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Labriola: 'Quando il passato non guida più servono rapidità, focus e azione'

(Adnkronos) - Governare l’accelerazione tecnologica in un mondo in cui l’innovazione comprime i tempi decisionali e cambia continuamente le regole della competizione. È questa la sfida che oggi si trovano ad affrontare imprese, istituzioni e leadership economiche.  ...

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Formazione, Fondirigenti: 18 mln per rafforzare competenze che aumentano competitività

(Adnkronos) - Gestione ottimale delle risorse umane, organizzazione efficiente dei processi produttivi e utilizzo evoluto della tecnologia sono le tre variabili su cui le competenze manageriali possono davvero fare la differenza: ed è su questi tre ambiti ...

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Forte (Ice): "Energia ambito strategico per sicurezza, competitività e indipendenza"

(Adnkronos) - “In un momento di contingenza internazionale critica come questo, l'energia si conferma essere un ambito strategico di intervento per l'Europa per garantire sicurezza, competitività e indipendenza. Investire nella transizione energetica oggi, con ...

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Labriola: 'Quando il passato non guida più servono rapidità, focus e azione'

(Adnkronos) - Governare l’accelerazione tecnologica in un mondo in cui l’innovazione comprime i tempi decisionali e cambia continuamente le regole della competizione. È questa la sfida che oggi si trovano ad affrontare imprese, istituzioni e leadership economiche. A partire da questa riflessione, Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Quando il passato non guida più, servono rapidità, focus, azione”, organizzata dalla Spes Academy e introdotta da Valerio De Luca, direttore dell’Academy e founder di ConnectED Mind, con la moderazione del vicedirettore dell'Adnkronos Giorgio Rutelli. L’incontro si è svolto all'ambasciata del Brasile in Italia, e il 'padrone di casa', l'ambasciatore Renato Mosca, ha sottolineato il legame tra innovazione tecnologica, leadership industriale e cooperazione internazionale. Nel corso dell’incontro Labriola ha offerto una riflessione ampia sulla trasformazione delle imprese nell’era dell’AI e delle infrastrutture digitali, partendo da una constatazione semplice ma radicale: il mondo corre a una velocità che rende sempre meno utili le categorie del passato. Per spiegare il cambiamento in corso, Labriola ha richiamato un dato ormai emblematico: il tempo necessario alle tecnologie per raggiungere cento milioni di utenti. Il telefono ha impiegato circa 75 anni. Facebook sette. TikTok due. Chatgpt meno di sei mesi. Questa accelerazione – ha osservato – non riguarda solo le piattaforme digitali ma l’intero sistema economico. Il ciclo di vita di prodotti e competenze si è drasticamente ridotto e ciò che un tempo richiedeva una generazione oggi può accadere nel giro di una stagione. In questo contesto, la vera sfida non è più soltanto innovare ma adattarsi in tempo reale. Le organizzazioni non possono più leggere il futuro con gli strumenti del passato né restare ancorate a modelli consolidati. Secondo Labriola, questo significa soprattutto superare i dogmi che hanno guidato per decenni le strategie industriali. Uno degli esempi più evidenti di questa logica è stata la scelta di separare la rete dal resto del business di Tim. Per anni l’azienda ha operato come operatore verticalmente integrato, costruendo e gestendo la rete e vendendo direttamente i servizi ai clienti. Ma, una volta arrivato alla guida del gruppo, Labriola ha deciso di mettere in discussione questo modello. La vendita della NetCo – ha spiegato – ha consentito di ridurre il debito e rendere più trasparente la valorizzazione degli asset, permettendo allo stesso tempo all’azienda di concentrarsi su servizi digitali, cloud, cybersecurity e innovazione. All’inizio la scelta ha incontrato resistenze, ma per Labriola cambiare paradigma significa proprio questo: accettare il ri chio di decisioni non popolari pur di costruire una strategia sostenibile nel lungo periodo. Un’altra decisione significativa ha riguardato il Brasile. Quando Labriola ha assunto la guida del gruppo, molti suggerivano di vendere Tim Brasil per ridurre il debito. Ma la scelta è stata opposta: mantenere e rafforzare l’asset, ritenuto strategico per la generazione di valore nel tempo. Investimenti mirati sulla rete, disciplina sui costi e acquisizione degli asset mobili di Oi hanno permesso di rafforzare la posizione competitiva nel mercato brasiliano, trasformando Tim Brasil in uno degli asset più profittevoli del gruppo. “Il futuro non si costruisce vendendo i pezzi migliori”, ha sintetizzato Labriola. “Si costruisce riorganizzando ciò che non funziona e proteggendo ciò che crea valore”. Uno dei passaggi centrali della lectio ha riguardato il rapporto sempre più stretto tra infrastrutture digitali e sicurezza nazionale. Nel nuovo scenario globale, ha spiegato Labriola, telecomunicazioni e sicurezza non possono più essere considerate ambiti separati. Le reti non devono soltanto funzionare, ma devono essere progettate fin dall’inizio per essere resilienti, sicure e affidabili anche in contesti di crisi o stress sistemico. “La sfida di oggi è unire telecomunicazioni e sicurezza in una visione unica”, ha sottolineato. In questo quadro, la qualità delle connessioni diventa un fattore strategico: latenza ridotta, stabilità della rete, capacità di trasmissione dei dati e prossimità dell’edge computing sono elementi decisivi per rendere possibili nuove applicazioni industriali e servizi digitali avanzati. E c’è una catena tecnologica che non può essere spezzata: senza reti il cloud non esiste, senza cloud l’intelligenza artificiale non ha terreno su cui svilupparsi, senza resilienza digitale l’intero sistema non regge. Il tema della sicurezza si intreccia inevitabilmente con quello della sovranità digitale. Per Labriola, tuttavia, la sovranità non deve essere interpretata come uno slogan politico o una chiusura verso l’innovazione globale. È piuttosto un quadro di riferimento che permette a governi e imprese di mantenere il controllo su elementi critici del sistema digitale: i dati, i processi operativi e le tecnologie. In particolare, la sovranità digitale può essere letta su tre livelli: sovranità dei dati, cioè il controllo su dove risiedono e chi può accedervi sovranità operativa, la capacità di governare servizi e processi critici sovranità tecnologica, il controllo sulle tecnologie e sulle scelte di sviluppo. Non tutte le organizzazioni devono raggiungere lo stesso livello di controllo, ma ciascuna deve definire consapevolmente il proprio equilibrio tra apertura e indipendenza. In questo scenario, ha chiarito Labriola, la collaborazione con i grandi player globali resta fondamentale. Tim continua a lavorare con aziende come Microsoft e Google in modelli multicloud, integrando piattaforme tecnologiche globali con infrastrutture e competenze locali. La condizione, tuttavia, è chiara: la tecnologia deve adattarsi al contesto in cui opera e non il contrario. La questione centrale non è scegliere tra globale e locale, ma stabilire chi governa il sistema. Nel corso dell’incontro Valerio De Luca ha ampliato la riflessione collegando i temi della lectio al lavoro della Spes Academy e al progetto ConnectED Mind. Al centro della sua analisi il concetto di ecosistema ibrido uomo–AI, in cui educazione avanzata, tecnologia e advisory strategica si integrano per rafforzare la sicurezza cognitiva e la competitività del sistema Paese. Secondo De Luca, l’intelligenza artificiale sta compiendo un salto qualitativo: entra direttamente nel ciclo decisionale come agente autonomo. Per questo la vera sfida della leadership non è semplicemente implementare nuove tecnologie ma governarle, mantenendo un controllo umano effettivo e responsabile sui processi decisionali. Nelle battute finali della lectio, Labriola è tornato su uno dei principi che guidano la sua visione manageriale: l’inazione non è un’opzione. Il mondo sta cambiando troppo rapidamente perché imprese e istituzioni possano permettersi di restare ferme a discutere i principi. La vera domanda non è più se intraprendere determinate trasformazioni o come farlo, ma quanto velocemente riuscire a muoversi. Non si tratta necessariamente di arrivare per primi, ha concluso Labriola. Ma di arrivare in tempo. Perché in un mondo in cui la tecnologia accelera continuamente, il rischio più grande non è sbagliare una decisione: è arrivare troppo tardi.

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Formazione, Fondirigenti: 18 mln per rafforzare competenze che aumentano competitività

(Adnkronos) - Gestione ottimale delle risorse umane, organizzazione efficiente dei processi produttivi e utilizzo evoluto della tecnologia sono le tre variabili su cui le competenze manageriali possono davvero fare la differenza: ed è su questi tre ambiti prioritari che Fondirigenti il fondo interprofessionale di Confindustria e Federmanager, leader in Italia per la formazione continua dei dirigenti, ha deciso di focalizzare l’Avviso 1/2026, pubblicato oggi. Un Avviso ad ampio spettro, con una dotazione complessiva di 18 milioni di euro, e un finanziamento massimo concedibile a ciascuna impresa pari a 15.000 euro. “Dal nostro osservatorio abbiamo rilevato negli ultimi anni, una crescita costante del fabbisogno di competenze manageriali - spiega il dg Fondirigenti, Massimo Sabatini - determinata tanto dall’accelerazione dell’evoluzione tecnologica e digitale quanto dal radicale cambio di paradigma relativo al ruolo delle persone in azienda. Sempre più la managerialità agisce come moltiplicatore di crescita e di creazione di valore, ed ha bisogno di essere supportata in modo strutturale. Con il primo Avviso del 2026 vogliamo dare una spinta decisa in questa direzione, sia in termini di risorse, sia in termini di contenuti formativi proposti”. I dati di Fondirigenti relativi ai piani finanziati nel periodo 2021–2025 consentono, infatti, di rilevare una profonda ridefinizione della domanda di formazione: accanto alle competenze tecniche necessarie a padroneggiare i fondamenti della trasformazione digitale, cresce in parallelo il fabbisogno di competenze manageriali in senso stretto, connesse alla capacità trasversali di interpretazione dei diversi scenari e di guida di organizzazioni e persone in contesti ad alta complessità. Un’analisi rafforzata dalle evidenze dei progetti di ricerca e modellizzazione promossi dal Fondo e che, non a caso, trova riscontro anche a livello europeo, con la strategia Union of Skills, lanciata nel 2025 dalla Commissione Europea, che evidenzia in maniera chiara il collegamento tra competenze, in particolare manageriali, e competitività del sistema produttivo. Il titolo evocativo del nuovo avviso 'Valore manageriale: il ruolo abilitante delle competenze come moltiplicatore di competitività' intende andare proprio in questa direzione, approfondendo il modo con il quale i manager del nostro Paese contribuiscono con le proprie competenze, allo sviluppo del modello originale di fare impresa come quello italiano. L’Avviso si concentra su tre ambiti prioritari, ritenuti determinanti per la competitività delle imprese: 1) Gestione delle Risorse Umane, con interventi rivolti al miglioramento delle performance e del benessere organizzativo; 2. Organizzazione dei processi produttivi, per ottimizzare la capacità di governare i nuovi processi di lavoro e di produzione 3. Utilizzo evoluto della tecnologia, inclusa l’Ia generativa e nuovi strumenti digitali per potenziare la qualità delle decisioni, ottimizzare i flussi operativi e abilitare un’innovazione continua e sostenibile. “Il manager di oggi deve essere sempre più in grado di integrare le diverse dimensioni della sostenibilità, la tecnologia e la visione strategica in un unico approccio - commenta il Presidente di Fondirigenti Marco Bodini - generare valore attraverso la managerialità significa perciò mettere a frutto un insieme integrato di competenze, dalla gestione del capitale umano, all’organizzazione dei processi, all’uso responsabile delle risorse finanziarie, capace davvero di cambiare il volto dell’impresa, garantendone la competitività nel medio lungo periodo”. La partecipazione all’avviso è aperta a tutte le aziende aderenti al Fondo. La presentazione dei Piani formativi dovrà avvenire, attraverso l'area riservata sul sito di Fondirigenti, dalle ore 12.00 del 18 marzo 2026 e fino alle ore 12.00 del 23 aprile 2026.

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Forte (Ice): "Energia ambito strategico per sicurezza, competitività e indipendenza"

(Adnkronos) - “In un momento di contingenza internazionale critica come questo, l'energia si conferma essere un ambito strategico di intervento per l'Europa per garantire sicurezza, competitività e indipendenza. Investire nella transizione energetica oggi, con lo scopo naturale di controllare il valore del prezzo dell'energia, è ormai diventata una priorità assoluta. Per questa ragione la piattaforma di Rimini nel 2026 si attesta come un punto di riferimento internazionale nel settore, con i suoi 125mila metri quadrati di esposizione”. Lo ha detto il direttore centrale per i Settori dell’Export dell’Agenzia Ice (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), Maurizio Forte, intervenendo alla prima giornata di ‘Key - The energy transition expo’, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group (Ieg), fino al 6 marzo alla Fiera di Rimini. Un evento che Forte definisce “fondamentale” perché “vede la partecipazione dei massimi esponenti del governo, come il ministro Pichetto Fratin, insieme alle imprese espositrici e alle autorità locali. Fondamentale è anche il lavoro dell'Agenzia Ice, che ha portato 670 delegati da 67 Paesi per accrescere le opportunità di business. Poiché l'energia è un mondo molto complicato, è necessario muoversi come sistema Paese, agendo come una squadra e come una filiera unita”. Un’edizione caratterizzata da numeri che “segnano un record importante, con 24 padiglioni occupati, ben quattro in più rispetto all'anno scorso in un solo anno. Gli espositori sono 1065 e il 30% di questi arriva da 30 diversi Paesi, mentre i buyer sono 500 in rappresentanza di 50 nazioni del mondo”, illustra. “L'elemento interessante di questa manifestazione, fin dalla sua origine - approfondisce - è il fatto di non essere specializzata in un solo settore ma di offrire un panorama generale su tutti i comparti energetici e le relative tecnologie. In particolare, nell'ultimo anno è stata notata una forte crescita della domanda nel solare, nell'eolico e nello storage, ovvero nei sistemi di accumulo”. Il percorso di Key “dimostra un grandissimo interesse a livello nazionale - fa sapere Forte - se si pensa che solo quattro anni fa era una piccola costola della fiera Ecomondo, il grande sviluppo raggiunto in così poco tempo conferma quanto il settore meriti tutta l'attenzione che gli viene riservata. Le fiere hanno infatti un'importanza fondamentale nell'internazionalizzazione del comparto dell'energia e delle soluzioni per questo settore strategico della nostra vita”.

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