INFORMAZIONIDaniel PerugiagoFLUENT Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale Ruolo: Sales Director Italy & Internal Sales Coach Area: Sales Management Daniel Perugia |
INFORMAZIONIDaniel PerugiagoFLUENT Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale Ruolo: Sales Director Italy & Internal Sales Coach Area: Sales Management Daniel Perugia |
(Adnkronos) - Andrew Mountbatten-Windsor ricevette in prestito 12 milioni di sterline (quasi 14 milioni di euro) dai suoi genitori e dal fratello Charles per risarcire Virginia Giuffre che lo accusava di violenza sessuale, e non ha ancora restituito nulla. La regina Elisabetta sborsò 7 milioni di sterline (circa 8 milioni di euro) per l'accordo del 2022, mentre altri 3 milioni di sterline (3,5 milioni di euro) provenivano dal patrimonio del principe Filippo, un anno dopo la sua morte. L'allora principe Carlo pagò circa 1,5 milioni di sterline (poco più di 1,700 milioni di euro) con l'aiuto anche di altri membri della famiglia reale, per fermare il caso di abusi sessuali della Giuffre. Una fonte ha dichiarato al Sun: "Andrew non ha restituito un centesimo". Il piano dell'allora duca di York di vendere uno chalet in Svizzera per ripagare la famiglia fallì dopo che non ricavò quasi nulla dalla vendita. Andrew avrebbe utilizzato i proventi derivanti dalla cessione della proprietà da 19 milioni di sterline (22 milioni di euro) per restituire le somme prestate e che aveva utilizzato per mettere a tacere Virginia. Sembra tuttavia che Andrea abbia guadagnato poco o niente, poiché lo chalet, situato nell'elegante località turistica svizzera di Verbier, era gravato da un pesante debito ipotecario. "Per quanto ne sappiamo, non ha ancora restituito un solo centesimo dei milioni presi in prestito - ha detto la fonte al tabloid - Il denaro della famiglia reale le ha comprato il silenzio, ma ha negato a Virginia la possibilità di contestare apertamente in tribunale la sua versione dei fatti". I Windsor accettarono di finanziare l'accordo, convinti che ciò avrebbe contribuito a porre fine allo scandalo in vista del Giubileo di Platino del febbraio 2022. "Andrew ha mentito alla sua stessa famiglia sulla portata della relazione con Jeffrey Epstein - ha aggiunto la fonte - Hanno finanziato il pagamento alla sua accusatrice Virginia Giuffre. Hanno creduto alle sue bugie e lo hanno aiutato a cercare di risolvere il problema. Sua madre, la defunta regina, rimase addolorata per lo scandalo. Ma non poteva sopportare di bandire Andrea, che era ancora il suo amato figlio". "Sapeva che il problema sarebbe stato successivamente affrontato dal fratello Charles, una volta che lei se ne fosse andata, e questo non fece altro che rinviare lo scandalo - prosegue la fonte - La gente rimarrà scioccata nello scoprire che così tanto denaro proviene dal patrimonio di suo padre, il principe Filippo, morto un anno prima. Il duca di Edimburgo non si sarebbe mai aspettato che i suoi risparmi sarebbero finiti per essere spesi per mettere a tacere le accuse". Virginia ha affermato di essere stata costretta a fare sesso con Andrew tre volte dal pedofilo Epstein, la prima quando aveva 17 anni. Andrew ha sempre negato qualsiasi illecito, ma pagò alla Virginia, che si è suicidata lo scorso aprile all'età di 41 anni, un risarcimento extragiudiziale di 12 milioni di sterline nel marzo 2022.
(Adnkronos) - Omney, la startup che combina l’educazione e la consulenza finanziaria indipendente, ha raccolto 510.000 euro in un round pre-seed Safe. Guidata da Alessandro Pedone, consulente finanziario indipendente con oltre vent'anni di esperienza nel settore e Riccardo Zanetti, youtuber con 500mila iscritti e divulgatore finanziario, Omney conta una community di oltre 35mila persone. Oltre al round appena chiuso, la startup ha lanciato il suo primo corso che, in soli 7 giorni, ha generato 450mila euro di fatturato, mentre la guida gratuita sugli investimenti realizzata dall'azienda è stata scaricata da più di 30.000 utenti. Pensato come un vero e proprio ecosistema capace di guidare l’utente in un rapporto consapevole con il denaro, Omney lavora su tre livelli: l’educazione finanziaria, la piattaforma tecnologica e la consulenza finanziaria one to one. L’educazione finanziaria dà la possibilità all’utente di avere una formazione pratica e accessibile attraverso corsi certificati e realizzati da consulenti finanziari autonomi iscritti all'albo Ocf (l’organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti finanziari). La piattaforma tecnologica, che sarà lanciata ad aprile 2026, sarà uno strumento utile a tracciare la totalità del proprio patrimonio - dagli investimenti alle criptovalute, dagli immobili ai conti correnti, dalle assicurazioni alla previdenza complementare - identificando così costi nascosti e ottimizzandone l'allocazione. Con la consulenza finanziaria one to one, infine, attraverso una rete selezionata di consulenti finanziari indipendenti iscritti all'albo Ocf, sarà possibile avere sessioni individuali per analisi puntuali fino a pacchetti di 6-12 mesi con onboarding di 2-3 ore e follow-up trimestrali. Omney è pensato per un ampio target: chi parte da zero, certo, ma anche chi ha già investimenti e nessun piano o, ancora, chi ha un patrimonio importante ma disperso. Con la chiusura del round, la startup potenzierà le priorità strategiche dell'azienda. Il 70% del ricavato sarà investito nello sviluppo della piattaforma tecnologica anche attraverso l’inclusione di 2 nuove persone nel team per velocizzare lo sviluppo e ampliare e migliorare il nostro database di dati finanziari. Il 20% sarà dedicato alla comunicazione e al marketing non solo potenziando l’attività organica nei social media con contenuti gratuiti e divulgativi per avvicinare ed educare le persone al mondo della finanza e degli investimenti, ma anche attraverso un evento fisico che ha l’ambizione di diventare la più grande manifestazione di educazione finanziaria in Italia. Infine, il 10% sarà dedicato agli aspetti legali e di compliance: dopo l'ottenimento dell'iscrizione all'albo Ocf, stiamo continuando l'interazione con i regolatori per rendere le procedure organizzative e offrire consulenze finanziarie indipendente più facili e sicure. Omney rappresenta un’innovazione nel campo della consulenza e dell’educazione finanziaria in un Paese come l'Italia che, secondo i dati Ocse, è tra gli ultimi in Europa per alfabetizzazione finanziaria. “Il denaro deve - spiega Riccardo Zanetti - essere visto come uno strumento per comprare libertà d’azione e tempo. Un patrimonio ben gestito permette a una famiglia di avere il controllo sulla propria vita, di fare scelte in libertà anziché per bisogno. Per anni ho fatto divulgazione su YouTube, ma mancava un ecosistema completo che accompagnasse le persone dalla formazione alla gestione concreta del proprio patrimonio, senza conflitti di interesse e costi irrazionali". Un modello di business non tradizionale. Guardando agli operatori del settore, i numeri delineano uno scenario in cui dei circa 53.000 consulenti finanziari iscritti all'albo Ocf (di cui circa 36.000 attivi), solo 741 sono consulenti finanziari indipendenti che operano in modalità fee-only, senza provvigioni sui prodotti (dati Relazione Annuale Oc 2024). La stragrande maggioranza lavora per banche, sim o reti con mandato, guadagnando commissioni sui prodotti collocati. “Omney invece - dice Alessandro Pedone - opera senza vendere o collocare prodotti finanziari: questo elimina alla radice il conflitto d'interesse del modello tradizionale, dove chi consiglia guadagna commissioni su ciò che vende. Il nostro modello di business è diverso: la piattaforma è remunerata esclusivamente dai clienti attraverso abbonamenti alla piattaforma e parcelle di consulenza (modello fee-only). Mai da banche, SGR o case di investimento. Non vendiamo prodotti, non abbiamo accordi commerciali con nessun intermediario. I nostri consulenti sono remunerati solo dai clienti, esattamente come un avvocato o un commercialista. Invertiamo la logica tradizionale: il cliente ci paga direttamente per la consulenza, quindi il nostro unico interesse è tutelare i suoi interessi”.
(Adnkronos) - Come gli anni passati l'Istituto nazionale tributaristi (Int) aderisce all'iniziativa 'M'illumino di Meno 2026', giunta alla XXII edizione. Gli studi dei tributaristi Int spegneranno le luci e ogni supporto elettronico, non essenziale, alle ore 18,00 di lunedì 16 febbraio per partecipare attivamente e supportare gli scopi della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e della campagna radiofonica della trasmissione Caterpillar su Rai Radio2. Una piccola iniziativa, quella dei tributaristi, "ma significativa, per riflettere sul problema energetico, soprattutto in questo contesto di guerre e di riduzione di investimenti sulla transizione ecologica. Grazie pertanto a chi ci ricorda problematiche spesso al di fuori della nostra quotidianità, ma che invece sono parte vitale proprio della nostra quotidianità. Avere consapevolezza del problema energetico è estremamente importante, dare un segnale di attenzione è necessario. I tributaristi Int ci sono", spiega la nota. Il presidente dell’Int, Riccardo Alemanno ha dichiarato: “Aderisco all'iniziativa promossa dall'Istituto nazionale tributaristi (Int) a sostegno della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e della campagna radiofonica della trasmissione Caterpillar su Rai Radio2, come presidente nazionale l'ho chiesto alle mie colleghe e ai miei colleghi e io ho già aderito, consapevolmente, per non dimenticare l’importanza vitale del problema energetico”.