(Adnkronos) - Tesseramento e campagna referendaria. Sono questi i temi al centro della conferenza stampa convocata dalla Cgil per mercoledì 9 aprile, alle ore 11.30, presso la sede nazionale della Confederazione, in Corso d’Italia 25, a Roma. Presenti il segretario generale, Maurizio Landini e il segretario organizzativo, Luigi Giove. Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati e analizzati gli ultimi dati del tesseramento. L’incontro con i giornalisti sarà anche l’occasione per fare il punto sulla campagna referendaria e presentare 'Futura 2025', che si terrà l’11 e il 12 aprile presso la Camera del Lavoro di Milano e che avrà come titolo: 'Il voto è la nostra rivolta'. Una 'due giorni', voluta dalla Cgil, per dare voce a idee, proposte e confronti su voto e partecipazione. Un appuntamento che, di fatto, darà il via alla campagna in vista dei referendum dell’8 e 9 giugno su lavoro e cittadinanza.
(Adnkronos) - Questa mattina, nell’aula magna del rettorato dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli in Caserta, Brunello Cucinelli ha ricevuto, da parte del dipartimento di Architettura, il dottorato di ricerca honoris causa in 'design per il made in Italy: identità, innovazione e sostenibilità' per le sue 'abilità imprenditoriali ed il suo indubbio valore umano e spirituale', come ha precisato il magnifico rettore professor Gianfranco Nicoletti. Il presidente esecutivo e direttore creativo dell’omonima azienda Brunello Cucinelli, da sempre amante dell’arte, dell’architettura e dell’estetica, ha tenuto la sua Lectio doctoralis dal titolo 'Il Genius loci', maestro delle arti alla presenza di un parterre d’eccezione. Oltre al magnifico rettore, hanno assistito alla lectio il ministro dell’Università e della ricerca della Repubblica italiana, Anna Maria Bernini, la professoressa Ornella Zerlenga, direttore del dipartimento di Architettura e disegno industriale, la professoressa Alessandra Cirafici, coordinatrice del suddetto dottorato di ricerca di interesse nazionale che coinvolge anche altri prestigiosi atenei (tra cui Siena, Firenze, Venezia, Napoli e Urbino), nonché l’intero senato accademico, i rettori di altre università che hanno voluto generosamente essere presenti, tanti studenti e numerosi giornalisti e amici da tutto il mondo. Lo stesso prestigioso ateneo, che con i suoi sedici dipartimenti valorizza un significativo patrimonio architettonico composto da complessi storici monumentali (ex monasteri, conventi e abbazie) sette-ottocenteschi, aveva già ospitato nell’ottobre del 2017 lo stilista umbro per una Lectio magistralis molto apprezzata sulla dignità morale ed economica dell’essere umano. "Il conferimento del dottorato di ricerca honoris causa a Cucinelli – ha detto il rettore dell’ateneo Vanvitelli, Gianfranco Nicoletti – vuole essere un doveroso riconoscimento da parte della nostra istituzione ed ha una doppia valenza. Da un lato è l’attribuzione di un importante titolo per chi come lui ha portato ai più alti livelli il made in Italy, quale perfetto ambasciatore dell’eleganza italiana come sintesi di cultura e tradizione, nonché imprenditore illuminato e sensibile e dalle eccezionali capacità di innovazione". "Ma dall’altro, Cucinelli - ha continuato Nicoletti - è anche il portatore di messaggi di grande valore soprattutto per i nostri giovani universitari: è possibile creare un’impresa che rispetti l’essere umano in quanto tale. È fattibile, come afferma egli stesso, una forma di capitalismo umanistico, contemporaneo ma con forti radici antiche, dove il profitto non rechi offesa ad alcuno, ma venga utilizzato anche per migliorare significativamente la condizione umana attraverso la creazione di servizi e luoghi di rilevanza culturale, che siano fautori di promozione umana e sociale. Alla luce di tutto ciò, Cucinelli risulta essere il candidato privilegiato per il nostro dottorato in 'design per il made in Italy: identità, innovazione e sostenibilità'". Nella prolusione di questa mattina Brunello Cucinelli, trattando di bellezza e custodia dello 'Spirito dei luoghi', come pure di capitalismo umanistico e umana sostenibilità, ha parlato del germogliare di un’umanistica rivoluzione che può portare, con i giovani, alla conquista di un tempus novum. Ha sottolineato l’importanza di dedicare il giusto tempo alla cura della propria anima, affinché ciascuno possa coltivarne la crescita spirituale in armonia con il creato. Tutto questo è ciò di cui si ha bisogno per ricercare il giusto equilibrio tra profitto e dono, tra economia ed etica, nel rispetto della dignità di tutti gli esseri umani. Ai tanti giovani presenti Brunello Cucinelli ha voluto trasmettere fiducia, nel segno della speranza in un futuro gioioso affidato alle loro menti e ai loro cuori, alleggeriti dal “mal dell’anima” che ci accompagna per la vita, anche quando si sa guardare la povertà con un occhio diverso e all’ascolto del dolore di coloro che attraversano un momento di difficoltà. "Mi sento particolarmente onorato per aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento, che mi piace immaginare come un tributo alla famiglia ed in particolare ai nipotini, che ogni giorno al lavoro e a casa rallegrano la mia anima - ha detto Brunello Cucinelli - I greci sapevano che mente e anima sono entrambe necessarie alla persona umana, e per questo avevano Apollo e Dioniso. Soprattutto ai giovani, protagonisti di una nuova umanistica rivoluzione all’alba di un Tempus novum, spetta di seguire la saggezza greca, sintetizzata nelle frasi iscritte sul Tempio di Delfi: 'Conosci te stesso', e 'Nulla di troppo'”. "Così, umanisticamente, potranno provare il sentimento che porta all’emozione, all’immaginazione e alla creatività. Diceva Vitruvio che un’architettura deve essere solida, utile e bella. A questo paradigma mi sono ispirato sentendomi un poco 'architetto dell’impresa', per aver conferito le qualità peculiari suggerite dal grande architetto e trattatista augusteo - ha continuato - A Solomeo abbiamo provato ad ascoltare il Genius loci, maestro delle arti nella conservazione ed edificazione del borgo e della valle. Questo è il dono immenso che ci dà l’architettura. L’Università degli studi della Campania porta non a caso il nome di un raffinatissimo architetto, Luigi Vanvitelli, che ha progettato la meravigliosa Reggia di Caserta. Egli, illuminato dal gusto del rinnovamento classico, ha fatto ammirare in tutto il mondo il magnifico stile italiano". "Per questo guardo alle università come al fertile terreno di coltura dei saperi, nutrimento dello spirito oltre che della mente, alimentando dentro di me una devozione per chi è impegnato nella preziosa opera culturale della loro trasmissione. Grazie, grazie di cuore a questo bellissimo ateneo, al suo sapiente senato accademico e allo stimato rettore Nicoletti per un dono così unico e speciale che custodirò con gioia e riconoscenza", ha concluso.
(Adnkronos) - Non solo la Marmolada, il ghiacciaio simbolo delle Dolomiti. Nei prossimi decenni potrebbero ridursi, fino a sparire, anche gli altri ghiacciai di queste montagne. A sostenerlo uno studio realizzato dall'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) e dall'Università Ca' Foscari Venezia, appena pubblicato sulla rivista The Cryosphere. Hanno collaborato alla ricerca il Comitato Glaciologico Italiano, la Società Meteorologica Alpino-Adriatica, l'Arpa Veneto, il Servizio geologico di Danimarca e Groenlandia, l'Università tecnica della Danimarca, l'Università Roma Tre e l'Università del Quèbec a Montreal. "Le Dolomiti sono state oggetto di numerosi studi in ambito geologico, geomorfologico e sulla biodiversità. Tuttavia, i ghiacciai di questa regione sono spesso rimasti ai margini dell'esplorazione scientifica, ad eccezione del ghiacciaio della Marmolada, il più esteso della zona - spiega Renato R. Colucci, ricercatore del Cnr-Isp e coautore del paper - Nonostante le informazioni sui ghiacciai delle Dolomiti fornite dalle due edizioni dei catasti dei ghiacciai italiani del 1962 e del 2015, i dati disponibili in merito alla loro evoluzione nel corso del tempo sono stati finora estremamente frammentari, e spesso sono stati solo qualitativi, soprattutto per quanto riguarda le loro variazioni di volume. Il nostro è il primo lavoro a presentare una stima pluridecennale (dagli anni '80 al 2023) della variazione topografica e del bilancio di massa degli attuali ghiacciai montani presenti nelle Dolomiti". Un risultato raggiunto in due step: per il periodo dagli anni '80 al 2010 è stata impiegata la tecnica Structure from Motion (Sfm) applicata ad immagini aeree storiche; dal 2010 al 2023 invece si è fatto uso anche di immagini con droni (Uav) e acquisizioni Light Detection and Ranging (Lidar) da elicottero, che hanno permesso un'elevata risoluzione e accuratezza. Al 2023, ultimo anno preso in esame dallo studio, si contavano 9 ghiacciai, anche se la frammentazione del ghiacciaio della Marmolada in 4 corpi glaciali distinti, porta il numero totale a 12. "L'area totale di questi ultimi 12 ghiacciai è passata da poco più di 4 km quadrati negli anni '80 a poco meno di 2 km quadrati oggi, con una perdita del 56%, di cui il 33% dal 2010 - precisa Andrea Securo, dottorando dell'Università Ca' Foscari Venezia e coautore dello studio - Complessivamente abbiamo riscontrato una diminuzione della superficie topografica media dei ghiacciai di 28,7 metri dal 1980 al 2023, di cui il 33% tra il 2010 e il 2023. Il ghiacciaio che ha subito la riduzione maggiore è quello della Fradusta, che ha visto una diminuzione di spessore medio di 50 metri ed una riduzione areale del 90%". I dati sulle temperature sono stati elaborati per lo studio assieme ad Arpa Veneto che ha quantificato un aumento di +2.0°C, circa +0.5°C per decade negli ultimi 40 anni. Al contempo i dati mostrano anche un certo aumento delle precipitazioni nevose ma solo in alta quota, fenomeno che, avvertono i ricercatori, non è stato sufficiente a colmare la maggiore fusione dovuta a estati sempre più lunghe e più calde. In conclusione, lo studio mette in luce che in tutta l'area, il 66% dell'intera perdita di volume è attribuibile al solo ghiacciaio della Marmolada. "Oggi le aree di accumulo dei ghiacciai delle Dolomiti si trovano al di sotto della linea di equilibrio glaciale alpina, un indicatore del fatto che, nel giro di pochi decenni, questi ghiacciai scompariranno o si frammenteranno in piccoli corpi glaciali senza dinamica. Il loro destino appare purtroppo inevitabile anche assumendo una stabilizzazione del clima sui valori medi degli ultimi 30 anni (1991-2020)", concludono gli autori.