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Trump, il nuovo piano: "Blocco subito lo Stretto di Hormuz". Negoziati o attacco? I messaggi all'Iran

(Adnkronos) - Donald Trump cambia marcia e annuncia il blocco navale dello Stretto di Hormuz che scatta già oggi, in attesa di nuovi attacchi all'Iran o negoziati supplementari. Un paio di punti fermi e tante incognite nella strategia che il ...

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Dl coesione: ecco misure per sostenere occupazione e competitività

(Adnkronos) - Misure concrete che puntano a sostenere l'occupazione e a migliorare il mercato del lavoro, per aumentare la competitività e la coesione del Paese, con particolare attenzione alle regioni del Sud Italia. Sono gli interventi per l'occupazione istituiti con il DL ...

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Gruppo Davines accelera crescita globale, Comfort Zone rilancia su longevità e skin tech

(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a ...

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Trump, il nuovo piano: "Blocco subito lo Stretto di Hormuz". Negoziati o attacco? I messaggi all'Iran

(Adnkronos) - Donald Trump cambia marcia e annuncia il blocco navale dello Stretto di Hormuz che scatta già oggi, in attesa di nuovi attacchi all'Iran o negoziati supplementari. Un paio di punti fermi e tante incognite nella strategia che il presidente illustra dopo il flop delle trattative tra Stati Uniti e Iran in Pakistan. A Islamabad, il tentativo di trasformare la tregua in un accordo di pace fallisce. Trump volta pagina e si prepara alla nuova fase: diplomazia o guerra, il doppio binario è aperto. L'Iran non chiude al dialogo ma, a parole, non teme lo scontro: Teheran è pronta a combattere per lo Stretto. L'effetto immediato rischia di essere una nuova impennata del prezzo del petrolio e di quelli dei carburanti. In un quadro estremamente fluido, due elementi sono solidi nello scacchiere di Trump: "L'Iran non avrà mai un'arma nucleare. Gli Stati Uniti realizzeranno un blocco navale nello Stretto di Hormuz", dice il numero 1 della Casa Bianca in un diluvio di parole tra dichiarazioni a Fox News e post sul social Truth. A Islamabad, secondo Trump, tra Usa e Iran sono stati "raggiunti molti accordi ma c'è solo una cosa che conta: l'Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari. Per molti versi, i punti concordati sono per noi meglio rispetto proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla conclusione, ma tutti questi punti non contano rispetto a consentire che l'energia nucleare sia nelle mani di un popolo così instabile, difficile e imprevedibile". La novità sostanziale annunciata da Trump è il blocco navale - che scatterà oggi 13 aprile - per blindare lo Stretto di Hormuz, via determinante per il commercio del 20% del petrolio mondiale. Il braccio di mare, sotto la minaccia di droni e missili iraniani, è paralizzato da settimane. Risultato: prezzo del greggio in ascesa, come quello di benzina e diesel in molti paesi, Italia compresa. Il blocco si materializzerà nella giornata di lunedì. "Le forze del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) inizieranno ad attuare un blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani da domani alle 10 ora americana (le 16 in Italia )in conformità con la proclamazione del presidente" Trump, rende noto il Centcom. "Il blocco sarà applicato imparzialmente nei confronti delle imbarcazioni di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, compresi tutti i porti iraniani sul Golfo Persico e sul Golfo dell'Oman. Le forze del Centcom - viene poi precisato - non ostacoleranno la libertà di navigazione per le imbarcazioni che transitano nello Stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani". "Gli iraniani dicono di aver posizionato mine in acqua, nonostante tutta la loro Marina e la maggior parte delle loro navi posamine siano state completamente distrutte. Farebbero meglio ad avviare al più presto il processo per riaprire questa via internazionale navigabile. Stanno violando ogni legge", afferma Trump. Gli Stati Uniti hanno inviato un segnale già nella giornata di sabato: due cacciatorpediniere hanno attraversato lo Stretto, primo step per sminare il tratto di mare. Ora, l'ulteriore upgrade. "Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, inizierà il processo di blocco di tutte le navi che tentano di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz. A un certo punto, arriveremo a una situazione in cui 'a tutti sarà permesso entrare, a tutti sarà permesso uscire'".  I potenziali effetti dell'operazione sono intuibili. "Se abbiamo un blocco navale, rimane il problema della carenza di circa 7 milioni di barili di greggio sul mercato, di cui 4 milioni di barili di prodotti raffinati che non riescono a essere esportati. E a questo problema aggiungiamo i barili iraniani che non arriveranno sul mercato", dice alla CNN Karen Young, ricercatrice senior presso il Center on Global Energy Policy della Columbia University. "Potrebbe passare molto tempo" prima che i prezzi del petrolio scendano, anche dopo la fine della guerra: le cifre non caleranno finché lo Stretto non sarà riaperto e gli impianti petroliferi danneggiati non saranno riparati. "Si tratta di variabili enormi che sono ancora irrisolte", ha affermato. "Quindi, credo che per ora e fino alla fine del 2026 ci troveremo sicuramente ad affrontare prezzi del petrolio elevati". Nel frattempo, il dialogo potrebbe riprendere vigore. La via diplomatica non è sbarrata secondo Teheran. "L'altra parte non è riuscita a ottenere la fiducia della delegazione iraniana durante questo ciclo di negoziati", dice Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e leader della delegazione a Islamabad. "Questi negoziati si sono svolti dopo 40 giorni di guerra imposta e in un clima di sfiducia e sospetto. È naturale che non ci si aspettasse, fin dall'inizio, di raggiungere un accordo in un solo incontro. Nessuno se lo aspettava ma la diplomazia non si ferma mai", dice il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei. Teheran contesta le affermazioni di Trump secondo cui i colloqui di Islamabad sono falliti per rifiuto di rinunciare al programma nucleare: "È falso. La posizione dell'Iran è chiara. L'Iran non cerca di acquisire armi nucleari, ma ha il diritto all'energia nucleare per scopi pacifici. Questo diritto è innegabile e deve essere riconosciuto", afferma una fonte della Repubblica islamica, secondo quanto riferisce il Times of Israel. La stessa fonte assicura che il Paese è pronto a limitare le attività nucleari nell'ambito di misure per costruire la fiducia, compresi i livelli di arricchimento dell'uranio. In attesa di un eventuale nuovo round, l'Iran non intende cedere la carta più importante a disposizione: il paese ha ancora a disposizione mezzi per controllare lo Stretto di Hormuz. Più del 60 per cento delle imbarcazioni usate dai Pasdaran per pattugliare il braccio di mare è intatta, evidenzia il Wall Street Journal. Si tratta di barchini veloci e unità da combattimento dotate di missili e mine che riescono a sfuggire ai satelliti per le loro dimensioni ridotte. La 'chiave' dello Stretto rimane nelle "mani capaci" di Teheran, afferma Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ricordando che tutta "la storia della diplomazia" del suo Paese si basa su un unico principio: "Salvaguardare il nostro caro Iran". L'avvicinamento di navi militari allo Stretto, inoltre, sarà visto come "una violazione del cessate il fuoco", avvertono i Pasdaran. "Contrariamente alle false affermazioni di alcuni funzionari nemici, lo Stretto di Hormuz è sotto controllo e gestione intelligente, aperto al passaggio innocuo di navi non militari in conformità con regolamenti specifici". Qualsiasi nave militare "che tenti di avvicinarsi allo stretto di Hormuz con qualsiasi pretesto o scusa sarà considerata una violazione del cessate il fuoco e sarà trattata con durezza e decisione". Si rischia una nuova escalation? Sì, forse. Anzi, no. Per ora. "I colloqui sono stati molto amichevoli, abbiamo ottenuto quasi ogni punto di cui avevamo bisogno, tranne per il fatto che si rifiutano di rinunciare alla loro ambizione nucleare", il quadro incoraggiante tratteggiato da Trump. "Prevedo che torneranno al tavolo e ci daranno tutto quello che vogliamo... Voglio tutto... Non hanno carte da giocare", aggiunge prima della sterzata con toni diametralmente opposti: "Siamo pronti a far fuoco in un momento appropriato, i nostri militari finiranno quel poco che è rimasto dell'Iran". Potrei eliminare l'Iran in un giorno. In un'ora potrei colpire la loro intera filiera energetica, tutto, ogni singolo impianto: le centrali elettriche, che sono una cosa seria. E mi dispiace farlo, perché se lo faccio ci vogliono 10 anni per ricostruire, non riusciranno mai a ricostruirlo. E l'altra cosa da colpire sono i ponti". All'elenco si aggiungono anche gli impianti di desalinizzazione: "L'unica cosa davvero rimasta è la loro acqua. Colpirla sarebbe devastante".

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Dl coesione: ecco misure per sostenere occupazione e competitività

(Adnkronos) - Misure concrete che puntano a sostenere l'occupazione e a migliorare il mercato del lavoro, per aumentare la competitività e la coesione del Paese, con particolare attenzione alle regioni del Sud Italia. Sono gli interventi per l'occupazione istituiti con il DL Coesione e finanziati dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027. Gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e realizzato grazie alle risorse del Fondo sociale europeo Plus, il Programma Giovani, donne e lavoro è uno dei più rilevanti in Europa, sia per le risorse – oltre 5 miliardi di euro – sia per la varietà di interventi che mette in campo: il programma punta a promuovere il lavoro e le competenze, a favorire l'occupazione di giovani, donne e persone in condizioni di vulnerabilità e a modernizzare i servizi per il lavoro e le politiche attive. Le misure per l’occupazione del Dl Coesione comprendono: il Piano integrato per l’autoimpiego (con misure per le Regioni del Centro e del Nord Italia e misure per le Regioni del Sud); il Bonus Donne; il Bonus Giovani e il Bonus Zona economica speciale per il Mezzogiorno - Zes unica. Ecco quanto previsto dalle singole misure. Il Piano integrato Autoimpiego si rivolge a giovani con meno di 35 anni e ha l’obiettivo di favorire l’avvio di iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali. Il Piano punta a ridurre il numero di giovani esclusi dal mercato del lavoro grazie a finanziamenti che favoriscono la nascita e lo sviluppo di nuove realtà produttive in tutti i settori economici (ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura), con misure differenziate per le due distinte aree di intervento: Autoimpiego Centro-nord e Resto al Sud 2.0. Le agevolazioni finanziarie, pari nel complesso a 576 milioni di euro, sono integrate da servizi di tutoraggio di due tipi: il supporto per gli aspetti tecnici legati alla gestione del finanziamento e il supporto gestionale che affianca le iniziative nella fase di ingresso nel mercato e nella gestione delle criticità. Il Bonus Donne punta a favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, anche nell’ambito della Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno. Sono disponibili oltre 438 milioni di euro a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro: il beneficio consiste in un esonero contributivo per nuove assunzioni a tempo indeterminato di donne lavoratrici svantaggiate. Il Bonus Giovani sostiene l’occupazione giovanile stabile in tutto il territorio nazionale. È maggiore per assunzioni/trasformazioni che riguardano giovani lavoratori delle sedi situate nella Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno, per favorire lo sviluppo occupazionale e contribuire alla riduzione dei divari territoriali. Lo stanziamento ammonta a oltre 1.400 milioni di euro, a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro. Il Bonus Zes unica punta a sostenere lo sviluppo occupazionale della Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno e a ridurre i divari territoriali. Ma di cosa si tratta? Il Bonus Zes unica è un esonero contributivo in favore dei datori di lavoro privati che hanno assunto personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’incentivo copre i contributi previdenziali nel limite massimo di 650 euro/mese. Lo stanziamento a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 è di oltre 535 milioni di euro. Per informazioni: https://www.lavoro.gov.it/pn-giovani-donne-lavoro/progetti/interventi

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Gruppo Davines accelera crescita globale, Comfort Zone rilancia su longevità e skin tech

(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a cambi costanti nel 2025, confermando un trend positivo sostenuto dall’internazionalizzazione e dal mercato professionale. Alla base di questo percorso, una visione precisa. “L’incrocio tra sostenibilità e performance è la ragione del gruppo Davines di esistere”, spiega il presidente Davide Bollati. Un approccio che va oltre il prodotto e si inserisce in un contesto più ampio: “La cosmetica italiana riesce a entrare nel profondo degli stili di vita delle persone, rappresentando una modalità unica del sistema Italia”. (VIDEO) All’interno di questo ecosistema si colloca Comfort Zone, divisione skin-care del Gruppo, che celebra 30 anni di attività puntando su innovazione scientifica e longevità della pelle. Un anniversario che segna un’evoluzione del brand, oggi sempre più orientato verso soluzioni rigenerative e tecnologie avanzate. Il filo conduttore è il collagene, al centro di nuove formulazioni e dispositivi per viso e corpo. Tra le innovazioni, il sistema Thermo Sculpt per la ridefinizione tridimensionale, che utilizza infrarossi e massaggio vibrazionale, e Longevilift, dispositivo multi-tech che integra diverse tecnologie per trattamenti personalizzati. “Oggi il tema della longevità la fa da padrone: è importante invecchiare bene, lavorando non solo sul viso ma anche sul corpo”, sottolinea Davide Manzoni general manager Italia e Spagna Comfort Zone. “Per farlo, oltre ai prodotti dedicati al collagene, è necessario utilizzare anche nuove tecnologie come gli infrarossi, che ripristinano il microcircolo e migliorano la qualità della pelle”. Accanto alle tecnologie, anche nuove soluzioni skincare, come la Body Strategist Collagen Cream con collagene biotecnologico e peptidi, e il Longevity Collagen+ Serum, pensato per stimolare la produzione di collagene e contrastare l’invecchiamento cutaneo. Ma a fare la differenza è un insieme di fattori. “Non è solo il prodotto che distingue, ma la ricerca, le materie prime, il nostro Davines Group Village di Parma e soprattutto le persone”, aggiunge Manzoni. “Siamo una realtà che, dopo 30 anni, ha ancora molte delle persone con cui è partita”. Un modello che unisce innovazione, identità e visione internazionale, e che conferma il ruolo di Davines e Comfort Zone tra i protagonisti di un settore in continua evoluzione.

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