(Adnkronos) - Novità per le bollette della luce, cambiare gestore in 24 ore diventerà più semplice. Ma non per tutti. In un momento in cui si guarda con crescente attenzione al peso delle bollette, aggravato in queste settimane dalle tensioni per la guerra in Medio Oriente e dai nuovi rialzi registrati sui mercati energetici, la novità approvata da Arera merita particolare attenzione. Come si fa e chi può farlo: ecco la guida. "La deliberazione 58/2026/R/eel, adottata il 3 marzo 2026, riforma infatti il processo di cambio fornitore dell’energia elettrica. La logica è chiara: rafforzare il diritto del cliente finale a scegliere il proprio venditore in tempi più rapidi, proprio mentre il contesto internazionale torna a incidere direttamente sui costi dell’energia”, afferma Ivan Meo di Immobiliare.it. Il cambio in 24 ore non è immediato per tutti: la prima precisazione da fare è temporale. Le nuove disposizioni non sono operative da subito: i nuovi processi troveranno applicazione dal 1° dicembre 2026, mentre fino al 30 novembre 2026 resta in piedi il vecchio impianto regolatorio. Sul piano sostanziale, Arera recepisce l’impostazione europea secondo cui il cliente deve poter cambiare venditore nel più breve tempo possibile e, comunque, entro tre settimane dalla richiesta, mentre la procedura tecnica di cambio deve chiudersi entro 24 ore di un giorno lavorativo. Va comunque precisato che il passaggio non si esaurisce con la firma del nuovo contratto: prima devono essere compiuti passaggi preparatori, soprattutto di verifica dei dati e di controllo delle condizioni del punto di prelievo. C’è poi un’altra delimitazione molto rilevante: la corsia rapida è costruita intorno ai clienti finali domestici. Infatti, come precisato dal comma 6.2 dell’Allegato A1 si richiede che, tra le condizioni propedeutiche alla richiesta veloce: la fornitura sia a uso domestico; che il punto sia attivo e non sospeso; che non vi siano richieste di indennizzo in corso sul punto di prelievo. Quindi, così come concepita, la riforma è pensata per accelerare soprattutto il cambio fornitore delle famiglie, non per aprire indistintamente una porta a tutte le utenze. E, soprattutto, il provvedimento riguarda il settore elettrico; non introduce, allo stato, un analogo meccanismo generalizzato per il gas. Andando nel dettaglio della riforma, viene previsto anche un nuovo assetto dei controlli preliminari. L’allegato A1 prevede infatti che, dopo la conclusione del contratto con il nuovo venditore, la controparte commerciale debba trasmettere al Sistema informativo integrato (piattaforma centrale del settore energia, gestita da Acquirente unico) una richiesta di preliminary check, indicando almeno il codice Pod, i dati identificativi del cliente finale e quelli dell’utente del dispacciamento responsabile dei prelievi. In questa fase il sistema verifica la corrispondenza tra il Pod e l’anagrafica del cliente, ammettendo anche una minima tolleranza. In caso di esito positivo, entro due giorni lavorativi il gestore del Sistema Informativo Integrato mette a disposizione del richiedente una serie di dati che sono decisivi per capire se il cambio potrà viaggiare sulla corsia veloce oppure no. Tra questi figurano: la natura domestica o non domestica della fornitura; la correttezza dell’abbinamento tra Pod e cliente; l’indicazione di eventuali risoluzioni contrattuali in corso; l’eventuale sospensione della fornitura per morosità; l’eventuale richiesta di indennizzo: il mercato di provenienza e persino le date delle richieste di sospensione o di precedenti cambi fornitore negli ultimi 12 mesi. Da qui si apre il bivio tra richiesta veloce e ordinaria. Nel primo caso è ammessa solo se ricorrono tutte le condizioni del comma 6.2 dell’Allegato A1: uso domestico, punto attivo non sospeso, assenza di richieste di indennizzo e, se necessario, autorizzazione o silenzio assenso del nuovo utente del dispacciamento e ammissibilità o silenzio assenso dell’impresa distributrice; Se, invece, tali condizioni non risultano tutte soddisfatte, si passa alla richiesta ordinaria, che conserva tempi più ampi. In altre parole, la riforma non elimina la distinzione tra casi semplici e casi problematici: la rende più razionale e più leggibile. La Direttiva europea, nel recepimento nazionale, consente all’Autorità di introdurre misure per contrastare comportamenti opportunistici dei clienti morosi, inclusa la possibilità di limitare il cambio fornitore, salvo i casi in cui siano state attivate procedure di contestazione o conciliazione sulle bollette. La delibera non blocca indiscriminatamente ogni cliente con una posizione irregolare, ma costruisce un filtro ancorato a indicatori oggettivi come la sospensione del punto per morosità o la presenza di richieste di indennizzo. Dunque, la libertà di cambiare gestore resta, ma non può trasformarsi in uno strumento per aggirare obblighi economici già maturati.
(Adnkronos) - Si chiude con 60.581 visitatori e più di 2.000 aziende la 24ª edizione di Mecspe, la fiera internazionale di riferimento per l’industria manifatturiera, organizzata da Senaf e tenutasi a BolognaFiere. Per tre giorni i padiglioni della manifestazione hanno riunito imprese, tecnologie e competenze provenienti da tutta la filiera industriale, trasformandosi in uno spazio vivo e partecipato, dove incontri, relazioni e confronto diretto hanno dato forma a nuove opportunità di business e collaborazione per il settore. Con i suoi 13 saloni tematici e 18 iniziative speciali, Mecspe ha offerto ancora una volta una panoramica completa delle principali filiere produttive, riunendo in un unico spazio imprese, fornitori di tecnologie, centri di ricerca e professionisti dell’industria. La manifestazione si conferma così una piattaforma di incontro e confronto per il settore, capace di favorire il dialogo tra aziende e la nascita di nuove collaborazioni lungo tutta la filiera manifatturiera. Tra gli stand e lungo le corsie si è respirata con chiarezza l’energia di un comparto che continua a investire, confrontarsi e progettare il futuro: una community fatta di imprenditorialità, visione e competenze, che in fiera trova il contesto naturale per rafforzare relazioni professionali, costruire sinergie e sviluppare nuovi progetti. In questo contesto, i dati dell’Osservatorio Mecspe, realizzato in collaborazione con Nomisma, restituiscono la fotografia di un comparto che continua a dimostrare solidità: quasi 8 imprese su 10 hanno chiuso il 2025 con un fatturato in crescita o in linea rispetto al 2024, segnale di un settore che guarda al 2026 con rinnovata fiducia, continuando a puntare su innovazione, competenze ed efficienza produttiva per rafforzare la propria competitività. L’edizione 2026 ha inoltre confermato la crescente dimensione internazionale della manifestazione. La presenza di 340 aziende in esposizione provenienti da più di 20 Paesi e la partecipazione di buyer e operatori da diversi mercati esteri testimoniano il ruolo sempre più rilevante di Mecspe nel panorama industriale europeo. Una dimensione che ha contribuito ad ampliare ulteriormente le occasioni di confronto e di business, rendendo la manifestazione un punto di contatto concreto tra imprese, tecnologie e mercati. La fiera si rafforza così come punto di incontro internazionale per il manifatturiero e come piattaforma capace di favorire il dialogo tra imprese, tecnologie e mercati a livello globale. Accanto all’innovazione tecnologica e al networking tra imprese, la formazione rappresenta uno dei pilastri centrali di mecspe. In un contesto in cui la difficoltà di reperire risorse qualificate e competenze adeguate rappresenta una sfida trasversale per tutto il settore manifatturiero, la manifestazione ha sviluppato negli anni diverse iniziative e spazi dedicati, coinvolgendo scuole, enti di formazione, istituzioni e imprese con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra industria e nuovi talenti. Anche su questo fronte, la fiera si è confermata non solo luogo espositivo, ma ecosistema di crescita, orientamento e scambio tra generazioni, esperienze e professionalità diverse. In questa direzione si è inserito il progetto Mecspe Young & Career, l’area pensata per valorizzare il talento e favorire l’incontro tra aziende e nuove generazioni di professionisti dell’industria 5.0. Al suo interno, l’Innovation Tour for Skills, promosso da ART-ER – Attrattività Ricerca Territorio, ha offerto ai giovani partecipanti l’opportunità di entrare in contatto diretto con le imprese espositrici dell’Emilia-Romagna attraverso visite guidate tra gli stand alla scoperta di tecnologie e processi produttivi. Spazio anche alla Piazza della Formazione 5.0, realizzata in collaborazione con la Fondazione Its A. Cuccovillo, che ha coinvolto studenti e aziende del settore educational in attività dimostrative e di orientamento. Tra le iniziative più apprezzate anche l’Unità Dimostrativa “Dalla plastica alla forma”, che ha visto gli studenti del Cnos-Fap accompagnare i visitatori lungo l’intero processo produttivo di un righello, dalla progettazione al prodotto finito, offrendo un esempio concreto di come la collaborazione tra scuola e impresa sia fondamentale per lo sviluppo delle competenze tecniche richieste dal mercato. “Mecspe si conferma ogni anno come il luogo in cui la manifattura italiana misura la propria capacità di evolvere e guardare avanti – ha dichiarato Ivo Alfonso Nardella, presidente di Senaf e del Gruppo Tecniche Nuove – In un contesto internazionale complesso, ciò che emerge con forza è l’imprenditorialità resiliente delle nostre imprese: aziende che continuano a investire in tecnologia, competenze e innovazione non solo per rispondere alle sfide del presente, ma per costruire nuove opportunità di crescita. Mecspe rappresenta proprio questo: una piattaforma di incontro e di visione dove l’industria può confrontarsi, fare rete e trasformare il cambiamento in sviluppo concreto per il manifatturiero.” L’appuntamento è ora con la 25ª edizione di Mecspe, in programma dal 3 al 5 marzo 2027 a BolognaFiere, pronta a consolidare ulteriormente il proprio ruolo come piattaforma strategica per l’industria manifatturiera, favorendo l’incontro tra imprese, tecnologie e competenze e accompagnando il settore nelle sfide del futuro.
(Adnkronos) - Gruppo Cap conquista il Top Utility Award Assoluto, il riconoscimento più prestigioso assegnato alle utility italiane. Il premio è stato conferito oggi a Milano nell’ambito della presentazione del XIV Rapporto Althesys “Cambiare per crescere”, ospitata a Palazzo Turati. Il premio viene attribuito all’azienda che ha registrato le migliori performance complessive tra le 100 maggiori utility italiane, sulla base di un ampio insieme di parametri che includono sostenibilità, efficienza operativa, solidità economico-finanziaria, innovazione e capacità di generare valore per il territorio. Assegnato da Althesys, il premio Top Utility è considerato il principale riconoscimento nazionale per il settore dei servizi pubblici locali. Oltre alla vittoria del premio principale, Gruppo Cap è stata inserita nella cinquina finale di altre due categorie strategiche, il Top Utility Award Esg e il Top Utility Award Territorio & Comunità. Un traguardo che certifica la solidità del modello industriale di CAP, valorizzando da un lato l’impegno verso comunità e stakeholder, dall’altro la qualità del percorso di rendicontazione di sostenibilità, rafforzato dalla scelta di adottare volontariamente i criteri Esrs previsti dalla direttiva europea Csrd anche nell’attuale contesto di evoluzione normativa. "Ricevere il premio Assoluto nell’edizione dedicata al tema “Cambiare per crescere” ci riempie di orgoglio ed è il riconoscimento del lavoro di tutte le persone di Gruppo CAP - afferma Yuri Santagostino, presidente esecutivo dell’azienda -. In un settore complesso come il nostro, innovazione tecnologica ed equilibrio finanziario devono procedere di pari passo con la cura del territorio e l’attenzione ai criteri Esg. Essere finalisti in tre categorie e ottenere il riconoscimento più prestigioso di questa XIV edizione dimostra che il nostro approccio integrato, basato su investimenti sostenibili e ascolto delle comunità, è la strada giusta per generare valore reale per il Paese".