INFORMAZIONIElmira Habazaj |
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(Adnkronos) - L'università di Roma Tor Vergata fa parte degli atenei che a livello nazionale sono sostenuti da Airc, Fondazione impegnata dal 1965 nel sostegno della ricerca sul cancro. "Roma Tor Vergata ha una consolidata tradizione di progetti sostenuti da Airc, che spaziano dalla ricerca di base alla ricerca traslazionale fino alla traslazione dei risultati al letto del paziente", afferma Massimo Federici, ordinario del Dipartimento di Medicina dei sistemi e prorettore alla Ricerca dell'università di Roma Tor Vergata. "Nell'ultima edizione dei bandi emessi da Airc - spiega - il nostro ateneo ha ottenuto 20 finanziamenti: 9 per progetti di ricercatori senior, 8 per progetti di ricercatori junior e 3 borse di studio post-doc. Ci saranno quindi 20 scienziati della nostra comunità accademica che, insieme ai loro gruppi, studieranno i meccanismi molecolari dell'oncogenesi, valuteranno nuovi approcci terapeutici in studi preclinici e produrranno evidenze per l'utilizzo in clinica delle loro scoperte. Più della metà dei progetti approvati è guidato da giovani ricercatori, a testimonianza di come l'esperienza del nostro ateneo nel campo dell'oncologia sperimentale e clinica si sta arricchendo di una nuova leva di scienziati". Dei progetti d Roma Tor Vergata sostenuti da Airc con un contributo complessivo di oltre 2 milioni e 100mila euro - dettaglia una nota - questi sono i 3 maggiormente finanziati. 1. Il progetto 'Exploring the tumour suppressive functions of ZNF750 in squamous carcinogenesis' è uno studio focalizzato sulle funzioni del gene oncosoppressore ZNF750 nella carcinogenesi a cellule squamose, supervisionato da Gennaro Melino, ordinario di Biochimica al Dipartimento di Medicina sperimentale. Il finanziamento, per il quarto anno di progetto, è di 200mila euro. Il progetto 'Defining the role of S-nitrosylation in rhabdomyosarcoma genesis' mira a identificare nuove terapie per il rabdomiosarcoma, un tumore infantile che in alcuni casi può essere ancora difficile da curare. Lo studio è condotto da Giuseppe Filomeni, ordinario di Biochimica al Dipartimento di Biologia. Il finanziamento, per il terzo anno di progetto, è di 190mila euro. Infine con lo studio 'Exploring the oncogenic role of p63 and its novel co-binding factor ZNF148 in head and neck squamous cell carcinoma', si approfondisce il carcinoma squamo-cellulare della testa e del collo, che mostra una prognosi piuttosto sfavorevole negli stadi avanzati. Eleonora Candi, ordinaria di Biochimica e coordinatrice del corso di laurea in Medicina veterinaria, conduce il progetto e il finanziamento, per il secondo anno di progetto, è di 188mila euro. E sabato 24 gennaio tornano 'Le arance della salute' di Fondazione Airc: sin dalle prime ore del mattino, in contemporanea in migliaia di piazze in tutta Italia, le volontarie e i volontari allestiscono i banchetti e organizzano la distribuzione di arance e marmellate. Insieme ai prodotti una pubblicazione speciale con indicazioni utili per distinguere le informazioni false da quelle attendibili e fondate sulla scienza, e per sfatare alcuni miti su alimentazione, attività fisica e comportamenti salutari. Testimoni di questa edizione la ricercatrice-tedofora Paola Storti e la campionessa dello sci Sofia Goggia.
(Adnkronos) - “L’importanza dell’edizione di gennaio di questa fiera risiede soprattutto nel fatto che è dedicata in modo particolare ai clienti internazionali e, come è noto, il nostro settore vive di export, come dimostra il fatto che circa il 90% del fatturato settoriale provenga appunto da esso”. Lo ha detto Maria Cristina Squarcialupi, presidente nazionale Confindustria Federorafi, partecipando oggi all’inaugurazione di Vicenzaoro January 2026, la manifestazione fieristica fiore all’occhiello dell’intera filiera del settore orafo, gioielliero e orologiero, a Vicenza fino al 20 gennaio. “Il settore orafo nel 2025 ha avuto una battuta d'arresto, dopo tre anni di grande espansione, e i dati relativi ai primi nove mesi dell'anno segnano un -15,2%, una flessione dovuta a diversi fattori, come l'instabilità geopolitica, la grande volatilità del prezzo dei metalli preziosi e le tariffe imposte dagli Stati Uniti - prosegue - Se noi proiettassimo questi dati al 31 dicembre 2025, vedremmo una perdita netta di circa 2 miliardi in termini di export. Il 2026 non si apre con i migliori auspici: oro e argento hanno raggiunto valori inimmaginabili e, in più, sono sorte altre tensioni geopolitiche, come quella che interessa l’Iran, che sta destabilizzando il Medio Oriente, nostro mercato di riferimento”. “Ci aspettiamo quindi un 2026 ancora incerto e complesso. Confido però nella capacità del settore di reagire, di ripartire e di rimescolare le carte, fermandosi un attimo per capire veramente come affrontare questi nuovi scenari - conclude - Noi siamo la terza manifattura al mondo per quanto riguarda la gioielleria, dopo colossi come Cina e India, e questo grazie alle competenze, alla creatività e alla qualità dei nostri produttori. Le aziende stanno continuando a crescere, soprattutto dimensionalmente. Stiamo infatti vivendo un periodo in cui l'aggregazione sembra la chiave per poter vincere in questi tempi complessi”.
(Adnkronos) - Culligan, leader globale nelle soluzioni per il trattamento dell’acqua, presenta Culligan Purity e Smart Modernity, due nuove soluzioni pensate per trasformare l’esperienza dell’acqua in ufficio e a casa. Il lancio avviene in occasione di un evento dedicato presso Areapergolesi, occasione in cui vengono presentati in anteprima nazionale i risultati di una nuova ricerca Ipsos Doxa realizzata per Culligan, che evidenzia la crescente attenzione degli italiani verso la qualità dell’acqua da bere e il suo impatto sulla sostenibilità. Lo si legge in una nota. Tra le principali tendenze emergenti a livello globale, il crescente interesse verso il benessere fisico e mentale si riflette in una maggiore cura delle scelte di consumo. Aumenta l’interesse verso scelte più personalizzate e i consumatori si orientano sempre di più verso soluzioni per l’acqua che offrano controllo, tranquillità e praticità, in modo sostenibile anche per il pianeta. Per costruire fiducia oggi è fondamentale educare e rendere più comprensibile la complessità dell’acqua, informando le persone in modo chiaro e trasparente sulle diverse opzioni disponibili. “Da 90 anni trasformiamo l’acqua per migliorare la vita delle persone e proteggere il pianeta”, sottolinea Giulio Giampieri, Presidente di Culligan Italia. “Come leader globale nel trattamento dell’acqua, il nostro obiettivo è rispondere alle esigenze in continua evoluzione degli italiani, aiutandoli a sentirsi sicuri, informati e supportati nelle scelte quotidiane, attraverso soluzioni affidabili, sostenibili e facili da usare come Culligan Purity e Smart Modernity.” Culligan rafforza il proprio ruolo di abilitatore del cambiamento, con soluzioni che integrano tecnologia IoT, personalizzazione del servizio e sostenibilità in un ecosistema di “acqua connessa”. La ricerca Ipsos Doxa offre una fotografia delle preferenze e delle abitudini di idratazione degli italiani: il 67% degli italiani preferisce acqua naturale; preferenza sale al 71% tra la Gen Z e al 70% tra i Millennials. La maggior parte degli italiani beve tra 1 e 2 litri d’acqua al giorno. Tra i più giovani aumentano i consumi d’acqua: l’8% della Gen Z supera i 2,5 litri quotidiani, in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. In ambito domestico, il consumo di acqua resta prevalentemente legato alle bottiglie, con un’apertura verso alternative percepite come più sostenibili, soprattutto tra le generazioni più giovani: il 79% degli italiani dichiara di utilizzare acqua in bottiglia, in larga parte di plastica (75%); 46% beve acqua del rubinetto, soprattutto tra Millennials e Gen Z, più attenti all’impatto ambientale e alla praticità. La percezione della qualità dell’acqua del rubinetto genera pareri discordanti e varia in base all’età, con la Gen Z che mostra un atteggiamento più positivo, mentre Gen X e Boomers risultano più critici: Un italiano su due valuta la qualità dell’acqua del rubinetto eccellente o buona, mentre il 23% la giudica scarsa o pessima. La crescente attenzione si traduce anche in comportamenti più attivi nella gestione dell’acqua in casa: il 25% degli italiani filtra l’acqua in casa, quota che supera il 30% tra le generazioni più giovani. Nel complesso, emerge un clima di diffidenza diffusa nei confronti dell’acqua consumata in casa, sia in bottiglia sia dal rubinetto. Il 76% degli italiani dichiara di avere preoccupazioni sulla qualità e sulla sicurezza dell’acqua che beve. Tra i principali timori figurano il calcare (24%), l’impatto ambientale delle bottiglie di plastica e la presenza di microplastiche (entrambi al 18%). Un italiano su sette cita anche contaminanti chimici, virus e batteri. Fuori casa, il consumo di acqua è ancora prevalentemente legato alle bottiglie acquistate, seppur con segnali di cambiamento verso soluzioni più sostenibili: il 65% degli italiani beve acqua da bottiglie acquistate, prevalentemente in plastica, quando si trova fuori casa. Il 37% utilizza borracce e bottiglie riutilizzabili, una scelta più diffusa tra la Gen Z, che dichiara di rifornirsi più spesso da fonti pubbliche o sistemi di refill. Con Culligan Purity, l’idratazione fuori casa si ridefinisce. Negli uffici, negli hotel, nelle palestre e nei luoghi di aggregazione, l’acqua diventa parte integrante dell’esperienza delle persone. “Le acque del rubinetto, per quanto erogate dal gestore nella conformità della normativa vigente, possono contenere tracce di contaminanti invisibili come Pfas, microplastiche, arsenico e piombo”, spiega Giorgio Temporelli, esperto di tecnologie per il trattamento delle acque e divulgatore scientifico. “Per questo, soprattutto nei luoghi ad alta frequentazione, diventa essenziale affidarsi a realtà in grado di offrire non solo sistemi certificati per la rimozione dei contaminanti, ma anche una gestione continua delle soluzioni installate lungo tutto il loro ciclo di vita, attraverso controlli, manutenzione e competenze tecniche specialistiche”. Culligan Purity integra il meglio dell’expertise di Culligan in un unico sistema: dalla tecnologia Firewall® UVC, in grado di rimuovere fino al 99,9999% di batteri e virus in meno di un secondo, a un sistema di filtrazione diretta multistadio che contrasta PFAS, microplastiche e inquinanti emergenti. Si introduce anche la tecnologia C-Sense, il sistema proprietario di Culligan che monitora la qualità dell’acqua in tempo reale. Grazie a questa funzionalità avanzata, l’erogazione viene automaticamente bloccata in caso di non conformità. Sensori, controlli e connettività IoT lavorano in background per garantire affidabilità e continuità di servizio. Design, funzionalità e interfaccia utente sono stati sviluppati e validati attraverso un’ampia ricerca di mercato globale, con l’obiettivo di creare una soluzione capace di adattarsi a esigenze e abitudini diverse, mantenendo i più elevati standard di qualità, igiene e servizio. A livello globale, la personalizzazione si afferma come una tendenza chiave: le persone non cercano più solo acqua sicura e di qualità, ma anche temperature e livelli di frizzantezza su misura, oltre a soluzioni di erogazione che combinino controllo, praticità e soddisfazione sensoriale. Il design contemporaneo e il touchscreen intuitivo di Culligan Purity consentono un'idratazione personalizzabile: acqua fredda, calda, frizzante o a temperatura ambiente. Inoltre, il sistema monitora dati concreti come i litri erogati e le bottiglie di plastica monouso evitate, informazioni utili anche per il reporting Esg delle aziende. Emerge dalla ricerca Ipsos Doxa che quasi un quarto degli italiani si dichiari preoccupato o infastidito dalla presenza di calcare nell’acqua da bere. In realtà, il calcare non rappresenta un rischio per la salute, ma è invece uno dei problemi domestici più diffusi. Spesso percepito come un semplice disagio estetico, è invece responsabile di inefficienze negli impianti, maggiori consumi energetici e impatti sul benessere quotidiano, in particolare su pelle e capelli. Secondo una ricerca di Nomisma per Culligan, l’acqua risulta calcarea in 883 comuni italiani, con livelli di durezza che influiscono sulla qualità dell’acqua distribuita nelle reti domestiche e sull’usura di rubinetti, tubazioni ed elettrodomestici. Smart Modernity è progettato per affrontare il problema alla radice. Si tratta del primo addolcitore “smart” di Culligan, progettato per ridurre il calcare in modo intelligente e sostenibile, ottimizzando i consumi di acqua, sale ed energia. I benefici sono concreti e misurabili: riduzione fino al 30–50% dei costi per detergenti e saponi, una maggiore durata degli elettrodomestici e un miglioramento percepito di pelle e capelli. Grazie all’app Culligan Connect EU, è possibile controllare il sistema da remoto, tenere sotto controllo il livello di sale, escludere l’uso dell'addolcitore quando non serve (ad esempio per l'irrigazione del giardino) e ricevere notifiche personalizzate sul consumo d’acqua giornaliero. La tecnologia è progettata per essere “invisibile,” ma efficace: riducendo la formazione di calcare negli scambiatori e nelle resistenze, Smart Modernity contribuisce a migliorare l’efficienza energetica degli impianti e a prolungare la vita utile degli elettrodomestici, evitando sprechi e costi imprevisti. Allo stesso tempo, l’ottimizzazione dei cicli di rigenerazione e dell’utilizzo di sale permette di ridurre il consumo di acqua e le risorse impiegate, con un impatto positivo anche sulle emissioni e sulla sostenibilità domestica. “La crescente consapevolezza dell’impatto del cambiamento climatico non è più un rumore di sottofondo: le persone cercano soluzioni concrete per trasformare i valori ambientali in comportamenti quotidiani”, spiega Ivana Stanojevic, Research Director di Ipsos Doxa “In un contesto segnato dalla disinformazione, trasparenza ed educazione sono fondamentali per permettere ai consumatori di fare scelte consapevoli e in linea con i propri valori”.