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(Adnkronos) - “Questa è la quinta edizione di una manifestazione che ha saputo crescere negli anni in maniera incredibile, facendo passi da gigante. La fiera si presenta oggi con numeri da record: oltre 550 espositori e un profilo sempre più internazionale, un dato fondamentale sottolineato dal 25% in più di presenze dall'estero”. Lo ha detto il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, intervenendo questa mattina a Verona all’inaugurazione di LetExpo, la manifestazione fieristica organizzata da Alis Service in collaborazione con la stessa Veronafiere. “Con 60mila metri quadri espositivi e 5 padiglioni interamente occupati - evidenzia Bricolo - è stato fatto un lavoro straordinario da parte di Alis Service e di Alis nell'organizzare un evento che è riuscito a crescere in modo sorprendente. Chi si occupa di fiere sa bene che una manifestazione ha bisogno di tempo per radicarsi e crescere. Eppure - osserva - questa realtà è riuscita a inserirsi subito nel calendario internazionale, diventando un punto di riferimento assoluto per il mondo dei trasporti e della logistica sostenibile. Non si tratta solo di un'area espositiva all'interno del quartiere fieristico - si sofferma - ma di un vero e proprio hub di confronto diretto con il mondo delle istituzioni e con tutti gli stakeholder del settore. Abbiamo oltre 100 relatori per entrare nel merito di tutte le sfide che questo comparto sta affrontando in questo momento”. Sfide, come le guerre, le crisi internazionali geopolitiche e le varie tensioni, che condizionano inevitabilmente i settori coinvolti nella fiera, “ma la forza di Alis - incalza il presidente di Veronafiere - è anche quella di essere un punto di riferimento nelle istituzioni. Per questo - aggiunge - vedrete in questi giorni molti dibattiti con gli interlocutori più importanti, tra cui sottosegretari, viceministri, ministri, rappresentanti di porti, interporti e aeroporti, oltre ai direttori generali dei vari ministeri. Sono tutti qui a Verona per interagire con gli operatori del settore e trovare le soluzioni necessarie”. Il primo ad essere presente nel giorno dell’inaugurazione è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. “La sua presenza è molto importante e richiesta da tutti gli operatori - dice Bricolo - avere un ministro che ci mette la faccia anche nei momenti meno facili, offrendo il supporto e l'appoggio di tutto il Governo a un settore che deve rimboccarsi le maniche e dare il massimo, è un segnale di estrema rilevanza”, conclude.
(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica mai realizzata sul padel segna un nuovo standard per l’innovazione sportiva data-driven. Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo In effetti il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale, ma alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. "Per noi - osserva Marco Coffinardi, fondatore e ceo di Floky - era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. E' un approccio ingegneristico, non estetico. Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance". "Il valore - aggiunge Roberto Nembrini, co-founder e cso di Floky - risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita".
(Adnkronos) - “L'Italia è un Paese emergente dopo il fenomeno della saturazione dei Flapd europei, gli hub di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino dedicati ai data center”. A dirlo, in occasione di Key – The Energy Transition Expo a Rimini, è Virginia Canazza, esperta di Data Center e partner di Key To Energy, advisory firm specializzata nella consulenza relativa alle attività della filiera dell’energia. (VIDEO) La kermesse, in svolgimento fino al 6 marzo nei padiglioni della fiera di Rimini e firmata Ieg - Italian Exhibition Group, si conferma punto di riferimento per gli attori della transizione energetica in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo. “Il tasso di crescita dei data center è sostenuto, circa il 16-20% all'anno, con il 68% concentrato in Lombardia, in particolare nell’area di Milano - prosegue - Ad oggi, i consumi sono pari a circa 4,5 Twh, corrispondenti a circa un gigawatt di potenza elettrica installata e 600 megawatt di potenza It. Il trend di crescita potrà essere ancora più sostenuto nel prossimo futuro, arrivando a richiedere una copertura energetica da due a quattro volte superiore all’attuale fabbisogno entro il 2030. Circa 1,6 gigawatt di nuovi progetti, guardando alla pipeline di quelli in fase avanzata di sviluppo, potranno essere operativi entro il 2028-2029. Il trend di crescita italiano relativo ai data center” pone il Paese in una condizione di competitività “rispetto ai trend monitorabili a livello europeo e globale”. Nata nel 2007 per supportare partner pubblici e privati nel percorso di evoluzione del sistema energetico, nell’attuazione delle scelte, nel monitoraggio dei risultati e nel rispetto dei principali indicatori di sostenibilità, Key to Energy ha da allora realizzato oltre 1.000 progetti, per un totale di 40.000 MW e un controvalore di 20 miliardi di euro, collaborando con i principali attori industriali e finanziari del settore energetico. Sostenuta da una profonda conoscenza delle dinamiche aziendali e di mercato; l'advisory firm è in grado di sviluppare soluzioni tailor-made ad alto valore aggiunto, progettate per ottimizzare l’efficienza energetica, valorizzare le energie rinnovabili e mitigare i rischi. “I data center, come grandi centri di consumo che stanno evolvendo verso dimensioni sempre maggiori con una velocità di sviluppo che va accentuandosi, vedono l'energia come un asset strategico - spiega - Sono molteplici le opzioni per un approvvigionamento energetico nel mercato italiano che siano competitive e sostenibili e che possano anche mitigare l'esposizione a una sempre crescente volatilità dei mercati - precisa - Ci sono strumenti patrimoniali basati sull'acquisizione e la proprietà di asset di generazione per coprire i propri consumi ma sono disponibili anche schemi commerciali che, attraverso contratti di medio-lungo termine, possono mitigare l'esposizione al rischio del mercato”. Quando “i centri di consumo si sviluppano con una velocità maggiore di quello che è l'adeguamento infrastrutturale del sistema, si pongono delle tematiche relative alla necessità di uno stretto coordinamento” volto all’integrazione delle reti esistenti con “quelle della transizione energetica, e quindi delle rinnovabili - conclude - e con questa nuova componente di domanda. Per massimizzare i benefici, l’evoluzione e l'integrazione progressiva e sostenibile devono basarsi su un approccio sinergico”.