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(Adnkronos) - Le opposizioni annunciano battaglia sulla legge elettorale. Questa la reazione all'avvio domani, dopo i lavori d'aula, dei lavori in commissione Affari Costituzionali alla Camera. "La maggioranza applica lo schema Nordio", dicono i parlamentari che seguono il dossier, alludendo alla riforma della Giustizia approvata senza modifiche in Parlamento prima di andare a referendum. Il centrosinistra già domani 'ingaggerà' con il centrodestra sui primi aspetti procedurali, a partire dalla scelta di nominare 4 relatori, uno per ogni partito della maggioranza, considerata non certo un viatico a un eventuale dialogo. Ed insieme un segnale di debolezza: "Non ho memoria di 4 relatori... la verità è che si marcano a vicenda perché non si fidano gli uni degli altri", osserva un parlamentare Pd. Anche sull'annunciata intenzione di arrivare ad un testo unico, l'opposizione è sugli scudi: il Pd ha ritirato le sue due proposte in commissione sulla legge elettorale. Quindi rimane, di fatto, solo il testo di FdI da adottare. Ci sono altre proposte già assegnate alla commissione ma non sono proposte di riforma della legge elettorale. C'è ad esempio la pdl di +Eu, firmata dal segretario Riccardo Magi, per "la raccolta digitale delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste e delle candidature". O quella di FI, firmata da Paolo Emilio Russo, per la "soppressione della distinzione per sesso e dell’indicazione del cognome del coniuge per le donne coniugate o vedove nelle liste elettorali". Tra queste c'è anche la proposta del deputato di Fdi eletto all'estero, Andrea Di Giuseppe, che delega il governo per la revisione del voto dei cittadini italiani residenti. E le opposizioni potrebbero sollevare la questione se la commissione deciderà di abbinare anche questo testo. "Deleghiamo il governo? Ma non esiste". Siamo ancora alle prime battute procedurali e in attesa di vedere quale sarà lo sviluppo dei lavori in commissione, le opposizioni marcano le distanze. "Dopo il tentativo della separazione, bocciato dai cittadini al referendum, si arriva oggi a una proposta di modifica della legge elettorale che appare il frutto esclusivo di un accordo tra i partiti di governo, senza alcun reale confronto con le opposizioni. Su questi temi serve responsabilità, non prove di forza a colpi di maggioranza”, dice Simona Bonafè, vicepresidente del gruppo Pd e capogruppo in commissione Affari costituzionali della Camera. Sottolinea Magi di Più Europa: "Lo stato confusionale li sta spingendo a provare a imporre una riforma della legge elettorale a colpi di maggioranza come hanno già fatto con la riforma costituzionale sulla magistratura. La legge elettorale di Meloni si avvicina più alla legge Acerbo del periodo fascista, che non alla legge Truffa del ’53. Siamo convinti che le forze di opposizione debbano opporsi strenuamente e in modo intransigente a questa schifezza. Questo è quello che faremo in Parlamento e nel Paese". Ed ancora Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera: "Mentre il Paese soffre, le bollette crescono e i salari si abbassano, la destra pensa a come ‘cucinare’ la propria legge elettorale, cioè a scrivere una misura che gli garantisca il successo elettorale. Non hanno imparato nulla dal recente voto. La legge elettorale o è condivisa o non è e per il momento non hanno neanche una bozza condivisa al loro interno”. Enrico Borghi di Italia Viva fa "fatica a immaginare che la Lega e Forza Italia, all'indomani di quello che è accaduto, desiderino consegnare le chiavi di casa a Giorgia Meloni. E se lo facessero faccio molti auguri". E comunque osserva, sul tavolo "c'è un problema di metodo prima ancora che di merito. Il metodo è che quando si cambiano le fondamenta e le impalcature di un sistema democratico non si arriva, come accaduto per la riforma sulla giustizia, a dire 'prendere o lasciare', come invece mi pare che la presidente del Consiglio voglia fare". Duro Alfonso Colucci, deputato del Movimento 5 stelle e capogruppo pentastellato in commissione Affari costituzionali: "A noi sembra incredibile che davanti a una situazione internazionale così complicata, con il caro bollette, il caro carburanti, il carovita, con 5 milioni di lavoratori poveri, infinite liste d'attesa, milioni di italiani che non riescono arrivare alla fine del mese, la priorità di Giorgia Meloni sia cambiare la legge elettorale. Questa sulla legge elettorale - dice Colucci all'Adnkronos - è una discussione che serve solo a Meloni per pensare di garantirsi la maggioranza nella prossima legislatura. Si sente franare il terreno sotto i piedi...".
(Adnkronos) - Un doppio, strategico passo in avanti per il futuro della consulenza professionale. Lo studio Baldi & Partners annuncia un profondo percorso di evoluzione societaria e organizzativa che si muove su due direttrici: una forte espansione territoriale e un'imminente proiezione su scala nazionale. I nuovi assetti sono stati presentati ufficialmente nel corso di un evento tenutosi a Reggio Emilia presso Ruote da Sogno, di fronte a una vasta platea di imprenditori, clienti, investitori e alla presenza dei vertici istituzionali di Confindustria e degli Ordini professionali cittadini. A suggellare questo nuovo corso è innanzitutto il cambio di denominazione: lo Studio assume ufficialmente il nome di Baldi Prati & Partners, a conferma della governance duale che ha caratterizzato la gestione dello Studio dopo il passaggio del testimone dal fondatore Carlo Baldi a Francesca Baldi e Guido Prati, con il completamento del passaggio generazionale avvenuto nel 2020. Sul fronte locale, lo Studio ufficializza l'aggregazione con lo Studio Chiussi, un'operazione già in fase di formalizzazione notarile. Più che una semplice somma di numeri, questa integrazione mette al centro il valore umano e la forza dell'unione tra stimati professionisti, un passaggio chiave che permette di arricchire ulteriormente le competenze multidisciplinari della squadra, rafforzando in modo capillare il presidio e il rapporto di fiducia al fianco delle imprese del territorio. L'operazione reggiana si inserisce in un quadro di sviluppo ancora più ampio. Baldi Prati & Partners è infatti in dirittura di arrivo per l'ingresso, in qualità di socio fondatore, nel progetto su scala nazionale promosso dalla holding Quant>ICO, Club Deal Company che opera in partnership con Unicredit nata per affiancare le medie imprese italiane nei loro percorsi di crescita e nelle principali sfide: scala, tecnologia, gestione dei talenti e passaggio generazionale. Quant>ICO, infatti, sta lavorando a un’operazione di aggregazione nel mondo degli studi professionali di eccellenza, leader nelle rispettive geografie e specializzazioni, per costruire una piattaforma integrata a livello nazionale nei servizi fiscali, societari e finanziari. Questa aggregazione consentirà di creare un campione nazionale nell’ambito delle professioni, che ha come obiettivo primario e fondamentale il mantenimento del marchio, dell'indipendenza dei professionisti locali, con il fondamentale approccio sartoriale e di cura diretta del cliente che da sempre contraddistingue lo Studio Baldi Prati & Partners nel proprio territorio. La holding creata da Quant>ICO fungerà da cabina di regia per garantire tutti quegli asset strategici necessari per competere oggi ai massimi livelli: ottimizzazione organizzativa, investimenti tecnologici avanzati, ricerca di talenti e risorse umane, oltre alla leva finanziaria per supportare ulteriori percorsi di crescita. Il progetto si distingue anche per il forte coinvolgimento del tessuto imprenditoriale locale. È infatti in fase di strutturazione la possibilità di permettere agli investitori e ai clienti del territorio di partecipare attivamente al capitale del progetto Quant>ICO, aggregando le forze in un veicolo comune per presentarsi con un peso specifico maggiore. Una sinergia pensata per creare un circolo virtuoso, unendo i capitali del territorio reggiano allo sviluppo di un progetto di consulenza di respiro nazionale. Per Francesca Baldi, presidente di Baldi Prati & Partners: “Scegliere di evolvere è una responsabilità verso il nostro futuro e quello dei nostri clienti. Questa aggregazione ci consentirà di attivare preziose sinergie, nei settori della professione degli Avvocati, dei Commercialisti e degli Advisors Finanziari, offrendo ai clienti un ventaglio di servizi ancora più integrato. Ma soprattutto, per noi è un passo vitale per garantire la continuità nel tempo dello Studio, assicurando percorsi di crescita concreti, stabili e ambiziosi ai nostri giovani professionisti". Secondo Guido Prati, presidente di Baldi Finance: "Questa operazione rappresenta un traguardo storico e, al contempo, un nuovo punto di partenza per la nostra realtà. Con l'ingresso nel progetto Quantico stiamo rafforzando la nostra identità, proiettandola su scala nazionale e dotandola della forza e del respiro necessari per competere ad armi pari con le grandi multinazionali della consulenza, affrontando il necessario salto dimensionale con i migliori studi professionali e con il supporto finanziario di Quantico". Antonio Da Ros, ceo di Quant>ICO, ha sottolineato: “Stiamo aggregando studi con forti relazioni con imprenditori e famiglie sul territorio, che hanno il coraggio e l’entusiasmo di unirsi per scrivere una pagina nuova nel mondo delle professioni in Italia. Baldi Prati & Partners, oltre a rappresentare uno studio tra i leader in Emilia per tradizione e qualità dei clienti e dei servizi, ha da subito mostrato un entusiasmo contagioso per il nostro progetto. Insieme a Roberto Spada e ai suoi soci, i soci di BP&P hanno concepito e guidato con noi il lancio del progetto dalla prima ora". "Abbiamo conversazioni in corso con oltre 15 studi nelle principali aree di business italiane, che ci rendono confidenti sul nostro piano industriale, che prevede di arrivare a €150m di fatturato in 4/5 anni: il più grande player italiano di consulenza fiscale, societaria e finanziaria, con un modello centrato sulle relazioni uniche che i nostri professionisti hanno con i loro clienti", ha concluso.
(Adnkronos) - “Noi come ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in particolare il dipartimento che segue l’attuazione del Pnrr e quello che seguirà dopo il Pnrr, abbiamo partecipato con grande interesse alla nascita di Shift, perché crediamo che questo momento richieda più spazi di confronto tra i diversi stakeholder”. Queste le parole di Fabrizio Penna, capo dipartimento Unità di missione per il Pnrr del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in occasione della presentazione a Roma di Shift, il nuovo spazio di collaborazione per mettere a sistema competenze e sviluppare soluzioni integrate per acqua, energia e bioeconomia. “Abbiamo tutti obiettivi comuni, a partire dalla decarbonizzazione al 2050, ma anche la necessità di maggiore sicurezza e indipendenza energetica, oltre alla gestione del costo dell’energia e al miglioramento dei servizi pubblici legati ad acqua e rifiuti”, ha spiegato Penna, sottolineando la convergenza delle priorità tra istituzioni, imprese e territori. “È evidente che esistono interessi legittimi che a volte possono anche entrare in conflitto. Proprio per questo, trovare punti di confronto e tavoli di ragionamento per arrivare a posizioni comuni rappresenta un passaggio fondamentale”, ha aggiunto. “Si tratta di posizioni strategiche che possono essere portate a livello europeo e nei contesti internazionali: per questo iniziative come Shift sono non solo utili, ma necessarie”, ha concluso Penna, evidenziando il valore della piattaforma come strumento di coordinamento per le politiche ambientali ed energetiche.