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Mps, vince Lovaglio: Delfin e Banco Bpm determinanti per il ribaltone di Siena

(Adnkronos) - Colpo di scena all’assemblea di Monte dei Paschi di Siena, dove nel giro di poche ore si è consumato un ribaltone inatteso che ha ridefinito gli equilibri ai vertici dell’istituto. A segnare simbolicamente il momento decisivo è stato il coro ...

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Tributaristi, a ottobre VIII congresso nazionale 

(Adnkronos) - Si sono concluse le preselezioni dei nominativi dei nuovi consiglieri aggiunti che potranno far parte della lista che il Consiglio nazionale uscente presenterà all’ VIII Congresso nazionale Int. La data è stabilita per il 9 ottobre a Roma, con l’ultima riunione del Consiglio ...

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Ppwr, la rivoluzione degli imballaggi: tra sfide e nuove opportunità

(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che ...

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Mps, vince Lovaglio: Delfin e Banco Bpm determinanti per il ribaltone di Siena

(Adnkronos) - Colpo di scena all’assemblea di Monte dei Paschi di Siena, dove nel giro di poche ore si è consumato un ribaltone inatteso che ha ridefinito gli equilibri ai vertici dell’istituto. A segnare simbolicamente il momento decisivo è stato il coro “Lovaglio, Lovaglio”, esploso al termine di una giornata iniziata con previsioni ben diverse. Fino alla mattinata, gli scenari indicavano un possibile successo della lista del consiglio di amministrazione, accreditata di superare il 30%. Ma già intorno all’ora di pranzo qualcosa cambia: nei corridoi prende corpo l’ipotesi di un sostegno determinante da parte di Delfin a Luigi Lovaglio. Un'ipotesi che - stando a quanto apprende AdnKronos - sarebbe iniziata a circolare già da ieri sera tra qualche addetto ai lavori. Un appoggio tutt’altro che marginale, considerando il peso del primo azionista, pari al 17,5%. Rimaneva poi l’incognita Banco Bpm. Anche in questo caso, la scelta finale si è orientata verso la continuità, con il voto a favore di Lovaglio. Una convergenza che si è rivelata decisiva nel ribaltare i rapporti di forza. L’affluenza si è attestata al 64,1% del capitale, segnale della rilevanza strategica dell’appuntamento. Determinanti quindi i voti di Delfin (17,5%) e Banco Bpm (3,7%), che hanno consentito alla lista del socio Plt Holding di imporsi con il 49,95%. La lista del Cda si è fermata al 38,79%, mentre Assogestioni ha raccolto il 6,94%. I fondi - stando a quanto apprende AdnKronos - hanno almeno in parte seguito le indicazioni dei proxy advisor, con la candidatura di Fabrizio Palermo amministratore delegato: la lista del Cda, senza il decisivo appoggio di Delfin, avrebbe infatti prevalso. Ma non è bastato. Dopo una sospensione di circa 30 minuti per verifiche tecniche, è arrivato il verdetto finale: Luigi Lovaglio tornerà nel consiglio di amministrazione di Mps. Con la vittoria della lista Plt Holding, il nuovo Cda di Mps sarà composto da 15 membri. Otto consiglieri provengono dalla lista vincente: Cesare Bisoni, Luigi Lovaglio, Flavia Mazzarella, Livia Amidani Aliberti, Massimo Di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corradini e Paola Leoni Borali. Sei membri arrivano dalla lista del precedente consiglio: Nicola Maione, Fabrizio Palermo, Corrado Passera, Carlo Vivaldi, Paolo Boccardelli e Antonella Centra. Completa il board Paola De Martini, espressione di Assogestioni. Il nuovo board, secondo quanto si apprende, potrebbe riunirsi già domani. "Sarà un Cda molto qualificato e credo che sarà molto utile e interessante: potremo imparare anche cose nuove lavorando insieme a loro". Lovaglio ha chiarito poi il senso della sua battaglia, respingendo l’idea di una rivalsa personale: “Non avrei trovato lo stimolo se avessi avuto un desiderio di rivincita. Ho un solo grande obiettivo: implementare un progetto innovativo che crei valore”. Il banchiere ha sottolineato come la sua scelta sia stata guidata da senso di responsabilità e dalla volontà di mantenere gli impegni presi con gli azionisti. Lovaglio ha inoltre espresso riconoscenza verso gli investitori e ha ribadito la determinazione a proseguire nel percorso di rilancio della banca: “Questa fiducia aggiunge ancora più determinazione. Non vedo l’ora di ricominciare”. Tra i temi strategici in campo che il nuovo Ad dovrà esaminare resta anche la posizione su Generali, definita da Lovaglio come “nice to have”, confermando una linea già espressa in passato anche in contesti internazionali come incontri con Morgan Stanley. Lovaglio non vede l'ora, spiega, di mettersi al lavoro e ricominciare da dove aveva lasciato. (dall'inviato Andrea Persili)

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Tributaristi, a ottobre VIII congresso nazionale 

(Adnkronos) - Si sono concluse le preselezioni dei nominativi dei nuovi consiglieri aggiunti che potranno far parte della lista che il Consiglio nazionale uscente presenterà all’ VIII Congresso nazionale Int. La data è stabilita per il 9 ottobre a Roma, con l’ultima riunione del Consiglio nazionale l’8 ottobre, i delegati congressuali voteranno la nuova dirigenza nazionale per il triennio 2026-2029. Il Consiglio uscente ha ancora indicato Riccardo Alemanno come presidente nazionale e anche le altre cariche sono già attribuite, quindi i votanti conosceranno già i ruoli dei candidati. Nel corso del mese di giugno, sarà inviato a ciascun tributarista Int, il regolamento di partecipazione e anche le modalità di composizione di eventuali altre liste elettorali. Nell’ ultima riunione il Consiglio nazionale, su proposta del presidente, ha individuato il titolo del Congresso che sarà 'Io Tributarista' con sottotitolo a trent’anni dall’idea fondativa dell’ Istituto Nazionale Tributaristi. Sono infatti passati 30 anni da quando il Comitato promotore ha tracciato percorso, valori e ideali dell’ Istituto Nazionale Tributaristi, individuabile anche con l’acronimo Int. Da allora l’Int si è sempre distinto per correttezza nei rapporti interni ed esterni, negli ideali perseguiti ed acquisendo credibilità nei confronti delle Istituzioni, dando ai propri iscritti un valore aggiunto di serietà e competenza. Soddisfatto il presidente Alemanno che dichiara ironicamente: “Qualche anno fa un giornale mi aveva indicato come un ‘dinosauro della poltrona’, io avevo risposto che dinosauro mi stava bene, ma la poltrona no, perché quello su cui ero seduto era uno sgabello, spesso scomodo, ironia a parte, sono curioso di scoprire come mi definiranno per questa mia ennesima candidatura. Voglio ringraziare il Consiglio per l’unità dimostrata in questo triennio e ribadire che l’obiettivo è quello della sempre maggiore affermazione della categoria nel settore delle professioni, che è sempre stato prioritario senza dimenticare i valori etici che devono accompagnare la scelta di un percorso professionale e la tutela dell’utenza. L’Int era presente ed è stato determinante, per il raggiungimento di funzioni abilitanti come quella di intermediario fiscale o della rappresentanza del contribuente, senza dimenticare il supporto fattivo alla scritturazione della Legge 4/2013, nonché il sostegno delle professioni associative non organizzate in ordini o collegi e la difesa del libero esercizio della attività non riservate e che tali devono restare in ambito contabile e tributario, ma i tributaristi Int sono sempre stati in prima linea anche nell’assunzione delle responsabilità come per l’antiriciclaggio o per l’accettazione degli obblighi a tutela dell’utenza come quello di aggiornamento professionale o di sottoscrizione di polizza di r.c. verso terzi. Un percorso di crescita professionale costante che proseguirà, così come la crescita di Confassociazioni, la maggiore Confederazione di rappresentanza delle associazioni delle professioni ex Lege 4/2013, che l’Int ha contribuito a ideare e fondare.”

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Ppwr, la rivoluzione degli imballaggi: tra sfide e nuove opportunità

(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.

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