa per una menu degustazione mediamente va dai 150 ai 190 euro a persona). Il George Restaurant, primo due stelle Michelin 2026 di Napoli, presso il Grand Hotel Parker's, l'albergo più antico della città, ha in serbo un menù di quattro portate, più amuse bouche e dessert, firmato dallo chef Domenico Candela, a 167 euro a persona. Una serata speciale attende gli innamorati anche al Moma di Roma, una stella Michelin, che per San Valentino propone una serata all’insegna della seduzione giocosa. Lo chef Andrea Pasqualucci ha costruito un menu che si veste di rosso: tra giochi cromatici, note iodate, accenti floreali, carni opulente ammansite da bacche e frutti rossi e materie prime che si trasformano e travestono, il percorso si snoda in una rappresentazione allegorica di un amore che vive di equilibrio tra leggerezza e profondità, dall'Ostrica alla brace, margarita e aneto in apertura fino allo Yogurt di pecora e lamponi che chiude il percorso (costo 200 euro). Per la notte più romantica dell’anno, il Ristorante Serrae Villa Fiesole, 1 stella Michelin, invita gli innamorati a vivere un’esperienza sensoriale unica nella cornice dell'FH55 Hotel Villa Fiesole, sospesa tra alta cucina, panorama mozzafiato e intimità senza tempo. Lo chef Antonello Sardi firma un menù di San Valentino che celebra l’amore attraverso materie prime d’eccellenza, tecnica raffinata e un racconto gastronomico elegante e seducente (279 euro inclusi i vini). A Milano, ci si può regalare una cena da Cracco in Galleria (1 stella Michelin), dove il menu degustazione tradizionale parte dai 350 euro. Ma per San Valentino Carlo Cracco ha pensato di stupire con una serie di edizioni speciali di cioccolatini, fra baci, tavolette, combo, e persino un kit dolce e uno salato, con packaging nei colori dell'amore. E se l'amore si vuole festeggiarlo con dolcezza, in arrivo quattro creazioni firmate dal maestro pasticcere Vincenzo Faiella, di San Marzano sul Sarno (Sa) - semifreddo al rocher, cheesecake ai frutti di bosco, al cappuccino e mousse al tris di cioccolati - disponibili sia in monoporzione sia in formato torta, pensata per trasformare il regalo in un momento di condivisione.
(Adnkronos) - BolognaFiere annuncia il lancio di BeFire, nuova manifestazione fieristica internazionale dedicata al mondo del fuoco e del riscaldamento a biomassa, in programma a Bologna dal 10 al 12 febbraio 2027. Con l’organizzazione di BeFire, BolognaFiere - spiega una nota - rafforza ulteriormente il proprio calendario inaugurando a Bologna un progetto concepito fin dall’origine come piattaforma europea, capace di superare i confini dei singoli mercati nazionali e di diventare un punto di riferimento per l’intera filiera continentale. L'evento intende dare visibilità, valore e prospettiva ad uno dei comparti strategici della transizione energetica. Oggi l’energia prodotta da biomassa - legna da ardere, pellet e cippato - rappresenta la prima fonte di energia rinnovabile in Italia e la seconda per il riscaldamento domestico. BeFire si propone come una piattaforma internazionale di riferimento per il business, l’innovazione e il confronto tra tutti i protagonisti della filiera. Per tre giorni, BeFire creerà opportunità di networking e presenterà le più importanti novità tecnologiche del comparto, valorizzando i risultati raggiunti dai produttori nella riduzione delle emissioni di polveri sottili, nel miglioramento dei rendimenti degli apparecchi e nelle soluzioni dedicate alla qualità dell’aria. Ampio spazio sarà riservato anche alle start-up, soprattutto a quelle impegnate nello sviluppo di tecnologie avanzate e nuove applicazioni. BeFire sarà anche occasione per rafforzare le relazioni internazionali, costruire nuove partnership e riscoprire il valore culturale ed emozionale del fuoco “BeFire nasce per rafforzare la competitività di un settore strategico per la transizione energetica - dichiara Antonio Bruzzone, Ceo di BolognaFiere - Vogliamo costruire una piattaforma europea di riferimento in cui industria, filiera, istituzioni e mercato possano confrontarsi in modo strutturato su innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e allineamento normativo. Un luogo capace di accompagnare l’evoluzione del riscaldamento a biomassa, valorizzandone il contributo industriale, energetico e occupazionale. BeFire rappresenterà al meglio la vocazione internazionale di BolognaFiere. Questo comparto ha bisogno di allargare i propri confini, di spingere sull’innovazione non solo di prodotto ma anche di modello di business, e di ritrovare il valore estetico ed emozionale del fuoco”.