INFORMAZIONICrescenzo AbbateChi è: Managing Partner |
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(Adnkronos) - "Non ho mai visto niente del genere da un aereo prima d'ora". Lo ha scritto Chiara Ferragni filmando una tempesta dal finestrino durante il volo di ritorno dalla vacanza in Africa. In una storia pubblicata sui social network, l'imprenditrice non ha nascosto la paura per la quantità di fulmini che hanno illuminato la notte durante il volo. Un rientro a casa un po' movimentato e culminato con un caffé rovesciato sui jeans. I dieci giorni trascorsi in Namibia sono stati invece perfetti. "Questo viaggio in Namibia - scrive l'influencer in inglese - non è stato solo un'avventura: per me ha significato chiudere un cerchio. Mi sono trovata a contatto con la natura, mi sono sentita presente e amata e ho capito davvero perché le cose dovevano andare in un certo modo per essere 1000% più felice e me stessa di quanto io sia mai stata". Ferragni ha raccontato di aver pianto di felicità durante questo viaggio che ha definito "uno dei più belli che ho mai fatto".
(Adnkronos) - Dal legno al tessile, dagli arredi alle superfici, prende il via l’appuntamento con la Milano Design Week, l’evento più importante del design mondiale e che chiama a raccolta ogni anno il meglio del panorama italiano e internazionale. Un momento di aggregazione e confronto che assume un significato ancora più rilevante se si considera il complicato contesto socio-politico. Ma perché le aziende non rinunciano a questa vetrina e vengono da ogni parte del pianeta per esserne protagonisti? Ecco le testimonianze di alcuni dei protagonisti della kermesse milanese. "Con la Design Week focalizzata sui materiali - conferma Giampiero Mariottini, Marketing Manager dello storico brand di pavimentazioni lignee Listone Giordano - rimettere al centro il legno per noi significa celebrare una materia ancestrale e vitale. Al punto da spingere progettisti e designer a mettersi alla prova con il nostro rovere delle foreste francesi, creando strutture effimere nate per essere costruite e de-costruite. Un invito alla riflessione sulla circolarità: il legno come elemento che si trasforma, custode di memoria e promessa di futuro, capace di evolvere senza mai perdere il proprio valore intrinseco". "In occasione della Milano Design Week 2026, con la curatela di Seed Festival, vi invitiamo a partecipare - prosegue - a un’esperienza interattiva dedicata al valore etico e sociale del costruire. Grazie alla collaborazione con l’artista Raffaele Salvoldi, Build un-Build trasformerà la Listone Giordano Arena in uno spazio di ricerca e sperimentazione. Progettisti, architetti, studenti e appassionati saranno invitati a scomporre, ricomporre, giocare e riflettere sull’importanza del costruire secondo una visione sostenibile; 200 elementi costruttivi in Rovere di Fontaines saranno a disposizione di ogni partecipante per offrire la possibilità di immaginare un nuovo modo di fare architettura. Tra gesto, materia e dialogo – conclude - l’esperienza indaga il rapporto tra progetto, natura e processo creativo, trasformando il costruire in un atto condiviso, consapevole e aperto alla sperimentazione continua”. Il tema della materia emerge come vera e propria chiave di lettura trasversale dell’intera manifestazione. “Oggi la materia sta tornando al centro del progetto, come abbiamo sempre creduto, non più come scelta finale ma come punto di partenza”, afferma Fabio Pecora, Ceo e founder di Materia 2.0, spazio di ricerca e materioteca più completa d’Italia. “È qui - rimarca - che si definiscono identità, atmosfere e qualità dello spazio, non solo nella forma. Per molto tempo è stata considerata un elemento tecnico, quasi neutro, di supporto. Oggi invece diventa un linguaggio: attraverso superfici, texture e accostamenti si costruiscono narrazioni progettuali sempre più complesse e consapevoli. Osserviamo un cambiamento culturale: cresce l’attenzione verso l’origine dei materiali, i processi produttivi e il loro ciclo di vita. Naturale, artificiale, artigianale e industriale non sono più categorie contrapposte, ma parti di un dialogo continuo che arricchisce il progetto". "In questo contesto, Materia 2.0 lavora per promuovere una vera e propria cultura della materia, intesa come ambito di ricerca, confronto e diffusione della conoscenza, mettendo in connessione progettisti, aziende e filiere produttive. Da questa visione nasce la materioteca di via Marco Polo a Milano, concepita come una vera e propria enciclopedia. Il ruolo del progettista evolve insieme: diventa centrale la capacità di interpretare e mettere in relazione i materiali, trasformandoli in un’esperienza concreta, tangibile. Il valore della materia oggi sta proprio qui: nella sua capacità di generare significato, oltre che funzione, di essere al tempo stesso origine, contenuto e linguaggio del progetto”, aggiunge. Ma il ritorno alla materia non è solo linguaggio progettuale: è anche una presa di posizione sul tema della durata. “Per Mobitec, la Milano Design Week rappresenta un passo importante, ma anche consapevole”, assicura afferma Nils Hensen, Head of Marketing Mobitec, marchio belga di arredamento specializzato in sedute e tavoli contemporanei. “In un contesto in cui il design - continua - è spesso guidato dalla novità, crediamo che vi sia un valore crescente nel creare oggetti fatti per durare, sia nei materiali che nel modo in cui le persone li vivono nel tempo. Ecco perché il tema del ‘materiale’ ci sta particolarmente a cuore. I materiali non riguardano solo l’estetica o l’innovazione, ma anche la responsabilità. Essi determinano la durata, il comfort e l’impatto ambientale di un prodotto". "Per noi, lavorare con i materiali - spiega - significa fare scelte che resistano alla prova del tempo, piuttosto che seguire tendenze di breve durata. Milano svolge un ruolo unico in questo contesto. Rimane il luogo in cui la cultura del design viene definita e allo stesso tempo messa in discussione. Essere presenti qui ci permette di condividere la nostra prospettiva: un approccio più equilibrato tra creatività e longevità, tra espressione e scopo. Con il nostro debutto a Brera, vogliamo contribuire con un intento chiaro: presentare un design che non sia solo visto, ma con cui si viva”. “La partecipazione alla Milano Design Week rappresenta per Optimum Surfaces, leader nelle settore delle grande lastre in grès porcellanato, un momento altamente strategico, non solo per presentare la capsule The Crystals, ma per affermare una visione evoluta della superficie come elemento centrale del progetto. In un’edizione dedicata alla 'materia', il brand ribadisce infatti un approccio che da sempre guida il proprio sviluppo: trasformare il grès porcellanato in una superficie capace di interagire con luce, spazio e architettura. Il formato 1840×3300 mm di Optimum Surfaces, il più grande disponibile a livello internazionale, è il fulcro di questo posizionamento: non un semplice prodotto, ma una piattaforma progettuale che consente continuità materica, riduzione delle fughe e massima libertà compositiva. L’ampiezza delle lastre Optimum riduce gli scarti e rende più razionale l’utilizzo del materiale, offrendo al settore soluzioni progettuali uniche. Questo approccio combina sostenibilità, prestazioni produttive e libertà creativa, rispondendo con concretezza alle esigenze di architetti, interior designer e industria del mobile", dichiara Davide Mularoni, presidente Gruppo Del Conca. "La partecipazione al Salone del Mobile di Milano, incluso il contesto di EuroCucina, permette a Optimum Surfaces - sottolinea - di presentare queste superfici in ambienti reali e progettuali, evidenziando come tecnologia, estetica e performance possano convivere in ogni contesto, dalla cucina agli spazi living più ampi. All’interno del Gruppo Del Conca, Optimum Surfaces si distingue come realtà ad alto contenuto tecnologico e di ricerca, capace di coniugare innovazione produttiva e valore estetico. In questo contesto, l’Italia si conferma mercato chiave per cultura progettuale e know-how industriale, mentre Milano si impone come capitale indiscussa del design, un hub internazionale dove intercettare tendenze, costruire relazioni e rafforzare il posizionamento del brand su scala globale”. Punta invece tra l’incontro tra sostenibilità, design e sentimenti, la design week di Arredo3, conosciuto produttore di arredi per la cucina che da oltre 40 anni promuove un design inclusivo. “Per noi sostenibilità e design - affermano rispettivamente Ivano Fistani (presidente e ad) e Aldo Pizzolato (ad) - sono temi importanti e complessi. Possiamo dire che noi cerchiamo di privilegiare materiali sempre riciclabili, come il vetro e l’alluminio, o che nascono da ragionamenti attenti a non sfruttare all’eccesso la natura. Il Pet riciclato è un esempio, ma lo sono anche le lastre ceramiche che usiamo, provenienti da un’elaborazione tecnologica di materie naturali come argilla o rocce granitiche. Una di queste è proprio abbinata al Pet riciclato Bali come top in Fior di viola 4D Sapienstone. È una nuova tecnologia che permette di simulare alla perfezione anche la vena passante perché la riproduzione dell’effetto marmo interessa l’intera massa e non solo la superficie. Un plus in termini di estetica pregiata e anche di attenzione alla natura, a nostro modo di vedere". Una concezione che ritorna anche nel leit motif dell’evento milanese: 'È A-More. Arredo3 is more': è il titolo dell’installazione - conferma l’azienda - preparata per il Fuorisalone. Il progetto racconta l'innamoramento come forza capace di attrarre e coinvolgere le persone, un'idea espressa anche nel nostro nuovo spot 'innamorati in cucina'. Al centro ci sono materiali autentici, un'esperienza di cucina che coinvolge tutti i sensi e un forte legame con il territorio. Gli stessi principi guidano anche il rinnovamento del nostro store di via Solferino, che invitiamo a visitare durante il Fuorisalone". Quando si parla di materiali, il tessile riveste un ruolo fondamentale con due visioni. Per Il brand Stepevi, realtà turca specializzata in tappeti di lusso, “la Milano Design Week rappresenta un momento importante, è un’occasione in cui creatività, artigianalità e legami umani che si fondono in un modo che per noi riveste un significato particolare", racconta Ayşegül Yürekli Şengör, co-founder di Stepevi. "Quest’anno, con 'A Softer World', realizzato in collaborazione con la designer Alfhild Külper, abbiamo voluto esplorare la dimensione emotiva dei materiali, trasformando i nostri scarti di filato - osserva - in un’installazione collettiva che si evolve grazie alla partecipazione. Crediamo che i materiali siano portatori di memoria, cura e intenzione, e che il design abbia il potere di creare un legame più profondo tra le persone, gli spazi e i materiali che li plasmano. Per noi, partecipare alla Milano Design Week non significa solo celebrare il design, ma anche contribuire a un più ampio scambio culturale e creare esperienze che connettano le persone più profondamente al mondo che le circonda". Tornando in Italia, Somma1867, che da oltre 150 anni rappresenta l’eccellenza tessile Made in Italy, conferma anche per quest’anno la presenza al Salone del Mobile. “Siamo lieti di presentare le ultime collezioni per progetti residenziali e di ospitalità di lusso. Insieme alle collezioni continuative dei nostri rasi e al mondo della lana pregiata delle coperte e plaid rivisitate con nuove lavorazioni jacquard e colori di tendenza, proponiamo la capsule collection sviluppata in collaborazione con Laboratorio Avallone, ispirata all’opera Chrysalis dell’artista Gennaro Avallone. La capsule collection traduce il concetto di trasformazione dell'opera d'arte in raffinati tessuti per la camera da letto e l’arredo, espressi attraverso jacquard scultorei, trame artigianali e una sofisticata palette di tonalità naturali”, dice Massimo Moltrasio, direttore dell’ufficio stile e prodotto e titolare insieme ai fratelli Michele e Francesca. Somma 1867, con sede nel distretto di Como e radicata in uno dei distretti manifatturieri più prestigiosi d'Europa, combina tradizione artigianale, ricerca e innovazione di tessuti di lana e cotone e design contemporaneo. Il forte legame con il Lago di Como, sinonimo mondiale di eleganza e stile di vita raffinato, contraddistingue l'identità del marchio che ne riflette la ricerca di bellezza, di autenticità e di cura dei dettagli. “Dal Lago di Como al mondo, Somma1867 presenta una visione contemporanea del lusso radicata nella tradizione, nel territorio e nell'inconfondibile stile italiano. Per celebrare i valori del marchio abbiamo deciso di allestire il nostro stand come un museo. Trame è il nome del concept, un racconto visivo che mostra i valori dell’heritage di Somma1867, il suo stile inconfondibile e il ritorno a ritmi lenti", fa notare Massimo Moltrasio. Punta invece sulla forza del team e sull’essenza dell’Essere Progetto Zenucchi Design Code, che costruisce la propria installazione sotto la direzione artistica dell’architetto Massimo Castagna insieme a una rete di aziende partner che condividono la stessa visione del design contemporaneo. “Il progetto è un campo di tensione, non un atto lineare, ma uno spazio dinamico - commenta Castagna - in cui forze diverse si incontrano, si oppongono e si trasformano. È il luogo in cui il sapere tecnico dialoga con l’intuizione e in cui la materia smette di essere un semplice supporto per diventare un interlocutore attivo, capace di orientare le scelte, suggerire direzioni, imporre limiti e aprire nuove possibilità. Gli oggetti che emergono da questa tensione non sono semplici elementi funzionali, ma presenze: oggetti speciali, in cui visione e competenza si intrecciano fino a diventare inseparabili. Sono esiti di un sapere artigianale evoluto, in cui il gesto tecnico si affina fino a farsi cultura e la cultura si traduce in forma”.
(Adnkronos) - Il ruolo delle proteine animali nell’evoluzione umana, il loro valore nutrizionale, ma anche sociale e l’importanza che esse rivestono nella tutela di quel rapporto sempre più fragile fra uomo, nutrimento e ambiente: questi i temi discussi durante l’incontro che si è tenuto oggi al Parlamento europeo organizzato dal think tank Competere in partnership con l’associazione Carni Sostenibili. Al centro dell’evento il volume “A spasso con Lucy. Perché mangiamo come parliamo. Virtù e valore delle proteine animali” (Guerini e Associati) scritto da Pietro Paganini con la collaborazione di Carola Macagno. Il libro è un viaggio lungo l’evoluzione umana per scoprire l’importanza delle proteine animali nella storia dell’uomo e per dimostrare che se l’uomo è diventato ciò che è, questo è accaduto anche grazie alla carne. Compagna d’eccezione in questo percorso Lucy, la nostra paleo-antenata vissuta più di 3 milioni di anni fa. (VIDEO) All’evento insieme all’autore del volume, Pietro Paganini, ha partecipato Elisabetta Bernardi, biologa nutrizionista, specialista in scienze dell’alimentazione e docente di Biologia della nutrizione presso l'Università degli studi di Bari. Intervenuti durante la tavola rotonda sui temi del volume anche gli eurodeputati Stefano Cavedagna, Benoît Cassart, Carmen Crespo Díaz e Dario Nardella. Ha aperto l’evento l’eurodeputato Carlo Fidanza. Ha moderato l’evento il giornalista ambientale, Andrea Bertaglio. La carne come “motore” dell’evoluzione. Nel corso dei secoli la carne ha contribuito all’evoluzione della specie umana: l’alimentazione onnivora e adattiva dei nostri antenati ha portato ad un aumento della massa cerebrale, ha contribuito allo sviluppo della postura eretta e all’implementazione del linguaggio, ha concorso alla nascita delle comunità e all’uso di precisi strumenti, in una parola il modo in cui l’uomo si è nutrito ha avuto un ruolo determinante nella nascita della civiltà. Oggi però, una delle caratteristiche proprie dell’uomo, l’essere onnivoro, viene messa in dubbio e con essa anche il valore delle proteine animali. Sul ruolo della carne e sulla necessità di rimettere al centro del dibattito la scienza, senza cedere ai pregiudizi è intervenuto Pietro Paganini: "Lucy, la nostra antenata più nota, ci accompagna in un viaggio alle origini dell’alimentazione umana, ricordandoci il ruolo cruciale delle proteine animali nello sviluppo del cervello e della nostra specie. Oggi, paradossalmente, questo patrimonio viene messo in discussione. Ridurre il cibo a ‘buono’ o ‘cattivo’ non è scienza, è semplificazione. Con ‘Lucy’ riportiamo il dibattito su evidenze, evoluzione e libertà di scelta". Il libro non trascura neppure gli aspetti ambientali connessi alla produzione di carne e li affronta da una prospettiva scientifica grazie al contributo di Giuseppe Pulina professore di Etica e Sostenibilità degli Allevamenti all’Università di Sassari e presidente di Carni Sostenibili. “L’agricoltura, e perciò anche la zootecnia che le appartiene, rappresenta da sempre l’unica attività produttiva che contemporaneamente emette gas climalteranti, e li rimuove dagli ecosistemi. È importante notare a questo proposito che le filiere delle produzioni agroalimentari in Europa hanno ridotto il proprio impatto da gas serrigeni di oltre il 18% tra il 1990 e il 2021 - spiega nel volume Pulina - e questo è stato possibile grazie al miglioramento tecnologico che ha garantito maggiore efficienza dei sistemi produttivi primari e un minore consumo di risorse sia per unità funzionale che globalmente e, pertanto, assicurando un parallelo abbattimento dei carichi ambientali”. Sul valore della carne nell’alimentazione umana, Elisabetta Bernardi ha aggiunto: “La sua introduzione nella dieta ha rappresentato un passaggio importante perché ha aumentato la densità nutrizionale dell’alimentazione, cioè la quantità di nutrienti essenziali disponibili per unità di cibo. Questo ha reso disponibili amminoacidi essenziali, ferro eme, vitamina B12 e zinco in forma altamente biodisponibile”. E sulla cosiddetta “transizione proteica”, cioè sull’idea che le proteine animali possano essere sostituite con quelle vegetali senza alcun effetto sul valore e l’apporto nutrizionale, Bernardi ha spiegato “il rischio è di ridurre una realtà biologicamente complessa a una semplice sostituzione tra alimenti. L’essere umano si è evoluto in un contesto onnivoro, senza escludere alimenti, ma integrandoli". Durante la tavola rotonda l’eurodeputato Stefano Cavedagna è tornato sul valore culturale della carne “Oggi più che mai assistiamo a una cultura del sospetto verso la carne e le tradizioni alimentari consolidate, promossa da ideologie ultra-ambientaliste che dimenticano l’equilibrio tra scienza, salute e rispetto dell’ambiente. Da emiliano-romagnolo conosco e sono fiero delle nostre filiere ed eccellenze; leggere “A spasso con Lucy” significa riscoprire le radici della nostra civiltà e comprendere come l’alimentazione, in particolare le proteine di origine animale, abbia plasmato l’uomo e le comunità nel corso della storia". Un richiamo alla necessità di momenti di incontro che rimettano al centro la verità scientifica è arrivato, invece, dall’eurodeputato Dario Nardella "Il cibo non può diventare terreno di battaglia ideologica. Il libro 'A spasso con Lucy' riporta la scienza al centro: le proteine animali fanno parte della storia evolutiva dell'umanità e oggi continuano a svolgere un ruolo essenziale in una dieta equilibrata e sana. È proprio per questo che la presentazione di questo libro al Parlamento europeo è un momento importante: abbiamo bisogno di spazi in cui la scienza possa dialogare con la politica, lontano dai dogmi e dalle semplificazioni". Nel corso dell’incontro si è affrontato anche il rapporto fra uomo, ambiente e nutrizione, e la necessità di tornare a sostenere e promuovere un “cibo naturale”, come valore della nostra cultura e come antidoto a un’alimentazione che rischia di perdere definitivamente il legame con la terra. Su questo tema Benoît Cassart, allevatore, deputato europeo e presidente dell’Intergruppo Sustainable Livestock, ha detto: “Cucinare elementi provenienti dalla natura è una delle prime attività dell’umanità. Eppure, oggi abbiamo in gran parte perso il legame con l’origine dei nostri alimenti. Molti bambini non sanno più, per esempio, che il pane deriva dal grano. Parallelamente, il consumo di alimenti ultra-processati continua ad aumentare. Questa evoluzione è accompagnata anche da una crescente messa in discussione delle proteine animali, come il latte e soprattutto la carne. Diventa essenziale ristabilire un legame con l’origine della nostra alimentazione e valorizzare una cucina più semplice e consapevole”.