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(Adnkronos) - Si allarga l’inchiesta sulla morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso sotto gli occhi del figlio di 11 anni in una violenta aggressione da parte di un gruppo di giovani in piazza Felice Palma a Massa. Dopo i provvedimenti adottati domenica 12 aprile – con il fermo di un minorenne di 17 anni con l’accusa di omicidio volontario e di due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron (23 anni) ed Eduard Alin Carutasu (19 anni), entrambi di origine rumena, ritenuti responsabili di concorso in omicidio volontario – oggi emergono nuovi sviluppi: altri due giovani sono stati iscritti nel registro degli indagati. Per tutti e cinque gli indagati si aprirà nei prossimi giorni la fase degli interrogatori di garanzia: il 17enne comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Genova, mentre i maggiorenni saranno sentiti dal gip del Tribunale di Massa. In quella sede potranno fornire la propria versione dei fatti e presentare eventuali elementi a loro difesa. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite dagli inquirenti, mostrerebbero con chiarezza il momento in cui Giacomo Bongiorni viene colpito e si accascia al suolo a seguito di un colpo inferto volontariamente. Dai filmati emergerebbe inoltre che l'uomo sarebbe stato raggiunto da più colpi, anche quando era già a terra. A fare il punto è stato il procuratore della Repubblica di Massa, Piero Capizzoto, nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla presenza anche del comandante provinciale dei carabinieri Alessandro Dominici. Procura e Arma hanno ripercorso le fasi delle indagini, avviate dopo la chiamata giunta intorno all’1.20 nella notte tra sabato e domenica. "Stiamo ancora lavorando per ricostruire con esattezza quanto accaduto – ha spiegato Capizzoto –. L’elemento più oggettivo di cui disponiamo sono i filmati, che però sono privi di audio. Dobbiamo ancora ascoltare l’altra persona presente, rimasta ferita, che ieri non era in grado di parlare. Sappiamo però che i due gruppi non si conoscevano prima". Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le persone coinvolte sarebbero due gruppi distinti: da una parte cinque giovani – tre minorenni e due maggiorenni, tutti indagati – e dall’altra la vittima, 47 anni, insieme al cognato, attualmente ricoverato in ospedale. In base agli accertamenti, i ragazzi non sarebbero stati in stato di ebbrezza. Dalle immagini si vedrebbe uno dei giovani, il 17enne attualmente in stato di fermo, colpire Bongiorni con un pugno, facendolo cadere a terra. Successivamente sarebbero stati inferti ulteriori colpi. Resta tuttavia da chiarire quale sia stato il colpo fatale. "Per una corretta qualificazione giuridica dei fatti sarà necessario attendere l’esito dell’autopsia, che verrà eseguita a Genova nelle prossime ore – ha aggiunto il procuratore –. L’esame dovrà chiarire per effetto di quale tipo di colpo si è verificato il decesso". "Allo stato attuale – ha concluso Capizzoto – non è possibile individuare con certezza il colpo mortale: non è stato un solo colpo a provocare il decesso, ma diversi, e al momento non siamo in grado di dire quale sia quello che ha certamente causato la morte". Domani, martedì 14 aprile, alle ore 21, si terrà una fiaccolata promossa congiuntamente da Comune e Diocesi per le strade della città di Massa in memoria di Giacomo Bongiorni. Come anticipato dal vescovomonsignor Mario Vaccari l'iniziativa, concordata con il sindaco, Francesco Persiani, intende rappresentare "un momento comunitario di riflessione sul senso di quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica scorsi, quando è avvenuta la morte di Giacomo Bongiorni, fatto che ha suscitato sgomento e preoccupazione in tutta la cittadinanza". "La fiaccolata vuole essere un modo per stringersi in preghiera in segno di vicinanza al dolore dei familiari, in un clima di rispetto, raccoglimento e sobrietà", si legge in un comunicato del Comune. Questo l'itinerario della fiaccolata: Partenza da piazza Garibaldi, via Eugenio Chiesa, via Porta Fabbrica, Piazza Aranci, Palazzo Ducale, via Cairoli, piazza Duomo, via Dante e conclusione in Piazza Palma.
(Adnkronos) - Misure concrete che puntano a sostenere l'occupazione e a migliorare il mercato del lavoro, per aumentare la competitività e la coesione del Paese, con particolare attenzione alle regioni del Sud Italia. Sono gli interventi per l'occupazione istituiti con il DL Coesione e finanziati dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027. Gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e realizzato grazie alle risorse del Fondo sociale europeo Plus, il Programma Giovani, donne e lavoro è uno dei più rilevanti in Europa, sia per le risorse – oltre 5 miliardi di euro – sia per la varietà di interventi che mette in campo: il programma punta a promuovere il lavoro e le competenze, a favorire l'occupazione di giovani, donne e persone in condizioni di vulnerabilità e a modernizzare i servizi per il lavoro e le politiche attive. Le misure per l’occupazione del Dl Coesione comprendono: il Piano integrato per l’autoimpiego (con misure per le Regioni del Centro e del Nord Italia e misure per le Regioni del Sud); il Bonus Donne; il Bonus Giovani e il Bonus Zona economica speciale per il Mezzogiorno - Zes unica. Ecco quanto previsto dalle singole misure. Il Piano integrato Autoimpiego si rivolge a giovani con meno di 35 anni e ha l’obiettivo di favorire l’avvio di iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali. Il Piano punta a ridurre il numero di giovani esclusi dal mercato del lavoro grazie a finanziamenti che favoriscono la nascita e lo sviluppo di nuove realtà produttive in tutti i settori economici (ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura), con misure differenziate per le due distinte aree di intervento: Autoimpiego Centro-nord e Resto al Sud 2.0. Le agevolazioni finanziarie, pari nel complesso a 576 milioni di euro, sono integrate da servizi di tutoraggio di due tipi: il supporto per gli aspetti tecnici legati alla gestione del finanziamento e il supporto gestionale che affianca le iniziative nella fase di ingresso nel mercato e nella gestione delle criticità. Il Bonus Donne punta a favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, anche nell’ambito della Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno. Sono disponibili oltre 438 milioni di euro a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro: il beneficio consiste in un esonero contributivo per nuove assunzioni a tempo indeterminato di donne lavoratrici svantaggiate. Il Bonus Giovani sostiene l’occupazione giovanile stabile in tutto il territorio nazionale. È maggiore per assunzioni/trasformazioni che riguardano giovani lavoratori delle sedi situate nella Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno, per favorire lo sviluppo occupazionale e contribuire alla riduzione dei divari territoriali. Lo stanziamento ammonta a oltre 1.400 milioni di euro, a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro. Il Bonus Zes unica punta a sostenere lo sviluppo occupazionale della Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno e a ridurre i divari territoriali. Ma di cosa si tratta? Il Bonus Zes unica è un esonero contributivo in favore dei datori di lavoro privati che hanno assunto personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’incentivo copre i contributi previdenziali nel limite massimo di 650 euro/mese. Lo stanziamento a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 è di oltre 535 milioni di euro. Per informazioni: https://www.lavoro.gov.it/pn-giovani-donne-lavoro/progetti/interventi
(Adnkronos) - Sos mozziconi di sigaretta sulle spiagge italiane. A lanciarlo Legambiente con i nuovi dati dell’indagine Beach Litter diffusa oggi in vista della giornata nazionale del mare (11 aprile) e del weekend di mobilitazione del 10-12 aprile 'Spiagge e Fondali Puliti 2026'. In 12 anni di monitoraggi, dal 2014 al 2026, sono 50.053 i mozziconi di sigaretta raccolti e catalogati da Legambiente in 653 transetti: una media di 77 ogni 100 metri lineari di spiaggia. Dati che valgono ai mozziconi il secondo posto in classifica tra i materiali più trovati sui lidi, dopo i frammenti in plastica che si piazzano al primo posto (61.785 quelli raccolti). I mozziconi di sigaretta costituiscono, inoltre, l’87% dei 57.099 'rifiuti di fumo' (che includono anche accendini, pacchetti di sigarette o scatole per tabacco o sigarette in carta) trovati in questi anni nel corso dei monitoraggi. A questa fotografia scattata dall’indagine Beach Litter di Legambiente si aggiunge anche quella relativa agli scarti di ogni tipologia raccolti e monitorati in questi in 12 anni nei 653 transetti e che ammontano a 512.934 rifiuti di cui l’80% è plastica. Ovvero una media di 785 rifiuti ogni 100 metri lineari. Per questo Legambiente richiama tutti all’azione e ad un maggior senso di responsabilità collettiva con la 36esima edizione di 'Spiagge e Fondali Puliti', nelle giornate del 10, 11 e 12 aprile, che ha come partner principale Sammontana, supporter Traghettilines, e partner tecnico Erion Care. Obiettivo della campagna è quello di denunciare l'incuria e l'abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, promuovere la tutela dell'ecosistema marino. Saranno oltre 80 le iniziative in programma in 16 regioni della Penisola organizzate da circoli e regionali di Legambiente e che vedranno in azione volontari e cittadini di tutte le età impegnati a ripulire dai rifiuti abbandonati lidi, coste, fondali ma anche foci dei fiumi e torrenti. “Il problema della dispersione dei rifiuti in mare e in spiaggia - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - resta un’emergenza in Italia e nel resto del mondo da affrontare al più presto. Per contrastare il marine e il beach litter è fondamentale ridurre l’usa e getta, prevedere più campagne di informazione e sensibilizzazione, ma anche più controlli e sanzioni effettive per chi getta i mozziconi di sigaretta a terra, in spiaggia o a mare. È inoltre fondamentale garantire la piena applicazione della direttiva Europa Sup 2019/904 sulla plastica monouso che prevede anche il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (Epr) di tabacco, che obbliga i produttori a coprire i costi di gestione dei rifiuti, tra cui pulizia, trasporto e trattamento dei mozziconi abbandonati. Al ministero dell’Ambiente chiediamo di definire al più presto, tramite accordi di programma o altri strumenti attuativi, l’avvio dell’Epr come chiesto dalla direttiva e che ad oggi in Italia si basa solo su base volontaria”.