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(Adnkronos) - Il video del presunto killer di Dino Carta, il personal trainer 42enne ucciso lunedì sera a Foggia, mentre portava a spasso il cane, è stato trasmesso in esclusiva nell'edizione delle 20 del Tg1 diretto da Gian Marco Chiocci. L'uomo, incappuciato, è stato ripreso da una telecamera di video sicurezza e lo si vede in sella ad una bicicletta da passeggio. Il volto dell'uomo non è riconoscibile e lo si vede prima di sparire dall'inquadratura. Alle 21.58 del 13 aprile i colpi di pistola. C'è anche l'audio di un altro filmato di videosorveglianza, mandato in onda dalla trasmissione 'Ore 14'. Potrebbe essere la vittima, faccia a faccia con il killer. Anche qui si sentono distintamente gli spari. Questa telecamera registra anche una presunta voce femminile, sulla quale sono in corso verifiche. I carabinieri stanno acquisendo altre immagini di sicurezza dalle abitazioni per ricostruire gli spostamenti della persona in bici che avrebbe imboccato strade contromano.
(Adnkronos) - A poche ore dal ritorno di Artemis II sulla Terra e a pochi giorni dall’inizio della Milano Design Week, la manifestazione più importante per il mondo del progetto, anche il settore dell’arredo rinforza il legame simbolico con le missioni spaziali. La luna ha infatti da sempre esercitato un potente fascino sull’immaginario dell’uomo, designer inclusi. Il suo paesaggio silenzioso, la superficie craterizzata e il ritmo delle sue fasi hanno ispirato nel tempo forme, materiali e atmosfere nel progetto contemporaneo, diventando un riferimento capace di evocare mistero, scoperta e innovazione. Nel corso dei decenni, le missioni spaziali hanno ulteriormente contribuito ad alimentare l’immaginazione, favorendo allo stesso tempo importanti progressi tecnologici e lo sviluppo di nuovi materiali e soluzioni applicative poi trasferiti in diversi ambiti del design. Un interesse che si è rinnovato in queste settimane, riportando lo sguardo verso il cielo e riaccendendo l’attenzione attorno alla Luna e alla sua forza evocativa. Nel design Made in Italy questo richiamo si traduce in superfici materiche, cromie profonde e suggestioni luminose che rimandano al nostro satellite naturale, trasformando l’ispirazione cosmica in linguaggio progettuale. Proprio per rendere omaggio a questa nuova missione che ha segnato il ritorno dell’uomo intorno al suolo selenico dopo cinquant’anni, ecco una selezione di prodotti che hanno trasformato l’ispirazione cosmica in soluzioni concrete di design contemporaneo. Forgiato dal fuoco e temprato dal tempo, Basalto Italiano del marchio della pietra naturale Antolini racchiude l’essenza stessa della terra vulcanica. La sua superficie scura e uniforme, attraversata da impercettibili bagliori minerali, evoca la solidità della roccia lavica e al tempo stesso il mistero di paesaggi notturni e lunari, dove la materia appare sospesa tra origine e silenzio cosmico. Questo basalto puro e imponente, parte dell’Exclusive Collection di Antolini, incarna la potenza della natura e l’eleganza senza tempo delle pietre naturali di cui il marchio veronese detiene l’esclusiva mondiale. Se la pietra restituisce la dimensione più arcaica e materica del paesaggio lunare, altre superfici ne esplorano invece il rapporto con la luce. È il caso della collezione Moon di Ceramiche Refin, in cui il dialogo tra pieni e vuoti si traduce in una matericità che muta al variare del chiarore, proprio come accade sulla superficie craterizzata dell’astro. Le inclusioni minerali emergono su un fondo uniforme generando riflessi cangianti, capaci di restituire la stessa instabilità luminosa delle fasi del nostro satellite, in un equilibrio tra quiete e movimento. Dalla materia delle superfici architettoniche lo sguardo si sposta verso una dimensione più intima e domestica, dove il cosmo diventa esperienza quotidiana. La linea Planet di Gabel1957 trasforma infatti l’immaginario siderale in paesaggi visivi ad alta definizione, in cui la profondità dello spazio si traduce in pattern che avvolgono l’ambiente come un orizzonte lontano. Ne deriva una sensazione di immersione continua, come se il riposo si svolgesse all’interno di un ritmo più ampio, governato dalle stesse logiche cicliche delle fasi lunari. Questa percezione sospesa si ritrova anche in un altro complemento di design come il tappeto In-Canto di G.T.Design, dove la luce diventa materia sottile che scorre sulla superficie. La viscosa di bambù rifrange l’illuminazione con una brillantezza morbida, evocando il chiarore diffuso della Luna piena e trasformando lo spazio in un campo visivo silenzioso e avvolgente, quasi privo di gravità. La suggestione della Luna prende anche nella forma nella lampada Oh! di Linea Light Group, dove l’essenzialità della sfera richiama immediatamente l’immagine di un astro sospeso nello spazio. Il diffusore in polietilene lineare bianco, utilizzato sia nelle versioni a plafone che a sospensione, diffonde una luce morbida e uniforme, simile a quella naturale e avvolgente della luce lunare. La forma pura della sfera rende questa lampada una presenza discreta ma significativa all’interno di qualsiasi ambiente. Come la Luna nel cielo, illumina con delicatezza e contribuisce a creare un’atmosfera calma e accogliente, unendo funzione e semplicità in un unico gesto progettuale. Il tema dello spazio trova un’ulteriore declinazione nel parquet Supernova di Listone Giordano e Studio Oliosopatras, dove la geometria modulare si comporta come un sistema in espansione. Le forme si ripetono e si ruotano generando configurazioni sempre diverse, in cui la percezione dello spazio cambia con il movimento e con la luce, restituendo una dinamica che richiama i fenomeni naturali su scala cosmica. Infine, questa traiettoria ideale tra materia e spazio si completa nella collezione Moon Alu di Talenti Outdoor Living, dove il design degli arredi riprende le curve morbide e continue dei corpi celesti. Le superfici e le imbottiture definiscono un equilibrio visivo e funzionale che richiama la semplicità delle orbite, trasformando divani, poltrone e tavoli in elementi che non si limitano a occupare lo spazio, ma lo interpretano come parte di un sistema più ampio, in costante relazione con il cielo.
(Adnkronos) - Cial, Consorzio nazionale imballaggi alluminio, torna alla Milano design week, il più importante appuntamento internazionale dedicato al progetto e al design, con una collaborazione d’eccellenza con Naba, Nuova accademia di belle arti. Un legame che non sorprende: l'alluminio, duttile, riflettente e riciclabile infinite volte, è da decenni un materiale di elezione per artisti e progettisti, capace di trasformarsi in opera, installazione, visione senza mai perdere le proprie qualità. Per il Consorzio, portarlo al cuore della Design week significa dare forma concreta a un messaggio di responsabilità circolare attraverso il linguaggio più universale che esista: quello del progetto. Dal 21 al 26 aprile 2026, presso uno degli spazi più iconici di Milano, Palazzo Litta (Corso Magenta, 24), sarà visitabile l’installazione 'Extreme environments', nell’ambito di MoscaPartners variations 2026, la mostra collettiva che in questa edizione ha come tema conduttore Metamorphosis. 'Extreme environments' nasce da un percorso di ricerca condivisa curato da Claudio Larcher, design area leader, Andrea Mancuso, designer e docente, Luca Poncellini, design and applied arts department head, Michele Aquila, course leader del biennio specialistico in Creative media production e da Sofia D’Andrea, design area academic assistant, il progetto nasce da un percorso di ricerca condivisa che ha coinvolto gli studenti dell'area design per le installazioni in alluminio e quelli del biennio specialistico in Creative media production per lo sviluppo dei contenuti audiovisivi. Il progetto invita a riflettere su come il design possa reagire, adattarsi e generare nuove visioni in contesti estremi: dalle città verticali ai luoghi remoti, dalle temperature proibitive alle situazioni di forte fragilità sociale. Il concetto stesso di 'ambiente' si espande: è condizione climatica, spazio abitabile, ecosistema sociale e culturale. Protagonisti dell’installazione sono totem scultorei in lastra di alluminio, integrati da contenuti video su schermo Led, che dialogano con lo spazio storico di Palazzo Litta attraverso contrasti tra naturale e artificiale, leggerezza e solidità, riflessione e distorsione. Le superfici metalliche diventano dispositivi percettivi capaci di amplificare e reinterpretare l’esperienza dello spazio, trasformando un materiale quotidiano in linguaggio artistico di grande potenza visiva. La partecipazione di Cial alla Design week non è casuale: l’alluminio è per sua natura un materiale che si presta all’arte. Duttile, leggero, riflettente, capace di assumere qualsiasi forma senza perdere le proprie qualità intrinseche, è da decenni presente nel vocabolario dell’arte contemporanea, dall’architettura al design, dalla scultura all’installazione. In questo contesto si inserisce un percorso più ampio di dialogo tra Cial e il mondo dell’arte, sviluppato negli anni attraverso diverse collaborazioni e progetti. Tra questi, Lakapoliesis, la mostra curata dall’artista Matteo Cibic in occasione della Art week e Design week 2025; il sostegno all’Arte Laguna prize con il Premio sostenibilità e arte, dedicato a progetti che valorizzano la sostenibilità ambientale e, ancora, la ventennale collaborazione con il Dipartimento educazione del museo di Rivoli (To) con cui Cial organizza i laboratori d’arte, iniziative strettamente connesse al riutilizzo e al riciclo dei materiali. Ma c’è di più: l’alluminio è il materiale per eccellenza dell’economia circolare. Riciclabile infinite volte senza perdere qualità, la sua produzione da riciclo richiede il 95% di energia in meno rispetto a quella da materia prima. "La Milano design week è il palcoscenico ideale per raccontare l’alluminio per quello che è: un materiale vivo, che non esaurisce mai la propria storia. Ogni imballaggio in alluminio riciclato è materia prima pronta a diventare qualcosa di nuovo -e con 'Extreme environments' questa trasformazione diventa arte, esperienza sensoriale e riflessione collettiva", dichiara Stefano Stellini, direttore generale di Cial. "Per Cial, l’arte è da sempre un canale privilegiato per trasmettere i valori della responsabilità circolare in modo diretto e duraturo, attraverso l’esperienza estetica. Collaborare con Naba significa affidarsi a una generazione di progettisti che guarda al futuro con occhi critici e capaci di meraviglia, con cui costruire una visione della sostenibilità più profonda e duratura". "Partecipare alla Milano design week 2026, nel contesto di MoscaPartners variations a Palazzo Litta, rappresenta per Naba l'occasione per ribadire il valore del progetto come strumento di visione e responsabilità. 'Extreme environments', realizzato anche grazie alla collaborazione con Cial-Consorzio nazionale per il riciclo degli imballaggi in alluminio, esplora scenari complessi in cui l’alluminio diventa leva progettuale per immaginare nuove possibilità sostenibili", dichiara Claudio Larcher, Naba design area leader. "Il nostro approccio 'learning by doing' forma progettisti capaci di trasformare i limiti in risorse, contribuendo attivamente al dibattito sul futuro del design con consapevolezza e innovazione".