(Adnkronos) - Gino Paoli ha incarnato per decenni l’idea del cantautore tormentato e irresistibile, protagonista di una vita sentimentale complessa, segnata da slanci intensi e da un episodio mai davvero archiviato: quel colpo di pistola al cuore nel 1963, sopravvissuto come simbolo di un’esistenza vissuta sempre sul confine tra eccesso e poesia. Due matrimoni, relazioni celebri, cinque figli e una lunga scia di cronache che, soprattutto negli anni Sessanta, hanno raccontato con curiosità e talvolta moralismo la sua vita privata, spesso fuori dagli schemi dell’epoca. Il 1954 segna l’incontro con Anna Fabbri, che diventa sua moglie nel 1957. Un’unione che durerà ufficialmente fino al 1970, attraversando però anni difficili. Nel 1964 nasce il loro figlio Giovanni, mentre il matrimonio è già messo alla prova da relazioni parallele e dall’esposizione mediatica. Fabbri, sempre lontana dai riflettori, resta una presenza discreta ma fondamentale anche nei momenti più complessi. Giovanni è scomparso il 7 marzo 2025 a 60 anni per un infarto. All’inizio degli anni ’60 entra nella vita del cantautore Ornella Vanoni. Il loro rapporto nasce come collaborazione professionale e si trasforma presto in una relazione sentimentale. Il legame si sviluppa nei primi anni del decennio, quando Paoli è già sposato, e si conclude dopo poco tempo, senza però interrompere una complicità che continuerà negli anni successivi, anche sul piano artistico, fino agli anni ’80 e oltre. Il 1961 è un anno decisivo: il 5 giugno, durante una serata alla Bussola di Viareggio, Paoli incontra Stefania Sandrelli. Lei ha 15 anni e ha appena debuttato al cinema con tre film, tra cui 'Divorzio all’italiana' di Pietro Germi accanto a Marcello Mastroianni. Da quell’incontro nella sala da ballo nasce una storia travolgente che si protrarrà fino al 1968, alimentando l’attenzione della stampa per quell'amore all'epoca scandaloso. Nel 1963, nel pieno di questa fase turbolenta, Paoli compie il gesto estremo che segnerà per sempre la sua biografia: un colpo di pistola al cuore da cui sopravvive. L’anno successivo, nel 1964, nasce Amanda, figlia della relazione con Sandrelli, mentre a pochi mesi di distanza era già diventato padre di Giovanni con la moglie. Gli anni Settanta e Ottanta segnano una fase di transizione, fino all’approdo a una nuova stabilità. Nel 1991 Paoli sposa Paola Penzo, compagna già da tempo. Con lei costruisce un rapporto più solido e duraturo, destinato ad accompagnarlo fino alla fine. Dalla loro unione nascono tre figli: Niccolò (1981), Tommaso (1992) e Francesco (2000). (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - Illuminiamo l'eccellenza nutriamo il futuro. Questo l'obiettivo della cerimonia di premiazione della VII edizione del Business care international award che si svolgerà venerdì 27 marzo alle ore 17.30 presso la Sala della Regina della Camera. Il Comitato del Premio presenta 'Italian icons-lighting up the world', l’esclusiva sezione dedicata a cinque brand italiane d'eccellenza nei settori food, moda, design, lusso e alta tecnologia che verranno rese note nei prossimi giorni. "Essere una italian icon - spiega all'Adnkronos/Labitalia Massimo Veccia fondatore del Business care international award - non è solo un traguardo di posizionamento: è il riconoscimento di una leadership etica che coniuga il successo internazionale con una profonda responsabilità verso la società e le nuove generazioni. A partire da maggio 2026, le italian icons saranno protagoniste di un racconto d'impresa senza precedenti, con eventi di rilievo nelle capitali del business mondiale. A New York il 18 novembre ci saranno le presentazioni istituzionali presso il Consolato Generale d’Italia e Piazza Italia NYC, l’hub d’elezione per il prestigio italiano negli USA". Alla cerimonia di premiazione della VII edizione del Business care international award saranno presenti, oltre a Massimo Veccia, Alberto Milani coordinatore board Usa e l'onorevole Nicola Ottaviani. Membri della giuria presieduta da Fabrizio Ferragni, il giornalista Paolo Liguori, Alessandro Masi segretario generale della Società Dante Alighieri, organizzazione impegnata nella promozione della lingua e cultura italiane in tutto il mondo, e Silvana Mangione vice segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie), organo che rappresenta le comunità italiane nel mondo.
(Adnkronos) - Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science, cui ha partecipato anche l’Italia con l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom), che ha fornito la valutazione più completa finora disponibile sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici. Lo studio - spiega il Cnr in una nota - ha integrato osservazioni satellitari raccolte nell’arco di oltre trent’anni (1986-2020) con simulazioni modellistiche avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13mila siti distribuiti in tutta Europa. Il database, costituito da circa 135 milioni di punti di simulazione, è stato utilizzato per addestrare un modello basato su intelligenza artificiale in grado di proiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. Quest’approccio ha consentito una valutazione dettagliata e spazialmente esplicita dell’evoluzione del rischio di disturbo nei diversi scenari climatici. I risultati indicano, tra le principali minacce alle foreste europee, l’incidenza crescente di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi (come il bostrico), evidenziando che i disturbi forestali aumenteranno in tutti gli scenari considerati. “Le foreste sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici. Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi su larga scala. Negli ultimi anni, diverse regioni europee - in particolare nell’Europa centrale e meridionale - hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti. Queste tendenze sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità futura degli ecosistemi forestali e sulla loro capacità di continuare a garantire funzioni fondamentali quali l’assorbimento di carbonio, la produzione di legno, la conservazione della biodiversità e la regolazione del clima”, afferma Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom di Perugia che ha partecipato allo studio, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale dell’Istituto. Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un’elevata intensità di disturbi. Negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare. Le differenze regionali risultano marcate. L’Europa meridionale e occidentale emerge come particolarmente vulnerabile, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L’Europa settentrionale appare complessivamente meno colpita su scala continentale, ma sono attesi hotspot locali di crescente vulnerabilità. Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sistemica, con implicazioni per i mercati del legno, per i bilanci di carbonio e per la resilienza degli ecosistemi. “I disturbi stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee. Comprenderne l’evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale”, conclude Collalti. Daniela Dalmonech, ricercatrice presso lo stesso laboratorio e coautrice del lavoro, aggiunge: “I nostri risultati evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale. Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni”. Tuttavia, lo studio sottolinea anche come tali fattori di rischio possano offrire anche opportunità di trasformazione. I processi di rinnovazione successivi agli eventi estremi possono, infatti, favorire l’insediamento di popolamenti più adattati alle nuove condizioni climatiche, a condizione che gli interventi gestionali siano guidati da solide basi scientifiche. “Nel complesso la ricerca evidenzia come il cambiamento climatico sia destinato a modificare profondamente i regimi di disturbo delle foreste europee nel corso del XXI secolo. Anticipare tali cambiamenti attraverso modellistica integrata, monitoraggio continuo e gestione adattativa sarà cruciale per salvaguardare le funzioni ecologiche e socio-economiche delle foreste in un contesto di rapido riscaldamento globale”, conclude Collalti.