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Ucraina-Russia, attacchi incrociati con droni. Mosca arresta cittadina tedesca con una bomba

(Adnkronos) - Guerra in Ucraina, nuova escalation tra attacchi incrociati e tensioni di intelligence tra Mosca e Kiev. Nella giornata di oggi, 20 aprile, la Russia ha annunciato l’arresto di una cittadina tedesca accusata di essere coinvolta in un presunto ...

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Donne controcorrente stanno riscrivendo regole finanza, in un libro il potere delle cfo

(Adnkronos) - Esiste un potere che non si esibisce, ma si esercita ogni giorno nei numeri, nelle strategie e nelle decisioni che muovono il denaro delle grandi organizzazioni. E' il potere delle cfo - chief financial officer - donne che hanno scelto, o più ...

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La roadmap green dell'industria del vetro, dai consumi idrici alle rinnovabili

(Adnkronos) - L’industria italiana del vetro prosegue il suo percorso di trasparenza e sostenibilità: il fatturato, nel 2024, è stato di oltre 3,8 miliardi di euro; il rapporto costi/ricavi è migliorato attestandosi all’88,2%; gli investimenti per ambiente e ...

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Ucraina-Russia, attacchi incrociati con droni. Mosca arresta cittadina tedesca con una bomba

(Adnkronos) - Guerra in Ucraina, nuova escalation tra attacchi incrociati e tensioni di intelligence tra Mosca e Kiev. Nella giornata di oggi, 20 aprile, la Russia ha annunciato l’arresto di una cittadina tedesca accusata di essere coinvolta in un presunto piano per far esplodere un edificio dei servizi di sicurezza nel sud, nell'ambito di quello che, secondo Mosca, sarebbe un complotto ordito dall'Ucraina. Secondo quanto riferito dall’FSB, la donna – classe 1969 – sarebbe stata fermata nella città di Pyatigorsk, nel Caucaso, con un ordigno esplosivo artigianale nello zaino. L’operazione, secondo Mosca, sarebbe riconducibile a un presunto complotto orchestrato dall’Ucraina attraverso intermediari stranieri. Kiev non ha al momento commentato le accuse. Sul fronte militare, la notte del 20 aprile è stata segnata da nuovi attacchi incrociati. In Russia, droni ucraini hanno colpito la località di Tuapse, sul Mar Nero, causando un morto e un ferito e provocando incendi in un’area industriale legata alla raffinazione del petrolio. Danni anche a edifici civili nella zona portuale. Si è trattato del secondo attacco al porto in pochi giorni, con detriti di droni che hanno danneggiato le finestre degli edifici in tutta la città, inclusi appartamenti, una scuola elementare, un asilo, un museo e una chiesa, ha aggiunto Kondratiev. "Tuapse è stata nuovamente colpita da un massiccio attacco di droni. Secondo le prime informazioni, un uomo è rimasto ucciso nel porto. Esprimo le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia", ha dichiarato il governatore regionale Veniamin Kondratiev, aggiungendo che un altro uomo è rimasto ferito nell'attacco e ha ricevuto assistenza medica. In Ucraina, invece, le forze russe hanno colpito infrastrutture ferroviarie nella regione di Kharkiv. Le autorità locali hanno riferito di danni estesi a stazioni, depositi e impianti elettrici, ma senza vittime tra il personale ferroviario. Nella stessa regione si registrano anche feriti a seguito di attacchi con droni. Secondo dati diffusi dalle autorità ucraine, dall’inizio dell’anno si contano centinaia di attacchi alle infrastrutture strategiche del Paese, con gravi ripercussioni sulla rete logistica nazionale. Le operazioni di ripristino sono in corso in più aree colpite. 

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Donne controcorrente stanno riscrivendo regole finanza, in un libro il potere delle cfo

(Adnkronos) - Esiste un potere che non si esibisce, ma si esercita ogni giorno nei numeri, nelle strategie e nelle decisioni che muovono il denaro delle grandi organizzazioni. E' il potere delle cfo - chief financial officer - donne che hanno scelto, o più spesso conquistato, uno dei ruoli più sfidanti e ancora più esclusivi del mondo aziendale. 'Donne controcorrente nella finanza' è il nuovo libro di Claudio Barnini che racconta le voci, le esperienze e la visione delle donne che guidano i numeri delle grandi aziende, edito da Mason&Partners. Questo libro nasce dall'ascolto di quelle voci: storie di carriera, di ostacoli reali, di visioni sul futuro della finanza. Non un manuale di self-help, non un catalogo di eccellenze. Un racconto corale che parla di strutture da cambiare, di pregiudizi da nominare, e di un'economia che - lentamente, ma concretamente - sta cambiando volto. Il volume raccoglie esperienze dirette di cfo e dirigenti finanziarie che raccontano cosa significa trovarsi uniche in una stanza piena di uomini, come si negozia l'autorevolezza senza perdere la propria voce, e cosa si vede dall'alto — quando ci si arriva. Intervistate dal giornalista Claudio Barnini hanno raccontato le loro esperienze in bilico tra carriera e vita privata. La prefazione è di Gian Maria Fara Presidente di Eurispes che ha dichiarato: “La discriminazione occupazionale di genere non è un fenomeno congiunturale, destinato a correggersi da solo, in maniera autonoma, con il progredire del tempo e dell’avanzamento culturale della società. Il dato non riguarda soltanto il nostro Paese, ma l’Italia lo declina con una specificità che merita attenzione. A livello globale la presenza femminile ai vertici aziendali rimane una quota residuale, lontana dalla parità in ogni latitudine. Ma l’Italia si colloca stabilmente nella coda dei Paesi europei per presenza femminile nei ruoli manageriali: meno di un manager su tre è donna”. Sono Tiziana Bonacina (Value Group), Sara Cavallari (Massimo Group spa) Cinzia Giupponi (ETS spa Engineering and Technical Services), Elena Lagomarsino (Otsuka), Raffaella Tessari (Cherry Bank), Ilaria Bennati (Banca Sistema), Tatiana Simonelli (Alfasigma) e Annarita Carparelli (AP International). E le testimonial Cristina Ceccato (cfo e Top 50 cfo Forbes) e Serena Rossetti (cfo di Serenis), Arianna B. Perché questo libro, perché adesso? Perché l'Unione Europea ha approvato una strategia per la parità di genere 2020-2025 che include trasparenza retributiva e accesso alla giustizia per discriminazione. Perché in Italia, per la prima volta, esiste una Strategia nazionale per la parità di genere con obiettivi misurabili. Perché lo studio McKinsey 'Diversity wins' ha dimostrato che le aziende con autentica parità di genere ai vertici registrano performance significativamente superiori. Le aziende con diversità di genere nel quartile più alto hanno il 25% di probabilità in più di avere una redditività superiore alla media, mentre quelle con un’elevata diversità etnica hanno il 36% di probabilità in più di sovraperformare. Perché la parità di genere non è solo una questione di giustizia, è una questione di competitività. Il testo pone l'accento anche sul termine sheconomy, fusione di she ed economy, e descrive il crescente potere economico, lavorativo e imprenditoriale delle donne a livello globale. Non una tendenza di nicchia: le donne controllano oggi attività finanziarie per 10.000 miliardi di dollari negli USA nel 2024, con proiezioni che superano i 30.000 miliardi entro il 2030. Si prevede inoltre che entro il 2030 il 45% delle donne vivrà in modo autonomo e indipendente, ridisegnando i modelli di consumo e di investimento. In questo contesto, la presenza femminile nei ruoli apicali cresce: in Italia, il 36% dei manager è donna nel 2025, superando la media Eurozona del 35%. A livello mondiale, la percentuale di donne in posizioni apicali ha raggiunto il 33,5% nel 2024, contro il 19,4% del 2004. Il ruolo di cfo, in particolare, registra una presenza femminile del 44,6% nel mid-market — un segnale che vale la pena leggere con attenzione. La Sheconomy, come viene analizzata nel libro, non è una forma di 'femminismo economico' di facciata: è, un progetto di riforma strutturale. L'obiettivo non è adattare le donne a un sistema costruito senza di loro, ma - come si dice - 'fix the system, not the women'. Contrastare il Matilda Effect è ora una priorità, é la tendenza storica a sminuire o ignorare il contributo delle donne — in scienza, in economia, in ogni campo in cui il potere si misura. I numeri parlano da soli: tra il 1901 e il 2021, solo 4 donne su 214 hanno ricevuto il Premio Nobel per la Fisica. Le ricercatrici vengono citate meno, riconosciute dopo, dimenticate prima. Nella finanza, l'effetto si traduce in divari concreti. In Italia, le giovani manager guadagnano in media 2.258 euro contro i 2.853 euro della media europea femminile. Negli USA, le donne in posizione dirigenziale guadagnano circa 817 dollari in meno a settimana rispetto ai colleghi uomini con ruoli equivalenti. Quando si esaminano i vertici delle grandi aziende, gli uomini rappresentano il 94% dei ceo delle società S&P 500. Eppure, i dati smentiscono ogni assunto di fragilità o inadeguatezza: le donne mostrano una gestione del debito più prudente e consapevole, con un'incidenza delle sofferenze sui prestiti del 3,8% contro il 6,2% degli uomini. La competenza c'è. Il riconoscimento, spesso no.

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La roadmap green dell'industria del vetro, dai consumi idrici alle rinnovabili

(Adnkronos) - L’industria italiana del vetro prosegue il suo percorso di trasparenza e sostenibilità: il fatturato, nel 2024, è stato di oltre 3,8 miliardi di euro; il rapporto costi/ricavi è migliorato attestandosi all’88,2%; gli investimenti per ambiente e sicurezza hanno raggiunto i 30 milioni. Migliorano le performance in economia circolare; si dimezzano, dal 2016, i consumi idrici; resta alto l’uso efficiente delle risorse naturali; sostanzialmente stabili nel breve periodo, ma in calo a lungo termine, le emissioni di CO2; l’energia consumata nel 2024 è per il 37% rinnovabile, solo due anni prima era l’11%. Il quarto Rapporto di Sostenibilità di Assovetro, l’Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro aderente a Confindustria, presenta un quadro delle prestazioni dell’industria italiana del vetro dal punto di vista sociale, economico e ambientale nei due anni 2023-2024. Per la sua rendicontazione ha esaminato 14 aziende associate, 11 produttrici di vetro cavo e 3 di vetro piano che rappresentano, nel loro complesso, l’80% circa della presenza industriale installata in Italia. “Questo Rapporto dimostra - ha detto Marco Ravasi, presidente di Assovetro - che, nonostante il contesto difficile, le imprese del vetro continuano a percorrere la via di una produzione sempre più sostenibile, investendo in ricerca e sviluppo e adottando soluzioni per ridurre l’impatto ambientale. Come industria siamo fermi nel nostro impegno a perseguire la transizione ecologica ma è necessario il supporto delle istituzioni e della politica per vincere una sfida che potrà cambiare il modo di fare industria in Italia". Nel biennio 2023-2024, la produzione di vetro ha registrato un rallentamento attestandosi sui 5 milioni di tonnellate a causa del calo dei consumi dovuti all’inflazione e alle tensioni internazionali. Stando al report, nella dinamica dei costi di produzione emergono le spese per l’energia che hanno inciso per il 22,12% nel 2023 e il 18,9 nel 2024 (nel 2022 erano arrivate a quasi il 29% con picchi del 56%), con ricadute negative sulla competitività. Il fatturato di 3,82 miliardi è realizzato prevalentemente in Italia (73,7% nel 2024). Gli investimenti sostenuti per impianti di produzione e per innovazione, che sono fra i principali indicatori della propensione all’aggiornamento tecnologico dell’industria del vetro, nel 2024, sono stati di oltre 270 milioni di euro (circa il 9% del fatturato), la somma più alta dal 2016, ad eccezione di un picco nel 2018. "La produzione di vetro è un’attività energivora in quanto, per essere fuso e plasmato, il vetro deve raggiungere alte temperature. Il consumo di energia rappresenta quindi un indicatore chiave per il settore - sotto il duplice profilo economico e ambientale - sia in termini di consumi assoluti, che di efficienza energetica e di utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili", spiega Assovetro. Nel biennio considerato i consumi energetici, soprattutto gas (65%) sono leggermente diminuiti anche a causa del calo della produzione e l’indicatore di prestazione energetica è rimasto costante tra il 2016 e il 2024, pari a 0,18 Tep / ton di vetro fuso. Il dato che emerge nel 2024 è la crescita delle rinnovabili, arrivate al 37%: il dato è dovuto ad un aumento delle aziende che utilizzano energia non da fonti fossili e da un’azienda al 100% rinnovabile. Le emissioni di CO2 (che derivano principalmente dal processo di fusione ad alta temperatura) prodotte per tonnellata di vetro fuso, hanno avuto un andamento in leggero aumento rispetto al 2021, ma in forte calo rispetto al biennio 2019-2020 (sono diminuite di circa il 70% rispetto a 40 anni fa). Sono diminuite anche del 36,5% rispetto al 2016 le emissioni di ossido di azoto e del 42,9% quelle dell’ossido di zolfo. I consumi idrici si sono ridotti significativamente, grazie all’adozione di tecniche e sistemi mirati: i consumi idrici per tonnellata di vetro fuso sono passati dai 2,16 m3/ton del 2016 a 1,18 m3/ton del 2024. Fronte economia circolare, nel 2024 cresce la raccolta differenziata arrivata al 91% e gli imballaggi in vetro avviati al riciclo sono aumentati del 2,8% con un tasso di riciclo dell’80,3%. Nel 2024 le vetrerie hanno utilizzato in media il 57% di vetro riciclato risparmiando materie prime, energia e CO2. Le certificazioni ambientali, un indicatore chiave dell’attenzione verso l’ambiente, crescono in termini di siti certificati, + 51 dal 2016. A fine 2024 le aziende italiane del vetro cavo e del vetro piano impiegavano, complessivamente, 11.031 addetti, un numero quasi del tutto invariato dal 2016. Sotto il profilo contrattuale, i due comparti si caratterizzano per la netta prevalenza di forme contrattuali stabili (91,5%). I contratti integrativi prevedono per la maggior parte servizi di welfare (73,7%), l’erogazione di premi variabili collettivi. L’industria del vetro sta cercando di colmare il gender gap. L’occupazione femminile è più nutrita tra impiegate (25,8%) e quadri (24,4%). La posizione apicale di dirigente vede una percentuale femminile del 15,5%. Le ore di formazione nel 2024 sono state complessivamente 174.735 con il 31,4% di ore di formazione obbligatoria in materia di ambiente, salute e sicurezza del lavoro.

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