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Problemi di microcircolo per 50% delle donne over 50, i consigli degli esperti

(Adnkronos) - È un problema più comune di quanto si possa pensare. Oltre il 50% delle italiane over 50 vivono i disagi causati da disturbi del microcircolo venoso: gambe stanche, pesanti e gonfie. Il problema però interessa anche le più giovani, soprattutto in momenti ...

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Pmi: Manageritalia, 5 milioni di euro di fondi regionali per la managerialità

(Adnkronos) - Grande partecipazione di manager, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni al convegno 'Managerialità e sviluppo nelle pmi-leve concrete per la crescita del territorio', che si è svolto oggi pomeriggio presso la Camera di commercio Rieti-Viterbo, ...

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Sostenibilità, Terenghi (Edison): "Regolazione ben disegnata fattore abilitante per competitività"

(Adnkronos) - “Una regolazione ben disegnata può diventare un fattore abilitante per la competitività, favorendo una transizione ordinata e inclusiva dell’intero sistema economico”. Così Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di Edison, ...

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Problemi di microcircolo per 50% delle donne over 50, i consigli degli esperti

(Adnkronos) - È un problema più comune di quanto si possa pensare. Oltre il 50% delle italiane over 50 vivono i disagi causati da disturbi del microcircolo venoso: gambe stanche, pesanti e gonfie. Il problema però interessa anche le più giovani, soprattutto in momenti particolari come la stagione estiva, la gravidanza o in corrispondenza di stili di vita troppo sedentari o troppo attivi. Il tema della circolazione venosa degli arti inferiori, sottovalutato fino a quando i sintomi non diventano particolarmente fastidiosi, è stato al centro dell’evento organizzato, il 12 febbraio a Bologna da Alfasigma, per la presentazione di un nuovo integratore costituito da una miscela bilanciata di diosmina, esperidina ed estratti vegetali di ruscus e ananas, in grado di favorire la funzionalità del microcircolo e il drenaggio dei liquidi corporei. Gli esperti di medicina interna e vascolare, che sono intervenuti all’incontro, oltre a spiegare cause, sintomi e fattori di rischio, hanno chiarito l’importanza della nutrizione e del microcircolo per il benessere delle gambe. La malattia venosa cronica comprende un insieme di condizioni che derivano da un alterato ritorno del sangue al cuore che possono manifestarsi con segni clinici molto diversi: da teleangectasie - sottili linee rosse, blu o viola, spesso a forma di ragnatela su gambe e viso - e capillari visibili, a sintomi più complessi come sensazione di pesantezza, gonfiore, crampi e dolore delle gambe. Questi disturbi non sono semplici ‘fastidi estetici’, ma campanelli d’allarme che richiedono attenzione. Studi clinici su popolazioni di adulti, in diverse città italiane - è stato ricordato - mostrano come non solo le donne, ma anche una percentuale significativa di uomini presentino fenomeni venosi anche lievi, come capillari o varici, con una prevalenza che aumenta con l’età: più del 50% della popolazione oltre i 50 anni mostra qualche forma di insufficienza venosa, reflusso venoso o alterazione vascolare. "La ricerca in ambito vascolare si sta concentrando sempre più sullo studio del microcircolo, evidenziando la correlazione esistente tra le alterazioni venose e uno stato di infiammazione sistemica - ha illustrato Andrea Lupascu dirigente medico presso il percorso Trombosi del Policlinico Agostino Gemelli di Roma - La salute delle gambe diventa così un importante indicatore del benessere cardiovascolare complessivo, permettendoci di intercettare precocemente una fragilità vascolare che riguarda l'intero organismo. L’obiettivo della ricerca - ha continuato - va quindi nella direzione di identificare disfunzioni precoci del microcircolo, così da consentire interventi mirati, come ad esempio un’integrazione nutrizionale precoce, per evitare il manifestarsi di danni macroscopici". "Uno stile di vita sedentario, fattori ormonali, cattiva alimentazione e sovrappeso - ha dettagliato Cristiana Vitale, professore di Medicina Interna all’Università San Raffaele di Roma - sono alcuni dei principali fattori di rischio, che possono compromettere il buon funzionamento della microcircolazione a livello delle gambe, con sintomi quali dolore, gonfiore, fragilità capillare, sensazione di pesantezza. Le pazienti di età giovane sono poi preoccupate di quello che potrà essere l'evoluzione di questi sintomi, anche in previsione di una gravidanza. Intervenire precocemente su questi primi campanelli d’allarme - ha avvertito - è fondamentale per preservare la salute vascolare". Infatti "capire i meccanismi fisiopatologici che poi determinano i sintomi dei nostri pazienti - ha evidenziato Lupascu - permette di fare un trattamento mirato. L'integrazione precoce ci permette di agire subito su una malattia che ha un'evoluzione cronica costante ed evitare complicanze, anche gravi, come le ulcere". In questo contesto "l'impegno di Alfasigma è rivolto a migliorare la qualità della vita delle persone – ha sottolineato Paolo Pellegrino, Chc Global medical affairs di Alfasigma - Il nuovo integratore alimentare rappresenta un passo avanti nella direzione di contribuire al benessere delle donne che vivono ogni giorno i disagi causati dalle gambe pesanti, che spesso vengono sottovalutate, ma meritano attenzione e cura".

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Pmi: Manageritalia, 5 milioni di euro di fondi regionali per la managerialità

(Adnkronos) - Grande partecipazione di manager, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni al convegno 'Managerialità e sviluppo nelle pmi-leve concrete per la crescita del territorio', che si è svolto oggi pomeriggio presso la Camera di commercio Rieti-Viterbo, Sala Cunicchio. L’iniziativa, organizzata da Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria, Federmanager Roma, Camera di commercio Viterbo e Federalberghi Viterbo ha rappresentato un momento di confronto qualificato sul ruolo strategico della managerialità quale leva determinante per la crescita e il rafforzamento competitivo delle piccole e medie imprese del territorio, sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Tommaso Saso, presidente di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria - Giovanni Gualario, Vicepresidente di Federmanager Roma -Pier Luca Balletti, presidente Federalberghi Viterbo e Domenico Merlani, presidente Camera commercio Viterbo che hanno sottolineato l’urgenza di investire in competenze manageriali strutturate per sostenere l’innovazione, migliorare la governance aziendale e rafforzare la capacità di crescita delle pmi. “La managerialità - ha spiegato Tommaso Saso, presidente di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria - non è un costo, ma un investimento strutturale che consente alle pmi di crescere in modo solido, attrarre capitali, innovare e creare occupazione qualificata sul territorio. Per questo invito gli imprenditori laziali e in particolare quelli del Viterbese a cogliere l’opportunità rappresentata dai 5 milioni di euro di fondi messi a disposizione dalla Regione Lazio: i voucher per l’inserimento o il coinvolgimento di figure manageriali sono uno strumento concreto per rafforzare la competitività delle imprese e accompagnarle in un percorso di sviluppo concreto e sostenibile". “Come Federmanager Roma e come co-propositori del bando regionale a favore della managerialità nelle pmi per riteniamo che investire sull’inserimento di competenze manageriali qualificate sia una leva decisiva per accompagnare le imprese del territorio nei processi di crescita e innovazione”, commenta Giovanni Gualario, vicepresidente di Federmanager Roma. “Il settore alberghiero della Tuscia vive una fase di profondo rinnovamento: dopo i record del 2025, lavoriamo per consolidare il territorio come destinazione di alto valore per un turismo sempre più esigente. Una crescita che passa anche da una maggiore managerialità: competenze qualificate possono migliorare la gestione delle strutture e sviluppare servizi in linea con l’evoluzione del mercato, rafforzando competitività e qualità dell’offerta”, ricorda Pier Luca Balletti, presidente Federalberghi Viterbo. Al centro dell’incontro il tema del gap di managerializzazione che ancora caratterizza il tessuto produttivo italiano. Nel Lazio la presenza dei manager è cresciuta mediamente del 2,9% nell’ultimo anno, con dati positivi in quattro province su cinque. L’unica provincia in controtendenza è Viterbo, che registra un calo del -10%, con una contrazione che interessa entrambi i sessi: dirigenti uomini -11% e donne -7,6%. Il confronto ha evidenziato come il ritardo italiano non sia soltanto regionale ma strutturale: nel settore privato si registra infatti meno di un dirigente (0,9) ogni cento dipendenti, a fronte dei 2-3 dirigenti mediamente presenti in Germania, Francia e Spagna. Il divario si concentra in particolare nelle pmi: solo il 30% delle imprese familiari italiane si avvale di manager esterni, contro l’80% nei Paesi europei più avanzati e competitivi. Un gap non solo numerico, ma anche culturale, che incide sulla capacità delle imprese di strutturarsi, attrarre investimenti, affrontare con efficacia i mercati internazionali e governare le transizioni digitale, ambientale e organizzativa. Il convegno ha ribadito come lo sviluppo di una maggiore managerialità rappresenti oggi una priorità strategica per rafforzare il sistema produttivo locale e laziale in questa prospettiva è stato dedicato ampio spazio alla presentazione del bando da 5 milioni di euro della Regione Lazio, finalizzato al rafforzamento manageriale delle imprese laziali attraverso l’erogazione di voucher. Due le linee di intervento previste: voucher assunzioni, destinati a sostenere la nascita di contratti di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato o determinato di almeno 12 mesi per l’assunzione di manager o quadri disoccupati al momento della presentazione della domanda da parte dell’impresa. Voucher Consulenze, finalizzati all’acquisto di consulenze specialistiche per attività manageriali all’interno dell’impresa, della durata di almeno 12 mesi. Il contratto di consulenza dovrà prevedere almeno 100 giornate di lavoro. L’ampia partecipazione conferma l’attenzione crescente verso un modello di impresa più evoluto, capace di integrare competenze manageriali qualificate all’interno delle pmi come fattore chiave di competitività, innovazione e sviluppo del territorio.

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Sostenibilità, Terenghi (Edison): "Regolazione ben disegnata fattore abilitante per competitività"

(Adnkronos) - “Una regolazione ben disegnata può diventare un fattore abilitante per la competitività, favorendo una transizione ordinata e inclusiva dell’intero sistema economico”. Così Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di Edison, spiega all’Adnkronos come la normativa europea può agevolare il sistema imprenditoriale italiano sostenendone gli sforzi soprattutto in ambito Esg. “Le imprese oggi si muovono in un contesto caratterizzato da una profonda trasformazione economica, ambientale e sociale, in cui la sostenibilità non è più un tema accessorio ma un fattore strutturale di evoluzione dei modelli di produzione e consumo e, in ultima istanza, di competitività - premette - La principale sfida è integrare gli obiettivi ambientali, sociali e di governance all’interno delle strategie industriali e finanziarie, rendendoli coerenti con le esigenze di crescita, innovazione e creazione di valore nel lungo periodo. La transizione verso modelli produttivi più sostenibili richiede investimenti significativi, un’evoluzione delle competenze e una capacità di lettura sistemica dei rischi e delle opportunità, a partire da quelli legati al cambiamento climatico, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla tutela delle persone lungo la catena del valore”. In questo contesto, “il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità rappresenta un elemento importante per accompagnare il sistema imprenditoriale nel percorso di transizione”. “Iniziative come il pacchetto Omnibus I - continua Terenghi - vanno nella direzione di snellire l’architettura regolatoria, introducendo elementi di semplificazione e maggiore proporzionalità negli obblighi di rendicontazione, senza rinunciare all’obiettivo di garantire trasparenza e affidabilità delle informazioni”. Nello specifico, “la riduzione del perimetro di applicazione della Csrd esclude le imprese medio-piccole e concentra gli obblighi sulle aziende di grandi dimensioni, evitando un’eccessiva estensione degli obblighi a soggetti con minori capacità organizzative. Va però tenuto conto dell’effetto indiretto sulle imprese obbligate, che devono rendicontare sugli impatti lungo la catena del valore pur avendo un numero crescente di fornitori non più soggetti a obblighi analoghi. Omnibus I introduce alcune tutele procedurali, come la possibilità di spiegare le difficoltà nel reperire i dati ma non risolve del tutto la tensione tra obblighi di rendicontazione estesi e disponibilità effettiva delle informazioni a monte della filiera”. In generale, “per le imprese italiane, un contesto normativo più chiaro e armonizzato a livello europeo può tradursi in una migliore comparabilità dei dati, in una maggiore credibilità nei confronti dei mercati finanziari e degli investitori e in una riduzione della complessità della rendicontazione stessa. Questo consente di concentrare risorse e competenze sulla realizzazione concreta delle strategie di sostenibilità, piuttosto che sulla gestione frammentata degli adempimenti". Per quanto riguarda Edison, “la nostra rendicontazione, dallo scorso anno è allineata alla direttiva Csrd. Per Edison non è solo un adempimento, ma uno strumento di dialogo e di responsabilità, che consente di misurare i risultati, individuare aree di miglioramento e rendere conto in modo chiaro degli impatti generati. In questo approccio integrato risiede la nostra convinzione che la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile rappresentino non solo una responsabilità, ma anche una grande opportunità di impegno e creazione di valore e ne diamo conto nel Sustainability Statement documentando non solo i risultati passati ma anche i programmi futuri e le risorse che l’azienda intende dedicare per la loro realizzazione”. L’impegno di Edison per la sostenibilità si fonda in particolare su tre macro ambiti, spiega Terenghi: “Produzione rinnovabile (l’obiettivo è raddoppiare la capacità installata) e flessibile, sicurezza degli approvvigionamenti gas e sviluppo dei gas verdi, servizi a valore aggiunto e soluzioni per la transizione energetica dei clienti (B2B, B2C, B2G)”. Qualche dato. “A partire dal 2006, l’azienda ha già ridotto le proprie emissioni dirette di CO2 di oltre il 75%, passando da un livello prossimo a 25 Mt CO2eq nel 2006 a circa 6 Mt CO2eq nel 2024. Nel 2025 abbiamo completato nuovi impianti eolici e fotovoltaici per 200 MW, quest’anno avvieremo cantieri per altri 500 MW, che si aggiungono ai 250 MW già in costruzione - aggiunge - Inoltre, negli ultimi anni abbiamo realizzato 1,5 GW di capacità termoelettrica altamente efficiente e flessibile, grazie a due nuovi impianti - in Veneto e Campania - che sono tra i più avanzati al mondo in termini di prestazioni e sostenibilità per questo tipo di centrali. Nel 2024 la società ha proseguito lo sviluppo di nuova capacità per la produzione di Biometano e Biogas con 8 impianti in gestione, costruzione e autorizzazione in Italia e Spagna". Inoltre, "attraverso Edison Next e Edison Energia, promuoviamo il percorso di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni verso la decarbonizzazione e l’elettrificazione. Un esempio di investimento per le famiglie: dal 2021 la società ha lanciato un modello innovativo di condivisione dell’energia in ambito condominiale con l’obiettivo di promuovere l’autoproduzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Così i condomini possono aderire a gruppi di auto consumo collettivo (Auc) realizzato con l’installazione sul tetto del condominio di un impianto fotovoltaico”, conclude Terenghi.

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