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(Adnkronos) - Mahmood lascia l'Italia. Il cantante ha annunciato la sua volontà di trasferirsi in Spagna, a causa delle troppe attenzioni e pressioni che sente nel nostro Paese. "Mi trasferisco in Spagna", ha detto alla rivista Butt, "voglio trascorrere più tempo camminando liberamente per strada, per pensare ai miei drammi, senza essere perseguitato". Uno dei motivi principali, insomma, è l'attenzione dei fan nei suoi confronti, con Mahmood che ha quindi rivelato di non saper gestire al meglio la fama: "A me non piace quando la gente mi riprende mentre ballo", ha spiegato, "magari sono ubriaco, non voglio fare brutta figura davanti a una telecamera che mi riprende". Poi un paragone piuttosto esemplare: "Mi sento come una tigre bianca in uno zoo". Ecco perché lo stop ai concerti e l'assenza dalle piattaforme, con nessun brano in uscita: "Ho smesso di andare in tour e di pubblicare canzoni. Ho davvero bisogno di tempo per trovare un'ispirazione nuova, una visione che voglio condividere con il mio pubblico", ha spiegato. Poi Mahmood un episodio che reputa emblematico per spiegare il suo disagio in Italia: "Una volta ho fatto sesso con una persona, e dopo mi ha detto: 'I miei figli sono tuoi grandi fan'. E io allora ho pensato: 'Cosa?', non sapevo cosa stava succedendo, ma nel complesso mi stavo divertendo". "Non ho mai sentito il bisogno di nascondere la mia vita sessuale", ha spiegato raccontando la sua omosessualità, "sono stato fortunato, ho una mamma davvero brava. LaLei è stata la mia più grande fortuna nella vita". Mahmood ha ripercorso i suoi inizi musicali raccontando dei tanti rifiuti: "Mi hanno trattato come uno schifo", ha rivelato, "volevano che pubblicassi una canzone terribile, super pop. Mi dicevano che dovevo ascoltare quello che passava alla radio". Poi il successo con 'Soldi', che ha vinto il festival di Sanremo nel 2019: "Nessuno credeva in quella canzone. Dicevano 'Carina, strana”. Ma è diventata la canzone italiana più ascoltata in streaming di tutti i tempi".
(Adnkronos) - Andrea Mignanelli, manager con una trentennale esperienza nei servizi per il credito, assume la presidenza di Klaro, la piattaforma che facilita l'accesso ai finanziamenti e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese italiane grazie all’Intelligenza artificiale. Andrea Mignanelli vanta un’importante carriera nel settore, prima in McKinsey, poi come fondatore di Jupiter, e quindi dal 2019 al 2024 è stato amministratore delegato del Gruppo Cerved. Klaro è una piattaforma che, grazie a collegamenti sicuri con conti bancari, cassetto fiscale e altre fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate e Riscossione, Camera di commercio, Inps, etc), velocizza la richiesta di finanziamenti attraverso la raccolta di tutti gli elementi necessari per l’istruttoria creditizia, generando il Klaro profile, e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese attraverso un unico cruscotto. Il Klaro profile è un set documentale standard, certificato e sempre aggiornato che consente a banche e intermediari di effettuare istruttorie sicure in pochi minuti, invece che in settimane. Questo risponde alla necessità di fare incontrare domanda e offerta di credito nel contesto italiano in cui, nonostante l’ottima infrastruttura dati sulle imprese, i prestiti bancari alle piccole società sono calati del 40% dal 2014 al 2025. "Sono entusiasta - dichiara Andrea Mignanelli - di questa nuova avventura. In Klaro ho trovato le risposte ai due principali problemi che da anni affliggono gli imprenditori italiani: difficile accesso al credito e gestione amministrativa complicata. La nostra missione è aiutare gli imprenditori a valorizzare al meglio la propria azienda e ottimizzare le risorse finanziarie. Combinando l'avanzata infrastruttura dati del Paese con la tecnologia AI specialistica di Klaro, facciamo la differenza nel rapporto tra impresa e filiera del credito".
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.