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(Adnkronos) - Da Santa Marta alla mansarda del Palazzo Apostolico. Dopo la scelta di papa Francesco di rompere con la tradizione andando a vivere a Casa Santa Marta per evitare l’isolamento, papa Leone XIV - dovrebbe essere questione ormai di poco - andrà a vivere nel Palazzo apostolico. Con una novità non da poco: la casa non sarà nel tradizionale appartamento dei Papi, bensì nel sottotetto, in pratica nella mansarda del Palazzo situata tra la terza loggia e il tetto. La notizia è stata anticipata dal quotidiano Repubblica. I lavori di ristrutturazione nel Palazzo apostolico volgono al termine e il trasloco di Leone nei ‘soffittoni’ - come sono chiamati in Vaticano i locali mansardati dove in passato vivevano i segretari dei Papi - insieme ai suoi due segretari, don Edgar Rimaycuna e don Marco Billeri, avverrà a breve. La nuova dimora di Leone viene descritta come molto sobria. Leone, che quando va a Castel Gandolfo nella giornata di riposo, si rilassa tra tennis e piscina come ha raccontato lui stesso traendo beneficio dalla massima latina 'mens sana in corpore sano'. In mansarda disporrà infatti anche di una palestra. “Il Papa intende utilizzare come abitazione gli spazi a disposizione dei suoi predecessori, per sé e per i suoi più stretti collaboratori. Lo studio, dove i lavori sono completati e dove il Papa ha già ripreso a lavorare durante il giorno, è quello da cui si affaccia per la preghiera con i fedeli riuniti nella sottostante Piazza San Pietro”, ha fatto sapere la Sala stampa del Vaticano lasciando così intendere che il piano ‘nobile’ del Palazzo apostolico tradizionalmente abitato dai Papi sarà destinato alla parte meno privata della giornata per il ricevimento degli ospiti.
(Adnkronos) - Negli ultimi anni aprire una Partita Iva in Italia non è mai stato così strategico. Ed il 38%, quindi quasi 4 lavoratori su 10 scelgono di avviare la propria attività nei primi tre mesi dell’anno. Secondo l’analisi di Fidocommercialista (https://fidocommercialista.it/), servizio di consulenza fiscale specializzato in lavoratori autonomi e microimprese condotta su quasi 9mila clienti, sempre più freelance e aspiranti imprenditori stanno scegliendo di avviare la propria attività tra gennaio e marzo, all’inizio dell’anno. Una tendenza che non nasce dal caso, ma da un’attenta valutazione fiscale e finanziaria. Gennaio, febbraio e marzo rappresentano il momento ideale per iniziare con il piede giusto, sfruttando al massimo le agevolazioni fiscali e pianificando meglio i flussi di cassa. "Il momento in cui si apre una partita Iva può fare davvero la differenza -spiega Nicola Primieri, co-founder FidoCommercialista- anche poche settimane di anticipo o ritardo possono tradursi in migliaia di euro di imposte in più o in meno nei primi anni di attività". Il regime forfettario, oggi accessibile fino a 85.000 euro di ricavi annui, prevede un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni per chi risponde ai requisiti di 'start-up'. Un dettaglio spesso trascurato è che le agevolazioni quinquennali decorrono per periodi d’imposta, non in base ai mesi effettivi di attività. Aprire a novembre o dicembre significa quindi 'consumare' un anno intero di aliquota ridotta per poche settimane di lavoro. "Chi inizia a gennaio sfrutta il regime agevolato per intero, pianifica meglio i ricavi e ha più controllo sui flussi di cassa - continua Primieri di FidoCommercialista - aprire a fine anno, al contrario, può comportare contributi immediati e scadenze fiscali attive, senza che l’attività produca reddito sufficiente". La scelta del momento giusto si lega anche ai trend di mercato. Sempre più professionisti puntano al lavoro autonomo, spinti dalla trasformazione digitale e dalla possibilità di lavorare in settori in rapida crescita. Tra i più dinamici: sviluppo software e intelligenza artificiale; marketing digitale e creazione di contenuti; consulenza e formazione online ed e-commerce e servizi digitali. "Sono ambiti in cui l’investimento iniziale è contenuto, ma le possibilità di crescita sono elevate", aggiunge Primieri. "La Partita Iva diventa così lo strumento naturale per intercettare nuove opportunità, con flessibilità e autonomia", spiega ancora. Aprire una Partita Iva non è solo una formalità burocratica: dietro a una scelta apparentemente semplice si nascondono dettagli fiscali che possono fare la differenza tra un avvio vantaggioso e un’inutile perdita economica. Il team di FidoCommercialista segnala tre errori ricorrenti che molti contribuenti commettono senza accorgersene. Sottovalutare il valore temporale delle agevolazioni fiscali. Non basta guardare l’aliquota: il vero vantaggio del regime forfettario sta nel tempo. Le agevolazioni hanno una durata limitata e, se si apre la Partita Iva troppo tardi nell’anno, si rischia di “consumare” un periodo di tassazione ridotta per pochi mesi di attività. "Molti non si rendono conto che ogni anno conta, e che posticipare l’apertura significa ridurre drasticamente il beneficio fiscale complessivo", spiega Primieri di FidoCommercialista. Spesso si crede che aprire a dicembre sia un modo per bloccare il regime agevolato, ma nella maggior parte dei casi è una strategia poco efficiente. Chi inizia a fine anno deve comunque sostenere contributi previdenziali e scadenze fiscali, spesso senza avere ricavi concreti. "Aprire a fine anno ha senso solo se ci sono già contratti o flussi di entrate certi -avverte Primieri- altrimenti si rischia di pagare subito per guadagnare poco". Non coordinare regime fiscale e tempistica di apertura. Infine, uno degli errori più frequenti è considerare la scelta del regime fiscale separatamente dal momento di apertura. In realtà, le due decisioni sono strettamente collegate: un regime vantaggioso può diventare inefficiente se scelto nel periodo sbagliato dell’anno. "Separare queste scelte porta spesso a risultati subottimali", sottolinea il referente di FidoCommercialista. "Pianificare insieme regime e tempistica significa massimizzare le agevolazioni e ridurre rischi e sorprese". conclude.
(Adnkronos) - Un’infrastruttura utilizzata quotidianamente dalla comunità in grado di produrre energia green: con il nuovo impianto fotovoltaico da 789 kWp installato sulle pensiline del parcheggio del Forum di Assago, Cap Evolution ha sviluppato un modello innovativo di produzione di energia rinnovabile integrato nello spazio urbano, senza consumare ulteriore suolo. Un intervento che riduce il ricorso a fonti fossili e valorizza superfici già esistenti trasformandole in un asset energetico, con benefici ambientali e operativi concreti. L'intervento valorizza un asset strategico per la comunità in vista del 2026, anno in cui il Forum di Assago (Milano ice skating arena) diventerà una delle sedi ufficiali della sfida olimpica invernale. L'impianto di Cap Evolution contribuisce così a presentare la struttura all'appuntamento con i massimi standard di sostenibilità. Realizzato all'interno di un progetto di oltre 6 milioni di euro di investimento che prevede una potenza totale di oltre 4.000 kWp sviluppato da Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato, nell’ambito di un progetto di cooperazione pubblico-pubblico orientato alla decarbonizzazione. Un esempio che rafforza la strategia di decarbonizzazione del Gruppo e ne evidenzia l’approccio all’innovazione: soluzioni integrate che uniscono energia rinnovabile, modernizzazione delle infrastrutture e gestione responsabile delle risorse. "Questo progetto -spiega Alessandro Reginato, direttore generale di Cap Evolution- dimostra come le infrastrutture urbane, se progettate in modo integrato, possano diventare leve concrete della transizione energetica. Con l’impianto fotovoltaico installato sulle pensiline del parcheggio, Cap Evolution ha valorizzato superfici già impermeabilizzate e pienamente inserite nel tessuto cittadino, trasformandole in un asset energetico a supporto della decarbonizzazione. È un esempio di come innovazione, sostenibilità e modernizzazione delle infrastrutture possano convergere in soluzioni replicabili, in grado di generare benefici ambientali, economici e operativi duraturi per il territorio". Il parco fotovoltaico sorge sulle pensiline del parcheggio C del Forum, adiacente al depuratore di Assago, in una soluzione perfettamente integrata nel tessuto urbano che collega direttamente il luogo di produzione dell’energia al sito di consumo, valorizzando gli spazi già esistenti. L'intervento è stato realizzato su superfici asfaltate già impermeabilizzate, senza ulteriore consumo di suolo. Le nuove pensiline fotovoltaiche del parcheggio sono realizzate con una struttura in acciaio e poggiano su supporti di bilanciamento in cemento armato, progettati per garantire stabilità e sicurezza. Ogni modulo copre due posti auto ed è disponibile in due configurazioni, con lunghezze di 61,40 metri e 93 metri, entrambe con una larghezza di 10,60 metri. La copertura è a falda unica (inclinata in un solo verso), una scelta che favorisce il deflusso dell’acqua piovana e rende più semplice la manutenzione. I supporti, posizionati a un interasse di 8,20 metri, assicurano solidità all’insieme senza richiedere interventi invasivi sulla pavimentazione esistente. Da un punto di vista tecnico, l’impianto ha una potenza complessiva di 789,48 kWp ed è composto da 1.548 moduli fotovoltaici in silicio monocristallino, ciascuno con potenza di picco pari a 510 Wp. Il sistema di conversione dell’energia include tre inverter, due da 225 kW e uno da 300 kW lato Ac, progettati per garantire efficienza e affidabilità nel tempo. L’intervento completato da Cap Evolution nel parcheggio del Forum fa parte del master plan fotovoltaico di Gruppo Cap. All’interno dell’area del depuratore di Assago, uno degli impianti principali del gruppo, che consuma ogni anno tra 9 e 10 GWh di energia elettrica, sono già presenti pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva di 832,53 kWp, installati sui tetti degli edifici e su superfici a livello del suolo. Con il completamento delle pensiline e degli altri lavori realizzati nel corso del 2025, la capacità totale raggiunge 1.622 kWp, producendo circa 1,9 GWh di energia autoconsumata dal depuratore e contribuendo a ridurre il ricorso a fonti fossili. L'opera comporta inoltre un risparmio annuo superiore a 370.000 euro e una significativa diminuzione delle emissioni climalteranti associate al funzionamento dell’impianto. Il completamento del parco fotovoltaico all’interno del parcheggio del Forum si inserisce in un quadro più ampio di interventi avviati sul territorio di Assago, che comprendono anche la riqualificazione di aree urbane soggette ad allagamenti attraverso soluzioni ispirate alle 'nature based solutions'. Il progetto si inserisce tra gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e della sostenibilità delle infrastrutture esistenti, generando benefici ambientali, economici e sociali duraturi per la comunità locale.