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L'appello del Papa ai potenti del mondo: "Stop a riarmo e follia della guerra, chi prega non uccide"

(Adnkronos) - “Chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente”. Papa Leone XIV utilizza parole nette presiedendo la veglia di preghiera per la ...

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Sandrini Metalli, grande attenzione ai giovani e capacità di trattenere le competenze

(Adnkronos) - “Il 2025 è stato un anno complesso: volatilità delle materie prime, dinamiche energetiche instabili e domanda non uniforme. In questo contesto, la crescita del 6,8% è il risultato di un modello fondato su diversificazione, specializzazione ...

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Santagostino (Cap): "Shift mette insieme industria, ricerca e territori"

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L'appello del Papa ai potenti del mondo: "Stop a riarmo e follia della guerra, chi prega non uccide"

(Adnkronos) - “Chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente”. Papa Leone XIV utilizza parole nette presiedendo la veglia di preghiera per la pace a San Pietro. “Viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio, il Dio della vita. Scompare allora un mondo di fratelli e sorelle con un solo Padre nei cieli e, come in un incubo notturno, la realtà si popola di nemici. Ovunque si avvertono minacce, invece di chiamate all’ascolto e all’incontro. Fratelli e sorelle, - scandisce Leone - chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo, cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio”. Da qui il potente monito: “Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra!”. “La vera forza - dice Leone - si manifesta nel servire la vita. San Giovanni XXIII, con semplicità evangelica, scrisse: ‘Dalla pace tutti traggono vantaggi: individui, famiglie, popoli, l’intera famiglia umana’. E ripetendo le parole lapidarie di Pio XII aggiungeva: ‘Nulla è perduto con la pace. Tutto può essere perduto con la guerra’”. Il Pontefice sferza i fedeli: “Uniamo le energie morali e spirituali di milioni, miliardi di uomini e donne, di anziani e di giovani che oggi credono nella pace, che oggi scelgono la pace, che curano le ferite e riparano i danni lasciati della follia della guerra”. "Cari fratelli e sorelle, certo vi sono inderogabili responsabilità dei governanti delle Nazioni. A loro gridiamo: fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte!”, l’accorato appello del Papa ai potenti del mondo. Il Pontefice si rivolge a quanti ripudiano la guerra: “Vi è però, non meno grande, la responsabilità di tutti noi, uomini e donne di tanti Paesi diversi: un’immensa moltitudine che ripudia la guerra, coi fatti, non solo a parole. La preghiera ci impegna a convertire ciò che resta di violento nei nostri cuori e nelle nostre menti: convertiamoci a un Regno di pace che si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica. Formiamoci e giochiamoci in prima persona, ciascuno rispondendo alla propria vocazione. Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace!”. “San Giovanni Paolo II, instancabile testimone di pace, con commozione disse nel contesto della crisi irachena nel 2003: ‘Io appartengo a quella generazione che ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale ed è sopravvissuta. Ho il dovere di dire a tutti i giovani, a quelli più giovani di me, che non hanno avuto quest’esperienza: ‘Mai più la guerra!’, come disse Paolo VI nella sua prima visita alle Nazioni Unite. Dobbiamo fare tutto il possibile! Sappiamo bene che non è possibile la pace ad ogni costo. Ma sappiamo tutti quanto è grande questa responsabilità’”, dice il Papa che fa proprio “questa sera il suo appello, tanto attuale”. Stop alla “follia della guerra”. La veglia presieduta dal Papa si conclude con la supplica a Gesù: “Signore Gesù, tu hai vinto la morte senza armi né violenza: hai dissolto il suo potere con la forza della pace. Donaci la tua pace, come alle donne incerte nel mattino di Pasqua, come ai discepoli nascosti e spaventati. Manda il tuo Spirito, respiro che dà vita, che riconcilia, che rende fratelli e sorelle gli avversari e i nemici. Ispiraci la fiducia di Maria, tua madre, che col cuore straziato stava sotto la tua croce, salda nella fede che saresti risorto. La follia della guerra abbia termine e la Terra sia curata e coltivata da chi ancora sa generare, sa custodire, sa amare la vita. Ascoltaci, Signore della vita!”.

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Sandrini Metalli, grande attenzione ai giovani e capacità di trattenere le competenze

(Adnkronos) - “Il 2025 è stato un anno complesso: volatilità delle materie prime, dinamiche energetiche instabili e domanda non uniforme. In questo contesto, la crescita del 6,8% è il risultato di un modello fondato su diversificazione, specializzazione tecnica e investimenti continui. I fattori vincenti sono stati un portafoglio ampio, la presenza su grandi opere e infrastrutture, e una struttura industriale rafforzata da investimenti significativi in automazione e digitalizzazione. Tra gli elementi critici, sicuramente la gestione delle forniture e delle oscillazioni dei prezzi. Per il 2026 ci rende fiduciosi la solidità del nostro modello: produzione 100% Made in Italy; organizzazione più efficiente; posizionamento sempre più orientato a qualità e valore aggiunto; attenzione al servizio e al cliente. Tutti fattori che ci hanno sempre permesso di garantire un adeguato livello di presenza sul mercato”. Così, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia Nazzareno Damioli, amministratore delegato Sandrini Metalli spa. “L’investimento in automazione e digitalizzazione - spiega - sta rendendo l’azienda più integrata e più orientata al dato. I processi sono più tracciabili, le linee più efficienti, le funzioni più connesse tra loro. Concretamente cambia il lavoro quotidiano: meno attività ripetitive, più controllo di processo, maggiore responsabilità tecnica. Oggi sono indispensabili competenze industriali solide affiancate a capacità di lettura dei dati, visione di processo e problem solving. La tecnologia non sostituisce le persone: ne alza il livello professionale. La crescita dell’organico è stata coerente con l’espansione industriale. Non abbiamo semplicemente assunto di più: abbiamo strutturato meglio l’organizzazione. Attraiamo persone perché investiamo, perché offriamo prospettive concrete e perché valorizziamo competenze tecniche e manageriali. Lavoriamo su formazione continua e chiarezza degli obiettivi, ma abbiamo anche iniziato a sviluppare sistemi di valutazione più strutturati. Il clima interno si costruisce con coerenza e responsabilità condivisa: le persone restano quando vedono stabilità, crescita e riconoscimento del proprio contributo". “La transizione tecnologica - avverte - è un percorso, non un evento. Abbiamo introdotto automazione e digitalizzazione in modo progressivo, accompagnandole con formazione tecnica e momenti di confronto interno. Spieghiamo sempre il senso delle scelte, perché il cambiamento va compreso prima che applicato. Stiamo inoltre rafforzando strumenti di valutazione e percorsi di crescita chiari, così che ogni persona sappia dove si colloca e come può evolvere. La trasparenza è il primo antidoto al disorientamento. Gli investimenti hanno migliorato in modo concreto le condizioni di lavoro. Le nuove automazioni, ad esempio, stanno via via riducendo le attività manuali più gravose. L’ammodernamento degli impianti, invece, aumenta precisione e sicurezza operativa, mentre la digitalizzazione riduce urgenze e disorganizzazione, rendendo l’ambiente di lavoro più ordinato e controllato. Per noi innovazione significa anche questo: rendere l’azienda più efficiente e allo stesso tempo più sicura e più sostenibile per le persone”.

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Santagostino (Cap): "Shift mette insieme industria, ricerca e territori"

(Adnkronos) - “Shift nasce per essere una piattaforma a cui partecipare, in cui dialogheranno stakeholder molto diversi: imprese dei servizi pubblici, imprese pubbliche e private, società di consulenza, enti di ricerca e del mondo universitario e società civile”. Lo ha detto Yuri Santagostino, presidente esecutivo del Gruppo Cap, durante la presentazione a Roma, presso l’Istituto Luigi Sturzo, della piattaforma Shift, il nuovo spazio di collaborazione per mettere a sistema competenze e sviluppare soluzioni integrate per acqua, energia e bioeconomia. “Questo perché le sfide che stiamo vivendo oggi necessitano davvero che ci sia il coinvolgimento di tutto un sistema e non soltanto del singolo, e soprattutto necessitano del fatto che ci sia una prospettiva e una visione di lungo periodo”, ha aggiunto Santagostino, sottolineando l’urgenza di una collaborazione ampia tra pubblico e privato per affrontare i cambiamenti climatici e le nuove tensioni geopolitiche. “Viviamo in un mondo in cui il clima sta cambiando, in cui emergono quotidianamente nuove tensioni che ci riportano a discutere di energia e sicurezza energetica. In questo contesto, i servizi pubblici svolgono un ruolo fondamentale, non solo come architrave infrastrutturale dello sviluppo del Paese, ma anche come base di diritti inalienabili per tutti i cittadini. La piattaforma Shift ha l’ambizione, attraverso un dialogo multi-stakeholder, di dire la sua e di fare proposte concrete a livello nazionale ed europeo sui principali temi che oggi affrontiamo”, ha concluso il presidente del Gruppo Cap.

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