(Adnkronos) - "Ma vi siete impazziti completamente Pd?". E' la domanda che Carlo Calenda, leader di Azione, su X pone al Partito Democratico. Il motivo che spinge il senatore ad attivarsi è un post pubblicato dal Pd, in cui viene riproposto un intervento in tv di Angelo D'Orsi sul referendum sulla riforma della giustizia: il messaggio era accompagnato dal claim 'il 22 e 23 marzo vota no!'. "D'Orsi e’ un aperto sostenitore di Putin che viene invitato in Russia dal canale di disinformazione Russia Today! Cancellate subito questo obbrobrio. Pina Picierno fai qualcosa", scrive Calenda. Tra i primi commenti al post di Calenda, quello di Picierno, vice presidente del Parlamento Ue: "Il post è stato cancellato. Un errore grave a cui è stato posto rimedio subito", la replica dell'europarlamentare dem.
(Adnkronos) - Si è svolta ieri, presso l’Auditorium del Pontificio Istituto Patristico Augustinianum in Vaticano, la prima edizione dell' 'Excellence makers summit' (Ems), ideato e promosso da Hygenia, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Regione Lazio. L’evento ha riunito istituzioni, imprese e professionisti, confermandosi come un importante momento di confronto e riflessione. L’Excellence makers summit, infatti, nasce con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per il mondo del cleaning e dei servizi. Con lo slogan, 'Quando le idee incontrano il futuro', promuove la condivisione di esperienze e visioni e buone pratiche per generare innovazione e costruire insieme un futuro sostenibile e umano. A condurre l’incontro con professionalità è stata Adele Di Benedetto, giornalista del gruppo televisivo Netweek e imprenditrice nel settore della comunicazione (Almadela), che ha guidato con equilibrio e competenza quasi tre ore di dibattito intenso e partecipato. A fare gli onori di casa sono stati Pasquale Fierro, ceo di Hygenia, e Luca Fierro, ceo di Hygenia Service, che hanno aperto il Summit illustrandone la visione e gli obiettivi. Dopo i saluti istituzionali di Monica Lucarelli, assessora alle Attività Produttive, alle Pari Opportunità e all’Attrazione Investimenti di Roma Capitale, che ha portato i saluti del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, sottolineando l’importanza di eventi come l’Ems nel promuovere il dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini sui temi dell’innovazione sostenibile e del valore umano nel lavoro, si sono alternati sul palco numerosi relatori di rilievo. Il tema di questa prima edizione, 'Etica e lavoro umano nell’era delle tecnologie avanzate', ha affrontato una delle sfide più attuali del nostro tempo: come mantenere centrale il valore della persona in un contesto in cui intelligenza artificiale, automazione e robotica stanno trasformando profondamente il mondo aziendale e le modalità di lavoro. Ad aprire i lavori è stato Paolo Valente, direttore generale di Anir Confindustria, che ha introdotto il tema del convegno offrendo una visione di come il settore dei servizi stia cambiando e di come l’innovazione possa rappresentare un motore di crescita per l’intero comparto. Tra gli interventi più significativi, Elisabetta Bracci, manager Clust-Er innovate della Regione Emilia-Romagna, ha approfondito il concetto di hybrid workforce, evidenziando come il futuro del lavoro richieda un equilibrio tra intelligenza artificiale e intelligenza emotiva. Gaetano Marrocco, vicedirettore del dipartimento di ingegneria civile e ingegneria informatica dell’università degli studi di Roma Tor Vergata, ha posto l’accento sul ruolo strategico dell’università nel formare competenze nuove e multidisciplinari, capaci di rispondere alle sfide del cambiamento tecnologico. Claire Gao, general manager della Cleaning Robot BU di Cvte, ha illustrato come l’innovazione tecnologica rappresenti una leva fondamentale per lo sviluppo sostenibile delle imprese, mentre Don Andrea Ciucci, coordinatore di segreteria della Pontificia Accademia per la Vita e segretario generale della Fondazione 'RenAIssance', ha offerto una riflessione profonda sul rapporto tra etica, tecnologia e dignità umana, sottolineando la necessità di mantenere la persona al centro del progresso. Sono inoltre intervenuti Massimo Piacenti, Presidente di Anir Confindustria; Stefania Verrienti, Direttore Afidamp; Valentina Picca Bianchi, Presidente del Comitato Impresa Donna Mimit – Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Paolo Bellè, cluster general manager Hilton Hotels & Resorts; Sergio Cappucci, ricercatore Enea; Michael Wang, presidente e ceo di Cenobots (in collegamento video); e Cinzia Lilliu, direttore generale centrale regionale di Committenza Regione Sardegna. A conclusione del convegno, Pasquale e Luca Fierro hanno annunciato la nascita dell’Osservatorio Ems – excellence makers summit, sottolineando come questa iniziativa rappresenti non solo un evento, ma l’avvio di un vero e proprio movimento. Con questa prima edizione, infatti, l’Ems, ha gettato le basi per costruire, insieme ad imprenditori, aziende e istituzioni, un percorso virtuoso e duraturo nel tempo, con e tra menti eccellenti.
(Adnkronos) - L’Italia presenta un significativo divario di copertura dei rischi. E sui nuovi rischi sociali e catastrofali, legati al cambiamento climatico, ha livelli di protezione nettamente inferiori alla media europea e Ocse. È questo il quadro che emerge dal workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', dove la Fondazione Grins - Growing Resilient, INclusive and Sustainable, con le Università di Napoli Federico II e Università Ca’ Foscari Venezia, Ania e Eief, ha presentato studi e approfondimenti sul tema. Sul fronte dei rischi sociali di lungo periodo, come la non autosufficienza, la copertura assicurativa privata è marginale ma soprattutto emerge che meno di 4 italiani su 10 conoscono strumenti assicurativi dedicati e la protezione resta affidata quasi interamente alla famiglia e alla spesa pubblica, che copre solo una parte dei costi effettivi. Per i rischi climatici e naturali, il quadro è ancora più critico, solo una quota minima delle famiglie è assicurata contro alluvioni, terremoti e frane e tra le imprese, solo il 7% risulta coperto contro le calamità naturali, ma quello che più colpisce è che oltre l’80% delle microimprese non dispone di alcuna protezione. E le microimprese sono oltre il 99% delle imprese italiane. L’Italia è uno tra i Paesi più esposti d’Europa a eventi estremi e con una popolazione in rapido invecchiamento, la sottoassicurazione è evidente, con conseguente aumento di costi economici e sociali e della dipendenza da interventi pubblici emergenziali. Nel workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', che ha riunito economisti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, Grins ha presentato nuove evidenze empiriche per comprendere perché la copertura resti così bassa e individuare possibili indicazioni di policy per rafforzare la resilienza del Paese. Al centro dei lavori, tre studi. Il punto di partenza poggia sul modello storicamente centrato sui rischi 'tradizionali' che deve essere innovato in quanto sempre meno adeguato a una società caratterizzata da invecchiamento demografico, cambiamento climatico e maggiore esposizione a shock sistemici. Il primo studio Grins analizza la disponibilità degli individui a pagare per l’assicurazione contro la non autosufficienza (Long-Term Care), utilizzando un esperimento su un campione rappresentativo della popolazione italiana. I risultati hanno scattato la seguente fotografia: la consapevolezza dei costi e dei rischi della non autosufficienza è molto limitata; fornire informazioni corrette su probabilità e costi aumenta la disponibilità a contribuire di circa il 15%, pari a circa 3 euro mensili in più; l’effetto è particolarmente forte tra i soggetti inizialmente meno informati, come donne e individui senza coperture assicurative; su scala nazionale, ne emerge un potenziale di raccolta pari a circa un terzo della spesa pubblica attuale per la long-term care, segnalando ampi margini per un ruolo complementare dell’assicurazione privata. Il secondo lavoro Grins esamina la propensione dei cittadini a sostenere finanziariamente politiche di prevenzione contro i rischi idrogeologici, sempre più frequenti. L’analisi evidenzia che oltre metà degli individui è favorevole, in linea di principio, a contribuire a un fondo pubblico per la prevenzione. La diffusione di informazioni sugli impatti umani ed economici delle catastrofi naturali aumenta di circa 9 punti percentuali la probabilità di adesione. La disponibilità a pagare cresce in media di circa 25-30 euro all’anno per individuo. Tuttavia, la percezione del rischio di 'free riding' e della mancata partecipazione altrui può ridurre il sostegno. Nel complesso, una campagna informativa strutturata potrebbe generare fino a 250-270 milioni di euro aggiuntivi l’anno per la prevenzione, mostrando come informazione e fiducia collettiva siano determinanti cruciali. Il terzo contributo Grins analizza la copertura assicurativa delle imprese italiane contro i rischi catastrofali naturali, combinando dati Ania, informazioni geografiche sui rischi fisici e dati di bilancio. I risultati indicano una copertura particolarmente bassa tra micro e piccole imprese, che sono anche le più vulnerabili; esiste un forte disallineamento tra rischio fisico effettivo e decisione di assicurarsi in quanto l’esposizione a rischi sismici o idraulici aumenta la probabilità di copertura, ma in misura molto limitata. Fattori dimensionali, settoriali e territoriali contano più del rischio oggettivo. L’analisi conferma l’esistenza di un persistente 'protection gap', che rende le imprese italiane esposte a shock potenzialmente sistemici. La legge appena entrata in vigore di obbligo catastrofale per le aziende italiane introdotta nella legge di bilancio 2024 dovrebbe aiutare a ridurre il gap. Dallo studio emerge prepotentemente l’esposizione delle piccole imprese su cui va posto un ombrello protettivo, perché costituiscono la componente largamente prevalente del tessuto imprenditoriale italiano e rappresentano l’ossatura portante di molte realtà più grandi. Nel loro insieme, i lavori presentati mostrano che la sottoassicurazione in Italia non dipende solo da vincoli di reddito o di offerta, ma anche da scarsa consapevolezza dei rischi; aspettative di intervento pubblico ex post, non considerando la potenziale crescita del debito pubblico o l’eventuale richiesta sotto forma di accise o eventuali prelievi per i casi più estremi; problemi di coordinamento e fiducia; limitata cultura assicurativa in tutta la sua interezza. Le evidenze Grins suggeriscono la necessità di rafforzare politiche di informazione e prevenzione; sviluppare schemi assicurativi pubblico-privati ma soprattutto offrono spunti per nuove azioni. “Il workshop conferma il valore della ricerca economica applicata nel supportare scelte di policy basate su evidenze. Il progetto Pnrr Grins ha contribuito al dibattito su come rafforzare la resilienza economica, sociale e finanziaria dell’Italia di fronte ai nuovi rischi offrendo evidenze e spunti di riflessione per nuove policy”, afferma Tullio Jappelli, Università di Napoli Federico II e coordinatore del gruppo di ricerca Grins dedicato alla resilienza delle famiglie. Per Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e coordinatrice del gruppo di ricerca Grins sui temi di finanza sostenibile, "il contributo informativo e di analisi del progetto Grins favorisce la riflessione su come promuovere meccanismi innovativi di gestione dei nuovi rischi, valutando non solo incentivi mirati ma strumenti mutualistici e soprattutto sottolineando la necessità di integrare assicurazione, prevenzione e adattamento climatico in una strategia coerente e comune”.