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(Adnkronos) - Dopo giorni di alta pressione e un anticipo d’estate su gran parte d’Italia, il tempo cambia improvvisamente. Da oggi, domenica 12 aprile, una profonda area di bassa pressione riapre la strada all’instabilità atmosferica, segnando la fine della fase stabile e l’arrivo di un nuovo peggioramento diffuso. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la genesi di questo peggioramento è dovuta a un vortice in approfondimento tra il Nord Africa e il Mediterraneo occidentale. Questa configurazione attiverà un potente richiamo di correnti di Scirocco, che nella giornata di oggi faranno lievitare ulteriormente le temperature. Si tratterà di un caldo intenso per il periodo ma temporaneo prima del calo, con picchi che tra Toscana e Lazio potrebbero raggiungere i 27-29°C, rendendo la giornata quasi estiva prima dell'arrivo delle piogge. Con l'inizio della nuova settimana, tra lunedì e martedì, l’instabilità si estenderà al resto del Nord, alla Toscana e localmente al nord del Lazio, coinvolgendo anche la Sardegna e le Marche. Al Sud la situazione sarà decisamente migliore, anche se non mancheranno brevi episodi instabili proprio in apertura di settimana, in un contesto comunque più asciutto rispetto al Settentrione. Attenzione perchè essendo ormai in pieno contesto primaverile e il calore a disposizione è decisamente più elevato, non sono esclusi episodi temporaleschi e grandinigeni, specie per quanto riguarda la aree interne e i rilievi nelle ore pomeridiane. Una delle caratteristiche salienti di questo richiamo sciroccale sarà il ritorno del pulviscolo sahariano. Le correnti provenienti direttamente dal deserto trasporteranno ingenti quantità di polvere fin verso le nostre latitudini, rendendo i cieli opachi e dal caratteristico colore giallognolo. Attenzione soprattutto in caso di precipitazioni: il rischio di "piogge sporche" è molto alto, con il pulviscolo che si depositerà al suolo e sulle superfici durante i rovesci. La ventilazione sarà l'altra grande protagonista dei prossimi giorni. I venti ruoteranno attorno al minimo barico con intensità notevole, soffiando in particolare di Scirocco lungo lo Ionio e l'Adriatico tra domenica e lunedì. Le raffiche potrebbero creare disagi alla navigazione e causare un sensibile aumento del moto ondoso, con mari che risulteranno molto mossi o localmente agitati su tutti i bacini esposti al flusso meridionale. NEL DETTAGLIO Domenica 12. Al Nord: peggiora al Nordovest con piogge nel corso del pomeriggio/sera. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: poco nuvoloso. Lunedì 13. Al Nord: piogge diffuse. Al Centro: molte nubi con pioggia su molti settori. Al Sud: variabile ma piuttosto asciutto. Martedì 14. Al Nord: instabilità sparsa, specie al Nord-Est. Al Centro: piogge in Toscana al mattino, dal pomeriggio temporali sui rilievi. Al Sud: fenomeni tra Campania e Puglia, instabile dal pomeriggio in Sicilia. Tendenza: migliora al Nord, instabilità ancora prevalente al Centro-Sud.
(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha partecipato alla consultazione pubblica aperta dalla Commissione Europea sull’aggiornamento del Regolamento europeo sull’IA del 2024 c.d. AI Act. Alemanno ha dichiarato: “Sarà necessario proseguire sulla strada di un approccio basato sul rischio con grande attenzione non solo alla regolamentazione tecnologica, ma soprattutto all’uso che se ne fa. Certamente un Regolamento unico europeo sull’utilizzo dell’IA è estremamente apprezzabile, ma occorre una completa armonizzazione tra tutti gli Stati membri rispetto a leggi nazionali sull’IA (in Italia Legge 132/2025) e un coordinamento delle autorità nazionali per evitare conflitti di competenza e rallentamenti amministrativi”. Il numero uno dell’Int ha anche evidenziato la velocità di modifica dei sistemi generati dall’Ia; “Sarà necessario evitare il rischio di obsolescenza, poiché esiste una rischiosa differenza tra i tempi di evoluzione dell’innovazione tecnologica in particolar modo nell’ambito dell’utilizzo dell’Ia e i tempi legislativi ed amministrativi, con il risultato che il nuovo Regolamento terminato il percorso legislativo risulti già deficitario. E’ necessario un monitoraggio continuo sulle regole dell’utilizzo dell’Ia con cadenza almeno semestrale, evitando però una regolamentazione troppo rigida all’interno dell’Ue che potrebbe spingere investimenti nel settore verso paesi extra-Ue e comunque implementare costi sulle attività produttive”. Altro argomento affrontato dal presidente dell’Int è stata la formazione: “Nell’utilizzo dell’IA è fondamentale la conoscenza dei sistemi digitali e la consapevolezza da parte degli utilizzatori e a tal fine è fondamentale la formazione, già indicata dall’Ai Act all’art. 4 (alfabetizzazione), l’auspicio è che la UE, in coordinamento con i Paesi membri, supporti anche in termini finanziari percorsi di formazione, si tratterebbe di un investimento a favore del corretto utilizzo dei sistemi digitali e pertanto a beneficio della riduzione degli evidenti rischi per i cittadini consumatori. E’ essenziale una formazione di carattere tecnico-conoscitivo, ma anche etico-deontologico”. Alemanno ha poi affrontato il tema delle deep fake: “Relativamente ai rischi è fondamentale trasparenza e chiarezza, problematica affrontata nell’art. 50 del Regolamento che indica gli obblighi di trasparenza per i fornitori e gli utilizzatori (deployers) dei sistemi di Ia, si vuole evidenziare particolarmente la problematica correlata alle fake digitali contenute in video, immagini o testi di approfondimento, affrontata dal punto 4 del predetto art. 50 che li individua come deep fake, tale indicazione deve essere obbligatoriamente visibile e ben evidenziata in ogni forma di comunicazione scritta o visiva generata dall’Ia, rendendo prioritarie la chiarezza, la trasparenza e la veridicità rispetto al 'godimento dell’opera' come citato nel regolamento, riferimento che dovrebbe essere cancellato dal punto 4 dell’art. 50 poiché una deep fake non può essere considerata un’opera artistica o dell’ingegno, opere, quest’ultime, che anzi devono essere tutelate per i giusti diritti di scrittori, artisti ed editori, ma anche per impedire che vengano usate per addestrare i modelli di Ia generativa”. In chiusura una raccomandazione: “Occorrono a livello europeo, per uniformità tra i vari Stati membri, linee guida settoriali specifiche (es. sanità, finanza, fisco, ecc.) che devono essere omogenee per evitare difformità e incongruenze”.
(Adnkronos) - Marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura di 1,48 °C superiore ai livelli preindustriali, e ha registrato la seconda temperatura superficiale del mare (Sst) a livello globale più calda mai rilevata, il che riflette una probabile transizione verso condizioni di El Niño. E' quanto fa sapere il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf). In Europa - avverte C3S - si è registrato il secondo mese di marzo più caldo mai rilevato, con condizioni più secche della media in gran parte del continente. Ciò è avvenuto dopo un febbraio più freddo della media ed eccezionalmente piovoso, con inondazioni diffuse, che ha segnato per il continente il terzo mese di febbraio più freddo degli ultimi 14 anni. Il mese di marzo è stato caratterizzato da condizioni di forte caldo e siccità anche in altre parti del mondo, come in alcune zone degli Stati Uniti e del Messico, in cui è si è assistito a un’ondata di caldo precoce senza precedenti e condizioni di siccità superiori alla media. Come è avvenuto già a febbraio, il C3S ha registrato forti contrasti nelle anomalie di temperatura, con valori sia superiori che inferiori alla media in tutto l’emisfero settentrionale. Nell’Artico, sia l’estensione massima annuale del ghiaccio marino che la media mensile di marzo hanno raggiunto i livelli più bassi mai registrati “I dati di Copernicus per il mese di marzo 2026 raccontano una storia che fa riflettere: una temperatura di 1,48 °C superiore a quella dei livelli preindustriali, l’estensione del ghiaccio marino artico più bassa mai registrata per marzo e temperature superficiali del mare che si avvicinano anch’esse ai massimi storici - osserva Carlo Buontempo, direttore del Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus presso l’Ecmwf - Ogni dato è di per sé impressionante; nel loro insieme, dipingono il quadro di un sistema climatico sottoposto a una pressione costante e in accelerazione. Dati affidabili, prodotti operativamente con miliardi di misurazioni effettuate da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche, che non sono più un lusso scientifico ma un elemento essenziale per qualsiasi seria risposta politica e di adattamento al clima”. Più nel dettaglio, secondo il set di dati Era5, marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo a livello globale, con una temperatura media dell'aria superficiale di 13,94 °C, ovvero 0,53 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024. La temperatura media sulla terraferma europea nel marzo 2026 è stata la seconda più calda in assoluto, con un valore di 5,88 °C, ovvero 2,27 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2025. La temperatura media superficiale del mare (Sst) per marzo 2026 nell’area compresa tra i 60°S e i 60°N è stata di 20,97 °C, il secondo valore più alto mai registrato per il mese. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024, durante l'ultimo fenomeno di El Niño. Molti centri per il clima prevedono per la seconda metà dell'anno una transizione da condizioni neutre a condizioni di El Niño. La Sst giornaliera è aumentata costantemente per tutto il mese di marzo e si sta avvicinando ai valori record registrati nel 2024.