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(Adnkronos) - La Russia torna a schierare Vladimir Medinsky, consigliere presidenziale del Cremlino, alla guida della propria delegazione nei prossimi colloqui con Ucraina e Stati Uniti in programma il 17-18 febbraio a Ginevra. Una scelta che, secondo il Kyiv Independent, potrebbe indicare un irrigidimento della posizione di Mosca, dopo che l'ultimo round era stato condotto da una squadra ritenuta dal governo ucraino più "costruttiva". Secondo l'edizione online del giornale, il ritorno di Medinsky potrebbe segnalare una linea più dura da parte del Cremlino. In passato, durante i negoziati a Istanbul del 2025, funzionari ucraini lo avevano definito uno "pseudo-storico" e accusato di aver mantenuto posizioni intransigenti. In quel round di colloqui Medinsky avrebbe dichiarato che Mosca era pronta a continuare la guerra senza limiti di tempo e avrebbe avvertito che, se Kiev non avesse accettato le condizioni russe, l'esercito avrebbe potuto avanzare ulteriormente e conquistare nuovi territori. Bloomberg aveva riferito che anche i funzionari statunitensi avevano espresso ai russi la preferenza di limitare il ruolo dei 'falchi' come Medinsky, nel processo di pace. Medinsky aveva già guidato la delegazione russa i primi colloqui tra le parti che si tennero a Homel, in Bielorussia, a fine febbraio del 2022. Nell'ultimo round, invece, la delegazione russa era stata guidata da Igor Kostyukov, capo dell'intelligence militare (Gru), affiancato da alti funzionari del ministero della Difesa: una squadra descritta dagli ucraini come più "costruttiva" e indicata come segnale di un "cambiamento qualitativo" rispetto al passato. L'Ucraina invierà a Ginevra una delegazione di alto livello, composta dal segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, Rustem Umerov, dal capo gabinetto di Volodymir Zelensky, Kyrylo Budanov e altri funzionari. "L'obiettivo resta invariato: una pace stabile e duratura", ha dichiarato Umerov. Il nuovo round si apre in un clima teso. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha attaccato apertamente il piano in 20 punti messo a punto da Stati Uniti e Ucraina, sostenendo che le versioni successive siano il risultato del tentativo di Zelensky e dell'Europa di stravolgere una precedente iniziativa americana-russa, concordata durante il vertice di Ferragosto in Alaska, che a suo dire era invece "in linea con le realtà sul terreno". Intanto continua il pressing Usa sull'Ucraina. "La Russia vuole raggiungere un accordo e Zelensky dovrà darsi una mossa, altrimenti perderà una grande opportunità. Deve muoversi", ha ribadito ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Dal canto suo Zelensky apre sulle elezioni in Ucraina ma in cambio di una tregua. "Se il presidente Trump, e credo che possa farlo, spinge Putin verso un cessate il fuoco che duri due o tre mesi, noi faremo le elezioni", ha affermato.
(Adnkronos) - Cresce nelle pmi italiane la consapevolezza del ruolo decisivo delle competenze manageriali nella gestione dei passaggi critici del proprio percorso di crescita: ricambio generazionale, nuovi assetti societari, trasformazione digitale, sempre più spesso trovano nella formazione dei dirigenti la leva capace di trasformare i processi di cambiamento in nuove leve di competitività. Lo conferma la graduatoria dei piani formativi finanziati con l'Avviso 2/2025 di Fondirigenti, pubblicata ieri, che fotografa bisogni, priorità e livelli di maturità delle imprese chiamate a governare, al loro interno, cambiamenti rapidi e complessi. Sono 152 i piani finanziati, che coinvolgeranno 239 dirigenti per un totale di 13.753 ore di formazione, con una media di 57,6 ore per dirigente e una richiesta media di finanziamento di poco più di 12mila euro per piano. Il dato più significativo è che il 75% dei piani formativi presentati ha superato la soglia di ammissibilità, con oltre la metà dei progetti idonei (53%) nella fascia più alta di valutazione, tra 85 e 100 punti. Una positiva evoluzione, che conferma il trend già evidenziato con i precedenti Avvisi, segno dell’elevata qualità delle proposte e di una progettualità più matura e consapevole da parte delle imprese. Vista la qualità complessiva dei progetti e dell'ampiezza della risposta, il cda di Fondirigenti ha deliberato di andare oltre lo stanziamento iniziale di 1,5 milioni di euro, euro per finanziare tutti i 152 piani idonei, per un investimento complessivo di oltre 1,8 milioni di euro che premia la crescita della progettualità nelle pmi. "La graduatoria - sottolinea Massimo Sabatini, direttore generale di Fondirigenti - restituisce l'immagine di pmi sempre più consapevoli del fatto che, per attraversare fasi complesse come un passaggio generazionale o un'operazione societaria, servono competenze adeguate di governo, metodo e visione, dove la formazione può fare la differenza Colpisce, in particolare, la crescita della qualità progettuale degli interventi, nelle fasce di merito più alte, segno che le imprese stanno investendo in percorsi sempre più concreti e immediatamente utili, per prendere decisioni migliori e più tempestive". A livello territoriale, Veneto ed Emilia-Romagna hanno registrato il maggior numero di piani approvati, seguite dalla Lombardia; nel Mezzogiorno spicca la Campania. Diverse regioni con poche candidature hanno tuttavia raggiunto il 100% di approvazione, indice di una capacità progettuale solida e diffusa. I piani valutati evidenziano una adeguata correlazione tra i processi di 'metamorfosi' aziendale e i percorsi di rafforzamento delle competenze tecnico-manageriali, funzionali a ridefinirne l’identità, la struttura organizzativa e la visione strategica. I casi più virtuosi testimoniano un pensiero strategico di cambiamento, volto a garantire continuità e crescita nel lungo periodo, che comporta una profonda trasformazione culturale e organizzativa. Rispetto ai contenuti, i progetti nell'area del passaggio generazionale mostrano una forte attenzione alle competenze in materia di governance, alla mappatura e valorizzazione delle competenze, al mentoring e trasferimento del know-how, alla definizione di KPI e sistemi di performance management per rendere la transizione più solida. Dal canto loro, l'area delle operazioni societarie evidenzia un approccio orientato al rafforzamento strutturale delle competenze manageriali, con focus ricorrenti su finanza strategica, valutazione d'impresa, compliance e gestione del rischio, spesso con un'attenzione che si estende alla conoscenza delle filiere e dei mercati internazionali. L'area della trasformazione digitale funzionale alla crescita delle pmi si conferma infine di particolare interesse, soprattutto sui temi dell’Intelligenza Artificiale, integrazione dei sistemi, cybersecurity, analytics e governance dei dati. "Con l'Avviso 2/2025 - spiega Marco Bodini, presidente di Fondirigenti - abbiamo voluto mettere a fuoco i momenti chiave in cui le Pmi si giocano continuità e competitività, ovvero il ricambio generazionale, gli assetti societari e la trasformazione digitale come leva di efficienza e di governo La risposta così ampia e di elevata qualità pervenuta dalle imprese conferma, da un lato, lo straordinario ruolo abilitante della formazione continua nelle grandi trasformazioni aziendali, dall'altro chiama sempre più in causa Fondirigenti come partner delle imprese, soprattutto di quelle di minori dimensioni, per aiutarle a trasformare cambiamento e complessità in momenti di opportunità di crescita". "Il Fondo sottolinea - ha sempre avuto come tratto distintivo quello della qualità dell'azione formativa: l'innalzamento dell'asticella e la qualità dei piani ricevuti mostrano che il sistema produttivo e manageriale è pronto ad impegnarsi in questa direzione". La graduatoria completa è disponibile sul sito di Fondirigenti: https://www.fondirigenti.it.
(Adnkronos) - "Il Consorzio è un'eccellenza di economia circolare, raccoglie la totalità dell'olio minerale usato italiano e lo rigenera al 98%". Così Riccardo Piunti, presidente del Conou – Consorzio nazionale degli oli minerali usati – ha spiegato a Roma la forza e la peculiarità del Consorzio, intervenendo al Terzo Forum nazionale 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy', promosso da Legambiente. L’evento ha riunito istituzioni, aziende e stakeholder della green economy per discutere le strategie di rilancio industriale e sostenibile del Paese. “Le medie di altri paesi avanzati sono circa la metà di questo risultato. Si tratta di un modello che combina efficienza tecnologica e cooperazione spontanea delle imprese italiane da oltre 40 anni – spiega Piunti –. L’olio usato viene consegnato al raccoglitore, che lo porta agli impianti di rigenerazione, e il sistema funziona in maniera automatica, lineare e controllata”. Secondo il presidente del Conou, la chiave del successo risiede nella struttura consortile: “Noi non siamo direttamente parte in causa, ma facciamo da arbitri e controllori del sistema. Forniamo linee guida e indicazioni, ma il processo funziona autonomamente. Questo è ciò che distingue la nostra eccellenza nel mondo, l’industrializzazione sostenibile basata su cooperazione e rigore tecnico”.