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(Adnkronos) - E' stato firmato oggi il contratto per l’avvio della progettazione e la successiva realizzazione di una prima tratta del Lotto 1 della nuova Linea 10 della Metropolitana di Napoli, del valore di circa 660 milioni di euro, i cui lavori sono stati aggiudicati a dicembre scorso al consorzio guidato da Webuild. L’opera, parte di un investimento più ampio di oltre 3,1 miliardi di euro, rappresenta una delle infrastrutture più strategiche per la mobilità sostenibile del Mezzogiorno. Alla cerimonia di firma erano presenti il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, l’Amministratore Delegato di Webuild, Pietro Salini, il Presidente di Eav, Umberto De Gregorio e l’Assessore alle Infrastrutture del Comune di Napoli, Edoardo Cosenza. "Con la firma di oggi Webuild rinnova il proprio legame profondo con Napoli, una città che con le sue ‘Stazioni dell’Arte’ e le numerose opere che stiamo contribuendo a realizzare sta dimostrando come le grandi infrastrutture possano trasformarsi in motori di rigenerazione urbana e bellezza, creando occupazione per il territorio" ha dichiarato Salini. "La nuova Linea 10, oltre a essere un’opera d’ingegneria che accorcia le distanze tra centro, hinterland e rete ferroviaria veloce, rappresenta un tassello fondamentale per la modernizzazione sostenibile di una città che, forte del suo primato storico, vuole tornare a guidare l’innovazione nel trasporto urbano", ha detto ancora. Il maxiprogetto della Linea 10 della Metro di Napoli è destinato a rivoluzionare la mobilità nell’area nord-orientale della città, grazie a un tracciato di circa 14 km con 12 nuove stazioni, capace di collegare il centro città alla stazione AV Napoli Afragola in circa 20 minuti. Servirà a regime oltre 650.000 residenti di un’area ad alta densità urbana, offrendo un’alternativa sostenibile al traffico veicolare. L’intervento avrà ricadute positive già durante la costruzione: per la sola realizzazione della prima tratta del Lotto 1 si stima la creazione di circa 700 posti di lavoro, tra diretti e di terzi, che potranno arrivare a 1.500 con il completamento dell’opera. I lavori per la realizzazione della Linea 10 saranno eseguiti per fasi. Il contratto siglato oggi prevede la realizzazione della Fase 1A del Lotto 1 e include anche il diritto in esclusiva per il consorzio a realizzare ulteriori opere, in attesa di finanziamento, per il futuro completamento della linea verso il centro di Napoli e la stazione AV Napoli-Afragola, portando il valore complessivo del Lotto 1 a oltre 1,7 miliardi di euro. Il consorzio che eseguirà i lavori è composto, oltre che da Webuild, da Eteria Consorzio Stabile, Costruire, Icm e M.N. Metropolitana di Napoli. La Fase 1A del Lotto 1 interesserà il comune di Napoli e quelli dell’hinterland (Afragola, Casoria e Casavatore) e prevede la realizzazione dei primi 6,5 km e di 7 stazioni: 3 da realizzare interamente (Di Vittorio, Casoria Centro, Afragola Centro) e 4 da avviare parzialmente in questa prima fase (Casavatore San Pietro, Casoria Casavatore, Casoria Afragola, Afragola Garibaldi). Il completamento del Lotto 1 prevede la successiva realizzazione di ulteriori 7,3 km di linea per collegare il centro città e la stazione AV Napoli Afragola, con 5 nuove stazioni e l’ultimazione delle 4 già avviate nella Fase 1A, oltre ad ulteriori opere strategiche per il territorio, tra cui il nuovo parcheggio di interscambio da circa 1.000 posti auto a servizio della stazione AV Napoli-Afragola. La Linea 10 garantirà un efficiente interscambio con la rete metropolitana esistente: il principale snodo nella prima fase dei lavori sarà la stazione Di Vittorio, dove la nuova linea si connetterà alle Linee 1 e 11 facilitando l’accesso al centro città e all’aeroporto di Capodichino. A regime il tracciato permetterà ulteriori connessioni nel nodo di Piazza Garibaldi a Napoli con le Linee 1 e 2, con la Circumvesuviana e con la rete ferroviaria nazionale e locale, oltre al collegamento diretto con la stazione AV Napoli–Afragola. Prevista anche una interconnessione con le linee regionali a Casoria-Afragola tramite la stazione ferroviaria esistente. Il progetto contribuirà alla riqualificazione degli spazi pubblici attraversati e alla creazione di nuove aree verdi, restituendo centralità a zone finora non servite dalla rete metropolitana. Tra queste, anche quartieri a forte valenza turistica e culturale, come Piazza Carlo III a Napoli, al centro di un importante intervento di recupero del Real Albergo dei Poveri. Con l’aggiudicazione della Linea 10 della Metro di Napoli, il Gruppo Webuild consolida il ruolo del per lo sviluppo delle infrastrutture del Sud Italia, dove è attualmente impegnata in 21 progetti per un valore complessivo aggiudicato di oltre €16 miliardi, dando occupazione a 10.200 persone, tra diretti e di terzi, e con 7.500 fornitori diretti coinvolti da inizio lavori. A Napoli sono complessivamente 21 le stazioni della metropolitana che Webuild ha realizzato o ha in corso. Attualmente nella regione Campania Webuild è impegnata su 4 lotti della Linea AV/AC Napoli–Bari e sul Lotto 1A della Linea AV/AC Salerno–Reggio Calabria, interventi strategici per lo sviluppo della mobilità sostenibile nel Mezzogiorno.
(Adnkronos) - Nel prossimo fine settimana, le lancette si sposteranno un'ora in avanti, dando il benvenuto all’ora legale. Un appuntamento che segna l'inizio della bella stagione, con giornate più lunghe e un generale senso di benessere, ma che porta con sé anche un beneficio concreto e storicamente radicato: il risparmio energetico. Secondo i dati elaborati da Pulsee luce e gas, il periodo di ora legale rappresenta una delle fasi più favorevoli dell’anno in termini di efficienza: i consumi complessivi diminuiscono in media del 20% rispetto ai mesi in ora solare. Il calo è particolarmente evidente per la voce illuminazione ed elettronica (-34%), grazie al maggiore utilizzo della luce naturale, mentre si registra una riduzione del 19% dei consumi in standby. Quest'ultimo dato, in particolare, è un chiaro indicatore di come cambino le abitudini nella bella stagione: passando più tempo fuori casa, i dispositivi elettronici restano spenti più a lungo e staccati dalle prese di corrente, abbattendo il loro consumo passivo. Se da un lato l’ora legale favorisce il risparmio, dall’altro anticipa alcune dinamiche tipiche dei mesi più caldi. L’analisi evidenzia infatti un aumento dei consumi legati alla climatizzazione (+30%) e alla refrigerazione degli alimenti (+10%), a conferma di come ogni stagione presenti specifiche sfide nella gestione della spesa energetica. I risultati di un'analisi condotta sull'anno solare 2024 sono concreti: gli utenti di Energimetro hanno ottenuto un risparmio medio del 10,3% per le abitazioni con riscaldamento tradizionale e del 4,8% per quelle dotate di sistemi di climatizzazione centralizzata (HVAC). Oltre a ciò, un cliente su quattro ha migliorato il proprio 'punteggio di efficienza', un indice che misura la virtuosità dei propri consumi rispetto a case simili, a riprova di un cambiamento positivo nelle abitudini quotidiane.
(Adnkronos) - Il biogas e il biometano sono visti positivamente dai decisori italiani: il 79% di loro, infatti, riconosce un impatto positivo del biogas e del biometano sullo sviluppo del Paese. Il dato è fornito dallo studio realizzato dal Cib, Consorzio Italiano Biogas, in collaborazione con YouTrend, sulla percezione che i decisori italiani hanno del biogas e del biometano, e presentato oggi a Roma nella seconda giornata di lavori di Biogas Italy. L’evento è stato aperto dal videomessaggio del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida che ha ribadito il ruolo centrale dell’agricoltura e della filiera del biogas e biometano agricolo nella transizione. Secondo la ricerca, il biogas è visto positivamente da parlamentari e consiglieri regionali sotto diversi aspetti. Per il 79% di loro, infatti, l'impatto del biogas sullo sviluppo economico e sociale dell'agricoltura e del nostro Paese è positivo. Il 29% lo indica come molto positivo, solamente meno di uno su dieci lo giudica negativo. Un dato in linea con quello rilevato nella popolazione generale, che nel sondaggio Youtrend del 2025 giudicava l’impatto positivo nel 60% dei casi. Il sostegno dei decisori è trasversale rispetto all’arco parlamentare. L’88% dei decisori è favorevole agli impianti di biogas e il 38% si dichiara molto favorevole alla costruzione di impianti per la produzione di biogas. Per quanto riguarda il futuro del biogas, un decisore su due considera prioritaria la definizione di un nuovo quadro legislativo. Secondo gli intervistati, nei processi di realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biogas ci vorrebbe più informazione e trasparenza verso la cittadinanza: solo il 17% ritiene infatti che i cittadini siano informati in modo adeguato. Interrogati sulle azioni prioritarie per coinvolgere le comunità locali, le opzioni ritenute più efficaci sono gli incentivi agli agricoltori locali per l'uso del digestato come fertilizzante naturale (39%) e il finanziamento di iniziative per il territorio da parte delle aziende costruttrici (34%). I decisori si mostrano quindi in piena sintonia con i cittadini, i quali nella rilevazione del 2025 avevano indicato le medesime priorità ai primi due posti. Accanto alla mappa dei decisori, Lorella Rossi, area tecnica CIB, ha illustrato l’evoluzione del potenziale produttivo di biometano italiano tracciando una mappa delle biomasse disponibili a livello provinciale, così come emersa dal recente studio SNAM-CIB. Con questa mappa si stima una evoluzione della produzione annuale di gas rinnovabile molto incoraggiante: ben 8,1 miliardi di Smc al 2030 e 15,3 miliardi di Smc al 2050. I territori (provinciali e regionali) con la maggiore disponibilità di biomasse connesse al settore agricolo e zootecnico sono proprio quelli in cui si stanno realizzando e si realizzeranno i numerosi progetti supportati dal Decreto PNRR. Non solo, a fronte di tale incremento, viene comunque confermata la disponibilità di matrici per proseguire nel raggiungimento del target richiesto. La centralità dell'agricoltura nello sviluppo del biometano - definita "indispensabile" - è stata ribadita da Emilio Gatto, Direttore Generale del Masaf: “Come Ministero, sosteniamo l'ammodernamento delle aziende e l'introduzione di tecnologie 4.0 per favorire la transizione agro-energetica e lo sviluppo delle rinnovabili. Serve tuttavia coerenza normativa per valorizzare l'intera filiera: stiamo lavorando per eliminare le contraddizioni sull'uso agronomico del digestato, permettendo l'impiego in digestione anaerobica di tutti i sottoprodotti agricoli, e puntiamo a ottenere la sua equiparazione ai fertilizzanti chimici superando gli ostacoli europei. Tutto questo deve avvenire garantendo la sostenibilità tramite procedure di certificazione semplificate, senza appesantire la burocrazia e i costi per le imprese, ed evitando qualsiasi competizione con le produzioni alimentari e mangimistiche.” Intorno al tema del potenziale agricolo e al suo ruolo nella transizione energetica si sono confrontati in una tavola rotonda esponenti del mondo politico e istituzionale, mettendo al centro il profondo legame del settore con il territorio: Luca De Carlo (Presidente Commissione Agricoltura Senato), Antonella Forattini (Commissione Agricoltura Camera), Antonella Galdi (Responsabile area Transizione Energetica ANCI), Giulio Gallera (Regione Lombardia), Alberto Luigi Gusmeroli e Luca Squeri (Camera dei Deputati). In particolare per la Galdi "occorre agire sulla conoscenza delle comunità locali coinvolgendole fin dall'inizio e evidenziando la qualità degli impianti che oggi, grazie all'innovazione tecnologica, è altissima. Dobbiamo lavorare insieme partendo dagli esempi positivi che ci sono evidenziando i benefici per tutti i componenti del territorio. Come associazione siamo a disposizione per lanciare anche dei progetti pilota per incentivare filiere locali che coinvolgano anche i giovani.” Il tavolo conclusivo ha visto la partecipazione delle associazioni agricole con Gabriele Carenini (Presidente Regionale CIA Piemonte), Massimiliano Giansanti (Presidente Confagricoltura) ed Ettore Prandini (Presidente Coldiretti), che hanno evidenziato il ruolo dell’agricoltura come motore per la transizione sottolineando la necessità di un piano normativo stabile, chiaro ed efficiente, nonchè coerente con le disposizioni comunitarie che devono tenere conto delle peculiarità del made in italy. Il Vice Presidente del CIB, Angelo Baronchelli, fondatore del Gruppo AB, ha sottolineato: “Sento il dovere di fare una riflessione sul percorso che ci ha portati fin qui. Quello che abbiamo condiviso in queste giornate è la raccolta di un lavoro fatto bene negli anni insieme a tutta la filiera, mantenendo sempre un atteggiamento profondamente propositivo. Guardando al nostro percorso, possiamo affermare che sono stati 20 anni di semina di cui oggi possiamo raccoglierne i frutti; tuttavia, la natura stessa del nostro lavoro ci impone di non fermarci a questo traguardo, ma di tornare nuovamente a seminare per le sfide che verranno. Dovremo continuare a farlo con la consapevolezza di dover conciliare gli interessi diversificati di tutta la filiera, un compito che ci assumiamo con la massima e profonda responsabilità nei confronti di tutti gli attori coinvolti.” L’edizione 2026 di Biogas Italy ha visto la partecipazione nel corso delle due giornate di oltre 1400 partecipanti, imprenditori, agricoltori, istituzioni e addetti ai lavori. L’evento ha visto il supporto di Ecomondo, Snam e Veolia come partner e il sostegno di Crédit Agricole e Italgas in qualità di Main Sponsor, cui si sono affiancati 11 Gold Sponsor e 43 Silver Sponsor .