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(Adnkronos) - In occasione del Fuorisalone 2026, Geberit apre ufficialmente al pubblico il suo nuovo Geberit Experience Center, il primo spazio polifunzionale del Gruppo a livello internazionale presso Opificio 31, nel cuore del distretto milanese del design. Pensato come luogo di incontro e confronto con progettisti, architetti, imprese, installatori, stakeholder e comunità locale, il nuovo spazio nasce con l’obiettivo di raccontare l’identità del brand attraverso un’esperienza aperta, immersiva e relazionale. Ad accompagnare questa apertura, con l’evento Flow. Form. Function, è la presentazione in esclusiva dell’installazione RŌS realizzata dallo studio di design svizzero atelier oï che darà il benvenuto al pubblico al Geberit Experience Center. Pensato in esclusiva per la Milano Design Week 2026, il progetto dà forma fisica all’idea che la comprensione profonda del flusso dell’acqua possa diventare il punto di partenza per un design che svolge realmente una funzione, traducendo il know-how tecnologico di Geberit in un’esperienza visiva e spaziale ad alto impatto. L’installazione si sviluppa come un percorso immersivo in cui centinaia di sottili molle in acciaio inossidabile guidano il movimento delle gocce d’acqua lungo traiettorie definite in una composizione dinamica, capace di rivelare la bellezza nascosta dei sistemi idrici normalmente invisibili. Il loro movimento conserva tuttavia una sottile variabilità: a volte veloce, a volte lento, si arresta, si unisce o si divide. È una narrazione che unisce arte, design e funzione, portando in primo piano ciò che solitamente resta dietro la parete e rendendo percepibile, anche emotivamente, l’intelligenza che governa il rapporto tra acqua, spazio e tecnologia. Il risultato è una tensione suggestiva tra ingegneria ed emozione, tra controllo e libertà. La scelta di collaborare con atelier oï riflette la volontà di Geberit di confrontarsi con uno studio capace di interpretare contenuti tecnologici complessi attraverso un linguaggio progettuale poetico, essenziale e contemporaneo. In questo incontro tra visione creativa e competenza industriale prende forma un progetto che non si limita a mettere in scena l’acqua, ma la trasforma in principio generativo di tutto il racconto espositivo. “Con RŌS abbiamo voluto dare forma visibile a ciò che normalmente resta nascosto: il movimento dell’acqua, la sua precisione, la sua capacità di generare relazione tra tecnica ed emozione. Per noi il flusso diventa un gesto progettuale, un’esperienza capace di esprimere insieme leggerezza, funzione e armonia”, sottolinea Timo Heiniger, Associate Interior Design atelier oï. L’installazione ha inoltre l’obiettivo di accogliere il visitatore e introdurlo nell’universo Geberit, invitandolo a scoprire il Geberit Experience Center. Punto di partenza per lo sviluppo dello spazio è stata la sfida di voler tradurre in altri codici comunicativi e visivi Mastering Water, concept del brand che rappresenta la perfetta sintesi tra know-how e capacità di gestione dell’acqua lungo tutto il percorso all’interno degli edifici. Un’idea tradotta, a livello di spazi e planimetrie, rendendo visibili flussi, infrastrutture e soluzioni normalmente nascoste e trasformando la competenza tecnica in esperienza tangibile per il visitatore. Geberit Experience Center, che si estende su quasi 800 metri quadrati, è stato progettato come un ambiente esperienziale in cui l’acqua è il filo conduttore dell’intero percorso e dove l’identità dell’azienda prende forma attraverso aree dedicate all’innovazione, alla dimostrazione dei sistemi, al dialogo e al product testing. Un progetto che inaugura durante la Design Week, ma che ha l’ambizione di alimentare una riflessione strutturata e articolata sulla progettazione e la gestione dell’acqua come sottolinea Silvia Del Vitto, Responsabile Marketing Geberit: “Lo spazio non nasce come semplice showroom, ma come luogo permanente, vivo e relazionale, concepito per ospitare durante tutto l’anno momenti di formazione, workshop, eventi, networking e confronto con professionisti, partner, studenti e stakeholder. L’obiettivo è farne un punto di riferimento aperto alla città e al settore, dove competenza tecnica, cultura dell’acqua e innovazione possano tradursi in dialogo continuo ed esperienza diretta”.
(Adnkronos) - “Questo premio nasce dall’iniziativa dell’International corporate communication hub, che è un punto di incontro tra imprese e università. E' un premio estremamente interessante perché mette i ragazzi nella condizione di essere immersi in un network dove, oltre all’università, incontrano le imprese, le associazioni di categoria e le istituzioni importanti.” Ha detto Stefania Romenti, professoressa di Strategic communication e prorettrice alla Didattica, Università Iulm, alla presentazione della nona edizione del Premio giovani comunicatori Icch, a Roma. Il contest nazionale è dedicato a studenti universitari e giovani professionisti tra i 18 e i 35 anni, che desiderano mettersi alla prova e confrontarsi con sfide reali nel campo della comunicazione e del Public Affairs. Per Stefania Romenti, il valore del progetto risiede soprattutto nella capacità di creare un ecosistema formativo “che va oltre l’aula” e l’aspetto più rilevante è proprio l’esperienza di immersione nel sistema professionale: “I partecipanti hanno la possibilità di valorizzare le proprie competenze creative, ma anche professionali, dal punto di vista della comunicazione”. Un percorso che, ha aggiunto, “può essere poi valorizzato nel proprio cv o nei colloqui di selezione del lavoro”. Romenti ha quindi sottolineato la natura formativa del contest: “E' un’occasione concreta per allenare competenze reali, confrontandosi con brief aziendali e dinamiche professionali autentiche”.
(Adnkronos) - Accelerare l’innovazione anche in agricoltura biologica, rafforzare la competitività delle imprese italiane e garantire agli agricoltori un accesso più rapido a soluzioni efficaci e sostenibili per la difesa delle colture. Sono questi i pilastri del Manifesto per il Biocontrollo, presentato oggi a Roma da Agrofarma e FederBio nel corso di un evento istituzionale ospitato nella Sala Isma del Senato della Repubblica e promosso con il sostegno del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato. Il Manifesto nasce dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica. Le due organizzazioni, fortemente impegnate nel settore dell’agricoltura biologica e legate da un Protocollo d’intesa firmato a febbraio 2025, presentano oggi un documento programmatico condiviso con l’obiettivo di avviare un confronto strutturato sul ruolo strategico del biocontrollo: una delle leve più promettenti per coniugare innovazione e sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e produttività agricola. L’ambizione del Manifesto è quella di diventare un punto di riferimento per l’innovazione a disposizione degli agricoltori e per favorire un dialogo costruttivo con la Politica e le Istituzioni. Al centro, la necessità di ripensare il sistema di protezione delle colture integrandolo con i mezzi per il biocontrollo, in coerenza con gli obiettivi europei per un modello agroalimentare sempre più sostenibile. All’interno del Manifesto sono inserite cinque proposte chiave, a partire dall’introduzione di una definizione normativa del termine 'biocontrollo', ritenuta prioritaria dagli operatori del settore per superare ambiguità e incertezze regolatorie. Centrale anche la necessità di indirizzare risorse alle Autorità competenti per rendere più efficiente il sistema autorizzativo nazionale, così da dare piena attuazione all’impegno europeo verso procedure più rapide per introdurre nuove sostanze attive di biocontrollo. Accanto agli interventi normativi, il Manifesto sottolinea l’importanza di investire in formazione e informazione lungo tutta la filiera, per promuovere un utilizzo corretto e consapevole dei mezzi tecnici impiegabili anche in agricoltura biologica. Fondamentale, infine, sostenere l’innovazione all’interno della Politica Agricola Comune con misure dedicate e rafforzare la ricerca pubblica, destinando risorse già disponibili e destinabili allo sviluppo del biocontrollo. “Il Manifesto per il Biocontrollo segna un passaggio decisivo per incentivare la diffusione del biologico, offrendo soluzioni avanzate fondate sui principi dell’agroecologia, accompagnando l’agricoltura italiana verso un modello più sostenibile e resiliente e promuovendo un dialogo costruttivo con la politica e le istituzioni - ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio - Secondo i dati dell’Osservatorio Agrofarma, negli ultimi dieci anni, la riduzione del 18% nell’uso degli agrofarmaci e l’aumento del 133% dei principi attivi di origine biologica dimostrano che le innovazioni agroecologiche messe a punto per il bio stanno trovando sempre più spazio anche nell’agricoltura convenzionale. Investire in ricerca e formazione sul biocontrollo è fondamentale per sviluppare innovazioni efficaci a sostegno degli agricoltori biologici e, più in generale, per l’intero sistema agricolo. Occorrono però regole chiare e procedure autorizzative più rapide per favorire l’immissione sul mercato dei prodotti di biocontrollo, così da offrire alternative concrete utili a garantire una protezione affidabile delle colture di fronte a sfide sempre più complesse, come la crisi climatica, la perdita di biodiversità e la sicurezza alimentare”. “Il biocontrollo rappresenta un’opportunità concreta per arricchire la cassetta degli attrezzi degli agricoltori, così da mettere a disposizione soluzioni sempre più performanti, capaci di rispondere alle crescenti esigenze del mondo agricolo - ha dichiarato Paolo Tassani, presidente di Agrofarma - Le nostre imprese sono da tempo impegnate su questo fronte, basti pensare che oggi i prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica rappresentano il 20% del totale degli agrofarmaci presenti sul mercato. La nostra Associazione, quindi, accoglie questo accordo con spirito assai costruttivo, collaborando come sempre attraverso un costante confronto, coniugando le evidenze scientifiche con i reali bisogni dell’agricoltura. Il percorso è appena iniziato e confidiamo nell’apertura di ulteriori tavoli di confronto sul tema del biocontrollo per garantire all’Italia e all’Unione europea un sistema normativo capace di valorizzare innovazione, competitività e sostenibilità".