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Dolce&Gabbana, cosa c'è dietro l'addio alla presidenza di Stefano Gabbana

(Adnkronos) - Dietro la nota asciutta con cui Dolce&Gabbana ha scelto di intervenire dopo l’indiscrezione di Bloomberg, si intravede una partita ben più ampia, che riguarda non solo gli equilibri interni della maison ma anche le trasformazioni profonde che stanno ...

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Iziwork, da automotive a gomma-plastica bene mercato somministrazione

(Adnkronos) - In un contesto di contrazione per il mercato della somministrazione di lavoro (–0,8% rispetto al 2024), Iziwork chiude il 2025 con risultati in controtendenza. A trainare le performance dell’azienda sono alcuni comparti particolarmente dinamici. In testa ...

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Gruppo Davines accelera crescita globale, Comfort Zone rilancia su longevità e skin tech

(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a ...

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Dolce&Gabbana, cosa c'è dietro l'addio alla presidenza di Stefano Gabbana

(Adnkronos) - Dietro la nota asciutta con cui Dolce&Gabbana ha scelto di intervenire dopo l’indiscrezione di Bloomberg, si intravede una partita ben più ampia, che riguarda non solo gli equilibri interni della maison ma anche le trasformazioni profonde che stanno attraversando l’intero settore del lusso. Le dimissioni dalla presidenza di Stefano Gabbana, formalmente effettive dal primo gennaio 2026 ma, secondo quanto filtrato, maturate già a dicembre e rese note solo ora, si inseriscono in un contesto di ridefinizione della governance che appare tutt’altro che casuale. Il passaggio di testimone, con Alfonso Dolce, fratello di Domenico Dolce, pronto ad assumere la presidenza, se rappresenta da un lato una scelta di continuità familiare, dall’altro appare come un possibile ponte verso una fase successiva ancora tutta da scrivere. Le voci, sempre più insistenti negli ambienti finanziari e della moda, parlano di un possibile ingresso nel gruppo di Stefano Cantino, manager con un lungo passato in Gucci e considerato un profilo capace di traghettare brand storici in fasi di transizione. Un’eventuale nomina segnerebbe un cambio di passo significativo. Anche il timing dell’operazione non è secondario. Il lusso, dopo anni di crescita quasi ininterrotta, sta vivendo una fase di rallentamento che non è più episodica ma strutturale. In questo scenario, anche realtà indipendenti e non quotate come Dolce&Gabbana si trovano a dover ripensare alcune scelte. Le indiscrezioni sulla ristrutturazione del debito, circa 450 milioni di euro, e sulla ricerca di nuova liquidità fino a 150 milioni, insieme alla possibile cessione di asset immobiliari e al rinnovo di licenze, vanno lette proprio in questa chiave: rafforzare la struttura finanziaria senza snaturare il Dna del brand. Resta poi il nodo più delicato, quello della quota del 40% in mano a Stefano Gabbana. L’ipotesi che lo stilista stia valutando il proprio futuro all’interno del gruppo apre scenari che vanno ben oltre la governance: dalla possibile apertura a nuovi investitori fino a una ridefinizione più profonda dell’assetto proprietario. L’altro fondatore, Domenico Dolce, detiene una quota pari mentre la restante parte è suddivisa tra Alfonso, Domenico e la sorella Dorotea. Nel frattempo, la comunicazione ufficiale insiste su un punto preciso: la continuità creativa. “Queste dimissioni non avranno alcun impatto sulle attività creative svolte da Stefano Gabbana per conto del gruppo”, spiega l'azienda. Un messaggio tutt’altro che secondario per un marchio la cui forza è sempre stata legata alla visione dei suoi due fondatori, in passato legati anche sentimentalmente. Sul tema del debito, al momento il gruppo preferisce non commentare, visto che la negoziazione con le banche è in corso.

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Iziwork, da automotive a gomma-plastica bene mercato somministrazione

(Adnkronos) - In un contesto di contrazione per il mercato della somministrazione di lavoro (–0,8% rispetto al 2024), Iziwork chiude il 2025 con risultati in controtendenza. A trainare le performance dell’azienda sono alcuni comparti particolarmente dinamici. In testa l’automotive, che segna un incremento record del 102% su base annua. Seguono il settore gomma-plastica, in crescita del 50%, e il turismo, che conferma il suo slancio con un +44%. Positivi anche i servizi (+33%) e il retail, che registra comunque un aumento dell’11%. Sul fronte delle professioni più richieste, spiccano i ruoli di sales assistant, figure commerciali e tecnici specializzati nei diversi comparti. Nel turismo, invece, la domanda si concentra su tutte le principali figure legate alla ristorazione e all’accoglienza. Guardando al futuro, Iziwork punta a un ulteriore sviluppo attraverso l’apertura di nuovi hub e il rafforzamento di divisioni specializzate. “Nel 2025 - commenta Alessia Giorio, worker acquisition manager - abbiamo osservato un mercato del lavoro dinamico, ma al tempo stesso più selettivo e segmentato rispetto al passato. In questo scenario, la differenza non è determinata solo dal volume delle candidature, ma dalla capacità di attivare rapidamente i canali più efficaci e intercettare candidati in linea con le esigenze delle aziende. I risultati ottenuti nei settori dei servizi, del retail e dell’hospitality confermano l’efficacia del nostro approccio, basato su una forte presenza sul territorio, sulla qualità dell’attraction e sulla vicinanza ai clienti. Oggi il recruiting richiede velocità, capacità di leggere i trend e una relazione continua con il mercato: sono questi gli ambiti su cui continueremo a investire”. Fondata in Francia nel 2018 e acquisita nel 2023 dal gruppo Proman, leader nel mercato del lavoro temporaneo e delle risorse umane, Iziwork è approdata in Italia nel 2020 introducendo un modello di business innovativo, fortemente basato sulla tecnologia. L’utilizzo di intelligenza artificiale e analisi dei dati in tempo reale consente infatti di ridurre tempi e costi nella ricerca del personale, posizionando l’azienda come partner strategico per le imprese. Dal 2021 è iniziato un percorso di espansione e consolidamento sul territorio italiano, con l’apertura dei primi otto hub regionali, tra cui Brescia, Bergamo, Torino, Parma, Pordenone, Verona, Roma, Ancona, oltre alla sede centrale di Milano. Un modello che permette di centralizzare le funzioni chiave e garantire una copertura territoriale più ampia rispetto alle agenzie tradizionali, mantenendo al contempo elevati standard di servizio. Attualmente Iziwork conta 110 dipendenti diretti e una presenza diffusa in diverse regioni italiane, tra cui Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Marche. E', inoltre, prevista una nuova apertura a Crema, a conferma del percorso di crescita intrapreso. www.iziwork.com

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Gruppo Davines accelera crescita globale, Comfort Zone rilancia su longevità e skin tech

(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a cambi costanti nel 2025, confermando un trend positivo sostenuto dall’internazionalizzazione e dal mercato professionale. Alla base di questo percorso, una visione precisa. “L’incrocio tra sostenibilità e performance è la ragione del gruppo Davines di esistere”, spiega il presidente Davide Bollati. Un approccio che va oltre il prodotto e si inserisce in un contesto più ampio: “La cosmetica italiana riesce a entrare nel profondo degli stili di vita delle persone, rappresentando una modalità unica del sistema Italia”. (VIDEO) All’interno di questo ecosistema si colloca Comfort Zone, divisione skin-care del Gruppo, che celebra 30 anni di attività puntando su innovazione scientifica e longevità della pelle. Un anniversario che segna un’evoluzione del brand, oggi sempre più orientato verso soluzioni rigenerative e tecnologie avanzate. Il filo conduttore è il collagene, al centro di nuove formulazioni e dispositivi per viso e corpo. Tra le innovazioni, il sistema Thermo Sculpt per la ridefinizione tridimensionale, che utilizza infrarossi e massaggio vibrazionale, e Longevilift, dispositivo multi-tech che integra diverse tecnologie per trattamenti personalizzati. “Oggi il tema della longevità la fa da padrone: è importante invecchiare bene, lavorando non solo sul viso ma anche sul corpo”, sottolinea Davide Manzoni general manager Italia e Spagna Comfort Zone. “Per farlo, oltre ai prodotti dedicati al collagene, è necessario utilizzare anche nuove tecnologie come gli infrarossi, che ripristinano il microcircolo e migliorano la qualità della pelle”. Accanto alle tecnologie, anche nuove soluzioni skincare, come la Body Strategist Collagen Cream con collagene biotecnologico e peptidi, e il Longevity Collagen+ Serum, pensato per stimolare la produzione di collagene e contrastare l’invecchiamento cutaneo. Ma a fare la differenza è un insieme di fattori. “Non è solo il prodotto che distingue, ma la ricerca, le materie prime, il nostro Davines Group Village di Parma e soprattutto le persone”, aggiunge Manzoni. “Siamo una realtà che, dopo 30 anni, ha ancora molte delle persone con cui è partita”. Un modello che unisce innovazione, identità e visione internazionale, e che conferma il ruolo di Davines e Comfort Zone tra i protagonisti di un settore in continua evoluzione.

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