GLI EVENTI DOVE IL BUSINESS SOCIAL NETWORK DIVENTA REALE



GLI EVENTI DOVE IL BUSINESS SOCIAL NETWORK DIVENTA REALE
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(Adnkronos) - Enrica Bonaccorti a tutto campo a La volta buona. Ospite oggi, giovedì 12 febbraio, nel salotto di Caterina Balivo la conduttrice ha voluto rassicurare sulle sue condizioni di salute: "Me lo dico da sola. Come sto? Sto bene", ha esordito Bonaccorti, senza entrare nei dettagli sul suo stato di salute e sulla sua battaglia contro il tumore al pancreas, diagnosticato lo scorso settembre. Enrica Bonaccorti ha ricordato gli esordi in tv e il legame professionale con Giancarlo Magalli - ospite in studio - che considera come "il figlio che non ha avuto". Durante l'esperienza a 'Pronto, chi gioca?' la conduttrice era incinta, ma dopo aver annunciato la gravidanza in diretta fu colpita da un aborto spontaneo, nel novembre 1986, al quarto mese. In quel periodo, Magalli era tra gli autori del programma e fu chiamato a sostituirla alla conduzione avviando così la sua carriera da presentatore. Spazio anche ai ricordi legati a 'Non è la Rai', programma simbolo dei primi anni '90. In studio era presente Antonella Elia, con cui lavorò tra il 1991 e il 1992. "Non mi stava molto simpatica", ha detto Bonaccorti sorridendo e precisando però di averla stimata professionalmente. "Era solo un po' vaga, aveva alcune caratteristiche che mi urtavano un po'", ha aggiunto tra battute e risate. "La sua preferita" invece era Yvonne Sciò, anche lei ospite nel salotto di Balivo. La conduttrice ha raccontato di essere attualmente impegnata a scrivere la sua autobiografia: "Scrivere mi riempie la vita in modo meraviglioso, è l'unica cosa che faccio in questo momento". Però ha ammesso: "Alcune parti delle mia vita evito di raccontarle, è giusto omettere nomi e cognomi". Quindi, Bonaccorti ha ricordato commossa il forte legame con mamma Titti, scomparsa nel 2003, e quello con la figlia Verdiana: "Non mi lascia mai un momento da sola", ha detto la conduttrice. "Io non sono stata una mamma perfetta, rimpiango di non aver fatto alcune cose con mia figlia. A causa di alcuni impegni non potevo nemmeno accompagnarla a scuola. Cose piccole di vita quotidiana, ma se potessi tornare indietro rimedierei". Siparietto ironico quando Bonaccorti ha fatto una piccola gaffe in diretta, 'colpevole' di non essere aggiornata su alcuni retroscena di gossip. Dopo la messa in onda di un video dedicato a Rocio Munoz Morales e al presunto flirt con Andrea Iannone, la conduttrice ha ingenuamente ammesso: "Io non capito nemmeno di chi state parlando". Bonaccorti ha ammesso di non conoscere Iannone, ex compagno di Elodie. Quanto a Morales ha confessato di essere convinta che fosse ancora legata a Raoul Bova: "Ignorante, scusatemi", ha detto con autoironia per poi aggiungere sorridendo: "Però so tutto sulla vita di Magalli".
(Adnkronos) - Cresce nelle pmi italiane la consapevolezza del ruolo decisivo delle competenze manageriali nella gestione dei passaggi critici del proprio percorso di crescita: ricambio generazionale, nuovi assetti societari, trasformazione digitale, sempre più spesso trovano nella formazione dei dirigenti la leva capace di trasformare i processi di cambiamento in nuove leve di competitività. Lo conferma la graduatoria dei piani formativi finanziati con l'Avviso 2/2025 di Fondirigenti, pubblicata ieri, che fotografa bisogni, priorità e livelli di maturità delle imprese chiamate a governare, al loro interno, cambiamenti rapidi e complessi. Sono 152 i piani finanziati, che coinvolgeranno 239 dirigenti per un totale di 13.753 ore di formazione, con una media di 57,6 ore per dirigente e una richiesta media di finanziamento di poco più di 12mila euro per piano. Il dato più significativo è che il 75% dei piani formativi presentati ha superato la soglia di ammissibilità, con oltre la metà dei progetti idonei (53%) nella fascia più alta di valutazione, tra 85 e 100 punti. Una positiva evoluzione, che conferma il trend già evidenziato con i precedenti Avvisi, segno dell’elevata qualità delle proposte e di una progettualità più matura e consapevole da parte delle imprese. Vista la qualità complessiva dei progetti e dell'ampiezza della risposta, il cda di Fondirigenti ha deliberato di andare oltre lo stanziamento iniziale di 1,5 milioni di euro, euro per finanziare tutti i 152 piani idonei, per un investimento complessivo di oltre 1,8 milioni di euro che premia la crescita della progettualità nelle pmi. "La graduatoria - sottolinea Massimo Sabatini, direttore generale di Fondirigenti - restituisce l'immagine di pmi sempre più consapevoli del fatto che, per attraversare fasi complesse come un passaggio generazionale o un'operazione societaria, servono competenze adeguate di governo, metodo e visione, dove la formazione può fare la differenza Colpisce, in particolare, la crescita della qualità progettuale degli interventi, nelle fasce di merito più alte, segno che le imprese stanno investendo in percorsi sempre più concreti e immediatamente utili, per prendere decisioni migliori e più tempestive". A livello territoriale, Veneto ed Emilia-Romagna hanno registrato il maggior numero di piani approvati, seguite dalla Lombardia; nel Mezzogiorno spicca la Campania. Diverse regioni con poche candidature hanno tuttavia raggiunto il 100% di approvazione, indice di una capacità progettuale solida e diffusa. I piani valutati evidenziano una adeguata correlazione tra i processi di 'metamorfosi' aziendale e i percorsi di rafforzamento delle competenze tecnico-manageriali, funzionali a ridefinirne l’identità, la struttura organizzativa e la visione strategica. I casi più virtuosi testimoniano un pensiero strategico di cambiamento, volto a garantire continuità e crescita nel lungo periodo, che comporta una profonda trasformazione culturale e organizzativa. Rispetto ai contenuti, i progetti nell'area del passaggio generazionale mostrano una forte attenzione alle competenze in materia di governance, alla mappatura e valorizzazione delle competenze, al mentoring e trasferimento del know-how, alla definizione di KPI e sistemi di performance management per rendere la transizione più solida. Dal canto loro, l'area delle operazioni societarie evidenzia un approccio orientato al rafforzamento strutturale delle competenze manageriali, con focus ricorrenti su finanza strategica, valutazione d'impresa, compliance e gestione del rischio, spesso con un'attenzione che si estende alla conoscenza delle filiere e dei mercati internazionali. L'area della trasformazione digitale funzionale alla crescita delle pmi si conferma infine di particolare interesse, soprattutto sui temi dell’Intelligenza Artificiale, integrazione dei sistemi, cybersecurity, analytics e governance dei dati. "Con l'Avviso 2/2025 - spiega Marco Bodini, presidente di Fondirigenti - abbiamo voluto mettere a fuoco i momenti chiave in cui le Pmi si giocano continuità e competitività, ovvero il ricambio generazionale, gli assetti societari e la trasformazione digitale come leva di efficienza e di governo La risposta così ampia e di elevata qualità pervenuta dalle imprese conferma, da un lato, lo straordinario ruolo abilitante della formazione continua nelle grandi trasformazioni aziendali, dall'altro chiama sempre più in causa Fondirigenti come partner delle imprese, soprattutto di quelle di minori dimensioni, per aiutarle a trasformare cambiamento e complessità in momenti di opportunità di crescita". "Il Fondo sottolinea - ha sempre avuto come tratto distintivo quello della qualità dell'azione formativa: l'innalzamento dell'asticella e la qualità dei piani ricevuti mostrano che il sistema produttivo e manageriale è pronto ad impegnarsi in questa direzione". La graduatoria completa è disponibile sul sito di Fondirigenti: https://www.fondirigenti.it.
(Adnkronos) - "L’Italia è tra i paesi leader in alcune filiere, può guidare la nuova industrializzazione europea e rivendicare le proprie eccellenze". Lo dice Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, durante la presentazione dei risultati della terza edizione del progetto 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy' a Roma. “Abbiamo un problema su alcune filiere industriali storicamente deindustrializzate, come chimica e siderurgia, la cui crisi parte dagli anni ’90 e non è colpa del Green Deal europeo”, ha aggiunto Ciafani, sottolineando l’urgenza di azioni concrete. “Vogliamo fare in modo che il Clean Industrial Deal europeo possa vedere l’Italia protagonista, contribuendo alla nuova reindustrializzazione del Vecchio Continente”. Legambiente ha così presentato il Libro bianco con 30 proposte, frutto di un percorso di confronto con le imprese più innovative iniziato nel luglio 2025, “per orientare le politiche industriali verso sostenibilità, innovazione e occupazione green. Speriamo che le politiche industriali possano partire anche dalle nostre 30 proposte”.