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Salute, 11 aprile Giornata del Parkinson, appello neurologi: "Agire sui fattori di rischio"

(Adnkronos) - In occasione della Giornata mondiale del Parkinson che ricorre domani, 11 aprile, la Società italiana di neurologia (Sin) richiama l'attenzione su un messaggio chiave: oggi il Parkinson va affrontato con un approccio duplice e integrato, che ...

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Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, allarme aumento costi per crisi Iran, possibili rialzi dei listini

(Adnkronos) - L’aumento dei costi di produzione legati alla crisi del Golfo in Iran minaccia anche la mozzarella di bufala campana Dop. I produttori stanno subendo incrementi significativi in ogni passaggio della filiera e ...

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Marzo 2026 il quarto più caldo, temperature del mare quasi record

(Adnkronos) - Marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura di 1,48 °C superiore ai livelli preindustriali, e ha registrato la seconda temperatura superficiale del mare (Sst) a livello globale più calda mai rilevata, il ...

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Salute, 11 aprile Giornata del Parkinson, appello neurologi: "Agire sui fattori di rischio"

(Adnkronos) - In occasione della Giornata mondiale del Parkinson che ricorre domani, 11 aprile, la Società italiana di neurologia (Sin) richiama l'attenzione su un messaggio chiave: oggi il Parkinson va affrontato con un approccio duplice e integrato, che unisca prevenzione basata sui fattori di rischio e ricerca su nuove terapie, incluse quelle potenzialmente in grado di modificare la progressione della malattia. Il Parkinson - ricorda la Sin - è una delle principali malattie neurodegenerative ed è la seconda causa di disabilità motoria nell'adulto dopo l'ictus. La sua incidenza è in aumento e l'impatto sulla qualità della vita delle persone e sui sistemi sanitari è destinato a crescere nei prossimi anni. Le evidenze scientifiche mostrano che la malattia non è il risultato di una singola causa, ma nasce dall'interazione tra predisposizione genetica, esposizioni ambientali e stili di vita, che si accumulano nel tempo. "Oggi sappiamo che il Parkinson non è una malattia inevitabile né esclusivamente genetica - afferma Mario Zappia, presidente della Sin - E' il risultato di una serie di fattori che agiscono lungo il corso della vita, molti dei quali sono potenzialmente modificabili. Questo apre spazi concreti per una prevenzione più efficace". Tra i principali fattori di rischio riconosciuti rientrano l'età, alcune varianti genetiche, le esposizioni ambientali (come pesticidi, solventi industriali e inquinamento atmosferico), i traumi cranici, ma anche condizioni metaboliche quali diabete, ipertensione e sindrome metabolica, associate a una maggiore probabilità di sviluppare la malattia e a forme clinicamente più severe, spiegano i neurologi. Negli ultimi anni è cresciuta inoltre l'attenzione sul ruolo dell'infiammazione cronica e sul legame tra intestino e cervello. Accanto a questi elementi, esistono ambiti su cui è possibile intervenire, sottolinea la Sin. L'attività fisica regolare si conferma uno dei fattori protettivi più solidi, mentre un'alimentazione ispirata alla dieta mediterranea è associata a un rischio più basso e a un decorso più favorevole della malattia. Anche la qualità del sonno rappresenta un aspetto centrale nella tutela della salute cerebrale. "Agire sugli stili di vita significa intervenire prima che la malattia si manifesti pienamente - evidenzia Zappia - E' lo stesso modello che ha consentito risultati importanti nella prevenzione cardiovascolare e oncologica. Oggi dobbiamo applicarlo con la stessa determinazione anche alle malattie neurologiche". Parallelamente, la ricerca sul Parkinson sta attraversando una fase di grande fermento, rimarcano i neurologi. A livello globale sono in corso circa 200 studi clinici interventistici, che affiancano lo sviluppo di nuove terapie sintomatiche più selettive e meglio tollerate a un crescente impegno verso trattamenti potenzialmente modificanti la malattia. In questo ambito - cita la Sin - rientrano gli studi sugli anticorpi monoclonali diretti contro l'alfa‑sinucleina, sui farmaci mirati a specifici target molecolari come Lrrk2, e le terapie cellulari che hanno recentemente fornito risultati preliminari incoraggianti in termini di sicurezza e fattibilità. "Non siamo ancora di fronte a una cura definitiva - conclude Zappia - ma oggi disponiamo di una conoscenza molto più ampia dei meccanismi della malattia e di strategie concrete per rallentarne l’evoluzione. In attesa di terapie risolutive, la prevenzione resta lo strumento più solido per ridurre il numero di nuovi casi e guadagnare anni di salute neurologica".

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Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, allarme aumento costi per crisi Iran, possibili rialzi dei listini

(Adnkronos) - L’aumento dei costi di produzione legati alla crisi del Golfo in Iran minaccia anche la mozzarella di bufala campana Dop. I produttori stanno subendo incrementi significativi in ogni passaggio della filiera e l’allarme cherosene negli aeroporti mette a rischio anche l’export della Bufala Campana, che vale il 35% della produzione. Sono questi i nodi affrontati dal consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, riunitosi ieri per discutere della nuova emergenza. I numeri per la filiera sono allarmanti: logistica, materiali per confezionamento ed energia rappresentano le voci principali degli aumenti, con il record del gas, che ha registrato un picco di incremento di quasi il 70%. La somma di tutti questi costi impoverisce la filiera, che rischia il collasso, stretta tra le difficoltà produttive e il caro-carrello per le famiglie. Inoltre, il clima di incertezza rispetto agli scenari internazionali danneggia ulteriormente gli imprenditori del comparto, frenando progetti e generando instabilità. Il comparto della Dop aveva chiuso il 2025 in positivo, con una crescita del 3,35%, pari a 57.584 tonnellate prodotte di mozzarella di bufala campana Dop. “Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell’export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump”, commenta il presidente del Consorzio di tutela, Domenico Raimondo. “E' necessario un dialogo nuovo, in particolare con la distribuzione per evitare scelte al ribasso, che minano la competitività della nostra Dop. L’aumento dei costi di produzione incide lungo tutta la filiera, dunque, non ci dovremo sorprendere se nelle prossime settimane assisteremo a un rialzo dei listini, con l’obiettivo di continuare a garantire la qualità e la distintività della mozzarella di bufala campana”, dichiara il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.

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Marzo 2026 il quarto più caldo, temperature del mare quasi record

(Adnkronos) - Marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura di 1,48 °C superiore ai livelli preindustriali, e ha registrato la seconda temperatura superficiale del mare (Sst) a livello globale più calda mai rilevata, il che riflette una probabile transizione verso condizioni di El Niño. E' quanto fa sapere il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf). In Europa - avverte C3S - si è registrato il secondo mese di marzo più caldo mai rilevato, con condizioni più secche della media in gran parte del continente. Ciò è avvenuto dopo un febbraio più freddo della media ed eccezionalmente piovoso, con inondazioni diffuse, che ha segnato per il continente il terzo mese di febbraio più freddo degli ultimi 14 anni. Il mese di marzo è stato caratterizzato da condizioni di forte caldo e siccità anche in altre parti del mondo, come in alcune zone degli Stati Uniti e del Messico, in cui è si è assistito a un’ondata di caldo precoce senza precedenti e condizioni di siccità superiori alla media. Come è avvenuto già a febbraio, il C3S ha registrato forti contrasti nelle anomalie di temperatura, con valori sia superiori che inferiori alla media in tutto l’emisfero settentrionale. Nell’Artico, sia l’estensione massima annuale del ghiaccio marino che la media mensile di marzo hanno raggiunto i livelli più bassi mai registrati “I dati di Copernicus per il mese di marzo 2026 raccontano una storia che fa riflettere: una temperatura di 1,48 °C superiore a quella dei livelli preindustriali, l’estensione del ghiaccio marino artico più bassa mai registrata per marzo e temperature superficiali del mare che si avvicinano anch’esse ai massimi storici - osserva Carlo Buontempo, direttore del Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus presso l’Ecmwf - Ogni dato è di per sé impressionante; nel loro insieme, dipingono il quadro di un sistema climatico sottoposto a una pressione costante e in accelerazione. Dati affidabili, prodotti operativamente con miliardi di misurazioni effettuate da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche, che non sono più un lusso scientifico ma un elemento essenziale per qualsiasi seria risposta politica e di adattamento al clima”. Più nel dettaglio, secondo il set di dati Era5, marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo a livello globale, con una temperatura media dell'aria superficiale di 13,94 °C, ovvero 0,53 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024. La temperatura media sulla terraferma europea nel marzo 2026 è stata la seconda più calda in assoluto, con un valore di 5,88 °C, ovvero 2,27 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2025. La temperatura media superficiale del mare (Sst) per marzo 2026 nell’area compresa tra i 60°S e i 60°N è stata di 20,97 °C, il secondo valore più alto mai registrato per il mese. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024, durante l'ultimo fenomeno di El Niño. Molti centri per il clima prevedono per la seconda metà dell'anno una transizione da condizioni neutre a condizioni di El Niño. La Sst giornaliera è aumentata costantemente per tutto il mese di marzo e si sta avvicinando ai valori record registrati nel 2024.

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