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(Adnkronos) - La prossima seduta della commissione Affari costituzionali è fissata per giovedì. 'Sono previste votazioni', si legge nella convocazione. Se il voto, come si valutava nei giorni scorsi, sarà sul 'perimetro' della riforma, si preannuncia la prima divaricazione tra maggioranza e opposizione. Il centrodestra vuole allargare il tema della legge elettorale anche alle norme per il voto degli italiani all'estero. Quota che potrebbe essere determinante se il risultato dovessere essere sul filo. Nel mirino sia le modalità di assegnazione dei seggi che di voto, con il superamento di quello postale in favore di una votazione in presenza nei consolati. Si tratta di ipotesi ma le opposizioni si sono già dette contrarie nell'ultimo ufficio di presidenza: "Una forzatura". L'iter della legge è appena partito a Montecitorio ma, almeno per il momento, la cifra dei lavori è il muro contro muro. La maggioranza garantisce volontà di confronto. "Si parte dal testo della maggioranza ma si può discutere di preferenze, dell'entità del premio di maggioranza, della soglia da cui scatta... Non c'è alcuna blindatura", assicura il presidente della Affari Costituzionali a Montecitorio, Nazario Pagano. Assicurazioni che non convincono le opposizioni. "Trucchetti", il commento della capogruppo dem in commissione, Simona Bonafè, insieme ai rappresentanti delle altre forze di centrosinistra che nei prossimi giorni potrebbero istituire un tavolo per coordinarsi nei lavori, riferiscono fonti parlamentari all'Adnkronos. Nelle prossima seduta verrà fissato il calendario delle audizioni con tempi già delineati dal presidente Pagano: l'obiettivo è l'ok della legge alla Camera entro l'estate, per arrivare al via libera definitivo al Senato entro l'anno. "Qualora disgraziatamente nel centrosinistra dovesse prevalere ancora una volta il partito del no a prescindere dal merito -osserva il presidente della Affari Costituzionalial Senato, Alberto Balboni di Fdi- credo che le forze più responsabili presenti in Parlamento dovranno assumersi la responsabilità di prendere comunque l'iniziativa e portare a termine la riforma. La democrazia non è una discussione infinita, ma la capacità di prendere le decisioni necessarie".
(Adnkronos) - Anche quest’anno il numero di domande di pensionamento nella scuola italiana rimane limitato e ben al di sotto delle aspettative e per procedere con un più regolare ricambio generazionale: a causa del progressivo innalzamento dei parametri contributivi per lasciare il servizio, si fermano infatti a poco più di 25mila le richieste presentate per l’accesso alla pensione, dal prossimo primo settembre, da parte del personale insegnante, Ata e di dirigenza scolastica. E' l'allarme che lancia il sindacato Anief, secondo il quale "considerando l’età media di chi lavora a scuola, ormai ben oltre i 50 anni, c’è poco da essere allegri. In futuro, inoltre, andrà sempre peggio: i giovani lavoratori, infatti, sono destinati ad abbandonare l’attività professionale oltre i 70 anni e con assegni pensionistici sempre più magri". “Se confermata – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – la consistenza di domande risulta esigua, perché va considerato che sono tra i 200mile e i 300mila i lavoratori ultra-sessantenni della scuola pubblica italiana. Per noi è sempre più chiaro che le norme generali per l’accesso al pensionamento (ormai oltre i 67 anni per quella di anzianità) non possono comprendere tutte le categorie lavorative: un caso emblematico è quello della scuola, dove il rischio salute risulta ben oltre la media nazionale; risulta quindi sempre più impellente procedere con il riconoscimento del burnout favorendo, non certo rallentando come avviene ora, il ricambio generazionale: ancora di più dopo che il Parlamento, su richiesta dal Governo, ha deciso con l’ultima legge di Bilancio di alzare la soglia dell’età di pensionamento". "Noi a questo ci opponiamo, lo abbiamo detto in Senato e lo diremo in tutte le sedi, a partire da quelle istituzionali”, conclude Pacifico.
(Adnkronos) - È online il terzo episodio di "Amazing - idee e buone pratiche per una città sostenibile", il podcast realizzato da Ama e Adnkronos per una vita più green. Nel terzo episodio della serie, "Sicurezza e decoro urbano: l'evoluzione del presidio del territorio", si parlerà di quello che si nasconde dietro al degrado urbano: un sistema complesso, che va dalla semplice disattenzione fino a vere e proprie reti criminali che lucrano sullo smaltimento illecito. Verranno analizzate le strategie messe in campo da Ama e perché il decoro urbano è il primo pilastro per il controllo e la sicurezza del territorio. Gli ospiti di questo terzo episodio sono il direttore comunicazione, relazioni istituzionali e regolatorio di Ama Spa, Patrizio Caligiuri, e il primo dirigente della Polizia di Stato, dirigente del commissariato Viminale, Fabio Germani, che dialogheranno con Lorenzo Capezzuoli Ranchi, host del podcast. "Amazing", un progetto Ama e Adnkronos. Disponibile su tutte le piattaforme, su podcast.adnkronos.com e amaroma.it.