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(Adnkronos) - "La giornata di oggi è molto importante per il mondo universitario perché", con l'accordo con "la Fondazione, garantiamo a tutte le università italiane, partendo da Tor Vergata, visite gratuite ed occhiali gratuiti per le categorie più fragili di studentesse e studenti". Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministro dell'Università e della Ricerca, a Roma all'evento in cui è stato siglato un protocollo d'intesa tra la Crui - Conferenza dei rettori delle università italiane e la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, all'interno del progetto 'Campus visivo' che offre visite e occhiali da vista gratuiti agli studenti dell'ateneo di Tor Vergata che si trovano in condizioni di difficoltà economica. "Il diritto allo studio - sottolinea Bernini - non è solamente fatto di borse di studio e studentati, è un percorso di valorizzazione degli universitari facendo in modo che tutti i problemi" che si incontrano "in università possano essere risolti".
(Adnkronos) - "Biagi ha affrontato tantissime tematiche del diritto al lavoro, i suoi scritti sono molto vasti. Sulla flessibilità aveva una visione ben chiara che non è stata sempre riportata in modo fedele. Il professor non voleva moltiplicare le fattispecie, non voleva assolutamente creare tante tipologie di rapporti subordinati, ma voleva semplicemente creare un nucleo di tutele indisponibile per tutti i lavoratori e poi alcuni rapporti in cui a questo nucleo di tutele si sommavano delle tutele invece disponibili, con l'istituto della certificazione del contratto che ha richiamato prima il presidente De Luca. Quindi una flessibilità 'buona', questo si vedeva sul contratto a termine dove Biagi voleva ampliare le causali che erano 230 all'epoca. Penso all'articolo 18. Il professor Biagi voleva un articolo 18 modulato, non lo voleva cancellare, ma non è l'unica tutela possibile, la Corte Costituzionale ce lo insegna. Il risarcimento del danno è come la reintegrazione, è costituzionalmente lecito". Lo ha detto Paolo Pizzuti, ordinario di diritto del lavoro e sindacale dell'Università del Molise, intervenendo alla tavola rotonda 'L’eredità di Marco Biagi e il futuro del diritto del lavoro' nel corso dell'evento 'Dentro il futuro'. in corso a Torino e trasmesso in diretta sulla web tv dei consulenti del lavoro 'Diciottominuti - edizione speciale'. All'inizio dell'evento è stato trasmesso l'intervento del giuslavorista al congresso dei consulenti del lavoro nel novembre 2001, meno di sei mesi prima di essere ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002, 24 anni fa. "Biagi -ha continuato Pizzuti- era un grande fautore della contrattazione collettiva, anche decentrata. Era contro il centralismo regolativo, così lo chiamava, cioè il legislatore che regola tutto. La delega alla contrattazione collettiva la considerava virtuosa e questo per esempio oggigiorno ci direbbe che la legge sul salario minimo non sarebbe approvata da Biagi, perché è una legge che toglie alla contrattazione collettiva un campo elettivo di regolamentazione, che è quello dei salari", ha continuato. "Terzo punto, la tutela dei più deboli. Non è vero che Biagi era per la precarizzazione ma era -ha sottolineato- per la tutela dei più deboli, aveva fatto misure pratiche. Ricordo il patto di Milano, il patto di Modena in cui Biagi si occupò di inserire una causale specifica per il contratto a termine per gli extracomunitari", ha concluso.
(Adnkronos) - "L’integrazione tra la cultura aziendale e strategica di A2a e la Just transition è avvenuta incrociando tre dimensioni, quella organizzativa, quella economico - finanziaria e quella culturale, in questo modo siamo riusciti a considerare la Just transition come un passaggio del nostro piano industriale nella valutazione dei nostri investimenti”. Lo ha detto Roberto Tasca, Presidente di A2a, intervenendo oggi a Roma a ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’, l’evento del Gruppo - realizzato in collaborazione con Assonime e con il contributo di partner strategici quali The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano - dove è stato presentato l’Engagement Value Index report. Poi entra nel dettaglio: “In merito alla dimensione organizzativa, e successivamente a quella economico - finanziaria, ci siamo dotati di una funzione interna che si occupasse strettamente di declinare per noi questi temi con una visione e una rilevanza internazionale. Lo abbiamo fatto trasformando le nostre analisi degli investimenti in processi che tengono conto di questi elementi. Just transition vuol dire, fondamentalmente, occuparsi del futuro del nostro pianeta, delle nostre comunità e dei nostri territori, quindi abbiamo poi cercato di sintetizzare nel nostro piano, che è un piano decennale, quelle che sono le indicazioni”. “Quanto alla terza dimensione - prosegue ancora Tasca - è la dimensione culturale. Abbiamo operato a livello aziendale affinché questi temi fossero compresi, conosciuti e approfonditi e soprattutto affinchè si superasse quel grado di diffidenza che un po' li governa; ovvero: anche oggi, a seguito di quelli che sono i cambiamenti politici europei e internazionali e quelli che sono anche i fattori critici geopolitici del momento, vediamo come in realtà ci sia una resistenza psicologica, anche ad affrontare queste tematiche, legata soprattutto al fatto che si ritengono molto lontane da noi, ecco perché, anche con un passaggio culturale importante, abbiamo lavorato su questo” conclude.